Sharknado 3 – Oh Hell no! la recensione

Perle e Porci, di Massimo Zammataro

Con Sharknado 3 – Oh Hell no! la Asylum vince il suo personalissimo triplete dimostrando che il cielo non è più il limite.

In Sharknado 3 le bestiacce si sono moltiplicate e compaiono su tutto il territorio orientale degli Stati Uniti vomitando squali come un cesso intasato. C’è chi si chiede come possa succedere, come si formino queste tempeste e come le bestie possano sopravvivere, ma è un quesito che (per ora) resterà irrisolto.

Ora non serve pensare, bisogna agire ed il nostro Fin Shepard, insignito dal Presidente come eroe nazionale e divenuto il massimo esperto di sharknado, si ritrova a dover sventare la più grande minaccia squalesca di sempre: tutti i tornado si stanno radunando sulla costa orientale. La catastrofe è vicina. Non mi dilungherò oltre né sulla trama né sulla qualità tecnica di Sharknado 3, tanto non vi è nulla da aggiungere a quanto detto per i capitoli precedenti.

Quindi, non resta che un elenco di ciò che vedrete più o meno in ordine di apparizione:

  • Lou Ferrigno che muore subito;
  • sparatorie alla John Woo contro gli squali volanti;
  • Washington D.c., e tutto quello che ci sta dentro compresi Casa Bianca, Obelisco e Lincoln Memorial, rasa al suolo dagli squali;
  • una sigla di inizio da paura (ma sul serio!);
  • Bo Derek (sì, proprio lei) che nonostante qualche rughetta intorno alla bocca resta comunque un bel vedere;
  • Tara Reid (April Shepard, con mano meccanica dotata di motosega a scomparsa) e Cassie Scerbo, che un po’ di gnocca non guasta mai;
  • gente che pilota jet supersonici come se guidassero una minicar, senza patente e senza maschera d’ossigeno;
  • gli Universal studios di Orlando, Florida, devastati dai pinnuti mascelloni, in una catarsi meta-cinematografica da pelle d’oca (Universal ha prodotto Lo squalo).

Dice, tutto qui? No, fino ad ora è normale amministrazione: perché è nell’ultima mezz’ora che si scatenano i fuochi d’artificio della puttanata, in un crescendo senza fine.

Per dissipare la mega tempesta e salvare milioni di vite dalla morte dal cielo, occorre creare una depressione tramite una gigantesca esplosione nell’occhio del ciclone. Solo una persona può aiutare nell’impresa: costui è David Hasselhoff (!), padre di Fin e astronauta quasi pensionato con un sogno nel cassetto (che realizzerà). Baywatch si mette alla guida di uno Space Shuttle portando con sé Fin e April, la di lui moglie incinta. Obiettivo è sganciare i serbatoi dello shuttle e farli esplodere. Ma non servirà, ovviamente. Ultima chance: azionare manualmente nello spazio un’arma segreta satellitare.

Dopo una (breve) scena madre tipo Bruce Willis che saluta la figlia in Armageddon, Hasselhoff esce nello spazio con una tutina da jogging, moon-boot e una bolla per pesci rossi i testa, e dopo una space-walk da film anni ’50 aziona il “laserone”. Tempesta sconfitta, ma lui non può tornare a bordo. Lo ritroveremo poco dopo sulla Luna, accanto al lem dell’Apollo mentre, appagato dall’aver realizzato il suo sogno, saluta sorridente la Terra.

Nel frattempo gli squali, forse per rimbalzo, finiscono nello spazio contro lo shuttle. Fin li affronta a colpi di motosega laser che sarebbe l’invidia di tutti gli Jedi (e sicuramente di J.J. Abrams per non averci pensato per il capitolo 8). April intanto viene inghiottita (di nuovo, dopo Sharknado 2) da un megalodonte spaziale. Mentre lo shuttle va in pezzi, Fin si lancia dentro lo squalo per recuperare April ed il figlio che porta in grembo. Assistiamo quindi a:

  • un rientro sulla Terra dentro il pescecane che precipita incendiato dall’atmosfera, perché si sa che la pelle di squalo è resistente;
  • un atterraggio dello squalo-navicella frenato da paracadute azionato da Fin dall’interno dello stesso;
  • parto di April all’interno dello squalo e fuoriuscita della puerpera che oltre a partorire è riuscita anche a staccare il cordone ombelicale e rivestirsi completamente.
  • riunione di famiglia, colpo di scena finale, fine del film.

Ed ecco la genialata: il colpo di scena non è svelato, ma si chiede agli spettatori di decidere come deve finire. Perché il finale e le domande irrisolte le vedremo in Sharknado 4! We haven’t done yet…

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