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Sugarpulp Festival 2012: Maxim Jakubowski

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Oggi vi presentiamo Maxim Jakubowski:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

Non vedo davvero l’ora di incontrare nuovi scrittori, amici e lettori, e anche di rivedere grandi scrittori di lingua inglese quali Tim Willocks e Linwood Barclay che nn vedo da un pò di anni. Ho sempre trovato i festival italiani molto conviviali e una vera fonte di ispirazione perciò sono davvero contento di partecipare al Sugarpulp Festival.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Il senso del territorio è sempre stato di primaria importanza in tutte le mie opere. L’atmosfera di una città, di un paese è vitale per le mie opere e non ho mai scritto di posti dove non sono stato. Sono un vero scrittore urbano e, anche se inglese nonostante il mio cognome polacco, ho quasi sempre scritto degli usa e dell’europa, solo alcuni dei miei romanzi sono ambientati in Inghilterra perché trovo la mia fonte di ispirazione ovunque. A proposito molto del mio ultimo romanzo è ambientato in Italia.

Secondo te si pubblica troppo?

Si. Con tutta l’editoria digitale e il self-publishing dei giorni d’oggi c’è una totale mancanza di controllo e siamo circondati e dobbiamo competere con troppo materiale inutile.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?

Gli Ebooks sono belli e spero che diventino una nuova maniera di leggere/pubblicare ma addizionale. Spero che non rimpiazzi la carta perché sono abbastanza vecchio da amare il sentimento delle parole sulla carta, perciò spero che le due diventino complementari e che il digitale non sostituisca la carta a lungo andare. Hanno entrambi dei vantaggi e possono coesistere. Per quanto riguarda il self-publishing lo disapprovo per la mancanza di un filtro di qualità che invece hanno le case editrici. Sono uno scrittore professionista ed essere pagato per il mio lavoro non è un semplice modo di guadagnarmi da vivere ma la giustificazione che il mio scrivere è abbastanza buono da conquistare i lettori.

Il podio dei tuoi film preferiti.

Domanda impossibile, non solo perchè sono un super appassionato di film ma anche perchè curo la stagione cinematografica del London’s National Film Theatre e faccio una dieta di 3/4 film alla settimana da decenni. Domani potrei darti un’altra risposta ma per oggi sono: “Le Feu Follet” di Louis Malle, “Vertigo” di Hitchcock e la versione cinematografica del mio romanzo “The State Of Montana” che per poco Nicole Kidman stava per girare ma che non ha mai fatto

Meglio Twitter o Facebook?

Facebook, non so nemmeno come si fa a twittare e nemmeno mi interessa.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.

La scrittrice di gialli inglese Lauren Henderson, non solo è una brava scrittrice e una amica ma parla perfettamente l italiano e poi perchè è una delle scrittrice più simpatici che conosca e quando c’è lei tutto si trasforma in una festa.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Noir, deprimente, romantica, sexy e personale.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

Scrivo ogni giorno con la musica in sottofondo e la musica cambia ogni giorno ma il mio ultimo romanzo è stato impermeato dalla musica dei Walkabouts, di Seattle.

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autrice.

“The World Accoding To Garp” di John Irving, tutti i romanzi di J.G. Ballard’s e “Tender Is The Night” di Fitzgerald.

Il libro che non sei mai riuscita a finire di leggere.

Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust.

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