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Spider

Spider: la ragnatela come mappa, ben prima che come trappola. La mente da decostruire, prima di essere ricostruita.

Nel delirio, non si desidera che ritrovare la ragione. Ci si tormenta nel ripercorrere, nel ricordare, nel ricostruire. Si procede per tentativi, gettando lo sguardo dietro gli angoli bui, cercando risposte dove sembra esserci soltanto il vuoto.La mente è un groviglio di sentieri interrotti, gangli neuronali bruciati, strade spaccate. La mente guarda a sé come un puzzle rotto, i frammenti sparsi alla rinfusa sul pavimento dell’inconscio, gli eventi confusi come i volti di chi abbiamo dimenticato.

In questo groviglio, Cronenberg dipinge la storia di Dennis Clegg e del suo delirio. Le claustrofobiche aule del manicomio. Le invalicabili mura della clinica. I legacci di una mente che crea un codice per interpretare la follia. Tutto questo si interseca con il ricordo di un omicidio, di un tradimento, di una gelosia. Fare i conti con il proprio padre, l’odiato padre cui non basta la bellezza dell’amata madre. Fare i conti con il padre che cerca sfogo nell’alcol e nelle prostitute. Fare i conti con la sua violenza, con i suoi vizi, con quel volto rancoroso di chi non sa apprezzare la fortuna che ha.

La madre. La madre che comprende, che sorride. La madre che carezza e che viene trattata come uno straccio da quel padre tanto odiato. La madre che viene uccisa con un colpo di badile, sull’orlo di un tradimento consumato. La madre che cambia di volto, che diventa la volgarità, il vizio, che tutt’un tratto si trasforma in ciò che di peggio poteva esistere. La trasmutazione dell’affetto in odio.

La disperata ricerca di un metodo per ricostruire il senso della propria storia: un taccuino, un ricordo, un puzzle o una ragnatela di fili. A ritroso, le vie che restituiscono alla ragione mostrano profili distorti, vicoli ciechi, snodi impossibili. Solo poche, tra le immagini proposte dal cervello, sono parte della realtà.

Il resto è inganno, è trappola, è schizofrenia. Il taccuino è il tradimento. Il ricordo è lo stravolgimento. Il puzzle è il crollo. La ragnatela è la mappa. La ragnatela è la trappola. La ragnatela è la risposta a quel delirio inestricabile, e forse addirittura l’arma di un delitto inconfessabile. Forse addirittura l’anima di Spider.

Il capolavoro psicologico di Cronenberg, che proprio come il protagonista (un Ralph Fiennes da applausi) tira le fila di gran parte della sua produzione precedente, gettando lo spettatore in una ragnatela di oscurità e ambigui sospetti.

Un’opera totale, forse una delle più sottovalutate del regista canadese.

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