Quelli del San Patricio, recensione

Con Quelli del San Patricio Pino Cacucci ci racconta la storia vibrante e vera di un manipolo di uomini coraggiosi.

Quelli-del-San-Patricio-recensioneTitolo: Quelli del San Patricio
Autore: Pino Cacucci
Editore: Feltrinelli
Pagine: 213
Prezzo: € 15,00

La letteratura è da sempre uno dei migliori “canali” attraverso il quale fare rivivere storie altrimenti dimenticate: di esempi, in questo senso, ne abbiamo a centinaia.

Di autori veramente bravi nel farlo, purtroppo, non altrettanti. Pino Cacucci fa sicuramente parte di questa esigua schiera e la sua ultima fatica letteraria, Quelli del San Patricio, conferma ancora una volta le sue grandi abilità di narratore.

Il romanzo racconta la guerra Stati Uniti e Messico da una prospettiva completamente diversa da quella che la storiografia ufficiale ci ha sempre propinato

Quelle che Cacucci riporta in vita sono le gesta del glorioso Batallòn San Patricio, un gruppo di audaci soldati, perlopiù irlandesi che, guidati dal tenente John Riley, disertano dall’esercito statunitense per unirsi ai combattenti messicani, impegnati in un’eroica quanto disperata resistenza.

Una storia dura di uomini veri che hanno sfidato e scelto la morte pur di fare la cosa giusta.

I militari del Batallòn, stanchi del disprezzo nutrito nei loro confronti dagli americani e dei continui soprusi esercitati da questi ultimi sulla popolazione messicana, diventano in breve tempo i più formidabili avversari dei loro ex commilitoni entrando nella leggenda per la strenua difesa di quegli ideali che dovrebbero sempre guidare, in ogni dove ed in ogni tempo, le azioni degli uomini.

La loro fine, certo, non ha nulla di consolatorio ed è già scritta dall’inizio: i soldati del San Patricio vanno incontro al loro destino con stoica determinazione rifiutando categoricamente la possibilità di darsi per vinti, ben consci di non avere alcuna possibilità di vittoria.

La storia è affidata proprio alla memoria di Riley, unico superstite del battaglione, provato anche ad anni di distanza nel corpo e nello spirito da quell’esperienza che ha fatto di lui un disertore segnato a fuoco dal marchio dell’infamia; un destino al quale avrebbe di certo preferito la morte, proprio come toccato a tutti i suoi compagni ed amici, impiccati lanciando il loro urlo di esultanza Erin Go Brach (Irlanda per sempre).

Ma Quelli del San Patricio non racconta soltanto di Riley e dei combattenti irlandesi. È anche un’accurata ricostruzione di avvenimenti e battaglie e di una guerra del tutto pretestuosa.

È la versione dei fatti che mai nessuno, prima d’ora, ci aveva spiegato con tanta efficacia e precisione: quella dei vinti.

Quello compiuto dagli americani in Messico a metà dell’800 è stato un vero e proprio genocidio, con buona pace di revisioni tanto comode quanto distorte, esempio lampante la celebre battaglia di Alamo.

Grazie a Cacucci una storia semisepolta riprende vita con così tanta forza da farci ribollire il sangue nelle vene per lo sdegno e la vergogna di ciò che è stato scelleratamente compiuto. Ancora una volta.

 

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