Ranx di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, la recensione

Ranx di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, la recensione di Giacomo Brunoro

Ranx è la prima raccolta integrale di Ranxerox, il coatto sintetico: un volume imperdibile per gli amanti del fumetto e non solo. Znort!

Ranx di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, la recensione di Giacomo Brunoro - CopertinaTitolo: Ranx
Autore: Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Alain Chabat
Editore: Comicon
PP: 205
Prezzo: 22 Euro

La Banana Comix è lieta di presentare un fumetto pieno di violenza gratuita! Con queste parole esordiva nell’ormai lontano 1978 Ranxerox sulle pagine di Cannibale entrando direttamente nell’olimpo dei comics.

Ranx si presenta come un’edizione suntuosa ad un prezzo assolutamente abbordabile e deve aver fatto gongolare di gioia i tanti fan, oltre ad aver colmato una lacuna enorme nel panorama editoriale italiano.

Fino ad oggi infatti mancava un’edizione integrale che raccogliesse tutte le (dis)avventure del coatto sintetico.

Ranxerox è un personaggio unico nel panorama dei comics, un concentrato di violenza, ignoranza, visionarietà, droghe (sintetiche e non), provocazione, blasfemia, pornografia, disumanità, amoralità.

Insomma qui dentro c’è tutto il peggio che vi possa venire in mente. Io mi domando davvero con che geniale sfrontatezza Tamburini & Soci abbiano potuto pubblicare delle storie del genere.

Giusto per capire di cosa stiamo parlando vi ricordo che siamo in Italia, quel paese in cui ancora oggi qualche non meglio specificata associazione ha protestato perché su Rai4 va in onda Il Trono di Spade (troppo violento, troppo diseducativo, troppo tutto…).

Ranx

In un Roma futuribile che anticipa per alcuni tratti la folle umanità di Blade Runner assistiamo ad una serie di violenze senza nessun senso condite da uno humor nerissimo. La società raccontata da Tamburini non è malata, è proprio morta. E hai voglia ad aspettare i tre giorni…

Nel mondo di Ranxerox la vita umana vale zero. Il concetto stesso di umanità vale zero. I personaggi che trovate tra le pagine di questo splendido volume si muovono spinti da desideri primari: sesso, soldi, droga (non necessariamente in quest’ordine).

Se viene ammazzato qualcuno in metropolitana a fianco a te ti sposti per non macchiarti il vestito di sangue, ma per il resto nessun problema. Se qualcuno protesta per qualcosa viene massacrato seduta stante.

Uomini schiavi di una violenza cieca e assoluta che non riescono a comunicare, non provano niente, sono divorati dall’attimo e dalla frenesia di sopravvivere.

La società di Ranxerox non è immorale ma, molto semplicemente, è completamente amorale. Non ci sono regole, o forse le regole ci sono anche ma non gliene fotte niente a nessuno.

Ranx

Paradossalmente l’unico a provare un sentimento vero è proprio la nostra fotocopiatrice ambulante, quel Ranxerox follemente innamorato di Lubna.

Un sentimento che però è frutto di un guasto tecnico e privo di qualsiasi filtro culturale, tanto che Ranx alla fine non ci pensa un secondo a fare letteralmente a pezzi chiunque dia minimamente fastidio alla “sua” Lubna.

Nel mondo di Ranxerox niente importa davvero, proprio come succede ogni giorno per le strade nella vita reale, tra l’altro.

I disegni di Tanino Liberatore poi sono strepitosi, non c’è certo bisogno che sia io a dirvi che stiamo parlando di un gigante assoluto, ma è la scrittura di Stefano Tamburini a fare la differenza (come si nota paragonando le sue storie a quella scritta da Alain Chabat!).

Ranx

Al di là del folle divertimento che gli autori devono aver provato a scrivere le avventure di Ranx, siamo di fronte ad una satira totale che viola sistematicamente tutte le regole del politicamente corretto, un non-sense perfettamente sensato che scardina ogni convinzione e luogo comune, una rappresentazione lucida della follia della nostra società, tavole attualissime e che sembrano scritte e disegnate domani.

Per farla breve le storie di Ranxerox sono un vero capolavoro.

ZNORT!

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