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Sugarpulp Festival 2012: Allan Guthrie

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Ecco a voi Allan Guthrie:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

Non vedo l’ora di avere l’opportunità di passare del tempo parlando di libri con persone che hanno i miei stessi gusti in un bellissimo paese. Grazie per avermi invitato.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Dipende. Si dice che i gialli debbano evocare un forte senso del territorio e questa è stata una mia forte debolezza quando ho iniziato. Ci ho lavorato così tanto nel mio romanzo d’esordio, “Two-Way Split”, che alla fine speravo di aver fatto un bon lavoro evocando Edimburgo ma direi che non è stato così. La trama sfrutta le diverse parti della città e avrei trovato difficile immaginare il libro ambientato da un’altra parte, fosse anche un’altra città della Scozia. Con il mio ultimo romanzo, “Dietro le sbarre”, ho affrontato una sfida diversa: quella di evocare non una città ma una prigione. ;i sono concentrato nel dare un senso di claustrofobia, paura e monotonia. Non sono sicuro di quanto sia importante che la prigione è in Scozia, comunque. Slammer è in qualche modo più internazionale. Probabilmente c’é qualcosa di universale nelle prigioni.

Secondo te si pubblica troppo?

No, non lo credo. E’ bene che ci sia una scelta. Credo tuttavia che siano stati pubblicati troppi libri uguali. Varianti senza fine dello stesso tipo di libri non garantisce il tipo di scelta che desidera il lettore.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Gli ebooks hanno dato un’opportunità a molti scrittori di avere dei lettori. Ho venduto molti più e-books negli ultimi 12 mesi di quanti libri su carta non abbia venduto nella mia carriera. Mi piace avere dei lettori. Non mi piace stare nell’ombra. Perciò il boom del digitale è stata una vera spinta per me. Sono persino riuscito a creare un gruppo editoriale che pubblica libri di altri autori. Il digitale ti permette quel rischio che la maggior parte degli editori attualmente evitano e questa cosa mi piace.

Il podio dei tuoi film preferiti.

È dura, non faccio mai certi paragoni ma ci sono tre film che non smetterei mai di guardare Amor y Perros, Hana-bi, Kiss Kiss Bang Bang.

Meglio Twitter o Facebook?

Non sono su Facebook. Uso twitter di tanto in tanto. Ma non è una cosa che mi viene naturale.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

Val McDermid. L’Italia l’amerebbe e lei adora l’Italia.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Libera, dura, nera, veloce, cruda.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Mi immagino Nick Glass, il protagonista di Slammer che continua a sentire questa canzone: “Every Day Is Exactly The Same” di NIN

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

Un’altra domanda difficile. “Direi Street Of No Return” di David Goodis, “GBH” di Ted Lewis e “Double Indemnity” di James McCain.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

La Bibbia.

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