Lavoratore atipico

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Che poi a me mi viene da ridere quando parlano di questi nuovi scansafatiche qui, ve’. Li chiamano “lavoratori atipici”, “interinali”, “precari”, e son quelli che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e poi lavorano un due, tre mesi l’anno e non sanno fare altro che lamentarsi della loro situazione, “non abbiamo lavoro e non abbiamo diritti” e tutte queste balle qua.

Non capisco perché devono rompere. Io è una vita che sono un lavoratore atipico. Scavo nelle tombe e non sono mai andato a lamentarmi in televisione come quei tipi.

Sì, scavo nelle tombe e rubo i cadaveri, avete capito bene. Lo faccio da quando ero ragazzo e andavo con mio padre nei cimiteri di tutto il Friuli. Sì, è un mestiere che ci tramandiamo da generazioni, a quanto mi ricordo lo faceva anche mio nonno. Veniva dalle montagne della Carnia e poi si è trasferito qui a Udine. E c’è anche modo di fare un sacco di soldi. Io per esempio guadagno 1000 euro a corpo se sono in buone condizioni, perché poi mi tocca rimettere a posto la tomba e tutto, lavorare di notte con una torcia e correre tutti i rischi del caso.

Lavoratore atipico, 4.7 out of 5 based on 3 ratings
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Armando Autieri

About Armando Autieri

Armando Autieri, nato nel 1976, ha collaborato con alcune testate locali toscane e con riviste quali "Rock Sound", "Kustom" e "Freeway". Al momento vorrebbe diventare tatuatore, grafico, disegnatore e sta lavorando al suo primo romanzo da circa vent'anni. I suoi massimi ispiratori sono l'Anonimo Romano, Filippo Scòzzari e i Ramones.

5 thoughts on “Lavoratore atipico

  1. Molto divertente, splendide atmosfere alla ‘tobe hooper friulano’, il personaggio, ignorante sembra davvero di sentirlo parlare in furlanat ve’

  2. il racconto e’ molto bello, mi ha appassionato, mi piacciono le storie pulp e volevo dare la mia recensione breve ma molto positiva, il racconto e’ dettagliatissimo e mentre lo leggevo me lo sono visualizzato come un film e non mi ha annoiato per niente. grandeeeeee!

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