"Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale"
Isaac Bashevis Singer

Tutta colpa della diossina

Tutta colpa della diossina

Jan 26, 2009

Eugenio stava chiudendo a chiave in un armadietto il suo dvd, quando notò il suo telefono vibrare. Lo afferrò precipitosamente e vide sul display che si trattava di Lello.
Rispose prontamente senza dire una parola.
«Siamo dentro il salumificio. Vieni subito qui col tuo socio: le cose si sono complicate e vogliamo altri schei, chiaro?»
«Che? Cosa cazzo stai dicendo?» disse Eugenio sbalordito.
«Fai come ti dico. Non voglio sentire storie o salta tutto.»
«Ma i patti erano che…»
«I patti un cazzo! per colpa vostra c’è stato un inconveniente e ora le cose sono cambiate. Perciò vogliamo altri soldi o non accendiamo neanche un cerino, capito? Portate subito ventimila euro. Non voglio sentire altre storie, ora comando io!» disse Lello rabbiosamente e poi riattaccò.
Eugenio non voleva credere alle proprie orecchie, dapprima pensò ad uno scherzo, poi ad un incubo. Guardò l’orologio: erano le quattro e un quarto. Si prese a schiaffi e capì che era tutto vero.
Quelli non scherzavano ed era meglio raggiungerli sul posto per capire cosa stesse accadendo. Tirò un sospiro profondo, si tirò i capelli dal nervoso e prendendo coraggio compose il numero di Ernesto.
«Ci sono state delle complicazioni.» gli disse con la salivazione azzerata. Ernesto aveva tenuto il telefonino acceso perché erano rimasti d’accordo così, anche se non pensava ce ne sarebbe stato bisogno.
«Dimmi che stai scherzando…»
«Purtroppo no. Passo a prenderti tra dieci minuti, dobbiamo andare subito in azienda.»
«Cos’è successo?»
«Ancora non lo so, ma quelli vogliono altri soldi, sennò mandano il piano all’aria e ci andiamo di mezzo tutti quanti. Ma sul serio. Bisogna risolvere questa storia prima possibile.»
«Quali soldi, che non ne abbiamo più, eh? Che cazzo vuol dire che vogliono altri soldi?» disse furioso Ernesto. «Appunto, è per questo che dobbiamo andar lì e incontrarli. Vedrai che risolviamo tutto. Lello mica è scemo, vedrai.»
«E chi cazzo è Lello?», ma Eugenio aveva già messo giù.

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7 comments

  1. Elena Girardin /

    Grande Matteo!

  2. Bel racconto Matteo. Mi è venuta una gran voglia di farmi una bella bisteccazza di maiale… Per il cotechino invece passo, non vorrei mai trovarci dentro qualcosa di indigesto.

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