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Star Wars: Gli ultimi Jedi, la recensione

Star Wars: Gli ultimi Jedi, la recensione

Star Wars: Gli ultimi Jedi, la recensione in anteprima (e SENZA SPOILER) dell’ottavo capitolo della saga creata da George Lucas. A cura di Giacomo Brunoro.

Finalmente è arrivato il giorno di Star Wars: Gli ultimi Jedi. Da qualche anno ormai l’appuntamento con Star Wars è diventato un classico di Natale e a sentire la Disney lo sarà ancora per un bel po’.

Ma non perdiamo tempo in chiacchiere: com’è questo Star Wars: Gli ultimi Jedi? Dopo un Episodio VII che al cinema non mi era dispiaciuto (ma che mi lascia sempre più perplesso ogni volta che lo rivedo), e un Rogue One che mi aveva annoiato a morte (salvo gli ultimi meravigliosi minuti finali) non avevo grandissime aspettative.

C’era molta curiosità, questo sì, soprattutto per Mark Hamill. E proprio il buon vecchio Luke imbolsito e marinato al gin tonic è l’unica cosa che alla fine riesce a dare un senso (e un’anima) a un film davvero brutto.

Gli ultimi Jedi, un film senza capo né coda

Gli ultimi Jedi è un film brutto, scritto malissimo e che puzza di finto in ogni inquadratura. I personaggi sono quasi tutti stereotipi banali e noiosi, con Adam Driver incapace di assumere espressioni naturali e credibili. Anzi riesce nell’incredibile compito di essere sempre irritante e completamente fuori luogo.

Ma il problema dei personaggi è che sono proprio scritti male, tutta roba da filmetto amatoriale girato con gli amici. Scelte davvero incomprensibili per qualsiasi target che non sia 5-8 anni (e anche anche…).

La trama, molto semplicemente, non esiste. Devono aver pensato “C’è questo Mad Max che regge per due ore con un grande inseguimento. Figata, facciamolo anche noi nello spazio, vedrai che funziona”. Beh, vi posso assicurare che questa volta non funziona.

La Disney questa volta ha davvero esagerato disneyzzando troppo un prodotto che comunque aveva mantenuto finora un senso: va bene citarsi addosso, va bene sorridere, ma se voglio vedere Balle spaziali guardo Balle spaziali.

Il problema è che non c’è un’idea buona che sia una, non c’è un personaggio che convinca, mancano completamente le basi di tutto. Le auto-citazioni sono talmente tante e talmente stupide che si arriva all’autoplagio senza senso, per non parlare poi dei registri completamente sbagliati dei dialoghi.

Due ore e mezza di film sono tante, troppe se non hai idee e se manca completamente la storia, tanto che ad un certo punto ero fortemente tentato di andarmene. Ma… 

…poi arriva Luke Skywalker

Luke Skywalker invade la scena e di colpo cambia tutto: il film prende vita, lo schermo si riempie di passione, di epos, di potenza. Ed è in quel momento che, se ami questa saga nonostante tutte le brutture a cui ti hanno costretto in questo anni, ti si attorcigliano le budella.

Non so neanche come definirlo, ma credo sia qualcosa di molto vicino all’essenza del cinema: stupore, meraviglia, sogno… La forza evocativa di Luke nella lunga parentesi finale ti fa dimenticare tutto quello che hai dovuto sopportar fino a quel momento.

Basta per salvare il film? Adesso che ci penso a mente fredda non lo so. Però mentre guardavo quelle scene ero letteralmente invasato, con tanto di lacrime nel finale. Quindi non so che dirvi, tanto se siete fan di Star Wars andrete a vedere Gli ultimi Jedi a prescindere da tutto quello che leggerete, quindi andatevelo a vedere e fatevi un’opinione.

E adesso?

L’anno prossimo uscirà il film dedicato a Han Solo diretto da Ron Howard, poi nel 2019 Episodio IX. E poi via con una nuova triologia ufficiale, spin off a go-go, serie tv live action (arriverà, fidatevi che arriverà), serie animate, libri, fumetti, canone, non canone…

La Disney con Episodio VII ha innescato il Bing Bang e l‘universo creato da George Lucas continuerà ad espandersi a dismisura nei prossimi anni.

Un bene? Un male? Sinceramente non me ne importa più di tanto, sono un uomo semplice: voi fatemi vedere un po’ di spade laser che sibilano, qualche astronave che si tuffa nell’iperspazio e un po’ di epica eroica a buon mercato, alla fine un modo per metterci d’accordo lo troviamo.

Ma se per il prossimo giro fate un piccolo sforzo e riuscite a far scrivere la sceneggiatura da dei ragazzini delle elementari  invece che da un branco di scimmie urlatrici forse sono più contento.


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