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	<title>Sugarpulp.it &#187; Critica</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Anche i poeti uccidono</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 13:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/critica" rel="tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-lansdale" rel="tag">Joe Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/veneto" rel="tag">veneto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor" rel="tag">Victor</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor-gischler" rel="tag">Victor Gischler</a></p>Prenderti per le budella e scagliarti in una sparatoria all’ultimo sangue ma allo stesso tempo scrivere di poesia con la leggera eleganza e la sensibilità di un autore colto e raffinato. Quanta incantevole fantasia, quanta classe in questo nuovo, sanguinante, dolcissimo Gischler. Sì, perché in “Anche i poeti uccidono” c’è talento narrativo allo stato puro. [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/anche-i-poeti-uccidono' title='Anche i poeti uccidono'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://img2.webster.it/BIT/184/9788882371845g.jpg" alt="" width="192" height="260" /></p>
<p style="text-align: justify;">Prenderti per le budella e scagliarti in una sparatoria all’ultimo sangue ma allo stesso tempo scrivere di poesia con la leggera eleganza e la sensibilità di un autore colto e raffinato. <strong>Quanta incantevole fantasia, quanta classe in questo nuovo, sanguinante, dolcissimo Gischler.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché in <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">“Anche i poeti uccidono”</a> c’è talento narrativo allo stato puro. Lansdale non si è risparmiato su Gischler e da par suo ha voluto regalare al giovane scrittore della Louisiana un lancio da brividi:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Victor Gischler è uno dei miei autori preferiti. I suoi libri e le sue storie sono devastanti: fredde come il ghiaccio secco, piene di intrighi e di divertimento allo stato puro. Ragazzi, questo scrittore continua a stupire!</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3731"></span>Non contento ha ribadito il concetto dicendo di aver letto <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">“Anche i poeti uccidono”</a> in un giorno perché non riusciva a smettere di andare avanti con le pagine: e allora con un padrino così di cosa stiamo a parlare?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo Lansdale ad avere parole bellissime per Gischler, provate a chiedere a Laura Lippman, a Alan D. Altieri o a Stefano Di Marino e poi, diciamola tutta, <strong>se riesci a farcire una zuppa inglese pulp noir infilando una gang di criminali a un campus, uno studente di colore ex spacciatore che si ritrova a scrivere pezzi rap travestiti di poesia per salvarsi il culo, un professore con i cadaveri nel letto e, ancora, scontri a fuoco con un ritmo che non ti molla mai per duecentoottantasei pagine devi essere perlomeno fuori di testa, oppure un genialoide.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungiamo che le scene d’azione abbondano, che i dialoghi sono ficcanti e pieni di ironia, che le situazioni spinte al limite fioccano, e che Gischler gestisce un intreccio micidiale, facendo sfoggio di colpi di scena e tocchi di classe: uno su tutti è il dialogo fra il professor Jay Morgan e Fred Jones sull’”Aneddoto della giara”. <strong>A dimostrazione che puoi essere un grandissimo scrittore senza prenderti troppo sul serio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, Victor Gischler centra il bersaglio. Non era facile dopo una sberla come il precedente <a href="http://sugarpulp.it/critica/libri/la-gabbia-delle-scimmie-di-victor-gischler">“La gabbia delle scimmie”</a> ma il bello degli autori americani è che non si accontentano mai, hanno coraggio e entusiasmo per stupirsi di nuovo, come bimbi, ogni volta in cui provano a scrivere qualcosa.<br />
Post-noir di italiana memoria, prendere appunti please!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un bel merito ce l’ha anche Luca Conti: tradurre un romanzo del genere non dev’essere stato facile ma la versione italiana fa faville</strong>. Un altro merito è di Meridiano zero che continua a sfornare autori di razza…avete presente come ha rilanciato Chester Himes?</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, aggiungiamo che Gischler è sceneggiatore Marvel per “<strong>Punisher</strong>”, “<strong>Wolverine</strong>” (sul n.242 della serie italiana c’è una sua storia intitolata “Revolver”), e Deadpool: il suo “Merc with a Mouth” dovrebbe approdare presto su 100% Marvel dopo l’ottimo esordio del personaggio in Italia a marzo con l’albo apripista “I re del suicidio”, sceneggiato da Mike Benson e Adam Glass e disegnato da Carlo Barberi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bastasse questo “Gun Monkeys” (“La gabbia delle scimmie” Ed. Meridiano Zero), “Go Go girls opf the Apocalypse” – ma quando arriva in Italia? – e “Vampire a Go Go” sono diventati altrettanti film in lavorazione a Hollywood e, allo stesso tempo, Gischler si gode la dimensione di culto che l’Italia gli sta regalando.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che presto il suo stile splendente e corrosivo, dissacrante e spietato assuma le dimensioni del successo di pubblico, vista la sua qualità.<strong> E, comuneque, Gischler sta arrivando. Sarà in Italia dal 17 al 25 maggio 2010: prima al Festival Blues di Piacenza con Joe Lansdale e poi sempre con Champion Joe a Padova a Panstore, Libreria Lovat e Osteria Barabba per una giornata da incorniciare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a Sugarpulp naturalmente!</p>
<hr />
<ul>
<li>Titolo: <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">Anche i poeti uccidono</a></li>
<li>Autore: <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Gischler+Victor-shelf_BIT-Gischler+Victor-p_1.html?a=312017">Victor Gischler</a></li>
<li>Numero di pagine: 288</li>
<li>Editore: Meridiano Zero</li>
<li>Prezzo: Euro 15.50</li>
<li><a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></li>
</ul>
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		<title>Superciuk: un antieroe Sugarpulp</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 16:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarComics]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Ford]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/alan-ford" rel="tag">Alan Ford</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/critica" rel="tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giacomo-brunoro" rel="tag">Giacomo Brunoro</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarcomics" rel="tag">SugarComics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/superciuk" rel="tag">superciuk</a></p>Correva l'anno 1971. Era agosto e faceva caldo. Tanto caldo. Erano gli anni in cui le città d'agosto si svuotavano: a quei tempi quando si parlava di ferie si parlava di qualcosa che durava come minimo tre settimane. Se restavi in città d'agosto eri fottuto: era tutto chiuso.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/superciuk' title='Superciuk: un antieroe Sugarpulp'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6201" href="http://sugarpulp.it/critica/superciuk/attachment/superciuk_01"><img class="alignright size-full wp-image-6201" style="border: 1px solid black;" title="Superciuk_01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Superciuk_01.png" alt="" width="168" height="233" /></a>Correva l&#8217;anno 1971</strong>. Era agosto e faceva caldo. Tanto caldo. Erano gli anni in cui le città d&#8217;agosto si svuotavano: a quei tempi quando si parlava di ferie si parlava di qualcosa che durava come minimo tre settimane. Se restavi in città d&#8217;agosto eri fottuto: era tutto chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che gli striminziti <em>settegiorniseinottituttocompreso</em> a cui siamo costretti oggi. A quei tempi non esistevano le fumetterie, tranne qualche rara eccezione. <strong>L&#8217;edicola era il sancta sanctorum dei fumetti italiani</strong>:<strong> trovavi tutto lì</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio in quell&#8217;afoso agosto &#8217;71 nelle edicole italiane usciva un albo destinato a segnare la storia del fumetto italiano: <strong>Superciuk</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si trattava del numero 26</strong> di <strong>Alan Ford</strong>, serie scritta da <strong>Max Bunker</strong> (alias Luciano Secchi) e disegnata da <strong>Magnus</strong> (alias Roberto Raviola) .  Con quello storico numero Alan Ford si trasformò in un vero e proprio fenomeno di costume: da serie di culto divenne un fenomeno di massa, fenomeno che dura tutt&#8217;ora (con alti e bassi) dopo più di 40 anni di onorata carriera.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6202" href="http://sugarpulp.it/critica/superciuk/attachment/superciuk_02"><img class="size-full wp-image-6202 alignleft" style="border: 1px solid black;" title="Superciuk_02" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Superciuk_02.png" alt="" width="169" height="232" /></a>&#8220;Superciuk&#8221; è il primo capitolo di una trilogia che non ha niente da invidiare ad altre celebri trilogie decantate dai critici,</strong> da Guerre Stellari alla trilogia dell&#8217;anello (si, sto proprio parlando di Tolkien). Dopo &#8220;Superciuk&#8221; infatti uscirono <strong>&#8220;La minaccia alcolica&#8221;</strong> (Alan Ford 27) e <strong>&#8220;Il fiasco spezzato&#8221;</strong> (Alan Ford 28), due albi altrettanto straordinari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ci sono dubbi: Superciuk è stato l&#8217;antesignano dei grandi antieroi moderni pulp.</strong> Un vecchio spazzino alcolizzato che decide di <strong>rubare ai poveri per dare ai ricchi, </strong>un supereroe del male con una fiatata alcolica mefitica come superpotere, uno che va contro tutte le regole buoniste e politicamente corrette e che, ironia della sorte, viene fermato soltanto dal <strong>Gruppo T.N.T</strong>., la più scalcagnata agenzia di agenti segreti della storia del fumetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Si perché parliamoci chiaro:<strong> i &#8220;buoni&#8221; qui non esistono</strong>. Non ci credete? Bene, ecco allora una rapida carrellata dei nostri <em>eroi</em>: <strong>Sua Eccellenza il Numero Uno </strong>è un vecchiaccio taccagno, infido e perfido; il <strong>Conte Oliver</strong> è un ladro senza vergogna; <strong>Bob Rock </strong>(il grande, grandissimo Bob Rock!) è un nano iroso e meschino; <strong>Cariatide e Geremia sono </strong>due vecchi parassiti ed egoisti; <strong>Grunf</strong> un povero diavolo mezzo rincoglionito. Resta giusto<strong> Alan Ford</strong>, una sorta di <em>Candide</em> moderno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dunque sarebbero i buoni, niente da stupirsi se alla fine i cattivi sono gente come Superciuk: applaudito ed amato dai ricchi che lo considerano il loro unico baluardo nei confronti di una teppaglia arrogante, colpevole di non voler accettare il suo ruolo di sconfitta dalla storia. Si potrebbero fare mille paragoni con la cronaca di oggi, ma qui si sta parlando di fumetti.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6203" href="http://sugarpulp.it/critica/superciuk/attachment/superciuk_03"><img class="alignright size-full wp-image-6203" style="border: 1px solid black;" title="Superciuk_03" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Superciuk_03.png" alt="" width="172" height="239" /></a>Ad ogni modo con questa trilogia Max Bunker &amp; Magnus dimostrano una ferocia ironica e una genialità satirica senza pari:</strong> ribaltano ogni regola, se ne sbattono di tutto e di tutti e raccontano una storia clamorosa, di quelle che fanno epoca. Una storia corale che ti fa ridere a crepapelle ma che allo stesso tempo dipinge una società spietata e senza vergogna, una società in cui contano soltanto potere e denaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché Alan Ford risulta di un&#8217;attualità disarmante:<strong> in questa serie straordinaria è possibile ritrovare ancora oggi quest&#8217;Italia che non cambia mai, che resta sempre quella che piange il morto per inculare il vivo, l&#8217;Italia del <em>volemose bene. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di questo storico numero 26 il ciclo di Alan Ford aveva presentato altre storie memorabili, penso a<strong> &#8220;Boyscout&#8221;</strong>, a <strong>&#8220;1 2 3 4&#8243;</strong>, a <strong>&#8220;L&#8217;albero di Natale&#8221;</strong>, a <strong>&#8220;Sogno di una notte di mezzo inverno&#8221;</strong>… ma la trilogia di Superciuk le batte tutte: è con questi tre albi che Alan Ford entra di forza nell&#8217;immaginario collettivo di un&#8217;intera generazione, e forse in più di una.</p>
<p style="text-align: justify;">La collaborazione tra Max Bunker e Magnus si fermò al numero 75, <strong>&#8220;Cala la tela per Superciuk&#8221;</strong> (come vedete il <em>nostro</em> è sempre presente), ma quei 75 numeri restano tutt&#8217;oggi fumetti di un valore assoluto. Dopo ci sono state tante altre avventure per il Gruppo T.N.T, che nel corso degli anni ha sempre mantenuto la sua carica iconoclasta e la sua ferocia satirica, <strong>ma la magia di quei primi 75 capolavori non si è più ripetuta. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Poco male: ripenso ad una delle tante magliette di Grunf, ad una delle mille telefonate del Conte al suo ricettatore di fiducia Bing, al Numero Uno che sfoglia la sua agendina nera o a Bob Rock che porta il Cyrano in <em>missione</em> e mi faccio una bella risata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A me Superman è sempre stato un po&#8217; sulle palle: preferivo Superciuk.</strong></p>
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		<title>La Fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 15:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca P. Trombetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[la fiaba di bernadette]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/critica" rel="tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-fiaba-di-bernadette" rel="tag">la fiaba di bernadette</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pinketts" rel="tag">pinketts</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensioni" rel="tag">recensioni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>Facendo un giro in rete si possono scorgere vere e proprie recensioni killer su questo libro, ma come il miglior San Tommaso, bisogna vedere per credere, anzi leggere.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/la-fiaba-di-bernadette-che-non-ha-visto-la-madonna' title='La Fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><img class="alignleft" style="margin: 5px; border: black 1px solid;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AmcnbwN80FQ/SfiGUMVGtmI/AAAAAAAAAJ8/Gm0u7_S7Uow/s320/Pinketts.jpg" alt="" width="148" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Facendo un giro in rete si possono scorgere vere e proprie recensioni killer su questo libro, ma come il miglior San Tommaso, bisogna vedere per credere, anzi leggere. <a href="http://www.webster.it/libri-fiaba_bernardette_non_ha_visto-9788861854857.htm?a=312017">“La Fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna”</a>, a dispetto del chilometrico titolo, è un’opera abbastanza breve, edita da “Il Filo”, casa editrice che non ha una buona fama tra gli scrittori esordienti, specie per via della sua politica di editoria a pagamento, ma che, debbo essere onesto, almeno con uno scrittore affermato come Pinketts, a livello di editing ha fatto un lavoro strepitoso.<br />
<strong>Il libro, materialmente parlando, è fantastico</strong>, illustrato con fotografie di Mariasole Brivio Sforza che donano un effetto sorprendente all’occhio del lettore che può degustare l’opera attraverso foto di autore. Ma il pezzo forte, come ovvio che sia, è l’opera in se, <strong>una fiaba per adulti che risveglia nel lettore un senso di infanzia per età adulta, vissuta con gli occhi di un adulto che non vuole abbandonare il se stesso bambino,</strong> e che cerca tra le righe di quest’opera una sorta di infanzia bis, fatta di magie e paradossi che oltrepassano il limite della genialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3559"></span>L’opera è scritta a singhiozzi, <strong>un romanzo che sembra essere caduto per terra, rotto, in mille pezzi, uniti così, al meglio divisi sulla carta da asterischi</strong>. Perle di genialità che si manifestano sotto forma di singhiozzo letterario, divise e allo stesso tempo unite da asterischi, che ostacolano la lettura all’inizio, ma che nel finale rendono tutto più magico e fantastico. Non per niente stiamo parlando di una fiaba. <strong>Ogni lettore, che si definisce tale, dovrebbe leggere e studiare quest’opera, vera e propria testimonianza di come, anche gli adulti, abbiano bisogno di una fiaba.</strong><br />
Una fiaba diversa, per menti superiori, che necessita di attenzione e pazienza per essere apprezzata al meglio e, perché no, amata. Se immagini le streghe come vecchie dall’alito cattivo e il nasone foruncoloso, i troll come piccoli animaletti verdi, e il cattivo come un essere dalle sembianze demoniache. Beh, preparati a ricrederti. 12€ ti separano da l’illuminazione letteraria. Risveglia l’adulto con la sindrome di Peter Pan che è in te. Acquista “La Fiaba Di Bernadette che non ha visto la Madonna”!</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo: </strong><a href="http://www.webster.it/libri-fiaba_bernardette_non_ha_visto-9788861854857.htm?a=312017">La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna</a> </em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:<a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Pinketts+Andrea+G-shelf_BIT-Pinketts+Andrea+G-p_1.html?a=312017"> </a></em><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Pinketts+Andrea+G-shelf_BIT-Pinketts+Andrea+G-p_1.html?a=312017">Andrea G. Pinketts</a></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 106</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Il Filo</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 12.00</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-fiaba_bernardette_non_ha_visto-9788861854857.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
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		<title>Il ladro di anime e Il bambino</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/berlino" rel="tag">berlino</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/critica" rel="tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elliot" rel="tag">elliot</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensioni" rel="tag">recensioni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sebastian-fitzek" rel="tag">Sebastian Fitzek</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>Sebastian Fitzek è la nuova scommessa di Elliot. E, a giudicare dalle ottime recensioni collezionate e dalla visibilità conquistata dall’autore berlinese nell’arco di un anno, c’è da dire subito che la scommessa è vinta. Con pieno merito, crediamo. Del resto a Courmayeur la gang del festival noir Numero Uno in Italia non ci invita esattamente [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-ladro-di-anime-e-il-bambino' title='Il ladro di anime e Il bambino'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://img2.webster.it/BIT/082/9788861920828g.jpg" alt="" width="200" height="297" />Sebastian Fitzek è la nuova scommessa di Elliot. E, a giudicare dalle ottime recensioni collezionate e dalla visibilità conquistata dall’autore berlinese nell’arco di un anno, c’è da dire subito che la scommessa è vinta.<br />
Con pieno merito, crediamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto a Courmayeur la gang del festival noir Numero Uno in Italia non ci invita esattamente chiunque. E proprio lì quest’anno è arrivato Sebastian Fitzek.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là dei risultati, c’è soprattutto <strong>una grande scrittura e un autore che, definito a ragione il re dello psychothriller, è in grado di costruire trame narrative tanto complesse quanto affascinanti.</strong><br />
Per Elliot sono usciti al momento due titoli: <a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017">“Il ladro di anime”</a> e “<a href="http://www.webster.it/libri-bambino_fitzek_sebastian_elliot-9788861921085.htm?a=312017">Il bambino”</a>. Per questo motivo noi di Sugarpulp, che amiamo svisare su tutte le “variazioni Goldberg” dei generi collegati a pulp e noir, abbiamo ben pensato di parlarvi di un autore originale, raffinato, acuto, capace di creare veri e propri rompicapi narrativi.<br />
Ma procediamo con ordine.<br />
<span id="more-3495"></span><a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017"> “Il ladro di anime”</a> è il primo romanzo di Fitzek. Ingegnoso nella sua architettura fonda il proprio charme su quello che Peter Jackson – citando … &#8211; ama definire <strong>“il patto di incredulità” </strong>con lo spettatore e che noi adattiamo a “il lettore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per essere chiari: <strong>non aspettatevi una storia semplice o completamente verosimile.</strong> Dovete crederci, e fino in fondo. Perché gli aspetti stravaganti e particolari abbondano, ma è anche questa, secondo noi, la magia della lettura. Quella che si abbevera al desiderio profondo da parte del lettore di lasciarsi stupire e di credere in ciò che non è esattamente ordinario. E poi di storie ordinarie se ne leggono fin troppe nei romanzi di sedicenti scrittori e pennaioli. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi, se volete leggervi la lista della spesa o l’ennesima storia d’amore, state lontani da questo libro. </strong>Se invece siete disposti ad affrontare una specie di <a href="http://www.webster.it/libri-dieci_piccoli_indiani_christie_agatha-9788804507598.htm?a=312017">“Dieci piccoli indiani”</a> ambientato in una clinica psichiatrica coperta di neve alla periferia di Berlino allora salite a bordo. Mettete nella clinica un certo numero di pazienti e un serial killer che si diverte a far fuori le sue vittime spezzandone la volontà, riducendole a semplici involucri vuoti e lasciando nelle loro mani degli indovinelli che, se risolti, potrebbero portare a un’ultima possibilità di salvezza.</p>
<p style="text-align: justify;">
Un romanzo claustrofobico, quindi, se è vero che i pazienti della clinica non possono uscire, e un autore che gioca con l’ipnosi e con i diversi punti di vista dei personaggi un po’ come avrebbe fatto il Kubrick di “Rapina a mano armata”, con un protagonista, Caspar, che soffre di amnesia e che un po’ alla volta ricordando di non essere solo un paziente della clinica psichiatrica, arriverà a sciogliere – forse – l’enigma.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Un romanzo con punte di crudeltà inaudita, fra l’altro, con spunti splatter e pulp mica da ridere, che tira a lucido il meccanismo delle scatole cinesi e dei tempi narrativi alternati: c’è addirittura una doppia numerazione di pagine in cui il lettore salta da una situazione all’altra. </strong>Quindi non solo intreccio, enigma, mistero e un gioco di indizi che ricompone un po’ alla volta una storia agghiacciane, ma anche fantasia, immaginazione, invenzioni continue, colpi di scena.<br />
<img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://img2.webster.it/BIT/108/9788861921085g.jpg" alt="" width="200" height="303" />Più lineare ma per certi aspetti ancor più coinvolgente, perché più accessibile, <a href="http://www.webster.it/libri-bambino_fitzek_sebastian_elliot-9788861921085.htm?a=312017">“Il bambino”</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attacco è da manuale: un avvocato viene assunto da un bimbo di dieci anni malato di cancro al cervello per aiutarlo a rinvenire i cadaveri di sette assassini psicopatici che il bambino sostiene di aver macellato quindici anni prima. Paradossale? Soprattutto da un punto di vista aritmetico? Non esattamente. Se leggete capirete perché.<br />
Naturalmente c’è molto altro anche in questo secondo romanzo di Fitzek che è forse ancor più riuscito del precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per risolvere il caso l’avvocato Robert Stern si appoggerà ad un amico ed ex cliente stupratore, sarà costretto a esplorare una Berlino plumbea e violenta, popolata da maniaci e pedofili, neve e pioggia, delitti irrisolti e sbirri assatanati.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriva così un thriller che è una corsa contro il tempo, in cui il gioco delle parti è forse ancor più esasperato che ne <a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017">“Il ladro di anime”</a>, che<strong> ha un ritmo mozzafiato senza che questo pregiudichi mai una narrazione da classico della letteratura,</strong> <strong>tanto Fitzek è lirico e abbacinante nello stile. Anche per questo “Il bambino” è forse uno dei migliori libri pubblicati l’anno scorso, e non solo nel proprio genere.</strong><br />
La dimostrazione palese di come insistere a relegare questo tipo di autori in un ipotetico limbo alternativamente definito di puro intrattenimento, da bestseller, commerciale o altro ancora, suoni perlomeno ridicolo.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui, invece, ci sono davvero due grandi avventure su carta. Tutte da leggere.<br />
</strong>La speranza, quindi, è che Elliot continui a pubblicare anche i prossimi romanzi di un autore da tenersi stretti e magari, perché no, faccia un pensierino anche ai recenti debutti di Wulf Dorn e Andreas Winkelmann, tanto per stare in terra tedesca. Ma non vogliamo esagerare.<br />
Già così, siamo più che soddisfatti.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo: </strong><a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017">Il ladro di anime (trad. di M. Pesetti)<br />
</a></em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: </em><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Fitzek+Sebastian-shelf_BIT-Fitzek+Sebastian-p_1.html?a=312017">Sebastian Fitzek</a></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 300</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Elliot</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 17.50</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>Titolo: </strong><a href="http://www.webster.it/libri-ladro_anime_fitzek_sebastian_elliot-9788861920828.htm?a=312017">Il bambino (trad. di E. Cambini)<br />
</a></em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:<a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Fitzek+Sebastian-shelf_BIT-Fitzek+Sebastian-p_1.html?a=312017"> </a></em><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Fitzek+Sebastian-shelf_BIT-Fitzek+Sebastian-p_1.html?a=312017">Sebastian Fitzek</a></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 386</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Elliot</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 17.50</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-bambino_fitzek_sebastian_elliot-9788861921085.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
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