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	<title>Sugarpulp.it &#187; Dc Comics</title>
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		<title>The Boys &#8211; Un fumetto diverso dagli altri</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/dc-comics" rel="tag">Dc Comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel-comics" rel="tag">Marvel Comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/politicamente-scorretto" rel="tag">politicamente scorretto</a></p>Che a volte, se non quasi sempre, i supereroi risultino degli spocchiosi bastardi è un dato di fatto. La perfezione della loro morale, i fisici scolpiti e l’amore e il rispetto tributati loro dai fan reali e dagli uomini “normali” che popolano il loro mondo di carta non era abbastanza. Ci si mettono anche i [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/the-boys-un-fumetto-diverso-dagli-altri' title='The Boys - Un fumetto diverso dagli altri'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6378" href="http://sugarpulp.it/critica/the-boys-un-fumetto-diverso-dagli-altri/attachment/schermata-2011-01-10-a-15-44-03"><img class="alignright size-full wp-image-6378" title="The Boys 01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2011-01-10-a-15.44.03.png" alt="" width="186" height="263" /></a>Che a volte, se non quasi sempre, i supereroi risultino degli spocchiosi bastardi è un dato di fatto. </strong>La perfezione della loro morale, i fisici scolpiti e l’amore e il rispetto tributati loro dai fan reali e dagli uomini “normali” che popolano il loro mondo di carta non era abbastanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si mettono anche i poteri che li elevano a nuovi dei. Nulla può scalfirli. Nulla può distruggerli. Muoiono, ma solo temporaneamente o apparentemente e anche quando vengono ammazzati per sempre vengono sostituiti da successori ancora più forti e giusti. Nessuno aveva mai tentato di metterli alla gogna, fino ad ora.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì certo, c’era stato il “Wanted” di Mark Millar e JG Jones a tentare di ribaltare un po’ la situazione. In quel fumetto erano stati i supervillain a vincere, e i buoni, sconfitti, erano ridotti al lumicino. Ma anche in quell’opera permaneva la regola d’oro dei comics: yin contro yang e buoni contro cattivi, con questi ultimi che per una volta prendono il controllo del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno finora aveva provato a sovvertire seriamente le regole. </strong>Poi arrivò il mostro di Belfast, Garth Ennis.  Reduce dal successo planetario del suo Punisher Max (leggete gli articoli di Matteo Strukul a riguardo), non pago di ciò si mise a lavorare sul “dietro le quinte” degli ipertrofici in costume.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-6379" href="http://sugarpulp.it/critica/the-boys-un-fumetto-diverso-dagli-altri/attachment/schermata-2011-01-10-a-15-44-18"><img class="alignleft size-full wp-image-6379" style="border: 1px solid black;" title="The Boys 02" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2011-01-10-a-15.44.18.png" alt="" width="216" height="360" /></a>Il plot è di una semplicità sconcertante. I super sono manovrati da una multinazionale (la Vought-American) e hanno una morale molto discutibile. <strong>Uccidono a sangue freddo, si tradiscono, si drogano e hanno una vita sessuale a dir poco sregolata. </strong>Per evitare che la V-A possa utilizzarli come arma contro le istituzioni e per eliminare o controllare i supereroi stessi, <strong>la CIA ha costituito un gruppo di cinque agenti, noti come “The Boys”, che intervengono quando la merda colpisce il ventilatore. </strong>Questo è quanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la ricchezza della scrittura di Ennis, unita ai disegni eccezionali di Darick Robertson (“Wolverine”, “Nick Fury”, “Punisher Max”) e John McCrea (“Dicks – Cazzoni, Inc.” e “Hitman”) per gli spin-off “Herogasm” e “Highland Laddie”, sposta ancora più in la il discorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta, come si potrebbe pensare in un primo momento, di una parodia degli universi Marvel, DC e Image condita da scene di sesso estremo, violenza esagerata e abuso di stupefacenti. <strong>In realtà, con “The Boys”, Ennis vuole ritrarre il mondo contemporaneo, rileggendolo in chiave supereroistica, con tutte le sue contraddizioni e brutture, in primis con il controllo sempre più schiacciante delle corporation sulle elezioni e sui presidenti degli USA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, si sa che Ennis odia cordialmente gli imbecilli in costume. Persino nel suo “Thor” il figlio di Odino viene bastonato da un’armata di zombie millenari, mentre i suoi episodi di “Punisher” precedenti alle serie “Max” vedono Frank Castle affrontare e distruggere – previa umiliazione – tutto l’Olimpo Marvel. Ma qui la critica prende una piega ben più profonda.  <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dicevo che in “The Boys” non esistono buoni.</strong> I cinque agenti della CIA protagonisti, di nome Butcher, Latte Materno, il Francese, la Femmina della Specie e l’ultimo arrivato Piccolo Hughie sono<strong> un quintetto di schifosi bastardi.</strong> Ognuno di loro ha un passato poco tranquillizzante. Chi ha lavorato per la mafia, chi ha partecipato ad azioni poco pulite in guerra, chi è semplicemente un malato mentale. <strong>Nessuno di loro, tranne forse Hughie, si fa scrupolo a massacrare il nemico o a minacciare e malmenare i propri stessi superiori della CIA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-6380" href="http://sugarpulp.it/critica/the-boys-un-fumetto-diverso-dagli-altri/attachment/schermata-2011-01-10-a-15-51-37"><img class="alignright size-full wp-image-6380" style="border: 1px solid black;" title="The Boys 03" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2011-01-10-a-15.51.37.png" alt="" width="232" height="349" /></a>Quelli che sono considerati loro “amici” sono persone senza sentimento alcuno, come l’ex supereroe sovietico Vas “La Salsiccia dell’Amore” o l’ex uomo di punta del dipartimento fumetti della V-A, La Leggenda, un vecchio satiro dai modi a dir poco bruschi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli avversari, i supereroi propriamente detti, hanno una tridimensionalità che spesso manca a uno Spiderman o Batman scritto da uno sceneggiatore privo d’ispirazione. Ci sono i Sette capitanati da Il Patriota. I Rappresaglia la cui leadership è contesa tra l’effeminato e sciocco Soldatino e il nazista Stormfront. I G-Men, guidati dall’inquietante Godolkin, e poi gli sregolati Teenage Kix, i bigotti Young Americans e così via. <strong>In ognuno di questi gruppi si riconosce la controparte Marvel e DC.</strong> Gli Avengers, gli X Men. Così come il Patriota e il Soldatino sono rispettivamente una copia di Superman e Capitan America.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno di loro si salva: sono dei farabutti il cui interesse è solo il vile denaro e la consapevolezza dell’impunità.</strong> La critica di Ennis si sposta poi su un altro livello. Il personaggio caricaturale de <strong>La Leggenda </strong>rappresenta in un colpo solo tutti gli editor delle case editrici di fumetti, che devono creare dei mondi dove le supercreature sono modelli di virtù. Nel caso della Victory, la casa editrice di proprietà della Vought dove lavorava La Leggenda, molto spesso sceneggiatori e disegnatori devono impegnarsi a coprire le tantissime malefatte dei personaggi in costume, per esempio l’attentato dell’undici settembre (in “The Boys” è il ponte di Brooklyn a essere distrutto e non il World Trade Center, e si scopre che dietro a ciò non ci sono Al Qaeda e altri fanatici religiosi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è la rifrazione: nel mondo di “The Boys” i fumetti servono a glorificare le gesta di personaggi che esistono nella realtà, ma che si comportano in modo molto diverso.</strong> Esemplare è la scelta di inventare la lotta dei supereroi contro un’inesistente invasione aliena per permettere al Patriota e soci di recarsi in vacanza in una località segreta paradisiaca. La Leggenda, stufo di inventare queste corbellerie, un bel giorno mollò tutto per diventare il principale fiancheggiatore di Billy Butcher e compagni. Ed ecco sistemate anche le case editrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Una presa di posizione che non deve essere piaciuta troppo alla Wildstorm, sussidiaria della DC Comics che originariamente pubblicava le storie di Ennis e Robertson. Dopo soli sei numeri, infatti, la testata dovette trasmigrare verso la più piccola e indipendente Dynamite, perché alla DC non gradivano vedere le caricature dei propri eroi rappresentate in maniera così esplicita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6382" href="http://sugarpulp.it/critica/the-boys-un-fumetto-diverso-dagli-altri/attachment/jan100869_m"><img class="alignleft size-full wp-image-6382" title="The Boys 04" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/JAN100869_m.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>E poi i piccoli particolari che fanno capire che “The Boys” non è un comics come gli altri. </strong>I supereroi morti che ritornano in vita sotto forma di zombie decerebrati. Algide supereroine con voglie da Messalina, stupri, sesso di gruppo come rito d’iniziazione, droghe potentissime e dalle strane origini e il “Composto V”. Questo siero è l’origine dei superpoteri. Niente atterraggi da pianeti alieni, nessuna esposizione a raggi gamma o raggi cosmici, nessuna nascita in una qualche Chernobyl dimenticata, niente ipertecnologia unita a ore e ore di palestra. <strong>Tutto nasce dal Composto V</strong> (la cui formula è di proprietà neanche a dirlo della Vought American), che sia i supereroi che The Boys si sono iniettati, nonostante la Victory Comics inventi ogni genere di panzana per giustificare la forza dei propri soldati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro velo squarciato da Ennis per fare a pezzi la mitologia dei bamboccioni ultracolorati. Una volta ancora, nessuno prima di lui l’aveva fatto.  Troppi critici hanno bollato “The Boys” come un divertissement atroce, sregolato e pornografico dove Ennis può sfogare la sua avversione verso i supereroi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di più sbagliato. <strong>“The Boys” è una feroce rappresentazione dei giorni nostri</strong>, dove le teorie del complotto, la superficie patinata che rivela il marcio e l’esagerazione splatter trovano casa e regalano ai tantissimi lettori uno dei fumetti più maturi e interessanti degli ultimi vent’anni.</p>
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		<title>Joker Hard Cover</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 14:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armando Autieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/armando-autieri" rel="tag">Armando Autieri</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/batman" rel="tag">Batman</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/brian-azzarello" rel="tag">Brian Azzarello</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dark-knight" rel="tag">Dark Knight</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dc-comics" rel="tag">Dc Comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joker" rel="tag">Joker</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/lee-bermejo" rel="tag">Lee Bermejo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarcomics" rel="tag">SugarComics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>Da un po’ di tempo i personaggi di punta della DC Comics, Superman, Batman e Green Lantern, vivono delle storie, nelle serie regolari, all’insegna del politicamente correttissimo.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/joker-hard-cover' title='Joker Hard Cover'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-6186" href="http://sugarpulp.it/critica/joker-hard-cover/attachment/joker_hard_cover"><img class="alignright size-full wp-image-6186" title="Joker_Hard_Cover" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Joker_Hard_Cover.png" alt="" width="232" height="344" /></a>Da un po’ di tempo i personaggi di punta della DC Comics, Superman, Batman e Green Lantern, vivono delle storie, nelle serie regolari, all’insegna del <strong>politicamente correttissimo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco sangue, villain non eccelsi e la regola ferrea della casa editrice di non far commettere omicidio a nessuno dei suoi protagonisti stanno facendo arenare nelle secche del routinario questi nomi storici, che sì, non sono mai stati degli assassini, ma che ultimamente sono un po’ troppo mollaccioni, se mi passate il termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto esce fuori qualche storia un po’ più cupa, soprattutto per quello che riguarda il Cavaliere Oscuro, ma in genere si leggono cose abbastanza freddine, pseudo futuristiche e perfettamente dimenticabili. <strong>Di contro, i nemici classici vivono una seconda giovinezza fatta di sangue ed efferatezze, e permettono a sceneggiatori e disegnatori di esprimere il meglio di sé quanto a cattiveria.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3813"></span>Gli autori di <strong>“Joker hard cover”</strong>, Azzarello e Bermejo, avevano già dato alla luce uno splendido episodio che riguardava la nemesi di Superman con “Lex Luthor: man of steel”, e ora ci riprovano appunto con l’immarcescibile arcinemico dell’Uomo Pipistrello, il folle Joker.</p>
<p style="text-align: justify;">Già alla metà degli anni Ottanta Joker era stato protagonista di una storia, <strong>“The Killing Joke”</strong> (di Alan Moore e Brian Bolland, ristampata di recente in volume extralusso sempre da Planeta De Agostini) che lo aveva affrancato dal ruolo di “nemico classico” e macchietta e lo imponeva come un personaggio a sé stante, degno del suo avversario quanto a carisma.</p>
<p style="text-align: justify;">Due facce della stessa medaglia, più simili di quanto non potesse sembrare, differenti per scopi e uguali nei tormenti, affetti entrambi da psicosi e con un carico insopportabile da portare. In questo volume, Azzarello cerca di spingere ancora più in là la dirompente carica dell’uomo con il sorriso, regalandoci una storia indimenticabile. <strong>Che inizia in un modo tutto sommato normale, ovvero l’ennesima dismissione del Joker dall’Arkham Asylum.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si sa, e non viene spiegato nel volume, come abbia fatto a convincere gli psichiatri ad essere guarito. Fatto sta che mentre era dentro i suoi scagnozzi, sicuri che dal manicomio non sarebbe mai più uscito, hanno iniziato a non pagargli più la stecca, a svendere le sue proprietà e pian piano a estrometterlo dalle attività criminali di Gotham. <strong>Quando si ritrova fuori, Joker è letteralmente con le pezze al culo e assetato di vendetta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a un criminale di mezza tacca e di origine redneck, Jonny Frost (voce narrante della storia) e alla street gang di Croc, riprenderà il controllo della città facendo scorrere nei suoi vicoli bui un fiume di emoglobina e vendicandosi dei suoi soci sleali. Anche il Pinguino e l’Enigmista rimarranno vittime della sua follia intrisa di rivalsa e saranno ridotti al ruolo di pedine. Ben di peggio capiterà ai mafiosi alle dipendenze di Harvey “Due facce” Dent, autore di un doppio gioco che porterà nelle ultime pagine alla comparsa dell’alter ego notturno di Bruce Wayne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia si conclude con un finale che sembra più l’inizio di una storia, con uno dei protagonisti che si interrogherà sulle capacità di contagio del terribile capo dei criminali di Gotham tornato più in forma e scatenato che mai. </strong>In grado di ritrasformare la città in un verminaio di vizio, depravazione e guerre tra bande di malviventi in un batter d’occhio. Del resto, è sempre stato il suo obiettivo dichiarato rendere Gotham simile a lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Già, <strong>Gotham</strong>. La città nella visione di Azzarello non è più l’ipertecnologica New Gotham ricostruita da Luthor dopo che era stata distrutta da un terremoto nel ciclo “Cataclisma”. <strong>Assomiglia ben più alla gotica e polverosa città alla quale eravamo affezionati. Misteriosa e tentatrice, è anch’essa una dei protagonisti. </strong>Ricorda di molto la New York della fine degli anni Settanta vista nel film <strong>“Donnie Brasco”</strong>. I disegni di Bermejo, eccezionali come sempre, hanno contribuito a ciò. E non solo per le architetture sporche e decadenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vede, nel sorriso sfigurato di Joker (modellato sulle fattezze dell’ultimo Joker cinematografico interpretato da Heath Ledger), la suppurazione delle ferite. Gli sfregi di Harvey Dent sono ancora pulsanti. Non vogliono saperne di cicatrizzarsi e rendono visualmente la schizofrenia di Due facce; gli atteggiamenti da capo dei Bloods di Croc sono restituiti magistralmente. E la sequenza finale ricorda molto da vicino i combattimenti notturni tra gatti, con una malvagità senza pari.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile di Brian Azzarello è hard boiled, cinico e secco. La tridimensionalità del carattere del protagonista si sente, è palpabile, nonostante la difficoltà della materia. <strong>Essendo completamente folle, manovrare letterariamente Joker era impresa difficile.</strong> Sarebbe stato molto più semplice banalizzarlo e creare il solito fenomeno da baraccone dal grilletto facile per accontentare i tanti fan della bassa macelleria. <strong>Invece le imprese e le considerazioni sul mondo di Joker sono esposte con naturalezza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Non si perde una sola delle frasi e della malefatte dell’uomo sorridente, che sia una pacca sulle spalle del suo tuttofare Jonny Frost oppure l’esecuzione a sangue freddo di un ex alleato che ha tentato di fare il furbo. <strong>La sua umanità è fulgida, le sue contraddizioni lo rendono vivo, le sue imprese immortale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante la crudeltà del protagonista, quindi, non si riesce a non fare il tifo per lui:</strong> un magnifico mattatore con un’anima troppo vicina all’inferno per poter aspirare al paradiso e alla redenzione che Batman ogni volta si augura che accada. Povero illuso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Joker hard cover” si candida a diventare una pietra miliare nell’universo del Dark Knight. </strong>Nobilita ulteriormente il suo arcinemico e crea i presupposti perché prima o poi la resa dei conti tra i due possa vedere un cadavere eccellente cadere nella polvere. <strong>Noi tutti aspettiamo fiduciosi.</strong></p>
<hr />
<ul>
<li>Titolo: Joker Hard Cover</li>
<li>Autori: Brian Azzarello, Lee Bermejo</li>
<li>Numero di pagine: 125</li>
<li>Editore: Planeta De Agostini</li>
<li>Prezzo: Euro 13.95</li>
</ul>
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		<title>Con tanta benzina in vena</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/britannico" rel="tag">britannico</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/con-tanta-benzina-in-vena" rel="tag">Con tanta benzina in vena</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dc-comics" rel="tag">Dc Comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/godzilla" rel="tag">Godzilla</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/helix" rel="tag">Helix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mike-mcgill" rel="tag">Mike McGill</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/quentin-tarantino" rel="tag">Quentin Tarantino</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/trix" rel="tag">Trix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/warren-ellis" rel="tag">Warren Ellis</a></p>Mike McGill è un detective privato con le pezze al culo, assoldato da un’organizzazione di politici eroinomani per ritrovare la prima, vera Costituzione degli Stati Uniti d’America il cui unico originale venne smarrito da Richard Nixon in un bordello. In teoria, quindi, quella vigente è un falso. McGill si vede versare sull’unghia mezzo milione di [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/con-tanta-benzina-in-vena' title='Con tanta benzina in vena'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2498" title="ellis" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/09/ellis.jpg" alt="ellis" width="200" height="302" />Mike McGill è un detective privato con le pezze al culo, assoldato da un’organizzazione di politici eroinomani per ritrovare la prima, vera Costituzione degli Stati Uniti d’America il cui unico originale venne smarrito da Richard Nixon in un bordello. In teoria, quindi, quella vigente è un falso. McGill si vede versare sull’unghia mezzo milione di dollari sul conto corrente per recuperarla. Comincia così per lui una corsa impazzita, una caccia al tesoro in acido e on the road lungo gli Stati Uniti d’America. Fortunatamente, con lui c’è Trix Holmes, lolita ninfomane affamata di sesso e emozioni, la quale sembra però aver perso la testa proprio per Mike e che si imbarca nell’impresa per vivere finalmente una vera avventura. E questo è lo strepitoso romanzo del britannico Warren Ellis: una grande, divertente, stupefacente avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Sceneggiatore di comics come Thor, Ghost Rider, Wolverine, X Men, Wildcats, ma ancor più autore di fumetti culto per la DC come Helix e Transmetropolitan, Ellis dimostra come gli scrittori di fumetti e romanzi siano negli States qualcosa di più di una tendenza, ma costituiscano invece e ormai un’autentica tribù di moderni stregoni della parola. Tutto questo spiega in modo efficace il perché questo sia uno dei libri più pulp usciti negli ultimi due anni.<span id="more-2497"></span> Fra adoratori di Godzilla e omosessuali assatanati che si iniettano soluzioni saline nei testicoli per aumentarne le dimensioni, fra dialoghi in aereo con serial killer mainstream e portieri d’hotel vestiti da ninja, “Con tanta benzina in vena” &#8211; questo il titolo del romanzo &#8211; è un delirio sulla strada, un diario ipertrofico e completamente folle che ritrae in modo implacabile e spietato un’America alla deriva. Un ritratto mescalino come potrebbe esserlo quello di uno scrittore che Quentin Tarantino definisce “Un portentoso uomo delle caverne in un mondo di fidanzatini di Barbie” e il cui talento sta nel proporre un ibrido devastante giusto a metà fra action thriller e sceneggiatura fumettistica, con dialoghi costantemente al limite del demenziale e sequenze destinate a far saltare gli schemi, poco ma sicuro.<br />
Immaginate un possibile incrocio fra Chuck Palahniuk, il Charles Bukowski di “Pulp” e il Williams Burroughs di “Scimmia” e grosso modo vi sarete fatti un’idea del voltaggio di questo romanzo che, davvero, non lascia respiro e pare un pamphlet sgangherato e esaurito da un avamposto letterario sulla frontiera.<br />
Ma al termine della lettura quello che avremo scoperto non sarà poi meno assurdo, sfrontato, agghiacciante di quello che accade in molte case del nostro pianeta ogni giorno, solo che dopo essere stati trasformati in notizie sparate sulle prime pagine dei giornali quei fatti, quelle storie, divengono un po’ alla volta leggende sbiadite e deboli, appassiscono e tornano a covare sotto la cenere del nostro subconscio.<br />
Ellis, invece, sembra riprenderle tutte, una dopo l’altra, e riesce a riesumare le scorie di una società malata e agonizzante per farne un milk–shake supervitaminizzato da vomitarci in faccia.<br />
“Con tanta benzina in vena” è allora una bomba all’idrogeno, l’ennesimo centro per Elliot che da qualche tempo a questa parte dà l’impressione di aver virato, almeno in parte, su autori che come missione paiono avere quella di fare una guerra alle regole della scrittura.<br />
Buon per noi e nessuna scusa: comprate questo libro.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Con tanta benzina in vena<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:Warren Ellis<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:226</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Elliot (Trad. Luca Fusari)</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 16,50 euro</em></li>
</ul>
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