Sugarpulp Festival 2012: Barbara Baraldi

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi vi presentiamo Barbara Baraldi:

Cosa ti aspetti dallo Sugarpulp Festival?

Incontri interessanti, argomenti stimolanti. Buona compagnia e buoni aperitivi.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Sono molto legata alla peculiarità del nostro territorio. Mi piace raccontare la campagna dove vivo e le città che amo. Un sogno lungo un’estate, uscito da poco per Einaudi, è intriso delle atmosfere che respiro ogni giorno. Il mio percorso di autrice parte da Bologna, anche attraverso i misteri che si nascondono tra gli archi dei suoi vicoli medievali, E poi c’è Siena, la città ideale, per me, in cui immaginare l’urban fantasy di Scarlett.

Secondo te si pubblica troppo?

Probabilmente sì, perché pare che il mercato non sia in grado di recepire tutte le novità proposte dagli editori. Forse, un po’ più di selezione, magari orientata alla qualità delle proposte, aiuterebbe a rendere anche i lettori meno diffidenti

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Credo ci siano sviluppi interessanti dietro l’angolo, anche se qui in Italia non sembra offrire grandi opportunità, nell’immediato futuro

Il podio dei tuoi film preferiti.

Dico i primi tre che mi vengono in mente: Miriam si sveglia a mezzanotte, Bram Stoker’s Dracula, Il cavaliere oscuro.

Meglio Twitter o Facebook?

Uso Facebook da più tempo, ma sto cercando di abituarmi anche a Twitter, che è meno chiassoso.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

Fabio Genovesi.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Lascio che siano gli altri a definirmi, se ne sentono la necessità. Davvero, non saprei.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Io che sono appassionata di new wave, in “Un sogno lungo un’estate” mi sono trovata una protagonista che ascolta Fabri Fibra!

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autrice.

L’amante, di Marguerite Duras, Narciso e Boccadoro di Herman Hesse, I racconti del terrore di Edgar Allan Poe

Il libro che non sei mai riuscita a finire di leggere.

Probabilmente era così noioso che ho scordato il titolo

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