Stagione di sangue, la recensione

Stagione di sangue, la recensione di Giulia Mastrantoni del romanzo di Lorenzo Scano pubblicato da Watson Edizioni.

Stagione di sangue, la recensione di Giulia Mastrantoni del romanzo di Lorenzo Scano pubblicato da Watson Edizioni.

Stagione di sangue, la recensione di Giulia Mastrantoni del romanzo di Lorenzo Scano pubblicato da Watson Edizioni.Titolo: Stagione di sangue
Autore: Lorenzo Scano
Editore: Watson Edizioni
PP: 260
Prezzo: 9,50

Tempi bui a Cagliari. Ah, no, non sono bui: tempi d’oro a Cagliari! A metà degli anni Ottanta, la città è al centro di uno sviluppo edilizio che fa gridare tutti alla pacchia. Palazzoni ovunque, gente che arriva in città dagli angoli più disparati della Sardegna e un bel numero di rapine e aggressioni. Ah, non ve lo avevo detto? Insieme allo sviluppi edilizio, a Cagliari arriva anche un bel po’ di violenza, mista a tanta voglia di sangue.

Alcuni dei delitti non sono di facile risoluzione: la polizia brancola nel buio e l’episodio viene liquidato come una rapina da appartamento; altri, invece, suscitano non poca curiosità da parte delle forze dell’ordine, che decidono di andare fino in fondo alla questione.

I media vanno a nozze con ogni goccia di sangue versata: chi ha il titolo più sensazionalistico, lo usi pure! Ma l’ipotesi di una sanguinosa rivalità tra bande, avanzata proprio dai media, non regge.
Tra la memoria corta dei cittadini e l’incapacità di portare avanti le indagini, la polizia chiude i casi. Gli anni passano senza che nessuno torni più a parlare degli anni Ottanta.

Qualche decennio dopo, Carmine Cannas è seduto in una bettola. Uscito da poco dal carcere, è inguaiato fino al collo: deve soldi a un sacco di gente, usurai inclusi. Di certo non è messo bene. E poi è finito in carcere per una cosa così stupida: un tentativo di estorsione. Un ricatto. Beh, lui ci aveva provato: non era certo colpa sua de Montis era stato più furbo di lui e lo aveva denunciato, senza stare troppo a pensare al fatto che sì, in effetti aveva tradito sua moglie. Tanto lei già lo sapeva. E Carmine era finito in carcere. Tre anni. Mentre era lì, in una stanzetta scomoda con un compagno di cella un po’ troppo curioso, Carmine aveva letto: romanzi, riviste, tutto quello che gli era capitato tra le mani. Che altro aveva da fare?

Mentre beve su uno sgabello della bettola, Carmine viene avvicinato da Clara, una bionda vestita alla moda e profumata. Carmine inizia a temere che sia lì per giocargli qualche brutto tiro, ma la donna lo invita nel suo appartamento… E Carmine accetta. Peccato che Clara abbia un compagno, ma questo Carmine ancora non lo sa.

Lisa, nel frattempo, è una madre che ha avuto il suo bel da fare: innamorata persa di Mario, un poliziotto, ci ha fatto un figlio. Bell’affare! Federico è stato sospeso da scuola per spaccio di droga e è finito in carcere per tre anni e mezzo. In tutto questo, Mario se ne è andato. Morto. E lei lo amava come se fosse l’unico uomo al mondo. La vita di Lisa fa schifo.

Lisa è depressa e la sua nuova vita sentimentale non la aiuta certo a sentirsi meglio: Giuliano, l’uomo rimorchiato quella sera, si è rivelato essere solo un imbecille e Lisa ha terminato la sua giornata tra vodka e serie tv.

“Cosa succederà quando Federico uscirà di prigione?” si chiede. Da lì in poi, le cose non miglioreranno di certo, tanto più che la storia di Lisa si scontrerà con quella di Carmine…

Un romanzo ben scritto, intrigante e ricco di suspence. Consigliato a tutti gli amanti del noir.

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