Piccoli Crimini

9788834715635gDiciamo da subito che a Fanucci va riconosciuto grande coraggio e capacità di rischiare. La casa romana pubblica da sempre, e a volte assumendosi dei gran bei rischi in termini di vendite, molti degli autori che qui a Sugarpulp siamo pronti ad applaudire, non per piaggeria o manie personali, ma semplicemente perché sono scrittori i cui nomi sono entrati ormai da tempo nelle prime file della new wave della crime fiction americana. Che poi sempre più spesso è una crime fiction che profuma di crossover. Potremmo citare Charlie Huston e Daniel Woodrell giusto per fare i primi due nomi che vengono in mente e a quel punto andarcene tutti a casa. Ma oggi parliamo di Dave Zeltserman e del suo fantastico “Piccoli crimini”.
Autore dal talento micidiale, andatevi a rileggere la recensione firmata da Giacomo Brunoro de “L’occhio privato di Denver” (Meridiano Zero) please, Dave Zeltserman somiglia molto alla reincarnazione di Jim Thompson. Per quel suo amore verso storie nere aperte in due da un sorriso gocciolante sangue. Per un umorismo cupo che puzza di morte, per essere capace di tratteggiare personaggi anticonvenzionali e in perenne trasformazione mentre si dirigono verso il baratro in modo del tutto consapevole. Che poi è l’essenza del noir: quel senso di ineluttabile e di mortalmente affascinante che attrae il perdente nel ventre del precipizio.

Continue reading



L’occhio privato di Denver

Scorri le prime pagine e ti sembra tutto un po’ scontato. Il narratore/protagonista è un investigatore privato americano alle prese con un paio di casi standard: una ragazzina scappata di casa e un’altra che vuole sapere il nome dei suoi veri genitori. Bassifondi, vite che non valgono un cazzo, strip club di quarta, mele marce che ti tocca ingoiare giorno dopo giorno per andare avanti.

In effetti però c’è qualcosa fuori posto: Johnny Lane non è il classico investigatore da noir americano, il tipico fallito impersonato alla grande da Bruce Willis in tanti suoi film.

Continue reading