La corsa selvatica

Poco dopo l’Unità d’Italia, al confine tra Veneto e Tirolo, in mezzo a valli innevate, foreste e borghi isolati, si combatte una guerra occulta. I soldati non indossano uniformi, sono agenti in incognito di fazioni esoteriche: maghi, sciamani e medium, alcuni al soldo del Re, altri richiamati dal risveglio di una terribile leggenda, quella della “corsa selvatica”: un branco di cani neri, sfuggenti come demoni, assistito da legioni di corvi e ratti, che infesta la regione.

Ma si tratta di semplici animali? Perché gli indizi sulla loro origine sono disseminati tra testi di stregoneria, lapidi, rune e rovine pagane?

Questo l’accattivante assunto di “La corsa selvatica” (Edizioni XII), terzo romanzo del veronese Riccardo Coltri (dopo l’horror “Non c’è mondo” e la fantasy “Zeferina”), già redattore della rivista “Inchiostro”, co-fondatore di “FantasyMagazine” ed esperto di folklore italiano.
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Cavalli Selvaggi

Tracklist consigliata:


Li intercetto alle 23 e 45 del 14 dicembre sulla Timbuctù. La chiamiamo così per via delle mignotte africane che la davano via a 50 euro fino a qualche anno fa, nei parcheggi dei centri commerciali e nelle piazzole di sosta. Ora se ne sono andate, rimpiazzate da ucraine, moldave e albanesi. Dovremmo cambiargli nome, a quella strada. Una cosa tipo Mosca o Stalingrado.
La Timbuctù sarebbe la statale 10 tra Casteggio e Voghera. 10 km di pianura senza curve dove puoi prendere i 200, soprattutto a quell’ora. Loro, i 200, non li prenderanno mai. Non con quella Fiesta scassata del ’93. Non si sono fermati a un posto di blocco sull’Emilia, sfiorando il carabiniere che sventolava la paletta e che se n’è rimasto lì, inebetito.
Io ero fuori dalla Bella Napoli, a controllare i documenti di carico di un camion.
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La felicità dei cani

Nessun dubbio. Il romanzo “La felicità dei cani” dell’esordiente Adamo Dagradi (giornalista e critico cinematografico veronese), è davvero un ottimo noir. E quando   ci si imbatte in opere prime così avvincenti, appassionanti e soprattutto così ben sviluppate, come sapete, amiamo segnalarvele al più presto.

Scritto con un linguaggio che non ama compromessi, secco, diretto e molto incisivo, “La felicità dei cani” è una feroce storia investigativa che coinvolge gli ispettori del XX distretto di una città portuale, veri antieroi, uomini con i loro drammi e le loro debolezze, i loro vizi e le loro virtù. E’ inverno, le giornate sono corte e buie, il mare gelido. Pochi giorni prima del 31 dicembre, in un cimitero situato in una periferia grigia e crepuscolare, vengono ritrovati i cadaveri di tre ragazze, prima malmenate e poi barbaramente sgozzate. Continue reading