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Re della terra selvaggia

Re della terra selvaggia

A volte guardi un film e lo trovi incompiuto, Re della terra selvaggia entra a pieno titolo in questa mia personale categoria.

Da brava barbabietola, non ho saputo resistere al richiamo del territorio, il Mississippi e la Louisiana protagonisti della migliore letteratura pulp americana.

Le premesse per una grande serata di cinema c’erano tutte.

Interamente girato a Montegut, realmente sul delta del Mississippi. Soprattutto una produzione indipendente che ha ricevuto un’esagerazione di premi, tra cui in ordine sparso:

  • Sundance Film Festival: Cinematography Award e Grand Jury Prize
  • Cannes Film Festival: Golden Camera, Prix Regards Jeune e Prize of the Ecumenical Jury – Special Mention
  • Washington DC Area Film Critics Association Awards: Best Youth Performance
  • Toronto Film Critics Association Awards: Best First Feature
  • Stockholm Film Festival: Best Directorial Debut
  • Seattle International Film Festival: Best Director
  • Satellite Awards: Outstanding New Talent
  • Reykjavik International Film Festival: Best Film
  • Phoenix Film Critics Society Awards: Best Performance by a Youth in a Lead or Supporting Role – Female, Breakthrough Behind the Camera, Breakthrough on Camera
  • Palm Springs International Film Festival: Directors to Watch
  • National Board of Review, USA: Best Directorial Debut e Top Films
  • Nantucket Film Festival: New Voices e New Voices in Screenwriting Award
  • Los Angeles Film Festival: Best Narrative Feature
  • Hollywood Film Festival: Bingham Ray Award e Breakthrough Director Award
  • Durban International Film Festival: Best Direction
  • British Film Institute Awards: Sutherland Trophy
  • BAFTA Awards: Adapted Screenplay

Qualcuno l’ho dimenticato ma le quattro nomination al premio più ambito dell’anno, Oscar per gli amici, si devono contare come pesanti endorsement: Best Achievement in Directing, Best Motion Picture of the Year, Best Performance by an Actress in a Leading Role, Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published.

Re della terra selvaggia

Ma allora… perché sono uscito dalla sala con un terribile senso di nulla cosmico?

Eppure la giovane interprete Quvenzhané (fata) Wallis è straordinaria, Hushpuppy è quasi perfetta.

Un film interamente girato su pellicola 16mm come una volta, ormai nella tecnologia “una volta” è ieri, che lascia trama, solchi e polvere stampati come a ricordo indelebile di un tempo passato. La trama poggia su quello che non ci sarà più, anzi su quello che non c’è già più.

Comprimari veri immersi nel sudore, sporcizia e povertà tipica del bayou, talmente veri da essere proprio tali nella vita, così, il film low-cost costringe e attinge dal reale. Un escamotage che non sempre funziona al meglio proprio come nella pellicola in questione.

Re della terra selvaggia

Tolta la fata (zhané) che incanta il pubblico con un potente sortilegio, le fate sono magiche per definizione, il resto è nettamente al di sotto, non perché le prove d’attore siano troppo scarse ma il gap è troppo evidente quasi imbarazzante.

E poi il Mississippi con i suoi bayou, che speravo al centro e fulcro di una trama di relazioni e perdite, viene lasciato miseramente indietro come un qualcosa da scartare, un mero espediente narrativo per una folle rincorsa alla più gretta visone eco-apocalittica possibile.

L’archetipo del “bovino estinto” è terribilmente e inesorabilmente desolante, come il mondo raccontato che solca senza ritegno.

Troppo semplice, troppo raccontato e descritto minuziosamente dalla sempre fervida Hushpuppy, evoluta a narratore invadente e mai taciuto. Mi ricorda troppo i brutti film di Terrence Malick, vedi The Tree of Life, con l’esposizione di tutto, esplicitato per non lasciare dubbi, noia creata per un pubblico incapace di sognare.

Odiatemi ma la penso così.

Un’occasione persa, un film che ritengo incompleto in tutti i sensi, non un documentario, non un fantasy e non un grido di protesta eco-qualcosa degno di questi nobili principi.

L’opera teatrale di Lucy Alibar, Beasts of the Southern Wild (titolo originale del film), meritava di più da questo script? Questo non posso saperlo ma lasciatemi dire che  la curiosità mi divora.

PS: non fatevi fregare dal bellissimo trailer, il film è tutto in quel minuto e poco più.

Guarda il TRAILER

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