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Sorry

Sorry di Drvenkar Zoran non è certo un romanzo perfetto, ma nonostante tutto convince e si lascia leggere molto volentieri

SorryTitolo: Sorry
Autore: Drvenkar Zoran
PP: 490
Editore: Fazi Editore
Prezzo: Euro 19.00

Kris, Wolf, Frauke e Tamara sono quattro ragazzi berlinesi che, in tempi di crisi, riescono a inventarsi un lavoro decisamente originale: fondano un’agenzia (chiamata “Sorry”) specializzata nel chiedere scusa.

In un mondo cinico e spietato, nessuno si ferma a chiedere perdono per aver licenziato o umiliato qualcun altro, e l’agenzia Sorry offre questo servizio, non tanto a privati cittadini, quanto soprattutto alle aziende.

Incredibilmente, il progetto dei quattro amici riesce a decollare e li porta ad arricchirsi in breve tempo. Finché, un giorno, ricevono un incarico da un certo Meybach: devono chiedere scusa da parte sua a una donna. Soltanto che, nell’appartamento che si trova all’indirizzo indicato dall’uomo, i ragazzi trovano la donna morta, inchiodata a una parete.

Inizia così un perverso rapporto tra l’assassino e i quattro ragazzi, coinvolti loro malgrado in un piano che affonda le radici in un passato tragico e tormentato.

Zoran Drvenkar, berlinese di origine croata, ha scritto, con Sorry (pubblicato da Fazi Editore) un thriller che ha tutte le qualità per imporsi. Merito soprattutto di una scrittura brillante, di una trama incalzante e adrenalinica e di personaggi molto ben caratterizzati, che accompagnano il lettore dalla prima all’ultima pagina senza un momento di stanca.

In più, ai pregi della scrittura e della trama, si aggiunge la felice e originale ambientazione nella affascinante capitale tedesca, non certo usuale per un thriller di qualità (stendendo un velo pietoso su alcune produzioni televisive germaniche).

Romanzo perfetto, quindi? Non proprio. Il principale difetto del thriller di Drvenkar è la scarsa plausibilità e credibilità di alcuni snodi narrativi e delle stesse motivazioni che fanno incrociare la strada dell’assassino con quella dei giovani protagonisti.

Ma, una volta alzata (anche se di parecchio) la soglia della sospensione dell’incredulità, la lettura scorre piacevole e senza sosta: quando si entra nel mondo di Sorry e dei suoi personaggi è difficile uscirne prima di aver terminato la lettura.

Lo stile e la bravura di Drvenkar ti avvinghia in un vortice che ti porta da pagina 1 a pagina 490 senza quasi che te ne accorga. E questo, di per sé, è già un grosso merito, per un autore di thriller. Una lettura che, ne sono certo, appassionerà più di qualche barbabietola tossica…

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