Sunset Limited di Cormac McCharty, un romanzo in forma drammatica

Titolo: Sunset Limited
Autore: Cormac McCarthy
PP: 115
Editore: Einaudi
Prezzo: Euro 8.50

Della serie: un genio a teatro. Proprio così, ché questo “Sunset Limited” non è altro che la seconda sceneggiatura mai concepita dal Grande Vecchio della narrativa americana, ormai  vero e proprio nume tutelare per noi di Sugarpulp, tanto che abbiamo deciso di promuovere la candidatura del vecchio McCarthy per il Premio Nobel per la letteratura 2010.

Lui, però, ci tiene a considerarlo “un romanzo in forma drammatica”, nonostante il debutto sui palchi americani già nel 2006.

Il contenuto, come sempre nel caso dell’outsider di Tesuque, è un desolante quadro a tinte fosche di esistenze ai margini; ma questa volta, non ci troviamo nel profondo South-West, bensì in un appartamento.

Uno spoglio appartamento newyorkese, minuscolo, nel bel mezzo del ghetto, abitato da un nero, Black, ex detenuto passato al credo evangelico. Con lui c’è un professore, White, rigorosamente ateo.

Due opposti che, seduti ad un tavolo, discutono, a lungo. Innanzitutto del tentato suicidio di White, deciso a farla finita gettandosi sotto un treno, il Sunset Limited, ma salvato all’ultimo proprio da Black.

Ma non solo. C’è spazio per crimini, fede, teologia, colpi di scena. Perché, se nelle premesse sembra che nulla accada, “Sunset Limited” è al contrario pieno di vita, di azione. Un’azione sprigionata dalla penna – mai satura né scontata – di McCarthy.

Da leggere assolutamente!

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