Sugarpulp Festival 2012: Enrico Pandiani

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Ecco a voi Enrico Pandiani:

Cosa ti aspetti dallo Sugarpulp Festival?

Incontrare amici, conoscerne di nuovi e scambiare opinioni e informazioni. Ovviamente, se possibile, trovare molti nuovi lettori.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Il territorio e la città sono più che importanti nei miei romanzi, sono protagonisti come le persone. Curo molto la descrizione e l’effetto che il territorio ha sulla narrazione.

Secondo te si pubblica troppo?

Probabilmente, il 90% di ciò che si pubblica e di troppo, probabilmente anche la mia roba.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Non conosco per niente la materia, non saprei che dire. Personalmente non mi attrae.

Il podio dei tuoi film preferiti.

Nel senso i tre che preferisco? Il terzo uomo (Carol Reed, 1949), Nel corso del tempo (Wim Wenders, 1976), Fino all’ultimo respiro (Jean-Luc Godard, 1960).

Meglio Twitter o Facebook?

Mai usato Twitter.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

Massimo Gardella.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Personale, agitata, morbida, fluida, scattante.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Dance me to the end of love, cantata da Madeleine Peyroux

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore/autrice.

Il lungo addio, di Raymond Chandler; Lo Straniero, di Marcel Camus; Corri, di Douglas E. Winter

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

Casino Totale, di Jean-Claude Izzo.

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