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Sugarpulp Festival 2012 presenta: Stefano Lanciotti

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012”: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Ecco a voi Stefano Lanciotti:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?

È una manifestazione che non conosco, ma sono molto incuriosito dal binomio libri-fumetti, che secondo me è molto profondo e spesso colpevolmente ignorato.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?

Non molto. I miei romanzi sono spesso ambientati all’estero sia per dare un maggiore “sense of wonder”, sia perché le tematiche sono comunque internazionali.

Secondo te si pubblica troppo?

Secondo me esiste una barriera all’ingresso troppo elevata della pubblicazione “tradizionale”, che ha dato spazio a un sottobosco di finte case editrici, che pubblicano a pagamento o “on demand”, permettendo a chiunque di dire “ho pubblicato un libro”

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple aAmazon): che ne pensi?

È un’ottima occasione per saltare la barriera di cui parlavo prima, ma è anche il modo per permettere agli editori tradizionali una maggiore capillarità della distribuzione e una politica di prezzi più bassi.

Il podio dei tuoi film preferiti.

Il Signore degli Anelli (la trilogia), Blade Runner, I predatori dell’Arca Perduta. Non per forza in quest’ordine

Meglio Twitter o Facebook?

Uso moltissimo Facebook, mentre di Twitter ancora non riesco a comprendere (o apprezzare) l’utilità.

Consigliaci un autore da invitare al Festival 2013.

Leggo che è stato ospite lo scorso anno, altrimenti direi Massimo Carlotto, che è l’italiano che mi piace di più.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.

Diretta, veloce, visiva, fumettistica, scarna.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.

I primi tre album del Banco del Mutuo Soccorso.

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.

“Christine la macchina infernale” e “On writing” di Stephen King, “La grande fuga di Ottobre Rosso” di Tom Clancy.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.

“Gli Androidi sognano Pecore Elettriche?” di Philip K. Dick. Ho amato Blade Runner, ma il libro mi è risultato inaspettatamente ostico.

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