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Star Wars: L’ascesa di Skywalker, la recensione

Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Star Wars: L’ascesa di Skywalker, la recensione SENZA SPOILER del nono e ultimo capitolo della saga di Guerre Stellari.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker è un film capace di emozionare al netto di tanti inevitabili difetti. È un film che ha del carisma, che fa delle scelte coraggiose e interessanti.

Uno degli aspetti che mi è piaciuto di più è che Star Wars: L’ascesa di Skywalker richiama un po’ le atmosfere dei romanzi ambientati nell’Universo Espanso, soprattutto Darth Plagueis di James Luceno.

Vengono mostrati e in parte raccontati infatti alcuni aspetti della Forza che possono sembrare delle sciocchezze ma che, se si va a guardare la mitologia Jedi nel profondo giù fino alla saga di Revan, sono invece dei veri cardini dell’universo creato da George Lucas.

Chiariamoci subito: ci sono scene davvero memorabili che giustificano abbondantemente le tante puttanate che sono finite dentro a questo film. C’è però una mezz’ora buona difficile da spiegare, al punto che sembra messa lì quasi a screditare quanto fatto con Episodio VII e Episodio VIII.

Avevamo davvero bisogno di questa trilogia?

Tutto sommato la storia regge, poi anche questo film segue la linea dell’ultima trilogia, ovvero “tutto sommato non ne avevamo bisogno, non c’era più niente da raccontar e se c’era era di sicuro qualcos’altro”.

Con la conclusione della saga Disney è però riuscita a salvare la faccia dopo le dure critiche ricevute in questi anni, critiche che non stanno mancando neanche in questi giorni visto che in giro non si sta parlando affatto bene di Star Wars – L’ascesa di Skywalker.

Non che in questo film manchino le cazzate senza senso alla Disney che tanto hanno fatto storcere il naso a noi fan in questi anni, però qui non ci sono momenti inutili e noiosi che taglieresti in toto, come ad esempio tutta la parte nel pianeta casinò di Episodio VIII.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker forse è troppo denso

Forse 2 ore e 10 sono troppe, ma il problema qui è che il film è troppo denso, troppo pieno di storia, come se Disney avesse voluto rimediare a quanto fatto finora: “Ok ragazzi, abbiamo fatto due film e mezzo il risultato è un bel merdone. Come facciamo adesso a tenere in piedi la baracca?”.

Cambiare tutto in corsa in un progetto di tale portata dev’essere una missione impossibile, eppure ce l’hanno fatta. Purtroppo una soluzione del genere comporta dei buchi che non puoi tappare, ma tutto sommato chi se ne frega.

JJ Abrams santo subito

A naso direi che gran parte del merito di tutto quello che funziona in Star Wars – L’ascesa di Skywalker lo dobbiamo a JJ Abrams.

Con questo film Abrams dimostra di conoscere come pochi altri l’universo di Star Wars, di saperlo interpretare in maniera credibile al netto di una storia che partiva già molto debole.

Qui mi lancio in una supposizione personale: probabilmente la morte improvvisa di Carrie Fisher ha minato nel profondo la struttura narrativa della trilogia.

La storia pensata all’inizio è stata per forza di cose ridisegnata senza di lei (si è riusciti a salvare alcuni spezzoni di girato inserendola dentro a questo film ma in maniera davvero tirata per i capelli), ma è chiaro che aggiustare le cose in corsa non funziona mai al 100%.

In più The Last Jedi è stato criticatissimo, Solo è stato addirittura un flop al botteghino e questo ha costretto Disney a mettere una toppa a tutto il progetto a riprese già iniziate.

È mancata dunque una cabina di regia unica che rendesse la trilogia omogenea e coerente.

Il film migliore della nuova trilogia

Nonostante tutto credo che Star Wars: L’ascesa di Skywalker sia il film più godibile della nuova trilogia, per lo meno al cinema.

Mi è capitato infatti di rivedere da poco The Last Jedi, che al cinema mi era piaciuto molto, e l’ho trovato bruttissimo. The Rise of Skywalker invece potrebbe essere un film capace di durare.

Un titolo intraducibile

Va detto che c’è un grosso problema con l’adattamento italiano e per questo spero di vedere il prima possibile il film in lingua originale.

Il termine “rise” infatti è intraducibile, indica sì l’ascesa ma soprattutto esprime il concetto di rialzarsi in un momento in cui sembri essere definitivamente sconfitto, che è poi uno dei punti chiave del film.

Ma è logico che non si poteva intitolare il film “Skywalker si rialza”.

Che la Forza sia con voi!

Queste sono le mie impressioni a caldo e al netto del tentativo di parlare di Episodio IX evitando gli spoiler. Sicuramente dovrò ragionarci un po’ su, magari rivedere il film, leggere qualche recensione e confrontarmi con amici e appassionati della saga.

Quel che è certo che la Forza scorre potente in questo film!

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Made with love by Andrea Andreetta

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