Mano Nera

Partiamo da una premessa. Amo i libri di Al Custerlina, perchè secondo me sta lavorando in una direzione in cui credo molto.

Lo dico come lettore, come ufficio stampa e anche come pennivendolo. Per un noir che in Italia non è mai nato, con alcune formidabili eccezioni – Massimo Carlotto, Sergio Altieri, Stefano Di Marino – lui è tra i pochi che ha deciso di partire da una piattaforma noir per andare a costruire qualcosa di più composito, divertente e vario.

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Mano Nera

Bentornati a Sarajevo! Avete portato con voi giubbotti in kevlar e armamentari vari? Sì, perché anche se nel titolo del nuovo lavoro di Custerlina non troverete la parola bang come nel precedente, vi assicuro che già nel primo capitolo di colpi ne sentirete riecheggiare parecchi, esplosi da un arsenale che farebbe invidia alla polveriera più tecnologicamente fornita e avanzata; quelle che seguono sono solo alcune delle armi operative nelle prime otto pagine: Mini-Uzi, Beretta 92SP, Glock 20, Desert Eagle .50, H&K P9 calibro .45, BaikalMP-153 calibro 12 e la lista continua.

Ed è proprio nella storica polveriera balcanica, quella dalla quale ebbe origine il primo conflitto mondiale che si svolge questo action-thriller incentrato sul progetto di creazione della Grande Serbia ad opera della rediviva, temibilissima organizzazione sovversiva Mano Nera, che affonda le radici proprio nell’attentato del 1914 ai danni dell’Arciduca Francesco Ferdinando.

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Balkan Bang!

Con “Balkan Bang!” è nato un nuovo grande narratore, ha finalmente trovato una sua dimensione una di quelle voci della letteratura italiana contemporanea di cui si sentiva la mancanza, forse a causa di tutti quegli editori e lettori – il sottoscritto in primis – troppo abbagliati dagli States, troppo convinti che solo gli americani possano scrivere un determinato tipo di storie e fare un certo genere di cinema. O comunque fare entrambe le cose al meglio del meglio. Errore. Alberto Custerlina mi ha drammaticamente smentito.

“Balkan Bang!” è una girandola impazzita di sparatorie, ammazzamenti vari, sadici killer, gangster omosessuali e superdotati, il tutto sullo sfondo di una Sarajevo ancora troppo segnata dagli anni della guerra e dai suoi indicibili orrori. Già, la guerra.

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