Ringer

Ci sono serie Tv belle e serie tv brutte. Ci sono anche serie Tv talmente brutte da diventare belle. È il caso di Ringer?

La serie ha creato molta attesa. È il ritorno di Sarah Michelle Gellar, la Buffy (pronuncia Baffi) del millennio scorso. L’hype era alle stelle, il pilot è stato presentato ai più grandi Network televisivi americani, che l’hanno rispedita al mittente. Alla fine si è accasata alla CW, rete nota per il livello trash dei suoi programmi (Gossip Girl, Supernatural, 90210 ecc. ecc. ecc.). Trovando la giusta collocazione, direi.

La storia, facendola breve, è quella di due sorelle gemelle: Bridget, una prostituta ex tossica minacciata di morte dal supercattivo di turno, e Shioban (pronuncia Sciovan), una raffinata moglie trofeo di un ricco agente di borsa. Le due sorelle sono talmente uguali in tutto che per distinguerle ci ha pensato il parrucchiere: Sciovan ha i capelli raccolti e invece Bridget sciolti.

Ringer

Le due si incontrano dopo diversi anni di separazione (il motivo verrà svelato dopo 20 episodi e ovviamente è una mezza minchiata) e, in una scena che verrà ricordata come la peggiore della storia degli effetti speciali della televisione mondiale, mentre le due sorelle sono in barca e Bridget si fa la pennica, Shioban scompare. Di lei rimane solo il golfino in puro cachemire che galleggia nell’oceano.

Morta suicida? Ah ah ah figuratevi.

Bridget quindi prende il posto della sorella e ci fosse uno che si accorge della sostituzione! Non dico il marito con cui ha un rapporto freddo, ma nemmeno l’amante, la figliastra, la migliore amica, l’agente dell’FBI che indaga su Bridget. L’unico che se ne accorge, dopo quindici puntate, è l’autista!
Ringer richiede allo spettatore di credere a tutta una serie di cazzate incredibili, una sospensione dell’incredulità a prova di bomba. Siamo pronti a farlo?
Parentesi soap opera: lo psicodramma interiore di una ex prostituta che ha paura di dover dare la prova d’amore al marito della sorella è degno della peggiore telenovela sudamericana anni 80.

Ma vogliamo parlare del cattivo? Di sicuro ha cattivo gusto in fatto di pettinatura e abbigliamento, ma per il resto ho visto suore dell’asilo più perfide. Invece, il macho agente dell’FBI, che si chiama pure Machado, ha lo stesso spessore di una sottiletta e in duemila puntate non pensa mai che Siobhan sia in realtà Bridget (basterebbe prenderle le impronte)
Insomma:  Ringer si presenta come un prodotto mediocre, dove ciò che accade è scontato e se non lo è sembra un buco di sceneggiatura.

Consigliata agli amanti del trash e a chi vuole un prodotto che non richieda impegno cerebrale.

Guarda il TRAILER

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2016 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account