Raymond Chandler a Hollywood

Raymond Chandler, Billy Wilder e La fiamma del peccato, un articolo di Dino del Ciotto per SugarDAILY, il blog di Sugarpulp

Nel 1939 la casa editrice Knopf pubblicò Il grande sonno, un romanzo noir di un nuovo autore di nome Raymond Chandler. Il libro aveva come protagonista Philip Marlowe, destinato a diventare l’archetipo di tutti i futuri investigatori privati romanzeschi. Raymond Chandler a Hollywood- Raymond chandler Il grande sonno ebbe un discreto successo. Nei tre anni successivi Chandler pubblicò altri tre romanzi ma nonostante la critica ne riconobbe ben presto il valore, nel 1943 Raymond Chandler era letteralmente al verde. Per questo quando la Paramount Pictures decise di scritturarlo per fargli scrivere sceneggiature Chandler senza pensarci tanto accettò di corsa. Gli affidarono La morte paga doppio, un romanzo di James Cain che sarebbe diventato celebre nei cinema con il titolo de La fiamma del peccato. Avrebbe dovuto trarne la sceneggiatura con quello che ne sarebbe stato il regista: Billy Wilder. “Perché si ostina a tutti i costi a voler cambiare il senso del romanzo di partenza?” chiese Wilder, il regista, un giovane vispo, malizioso ed estremamente competitivo che si era fatto un nome e in futuro sarebbe diventato uno dei migliori registi di Hollywood. “Perché mi avete assunto?” rispose Chandler digrignando i denti. Raymond Chandler a Hollywood- Raymond chandler e Billy wilder - la fiamma del peccato Era da diverse settimane che stavano collaborando alla stesura della sceneggiatura e non c’era stato un giorno in cui a Chandler non parve che Wilder lo detestasse. Wilder afferrò un paio di fogli dattiloscritti dalla scrivania e lesse ad alta voce la battuta di un personaggio scritta da Chandler quella mattina: “Come potevo sapere che il delitto ha qualche volta l’odore del caprifoglio?” “Penso che Phillis la protagonista femminile debba…” “ No” lo zittì Wilder. “Che significa no?”. “Credo che la protagonista femminile per il momento vada bene così”. “Senta signor Wilder, sono sicuro che Phillis debba essere più cattiva, molto, molto più perversa, potremmo farne la più grande Dark Lady che da queste parti abbiate mai visto” borbottò Chandler quasi con scherno. “Signor Chandler da lei mi aspetto dialoghi brillanti, i dialoghi ci porteranno i personaggi” rispose Wilder. “Ma la storia così com’è non va bene. Cain non mi piace. È un finto naif. Un Marcel Proust con la tuta da lavoro unta. Il suo romanzo è troppo pieno di sesso”. “Potrebbe essere un punto di partenza” intimò Wilder in tono autoritario. “ Non sono abituato a lavorare così” si lamentò Chandler mettendosi stizzito a caricare la pipa di tabacco. “Farà bene ad abituarsi se vuole continuare a lavorare in questa industria”. “Continuare a impupazzare miseramente storie che qualunque scrittore decente butterebbe via?”. Chandler scosse la testa. Wilder sbuffò e si alzò dalla poltrona. Senza dire niente uscì dalla stanza. Chandler lo seguì con gli occhi, quando Wilder si ebbe chiuso la porta dietro le spalle tirò fuori furtivamente dalla tasca della giacca una fiaschetta cromata e buttò giù un lungo sorso, quindi ripose la fiaschetta in tasca e accese la pipa. Wilder rientrò. Raymond Chandler a Hollywood- Billy wilder “Mi dispiace che io non le piaccia signor Chandler” disse Wilder tornandosi a sedere e afferrando un altro foglio dalla scrivania. Prima che Chandler potesse rispondere si mise a leggere ad alta voce: “Non ti ho mai amato, ne te né nessuno. Sono guasta dentro. Mi eri utile. Solo questo eri per me. Cos’è questo?” Chandler lo guardò fisso senza parlare. “Secondo lei Phillis non dovrà redimersi, vero?” chiese Wilder facendo una smorfia. “Credo di sapere cose che lei farebbe fatica a comprendere”. “Ne è davvero sicuro?”. “Perché ha chiamato proprio me signor Wilder?”. “Lei è troppo supponente”. “Tra noi due sono io quello che conosce il genere noir”. “Vede, è proprio quello che intendevo” disse Wilder. Si sentì bussare alla porta e senza che nessuno disse nulla la porta si aprì. Un uomo in doppiopetto grigio entrò con passò deciso. “Ciao Billy” disse verso Wilder quindi si voltò verso lo scrittore. “Come va mr. Chandler?”. Raymond fece un cenno con gli occhi. Conosceva quell’uomo perché era l’uomo che gli pagava lo stipendio: Joseph Sistrom. Il produttore si avvicinò al regista e i due cominciarono a confabulare. Chandler lo prese come una pausa, si alzò per sgranchirsi le gambe e si avvicinò alla finestra aperta che dava su una strada secondaria. Un uomo stava litigando con una donna. La donna gettò qualcosa in direzione dell’uomo dopodiché salì in macchina e partì a razzo. Era una bella giornata. Chandler si chiese cosa ci facesse in quell’ufficio. La sua attenzione fu richiamata dal ticchettare di una penna sulla scrivania. Sistrom doveva essersene andato. Si voltò. Wilder lo fissava. “Chiuda la finestra” gli ordinò. Chandler strinse gli occhi. Senza una parola afferrò il cappello e l’impermeabile e raggiunse l’uscita dell’ufficio, arrivato nei pressi della porta si fermò. “Chiuditela da solo, Wilder” disse prima di infilare la porta e sparire.

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