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Sangue Cattivo, la recensione di Camilla Bottin

Sangue Cattivo segna l’esordio letterario del “nostro” Fabio Chiesa: un grande noir, sporco e cattivo, ambientato tra le dolci colline del Roero.

sangue cattivo fabio chiesaTitolo: Sangue Cattivo
Autore: Fabio Chiesa
Editore: Araba Fenice
PP: 245
Prezzo:

Nonostante sia un bravo giornalista Damiano Morin non sembra essere in grado di farsi le domande giuste: dopo un fallimento lavorativo nella Grande Città rientra tra le dolci colline del Roero con la coda tra le gambe.

Il suo migliore amico, Walter, lo odia e l’ex fidanzata che l’ha tradito a suo tempo ora è felicemente sposata e con un bambino. Riceve ugualmente una possibilità di riscatto: deve indagare sulla faccenda poco pulita della compravendita del terreno di Primo Lora, cugino del vicesindaco, su cui la comunità musulmana vorrebbe costruire una moschea.

L’odio razzista avvolge Mossano, il vicesindaco Lora e i suoi tirapiedi, tra cui tre strani personaggi pseudo-nazi affettuosamente denominati “i tre buchi di culo”, fomentano i disordini, alimentando sempre di più la marca netta che segna la tolleranza dalla violenza.

Stranamente Donati, il sindaco, è esente da questo clima: l’imprenditore arrivista, per una volta, si dissocia dal vice del suo stesso partito e concorre alle elezioni regionali con il PD, mostrando una facciata “pulita”, quasi permissiva.

La faccenda puzza ma sembra che a breve l’atto di cessione del terreno chiuda la questione con la tanto auspicata costruzione della moschea della discordia: Damiano continua comunque a fare domande in giro e a sollevare un vespaio. Poco ci manca, però, che la sua macchina passi a miglior vita, con lui dentro: di mezzo ci sono pure la ‘Ndrangheta calabrese e un camion di rifiuti tossici scomparsi.

Ad affiancarlo ci sono il direttore del settimanale del paese e l’amico Walter, orso di due metri, abile karateca: nel corso delle indagini Damiano farà scoperte sempre più deludenti, la giustizia è un marciume di corruzione. Primo Lora viene assassinato in casa sua e il terreno resta “vergine”, pronto per entrare nelle mani del Comune che vuole trasformarlo in un parcheggio: fino a che punto la giunta è colpevole?

Non manca la presenza femminile, Damiano farà conoscenza della bella fotografa Laura, donna dal passato sentimentale complicato ma incredibilmente sexy nella sua presenza tangibile e del capitano Sonia Ghinelli, unica, tra le forze dell’ordine, a rappresentare ancora i “buoni”.

I paesaggi, percorsi con il rumore rombante di una moto di sottofondo, fanno da cornice idilliaca a un quadro che è sporco e marcio, come un mobile d’epoca carino a vedersi all’esterno e quasi “mangiato” all’interno.

Damiano è l’eroe di Mossano, l’autore Fabio Chiesa invece sarà per tutti i lettori l’eroe di una serata: Sangue cattivo si legge senza interruzione alcuna, con frenesia, fino alla conclusione soddisfacente per tutti.

È difficile che il romanzo non piaccia, ha il giusto mix per colpire anche i lettori più diffidenti, si parla di amore, amicizia, ma anche di ingiustizia e temi attuali quali il razzismo e la corruzione. E in più ci sono loro, le colline del Roero, con i loro vini e i loro tramonti, la bellezza della natura che contrasta l’inadeguatezza umana. Leggetelo, non ve ne pentirete.

Leggi l’intervista di Camilla Bottin a Fabio Chiesa su Padovando.

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