Sugarpulp Festival 2012: Francesco Verso

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Ecco a voi Francesco Verso:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

È la prima volta che partecipo al Sugarpulp Festival per cui spero di riuscire ad orientarmi, prendere dimestichezza con il Festival e dare il mio contributo oltre che fare qualche incontro interessante.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Moltissimo. L’ambiente, inteso come scenografia dei romanzi, è un elemento che influenza in maniera molto profonda la mia narrazione. Personalmente adoro la geografia e scrivendo un genere fantastico, che definisco “future fiction”, ho la fortuna di poter plasmare e trasfigurare i territori, oltre che crearne di totalmente nuovi. Da una città immaginaria, presente nel mio romanzo di esordio Antidoti Umani – uno ziggurat sospeso ad alcune decine di chilometri nella stratosfera terrestre – è nata un’Associazione Laboratorio di TransArchitettura, dato che la città in questione si chiama ALTA.

Secondo te si pubblica troppo?

Decisamente troppo e purtroppo male. Soprattutto si traduce troppo, senza che ce ne sia bisogno. La maggior parte dei romanzi “commerciali” che arrivano da oltre oceano non sono migliori di quelli italiani. E’ solo una moda, un deformazione esterofila che pregiudica la crescita dei nostri talenti. Se fossero testi migliori, concorderei sull’opportunità di pubblicarli, ma le decisioni editoriali spesso non vengono prese in merito al contenuto del testo, bensì in relazione a fattori economici o “di corredo”. E questo non va a vantaggio della narrativa, figurarsi della letteratura.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

È un’opportunità e come tale può rivelarsi una trasformazione utile a rinnovare il settore editoriale come pure può essere molto pericolosa per la sopravvivenza stessa di un settore che rischia di fare la fine dell’industria musicale.

Il podio dei tuoi film preferiti.

“Memento” di Christopher Nolan, “Brazyl” di Terry Gilliam, “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (quello che in Italia è stato squallidamente tradotto come “Se mi lasci, ti cancello”) di Michel Gondry.

Meglio Twitter o Facebook?

Twitter.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

Davide Lisino, autore di “Italian Cowboys” edito per i tipi di Fandango.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Accurata, Provocatoria, Densa, Sensoriale, Immersiva.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

The Gaslamp Killer.

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

“Arancia Meccanica” di Anthony Burgess, “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq, “Fight Club di Chuck Palahniuk” e metterei anche “La Notte che bruciammo Chrome” di William Gibson.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

Infinite Jest di David Foster Wallace.

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