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Sugarpulp Festival 2012: Alessandro Berselli

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi è il turno di Alessandro Berselli:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

Divertimento. Confronto. È questa la meraviglia dei festival, che incontri chi ti legge ma nel contempo ti parametri con gli altri scrittori. Credo davvero che l’intefaccia nel nostro lavoro sia fondamentale. Non chiudersi nella propria idea di scrittura, relazionarsi con stili e diverse interpretazioni

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Fino adesso tanto. Ho sempre ambientato le mie storie a Bologna, mi sembrava una scenografia imprescindibile. Ora non la vedo più così fondamentale, Preferisco città non definite, non attribuite. Lascio scegliere la location a chi mi legge.

Secondo te si pubblica troppo?

Più che altro si pubblicano cose di non ottima fattura, e leggiamo tutti le stesse cose. C’è un Marketing editoriale che ci condiziona pesantemente e ci omologa. Siamo dei lettori pecora, ci muoviamo in branco.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

L’autopubblicazione è onanismo, come masturbarsi per avere l’illusione di avere fatto sesso. Non è editoria, è tipografia. Sto invece monitorando l’ebook, pur senza essere ancora arrivato a una conclusione. Chiaro la dimensione digitale mi interessa parecchio. Solo che il libro di carta è così bello

Il podio dei tuoi film preferiti.

Pulp fiction. Arancia meccanica. Babel

Meglio Twitter o Facebook?

Facebook, più popolare, meno seghe intellettualistiche.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

Franzen, anche se non è noir

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Minimalista, psicologica, morbosa, sperimentale, stilosa

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Del prossimo che uscirà? Never mind the bollocks dei Sex Pistols

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

Il ritratto di Dorian Gray, Il giovane Holden, It.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

L’Ulisse di Joyce. E me ne vanto

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