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Senza Luce

Senza luce è una storia che che si svolge in una manciata di ore, tante quante ne occorrono per leggerla

Senza luce

Titolo: Senza Luce
Autore: Luigi Bernardi
Numero di pagine: 173
Editore: Perdisa Pop (collana Romanzi)
Prezzo: 14,00

Quattro storie apparentemente scollegate, uno svitato che si mette a sparare all’impazzata e sullo sfondo un piccolo paese dell’Emilia Romagna immerso completamente nel buio.

A provocare il black out le forze dell’ordine, nell’intento di ostacolare l’escalation omicida del folle.

E’ questo il contesto narrativo in cui si muovono, è il caso di dire alla cieca, i personaggi dell’ultimo romanzo nero di Luigi Bernardi. Dapprima incontriamo un’infermiera alle prese con un vicino di casa un po’ troppo intraprendente nei suoi confronti; un perito comunale che si offre di far compagnia alla donna, perché quest’ultima è sola in casa e non ha nemmeno una torcia.

Poi è la volta di un nucleo familiare dai componenti alquanto singolari, ma che in fondo può ben rappresentare l’archetipo di una classica famiglia italiana. Il padre è un docente di “fenomenologia del mutamento”, fedifrago e maniacale nell’appuntarsi le cose da approfondire.

Nella snervante attesa del ritorno dell’elettricità (e della tecnologia di cui il figlio è succube), cerca di intrattenere la prole e la moglie con un gioco che avrà risvolti non previsti, proprio da lui che è così calcolatore. Il terzo quadretto domestico, ritrae invece uno scrittore in fase di stallo, che rimugina sull’importante storia d’amore avuta con una donna dai trascorsi torbidi, e sulle passeggiate notturne che faceva con lei sui tetti delle case del vicinato.

Infine, il classico bar del paese, quello situato nella piazza principale, frequentato da quarantenni in su, perché i più giovani ormai frequentano il pub, unica novità della zona. La barista e proprietaria, è una seducente brunetta che flirta con un tipo che gira da poco in paese e che dà filo da torcere agli altri avventori del bar, quando li spenna a carte.

Tutti sono rintanati nelle proprie abitazioni o nel bar, per non rischiare d’incontrare il matto che ha iniziato a far fuoco, ma il pericolo minore sembra essere rappresentato proprio da quest’ultimo. Alcuni dei personaggi infatti, nascondono un passato ingombrante, o non sono quello che sembrano; altri assisteranno invece, al degenerare del proprio equilibrio psichico, complice l’assenza della luce.

Ma l’oscurità consente anche l’acuirsi di altri sensi, memorabile è la scena in cui Ivano, una volta sedotta Loretta, la padrona del bar, elenca mentalmente i desueti odori che emana il corpo della donna. Anche il tatto dello scrittore è amplificato quando con mani esperte e sensibili assembla un misterioso oggetto (solo successivamente sapremo cos’è) lasciatogli in eredità dalla compagna. Bernardi, con occhio munito di visore notturno, riesce a descrivere scene immerse nella completa oscurità e a tratteggiare gli stati d’animo altrettanto tenebrosi dei suoi protagonisti.

Una storia che che si svolge in una manciata di ore, tante quante ne occorrono per leggerla. E se siete abituati a leggere di sera, munitevi di una torcia o di candele, d’estate i black out sono frequenti, come farete a lasciare la lettura se rimarrete “senza luce”?

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