Chiamatela operazione nostalgia ma “Mi chiamavano Speed Queen” di Stewart O’Nan è uno dei capolavori di quel genere che qui a Sugarpulp va per la maggiore. Meglio non dilungarsi in definizioni quindi e andiamo subito al sodo.
Il romanzo parte con un bell’escamotage commerciale. C’è una donna, Marjorie Staniford, detenuta nel braccio della morte di un penitenziario dell’Oklahoma, in attesa dell’imminente esecuzione. Perché? Ha commesso una strage. Ma è stata lei oppure no? Per saperlo Stephen King decide di scriverci un libro e invia a Marjorie centoquattordici domande Continue reading


