Il Signore delle Mosche

Tracklist consigliata:


“Visto l’articolo 449, l’articolo 2621 e l’articolo 2622 del codice penale, questa corte dichiara l’imputato Mosole Mosè colpevole di disastro ambientale colposo, crimine ambientale, falso in bilancio, frode all’erario e falsificazione di registri legali.
Considerate le attenuanti generiche ed il fatto che il Mosole risultasse in precedenza incensurato, questa corte condanna l’imputato ad una pena di anni cinque, da scontare presso la casa di detenzione “Due palazzi” di Padova ed un’ammenda di euro 75,000.
Visto l’articolo 449 del codice penale e l’articolo 186 del codice della strada, questa corte dichiara l’imputato Lazzarato Romeo colpevole di disastro ambientale colposo, crimine ambientale e guida in stato di ebbrezza.
Considerate le attenuanti generiche, il fatto che il Lazzarato risultasse in precedenza incensurato e la semi infermità mentale accordata, questa corte condanna l’imputato ad una pena di anni tre, da scontare  presso la casa di detenzione “due palazzi” di Padova ed un’ammenda di euro 25,000.
La corte si ritira”

«Che Dio te possa fulminare, Romeo. Che fulmini te, i to morti cani, il Fernet, e quella testa piena di merda che ti ritrovi! Cinque anni di galera per colpa tua, brutto ebete».

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Sugarpulp: l’audiolibro!

Ho avuto la fortuna di curare l’edizione del primo prodotto  editoriale marchiato Sugarpulp, l’audiolibro “Sugarpulp – 4 racconti Noir/Pulp” pubblicato da Good Mood Edizioni Sonore. Lavorare a questo progetto è stato un vero piacere, ed è con altrettanto piacere che ora mi ritrovo a scrivere due righe su quello che è saltato fuori da questa collaborazione con le Barbabietole Carnivore.

Quando proposi all’editore di realizzare un audiolibro antologia con cinque scrittori esordienti, utilizzando per di più con materiale  già pubblicato online, la sua prima risposta fu: “Cosa?!?!?!?!”.

Poi però c’è voluto poco a convincerlo, è bastato fargli leggere i testi che avevo selezionato con Matteo Righetto e Matteo Strukul, i deus ex machina di Sugarpulp, e la musica è subito cambiata: “Registriamolo subito, questi racconti sono una bomba!”.

Sugarpulp è nato come un movimento liquido, tentacolare. Si è diffuso grazie al web e continua a sparare i suoi colpi partendo da queste pagine: e allora la scelta doveva essere per forza quella dell’mp3, delle nuove frontiere dell’editoria, dell’audiobook da scaricare e con cui violentare una generazione di iPod pulita e stilosa e che, ve lo do per certo, non ha mai avuto a che fare con files del genere.

Poi, che volete farci: per voi è un casino scaricare un mp3? E allora lasciate perdere: questo non è un audiolibro per vecchi. A tutti i fans della barbabietola assassina invece posso dare un unico consiglio: trasformate le cuffie del vostro iPod in barbabietole urlanti, ascoltatelo in macchina nella vostra autoradio, in camera vostra, caricatevelo sul telefonino e ascoltatelo in classe (e chi se ne frega!), mentre andate a scuola in autobus, mentre state tentando disperatamente di buttare già il lardo di troppo in palestra, in ufficio o a lezione… insomma, ascoltatelo dove cazzo volete, l’effetto sarà sempre lo stesso: una botta di adrenalina tipo quella che ha rimesso in piedi la signora Mia Wallace.

Dimenticatevi i tradizionali audiolibri o le solite cazzate che siete abituati ad ascoltare, questo è puro rock & roll: divertente, sporco, cattivo e politicamente scorretto.  Qui si corre a mille all’ora.

Il ritmo è esagerato, come le invenzioni linguistiche degli autori che vengono esaltate dalla musica e dal sound design. Se ho un racconto preferito? No, sinceramente non saprei scegliere: ognuno dei cinque racconti raccolti in questo volume ha il suo personalissimo demone, ogni storia brilla per caratteristiche uniche.

Cinque racconti che filano via come cinque pallottole ficcate a forza dentro al tamburo di una Mod. Special Service 3″ Cal. 38 special, con il sesto colpo da lasciare pronto in canna perché non si sa mai

Questa è la tracklist di Sugarpulp, 4 racconti noir pulp:

“Perché il Nord Est, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più – da oggi – un Paese per vecchi!”