Rusty Dogs

logo colonnaI motivi che fanno di Rusty Dogs uno dei fumetti più sugarpulp tra quelli in circolazione sono tanti, ma mi limiterò ad elencarvene tre.
Il primo è la passione: come ammette candidamente Emiliano Longobardi, l’ideatore di questo progetto, tutto è nato dalla voglia di raccontare storie crime-noir insieme ai suoi disegnatori preferiti. E stiamo parlando di professionisti che lavorano per i più importanti editori italiani ed europei come Lelio Bonaccorso, Claudio Stassi, Werther Dell’Edera e Andrea Del Campo, giusto per fare qualche nome. Rusty Dogs nasce quindi quasi per gioco, è un’idea che si sviluppa in maniera liquida attraverso più mani e più matite.
Il secondo motivo è la rete: Rusty Dogs è un progetto nato online e che ha riscosso da subito un enorme successo proprio per la sua caratteristica di riuscire ad interpretare un genere classico uscendo però dai soliti schemi.
Il terzo è presto detto: Rusty Dogs puzza tremendamente di vita.

Il format stesso di Rusty Dogs è figlio dell’esigenza di impegnare in maniera relativa tutti i disegnatori coinvolti: racconti brevi e taglienti che non lasciano spazio a seghe mentali e che hanno il gran pregio di colpire duro in ogni singola tavola. Rusty Dogs si dipana in episodi realizzati di volta in volta da artisti diversi anche se la struttura di fondo resta la stessa: sceneggiature calibrate e di qualità, testi scritti benissimo, un bianco e nero che ti graffia la gola con la sua intensità. I disegnatori coinvolti finora hanno sviluppato con il loro stile le sceneggiature di Emiliano Longobardi, ma questo non impedisce ad ogni singola tavola di inserirsi perfettamente nello schema di fondo: ogni dettaglio di queste storie racconta di sudore, di sangue, di illusioni perdute ma mai dimenticate, di marciapiedi sporchi e deserti, di cinismo metropolitano, di solitudini, di falliti costretti per troppe volte a fare i conti con la vita. Una malinconia di fondo che ogni disegnatore ha saputo interpretare alla grande e che fa pulsare il cuore di questo progetto destinato a far parlare molto di sé. Emiliano Longobardi è riuscito nell’impresa di prendere due semplici parole, Rusty Dogs, e di traformarle in mondo in cui il bianco e nero raschia via ogni illusione.

– càne
s.m.
1 sm: {zoologia} mammifero domestico, con testa allungata orizzontale, muso generalmente aguzzo, dentatura robusta, canini sporgenti, olfatto sviluppatissimo, corpo di media grandezza
2 sm: [in senso figurato] persona spregevole, villana o malvagia
3 sm: nelle armi da fuoco portatili, martelletto metallico che, premendo il grilletto, percuote la capsula e accende la carica di lancio
4 sm: forma italianizzata di khan

– rùggine
s.f., s.m.inv., agg.inv.
1 sf: sostanza di colore bruno-rossastro che si forma per ossidazione sulla superficie del ferro e di altri metalli esposti all’aria e all’umidità, logorandoli
2 sf: [in senso figurato] astio, rancore reciproco
3 sf: malattia che colpisce il frumento, dovuta ad un fungo parassita; si manifesta con macchie rossicce sulle foglie

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  1. […] Alcune recensioni molto gratificanti su Rusty Dogs: -MArteMagazine -Pegasus Descending -SugarPulp […]

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