Jan 26, 2009
Tracklist consigliata:
- Barcarolle – Tom Waits
- Wolf’s gang – Zakarya
- Notte in Bovisa – Calibro 35
- City Boy Blues – Motley Crue
Ernesto si diresse in tutta fretta nel suo ufficio bestemmiando sottovoce, con l’aria sconsolata come se avesse appena ricevuto l’ennesima cattiva notizia.
«Tutta colpa della diossina!» urlò inviperito mentre avanzava. Nonostante i suoi 64 anni si muoveva ancora veloce come uno scoiattolo.
Camminava seguito da Eugenio, il suo socio, di parecchio più giovane, il quale lavorava in quell’azienda da vent’anni e aveva sposato la sua unica figlia, divenendo così al tempo stesso membro effettivo della famiglia di Ernesto Zuin e socio della Ernesto Zuin & Co. , la più grande azienda veneta nel campo della macellazione e della vendita di carne suina. Nelle situazioni difficili Eugenio era molto bravo a mantenere la calma e ponderare le cose a bocce ferme, mentre Ernesto era una testa calda e quando perdeva le staffe ragionava con la pancia, con il cazzo o con le mani, ma con la testa mai una volta. Stavolta però si trattava di una faccenda molto più seria delle altre, e questo lo sapevano bene entrambi.
Ernesto sbatté la porta dietro di loro e andò lentamente dietro il suo tavolo da lavoro. Sbuffando si lasciò cadere sulla poltrona in pelle nera, sollevò le gambe una alla volta e le portò faticosamente sul tavolo, sopra le fatture e le pile di scartoffie.
Calzava un paio di vecchi mocassini neri ormai lisi e dei calzini sportivi di cotone bianco. Alle sue spalle, appesa alla parete in alto, compariva in bella mostra una mastodontica testa di maiale imbalsamata di razza British Lop che aveva fatto mettere lì anni prima al posto del solito crocifisso, che col suo lavoro, diceva, non c’entrava proprio un cazzo.
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A dir poco esilarante il finale con la vendetta suina dall’oltretomba. Una sorta di giustizia porcina!
Un altro piccolo gioiello della scuderia Sugarpulp
Grande racconto,se Lansdale fosse stato originario di Pionca di Vigonza avrebbe scritto così!
Saluti e complimenti rinnovati
Lunga vita allo Sugarpulp!
P.s:ho cominciato a vedere un po’ di adesivi attaccati in giro!
Netto e compatto, suinamente padano. Prepotentemente Pulp, anzi, Sugarpulp!
Bello, cazzo!
questi racconti mi ridanno il piacere di leggere, grande prof, anche perchè ha citato massanzago non so se rendo…grande!!!
ECCO,SECONDO IL MIO PARERE, LA PARTE MIGLIORE:«Lo vedi quel grande macchinario alle tue spalle?» disse Ernesto, «in meno di tre minuti le sue ganasce d’acciaio possono trasformarti da uomo quasi normale a cinque sopresse con aglio insaccate e pronte alla vendita. Perciò vedi tu cosa preferisci.»
«E il cadavere del tipo? Come intendi risolvere questo dettaglio, credi che non troveranno i suoi resti carbonizzati?» disse Lello. «Per quello non ci sono problemi: Eugenio sa bene come fare. Basta metterlo nell’impastatrice gigante e farlo diventare polpa per cotechino. Quell’arnese è un portento: trita e impasta qualunque cosa, ossa comprese. Sarà l’ultima grande soddisfazione che avrò da quell’arnese prima di vedere tutto combusto.»
PURA ESSENZA SUGARPULP.
RACCONTO STRA-AVVINCENTE,ATTENDO I PROSSIMI CON ANSIA