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Spinning Man – L’impostore, la recensione

Spinning Man l'impostore Recensione

Spinning Man – L’impostore, la recensione di Federica Belleri del romanzo di George Harrar.

Titolo: Spinning Man – L’impostore
Autore: George Harrar
Editore: Fanucci / TimeCrime
PP: 272

Il docente universitario di filosofia Evan Birch riceve in facoltà una scatola con le copie del suo primo libro pubblicato, Menti inquietanti. È felice, dopo anni di ricerche e di fatiche finalmente una soddisfazione.
Evan è sposato e ha due gemelli identici di dieci anni. Deve però rimanere con i piedi per terra, perché ha un seminario che lo aspetta.

Il suo mondo, fatto di filosofi e schermaglie accattivanti con la moglie Ellen, viene stravolto dall’ispettore Malloy. Una ragazza di sedici anni è scomparsa e alcuni indizi la avvicinano al professore. Cosa sta succedendo?

Da quel momento la sua vita di coppia subirà una lenta caduta, i gemelli avranno alcuni problemi di comportamento e l’università non avrà lo stesso influsso positivo di sempre.

Ma davvero sono questi i problemi di Evan Birch? Davvero è innocente? Realmente mille indizi compongono la verità? Forse è tutto un equivoco, forse è uno scherzo di cattivo gusto. O forse no?

Spinning man, romanzo dal quale è stato tratto il film con Pierce Brosnan, attraversa le abitudini e le ossessioni, i carteggi filosofici da collegare per forza alla vita di tutti i giorni. Come se ci si volesse aggrappare per difendersi o nascondersi. Racconta le inquietudini legate al sospetto, al di là dell’amore.

Perfetti i dialoghi creati dall’autore fra il professore e l’ispettore, e il professore e sua moglie. Sono precisi, taglienti, mescolati agli sguardi giusti, ricchi di sfumature e sempre in bilico tra verità e verosimiglianza.
Editing e traduzione ben fatti.

Ve lo consiglio. Buona lettura.

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