Sugarpulp Festival 2012: Giacomo Brunoro

Giacomo Brunoro

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi vi presentiamo Giacomo Brunoro:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

Un gran party culturale per divertirsi alla grande per tre giorni insieme a vecchi e nuovi amici.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Scrivo prevalentemente di storie di cronaca nera espressioni di territori ben precisi, dal Mostro di Firenze a Felice Maniero e la Mala del Brenta: ho imparato con il tempo che, soprattutto quando parli di storie di questo tipo, il territorio è il primo elemento con cui fare i conti.

Secondo te si pubblica troppo?

No, sarebbe impossibile.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Gli ebook e l’editoria digitale non sono il futuro ma il presente, ma io pubblico solo in digitale quindi sono di parte… Apple e Amazon sono due nuovi player che stanno scombinando le regole del gioco e di conseguenza creano grossi problemi a tutti quelli che, fino a poco tempo fa, erano i padroni assoluti del giocattolo. Il selfpublishing è semplicemente inutile se si riduce a mera autopubblicazione. Cosa diversa se invece si parla di un fenomeno consapevole e strutturato (al momento non esiste un termine per definire quello che ho in testa): diciamo che se un autore diventa un collettore di professionalità allora il discorso cambia di brutto e infatti penso che tra poco i grandi big dell’editoria (soprattutto anglosassone) si muoveranno in questa direzione.

Il podio dei tuoi film preferiti.

“The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman, “Conan il Barbaro” di John Milius, “Il Padrino” e “Apocalipse Now” di Coppola. Ma ce ne sarebbero tantissimi altri.

Meglio Twitter o Facebook?

Sono due strumenti diversi che vanno benissimo per fare cose diverse.

Chi ti piacerebbe invitare al festival 2013?

Frank Miller.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Non sta a me dirlo, e poi firmo i miei lavori sempre in coppia con Jacopo Pezzan quindi il discorso sarebbe complicato…

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Ho appena pubblicato un ebook sull’attentato di Ali Agca Papa Giovanni Paolo II, “Heaven & Hell” dei Black Sabbath sarebbe perfetto.

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

La Recherche di Proust, Storie di ordinaria follia di Bukowski e “Superciuk – La leggenda alcolica” di Magnus & Bunker

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

Il primo che mi viene in mente è “Infinite Jest” di David Foster Wallace, ma ce ne sarebbero tanti altri.

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