Sugarpulp Festival 2012: Massimiliano Santarossa

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi è il turno di Massimiliano Santarossa:

Cosa ti aspetti dallo Sugarpulp Festival?

Come prima cosa di riabbracciare amici cari, fratelli di strada editoriale, poi di leggere al meglio le pagine del mio nuovo romanzo Viaggio nella notte, per dare l’idea precisa dell’abisso assoluto che vi è nel libro, che è l’abisso che circonda ognuno di noi, che vive in ognuno di noi, e infine, cosa non secondaria, di ubriacarmi per bene, ma senza perdermi barcollante per le strade di Padova, come accaduto l’anno scorso…

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

I luoghi sono fondamentali, nella mia scrittura contano moltissimo. I miei romanzi narrano l’asfalto su cui camminiamo, i capannoni industriali in cui veniamo rinchiusi, il dolore che ci rappresenta, le notti labirintiche dove si sono perdute intere generazioni.

Secondo te si pubblica troppo?

Il dramma è che si pubblicano troppi libri spazzatura. Uno scrittore deve prima vivere, e solo dopo scrivere. Invece oggi si pensa che basti battere tasti su un computer per narrare storie, e ne nascono romanzi osceni, terribili.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

A me interessano e piacciono solo i libri di carta, sui quali posso versarci sopra acqua o vino o birra, e loro funzionano comunque. E poi li stringo a me, li tocco, li annuso, e se un libro è vero, bello e potente, allora è come se abbracciassi un amico fraterno.

Il podio dei tuoi film preferiti.

Via da Las Vegas, Trainspotting, e poi il grande classico: Metropolis.

Meglio Twitter o Facebook?

Meglio la strada.

Consigliaci un autore da invitare al Festival 2013.

James Frey.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Non riesco a definirmi. Ne uso quindi solo uno: sofferta.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

The Man Who Sold The World di David Bowie

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

Viaggio al termine della notte di Céline. In un milione di piccoli pezzi di Frey. Lunar Park di Ellis.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

Tutti i romanzi scritti male. Li chiudo immediatamente.

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