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Solo la verità, la recensione

Solo la verità di Karen Cleveland, la recensione di Giulia Mastrantoni per Dea Planeta Libri.

Titolo: Solo la verità
Autrice: Karen Cleveland
Editore: Dea Planeta Libri
PP: 352

Che dire? Sono arrivata al 25% dell’ebook dicendomi che la storia era una palla inverosimile. Non mi piacevano la protagonista, suo marito e neanche i casini in cui si stavano cacciando. Però. C’è sempre un però. Quando ho superato il 25%, devo proprio dirlo, la trama ha iniziato a prendermi sul serio.

Sì, forse ci sono delle sottigliezze che tutt’ora mi lasciano perplessa, ma una cosa devo assolutamente sottolinearla: non riuscivo a chiudere questo accidenti di libro. Dovevo sapere come sarebbe andata a finire. Sono persino arrivata in ritardo al brunch del sabato, pur di leggere il finale, e chi mi conosce sa che il cibo per me è la priorità indiscussa.

Insomma, ho letto questo romanzo d’un fiato e gli ho dato quattro stelle su Goodreads. Non vedo l’ora di leggere il seguito.

Solo la verità, la trama

Vivian è un’analista della CIA. Ha inventato un algoritmo e lo sta testando, senza troppo successo (per non dire nessuno). Indaga sul controspionaggio russo e sta cercando di identificare delle cellule dormienti che fanno capo a un misterioso supervisore. Da quello che Vivian sa, ogni supervisore russo coordina cinque cellule in sonno. Non è ben chiaro quanto i russi siano organizzati, né se le comunicazioni tra il supervisore e le cellule siano costanti o sporadiche.

Le pochissime informazioni di cui Vivian dispone, l’hanno aiutata a mettere appunto l’algoritmo, che la porta a identificare cinque sospetti. I primi quattro sospettati si rivelano buchi nell’acqua, ma il quinto, Jurji. Jurji potrenne essere un supervisore. Mentre Vivian analizza il suo computer, le compare davanti una cartella. “Amici”. Ci sono cinque foto. Potrebbero essere le cinque cellule in sonno? Vivian clicca sulla prima foto. Non le dice nulla. La seconda neanche. La terza… è una foto di suo marito. Cosa ci fa suo marito nel computer di un sospettato?

Matt è il marito di Vivian e il padre dei loro quattro bambini. Luke è il maggiore, poi c’è Ella. Infine i due bebè, Chase e Caleb, gemelli. Matt è un uomo meraviglioso: sin dal primo caffè con Vivian si è rivelato essere la sua anima gemella, il solo compagno di vita con il quale Vivian potrebbe mai immaginare di avere una famiglia. Gary e Barb, i suoi genitori, non sono particolarmente presenti nella sua vita, ma Matt sembra essere felice. In fondo, ha Vivian e i bambini. Cos’altro può volere?

Vivian, però, inizia a chiedersi se per caso suo marito non sia stato in qualche modo avvicinato dai russi. Magari, complici le difficoltà economiche che stanno attraversando, Matt ha pensato bene di portare un po’ di soldi extra in famiglia fornendo informazioni riservate ai russi? Vivian scoprirà ben presto che no, suo marito non è stato reclutato di recente. È una spia russa da sempre. E ora cosa può fare? Denunciarlo? Vorrebbe e sa che sarebbe la scelta giusta. Ma le cose si complicano prima del previsto…

Ci sono innumerevoli colpi di scena che vi faranno restare appiccicati alle pagine. Ci sono anche alcune piccolezze che lasciano l’amaro in bocca, come il fatto che non si capisce bene che cosa Vivian pensasse circa il presunto lavoro di Matt prima di scoprire che, in realtà, il suo lavoro era lo spionaggio. Nello stesso modo, manca quell’elemento romantico che sarebbe stato perfetto in un thriller basato sui ricatti in famiglia e il doppiogiochismo. Forse in alcuni passaggi Vivian non è particolarmente interessante, ma viene tutto compensato da un finale che si fa letteralmente divorare.

Che dire? È un romanzo imperfetto e incredibilmente ricco di suspense. Lo consiglio vivamente e non vedo l’ora di leggere il seguito. Perché ci sarà un seguito, vero?

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