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Questo libro non esiste, la recensione

Questo libro non esiste di Marilù Oliva, la recensione di Matteo Strukul

Quando il romanzo incanta e unisce i lettori: Questo libro non esiste di Marilù Oliva

Questo libro non esiste di Marilù Oliva, la recensione di Matteo StrukulTitolo: Questo libro non esiste
Autrice: Marilù Oliva
Editore: Elliot
PP: 239

Ritengo Marilù Oliva una delle migliori autrici italiane. Punto. La ragione è presto detta. Dopo aver ottenuto un grande successo con la trilogia della Guerrera, al secolo Elisa Guerra, magnifico personaggio femminile che unisce straordinario e quotidiano, intuizioni efficaci e forza d’animo a fragilità e dolcezza, tipiche di una donna vera, generosa, colma di coraggio e fascino, Marilù Oliva ha affrontato con grande intelligenza e coerenza tre storie completamente diverse, molto meno legate a un certo genere fra giallo e noir, senza per questo smarrire nemmeno per un istante la propria raffinata e colta cifra stilistica che si nutre di una scrittura suggestiva e ricercata.

In questo senso, Le Sultane raccontava la maturità e l’ineluttabile scorrere del tempo, affrontando i temi con sensibilità e sincera attenzione, senza per questo rinunciare alla consueta verve e al brio irriverente di una commedia degli equivoci, pronta a virare verso il nero e addirittura il pulp, proprio come potrebbe accadere in un film di Alex de la Iglesia, penso in particolar modo a La Comunidad.

Lo Zoo – forse il mio romanzo preferito fra le sette meraviglie finora scritte da Marilù – ci faceva sbarcare direttamente sul set di un film di David Lynch o magari di Federico Fellini, dove strano e bizzarro divenivano codici precisi, pronti a far da contrappunto a una società ormai malata, corrotta, dall’anima perduta e barattata in cambio di denaro, potere e condizione sociale. Quel romanzo diveniva una sorta di moderno bestiario che, forte di una scrittura evocativa e intrisa di magia, affrescava una galleria di personaggi indimenticabili e terribili.

Il nuovo romanzo di Marilù – Questo libro non esiste, ancora una volta pubblicato da Elliot – sovrappone ancora una volta i livelli, ripiegandoli in una lama narrativa tanto affilata quanto magnifica.

Troverete anzitutto una spietata, lucida e divertente mise en scene del mondo editoriale e delle sue piccole, a tratti misere, dinamiche di potere. E ancora, una trama a giallo in cui il protagonista, Mathias Onaru, aspirante scrittore, finisce invischiato, suo malgrado, nell’omicidio di un piccolo editore di provincia. Eppure l’indagine non travalica mai i confini dell’escamotage, della scusa letteraria per condurre una riflessione più ampia e commovente dell’esplorazione dei rapporti fra persone, proprio come fa William Saroyan ne La commedia umana o magari Erskine Caldwell ne Il bastardo e dunque gli indizi, i colpi di scena, gli equivoci – tutti perfettamente calibrati e disposti con cura e classe – altro non sono se non il riflesso d’uno specchio incantato per parlare dell’incontro/scontro fra generazioni, delle difficoltà e dell’incomunicabilità fra uomo e donna, delle parole taciute, delle emozioni celate e date in pegno a un’attesa che non mancherà di farne cenere.

Infine, v’è il grande metalinguaggio celeste, la trama cosmica, quel disseminare di riferimenti a pianeti, costellazioni e comete che da una parte aggiunge un ulteriore tocco di fascinazione alla storia, dall’altro suggerisce un ribaltamento di prospettiva, un porre in relazione particolare e universale, dettaglio e grande visione d’insieme e che serve a relativizzare e riportare nei corretti confini la piccola storia, il granello di sabbia, che è ognuno di noi, nell’indicibile disegno del mondo.

Ne esce ancora una volta un romanzo fresco come spuma d’oceano, una brezza letteraria che ha la segreta capacità di intrattenere e far riflettere con garbo e sferzante intelligenza. Lo fa con tutta la forza sincera di un grande romanzo popolare e al tempo stesso con una pulizia di scrittura degna della letteratura più alta, perché Marilù Oliva ha quel talento unico di essere un’autrice preziosa: unisce là dove altri dividono, incanta invece di spiegare, conquista senza porre condizioni, come solo un grande romanziere sa fare.

Ecco perché dovete leggere questo libro.

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