Robert Crais

Robert Crais, un autore che racconta una Los Angeles perduta e un Sud disperato con ironia e che ha saputo creare due personaggi indimenticabili, Elvis Cole e Joe Pike.

Pochi riescono a scrivere thriller che siano, al tempo stesso, violenti e ironici. Quasi al limite della comicità.

Robert Crais

Parto da qui per raccontare Robert Crais, un autore che amo particolarmente e al quale è il caso di dare buna parte delle colpe se ho cominciato a scrivere.

Robert Crais è un tranquillo sessantenne (secondo una mia amica un affascinante sessantenne) originario della Louisiana. Nei suoi trascorsi qualche cosina da niente, che ne so.. ah, si, ha sceneggiato Miami Vice. Per dirne una.

Robert Crais

Il suo modo di scrivere è tagliente e divertente. Spesso dissacrante, concede dei sorrisi e delle grandi pause, prima di ritrascinare il lettore in un vortice di violenza.

Per capirci, con tutte le distanze del caso, una lettura che si può avvicinare a quella del grandissimo Joe Lansdale, anche se in Crais manca il politically uncorrect e la violenza è molto più… delicata, ecco.

Di base tutte le storie scritte da questo grande autore, ruotano attorno a due personaggi: Elvis Cole e Joe Pike.

Il primo è un cazzone. Lasciatemelo dire. Un arguto investigatore privato di Los Angeles, che indossa camicie hawaiane e abita affacciato su un canyon. Un tipo divertente.

Così divertente che in alcuni momenti non riesci ad andare avanti con la lettura perché ti stai piegando in due. Ma poi, d’improvviso, diventa un duro. E quando picchia, picchia forte.

Robert Crais

Joe Pike è l’opposto: un ammasso di muscoli taciturno e vegetariano, che ha un negozio di armi, pratica ogni tipo di preparazione fisica e aiuta l’amico Cole nei casi che gli vengono sottoposti.

Accanto ai due ruota di tutto. Los Angeles viene dipinta in maniera ingloriosa: bella ma dannata. Raccontano la disfatta del sogno americano, la disperazione di chi vi arriva per cambiare vita e viene vomitato da una città esasperata. La violenza nelle strade, la povertà, la miseria umana.

Crais mette in campo anche tutte le sue conoscenze in ambito profondo sud ambientando alcuni dei suoi romanzi a Baton Rouge o New Orleans, a ritmo di Missisipi Blues.

Il trucco è tutto qui: i lettori si concentrano sui personaggi, li amano. E la storia passa in secondo piano. Ed è un trucco che funziona alla grande.

Robert Crais

Non che le storie siano da nulla, ma potrebbe anche parlare di cappuccetto rosso: penderemmo comunque dalle labbra di Elvis Cole e Joe Pike, tanto bene sono caratterizzati.

Robert Crais ha affiancato anche una serie di romanzi che non contano sui due amici, e da questi partirò per fornire qualche titolo: Ostaggio, da cui un film con Bruce Willis, Lo specialista e Countdown. Buoni gli ultimi due, mediocre (ovviamente a mio avviso) il primo.

Del resto il rischio di creare dei personaggi seriali è questo: aspetti loro, tutto il resto passa in secondo piano.

Per la serie Elvis Cole, che ritengo sia il caso di leggere in ordine, immergetevi nella Los Angeles più tetra, ma ridendo e sorridendo con: La città dorme, La squadra, Il mercante di corpi, La prova, Senza protezione, L.A. Killer (maledizione, è il primo che ho letto io!), L’ultimo detective, L.A. Tattoo.

Robert Crais

Poi, pian piano, Robert Crais ha scelto di mettere un po’ in ombra Cole e puntare su Pike. Ne sono usciti dei buoni romanzi, comunque. Ma, a mio avviso, non all’altezza dei precedenti. L’angelo custode, Attraverso il fuoco, La prima regola, La sentinella.

In questi ultimi, dicevo, Pike è il protagonista, Cole la spalla. Buoni, ma si perde quell’originalità alla Pulp Fiction in cui si sparano tanti proiettili quante cazzate.

A chi non lo avesse ancora letto consiglio di iniziare a scoprire un grande autore. Entrerete in una Los Angeles da dimenticare e in un Sud disperato, ma avrete a che fare anche con posti e donne bellissime, uno humor gustosissimo e, soprattutto… brividi. Tanti brividi!

Forza Robert!

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