Sugarpulp Festival 2012: Giuliano Pasini

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi tocca a Giuliano Pasini:

Cosa ti aspetti dallo Sugarpulp Festival?

Sesso, droga e rock’n’roll? No? Allora di divertirmi, confrontarmi con autori internazionali, conoscere i colleghi italiani. E di vivere da dentro il bellissimo movimento Sugarpulp!

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Credo sia impossibile scrivere storie davvero “nere” senza legarle al territorio. In Venti corpi nella neve, il legame con l’Appennino emiliano è viscerale e Case Rosse, il paese in cui è ambientato, è il vero protagonista, una sorta di personaggio collettivo. Dopo aver pagato tributo alla mia terra di nascita, toccherà quella di elezione: vivo in Veneto ormai da dodici anni, il prossimo romanzo parlerà di profonda marca trevigiana, ciò!

Secondo te si pubblica troppo?

Secondo me si legge poco. E non capisco perché.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Per me è stato un trampolino fondamentale, per cui dal lato dell’autore credo rappresenti un’opportunità in più (spesso l’unica) per farsi conoscere. Bisognerebbe che gli editori italiani ci credessero un po’ di più: senza investimenti non si va da nessuna parte.

Il podio dei tuoi film preferiti.

C’era una volta in America, Closer, Lost in translation e un milione d’altri. Tra cui Harry ti presento Sally e Giù al Nord (quello francese, eh!). Più sugar che pulp, senza dubbio. E se me lo chiedi domani, rispondo diversamente. Dipende dall’umore…

Meglio Twitter o Facebook?

Facebook lo uso da anni, Twitter l’ho appena conosciuto. E lo uso come Facebook (infatti mi manca da matti il tasto “like”)

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013

Loriano Macchiavelli, il papà di tutti noi italiani che proviamo a scrivere di gialli. Tra gli stranieri Dennis Lehane. Certo, se incrociaste Stephen King per strada…

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Asciutta. Dura. Essenziale. Evocativa. Mia.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Roger Waters, nonostante il protagonista dei miei primi romanzi, Roberto Serra, ascolti solo cantautori italiani…

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

Il Simposio di Platone, Stagioni Diverse di Stephen King, Dieci piccoli indiani di Agata Christie. Non necessariamente in quest’ordine.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

Non lo dico. E’ di un autore italiano. E forse lo inviterete al festival…

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