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	<title>Sugarpulp.it &#187; Einaudi Stile Libero</title>
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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>Intervista a Giulio Mozzi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bruno-lorini" rel="tag">Bruno Lorini</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/carlo-dalcielo" rel="tag">Carlo Dalcielo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giulio-mozzi" rel="tag">Giulio Mozzi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-righetto" rel="tag">Matteo Righetto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mondadori" rel="tag">Mondadori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/padova" rel="tag">Padova</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sironi" rel="tag">Sironi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/theoria" rel="tag">Theoria</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/treno" rel="tag">treno</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/vibrisselibri" rel="tag">Vibrisselibri</a></p>Giulio Mozzi è scrittore, docente di scrittura creativa, editor e cercatore di talenti letterari. Dal 1993 ad oggi ha pubblicato diverse raccolte di racconti per Einaudi, Mondadori, Theoria e Sironi. Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-giulio-mozzi">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-giulio-mozzi' title='Intervista a Giulio Mozzi'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3044" title="giulio mozzi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/giulio-mozzi.jpg" alt="giulio mozzi" width="250" height="256" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Mozzi+Giulio-shelf_BIT-Mozzi+Giulio-p_1.html?a=312017">Giulio Mozzi</a> è scrittore, docente di scrittura creativa, editor e cercatore di talenti letterari.<br />
Dal 1993 ad oggi ha pubblicato diverse raccolte di racconti per Einaudi, Mondadori, Theoria e Sironi.<br />
Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per la casa editrice Sironi, e dal marzo 2008 è consulente di Einaudi Stile Libero.<br />
Nelle collane da lui curate hanno esordito, tra gli altri, Vitaliano Trevisan e Tullio Avoledo.<br />
Insieme all&#8217;artista Bruno Lorini ha creato un artista immaginario, Carlo Dalcielo, le cui opere, esposte in mostre e pubblicate in forma di libro, sono spesso di natura collettiva.<br />
In rete cura il blog Vibrisse Bollettino e ha promosso la casa editrice Vibrisselibri. Vive a Padova.<br />
In un momento di pausa fra i suoi numerosi viaggi, Matteo Righetto l&#8217;ha incontrato per Sugarpulp e gli ha rivolto alcune domande relative al suo ruolo di editor e talent-scout.</strong></p>
<p><strong>Giulio, come riesci a trovare il tempo per conciliare la professione di scrittore con quella di “cacciatore” di autori?</strong></p>
<p>Non vedo il problema. Quasi tutte le persone che pubblicano opere letterarie campano di un qualche mestiere, e io del mio. E tutte si arrabattano con gli orari, i carichi e i vincoli del lavoro.</p>
<p><strong>Cosa pensi dei numerosissimi premi e concorsi letterari che ci sono in Italia? Sono effettivamente seguiti e considerati dagli editori che intendono scoprire nuovi talenti oppure no?</strong></p>
<p>Se intendi – come mi par di capire – i concorsi per inediti, la risposta è: che agli editori interessa solo il premio Calvino.</p>
<p><strong>Tu hai tenuto spesso corsi e seminari di scrittura creativa. In che misura possono essere utili per uno scrittore? E&#8217; più importante il talento o il perfezionamento delle tecniche di scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per un atleta è più importante avere il talento o imparare e allenarsi? Per un musicista, per un cuoco, per un collaudatore di go-kart, per un insegnante di matematica: è più importante avere il talento o imparare e allenarsi?<br />
Ovvero: la domanda è mal posta.<br />
Quasi tutte le persone che si iscrivono a un corso o laboratorio di scrittura vogliono semplicemente incrementare il proprio bagaglio tecnico. Non hanno alcuna intenzione di scrivere romanzi e racconti, non hanno ambizioni artistiche, e spesso hanno bisogno di apprendere o affinare determinate abilità per fare meglio il loro lavoro.<br />
Circa le poche persone che si iscrivono a un corso o laboratorio di scrittura avendo dei desideri o delle ambizioni di tipo artistico, posso dire:<br />
Il talento (che spesso è – almeno in parte – dovuto a un «capitale» culturale, linguistico, sociale, economico eccetera della famiglia d’origine) si attiva se c’è una motivazione seria.<br />
Corsi e laboratori possono servire a queste persone per incontrare qualcuno con cui discutere, mettere in discussione la propria motivazione.<br />
Ciò detto: sia chiaro che le tecniche si insegnano, il talento no. Ma tra due persone può crearsi una «relazione pedagogica» che aiuta il talento a venir fuori. Io devo quasi tutta la mia scrittura a Stefano Dal Bianco e Laura Pugno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Quanti manoscritti ti vengono spediti in un anno? Riesci davvero ad affrontarli tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un migliaio o poco più. Li prendo in mano tutti. Ne leggerò fino in fondo un’ottantina. Quasi metà li metto da parte dopo poche pagine. Una volta l’anno mi succede di essere convinto della bellezza di un testo (e della forza di un autore) dopo poche pagine.</p>
<p><strong>Quando ti imbatti in un testo davvero interessante e degno di considerazione, cosa fai? Chiami il suo autore o lo segnali direttamente ad un editore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi faccio vivo con l’autore. Anche perché spesso il testo è «interessante» ma non «immediatamente pubblicabile». Magari vale la pena di lavorare un po’ con l’autore, conoscerlo, capire perché fa quello che fa, studiare una strategia per presentarlo all’editore nel migliore dei modi possibili.<br />
Poi, sai, il mio lavoro non consiste nello scovare libri. Consiste nell’entrare nella vita di una persona e dire: «Secondo me si può fare». Ad alcune persone ho cambiata la vita. Devo stare attento. Le persone vengono prima di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Nella tua giornata-tipo, qual è il momento migliore per leggere e quale quello per scrivere</strong>?</p>
<p>Leggo molto in treno (perché passo molte ore in treno). O la sera. Scrivo più facilmente di mattina presto, dalle sei-sei e mezza alle dieci. Anche perché prima delle dieci il mondo editoriale se ne sta zitto e buono, e io lavoro in pace.</p>
<p><strong>Quali sono le qualità fondamentali che deve avere un manoscritto per convincerti?</strong></p>
<p>La bellezza.</p>
<p><strong>In cosa consistono le mansioni di un editor di una grossa casa editrice? Di solito come affronta il lavoro assieme all&#8217;autore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non lo so di preciso. È un mestiere che non ho mai fatto, e che non ho mai visto più che tanto da vicino. Il mio lavoro consiste nel proporre agli editor testi da leggere. Il minor numero possibile di testi, perché loro hanno poco tempo. Nonostante questo, devo ingaggiare vere battaglie per farli leggere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6224" href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-giulio-mozzi/attachment/mozzi_ultimo_a_scendere"><img class="alignleft size-full wp-image-6224" style="border: 1px solid black;" title="mozzi_ultimo_a_scendere" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/mozzi_ultimo_a_scendere.png" alt="" width="183" height="281" /></a>Dopo il recentissimo e ottimo &#8220;Sono l&#8217;ultimo a scendere&#8221; edito da Mondadori, stai lavorando a qualcos&#8217;altro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Entro novembre esce, per Terre di Mezzo, una cosa che si chiama (non) un corso di scrittura e narrazione. È la rielaborazione di una serie di 100 articoli che scrissi negli anni scorsi per la rivista Stilos. Infine, a febbraio o marzo 2010 dovrebbe uscire finalmente, per Sironi, il Manuale di retorica amichevole al quale sto lavorando da un bel pezzo con Stefano Brugnolo (che ne è l’autore principale). È il complemento ideale di quel Ricettario di scrittura creativa che ci ha date tante soddisfazioni (ci siamo divertiti a farlo, sembra una cosa utile, e ne abbiam vendute quasi ventimila copie). Entro ottobre vorrei mettere la parola fine a Discorso attorno a un sentimento nascente, una specie di romanzo al quale lavoro da un sacco di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Progetti concreti per il 2010?</strong></p>
<p>Comperare una Vespa.</p>
<p><strong>Cosa pensi di Sugarpulp, il movimento delle Barbabietole Carnivore?</strong></p>
<p>Non mi freghi. Non esistono barbabietole carnivore, l’ho letto su Wikipedia.<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Intervista a Luigi Bernardi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/babele-suite" rel="tag">babele Suite</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luigi-bernardi" rel="tag">Luigi Bernardi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-righetto" rel="tag">Matteo Righetto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/perdisa-pop" rel="tag">Perdisa Pop</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/walkie-talkie" rel="tag">Walkie Talkie</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/walky-talky" rel="tag">Walky talky</a></p>Luigi Bernardi (Ozzano dell&#8217;Emilia, 11 gennaio 1953) è uno scrittore, saggista, sceneggiatore e critico fumettistico italiano. Attualmente vive a Bologna. Ha creato alcune case editrici di fumetti. All&#8217;inizio degli anni &#8217;90, ha iniziato a esplorare il noir italiano e internazionale. &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/interviste/autori/intervista-a-luigi-bernardi">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/autori/intervista-a-luigi-bernardi' title='Intervista a Luigi Bernardi'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2776" title="Luigi B." src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/10/Luigi-B.1.jpg" alt="Luigi B." width="314" height="209" /><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Bernardi+Luigi-shelf_BIT-Bernardi+Luigi-p_1.html?a=312017">Luigi Bernardi</a> (Ozzano dell&#8217;Emilia, 11 gennaio 1953) è uno scrittore, saggista, sceneggiatore e critico fumettistico italiano. Attualmente vive a Bologna. Ha creato alcune case editrici di fumetti. All&#8217;inizio degli anni &#8217;90, ha iniziato a esplorare il noir italiano e internazionale. Nel 2000 è stato chiamato a elaborare il progetto della serie Noir di Einaudi Stile Libero, che ha diretto fino ai primi mesi del 2005. Dal 1999 al 2003 ha seguito quotidianamente le notizie di cronaca nera, anche quelle recuperabili soltanto nei fogli locali, e si è costruito una solida conoscenza del mondo del crimine, sia a livello di grandi organizzazioni, sia delle imprevedibili espressioni familiari. Attualmente è scrittore e consulente editoriale. Per l&#8217;editore Fazi cura la prima edizione italiana integrale de Le inchieste di Nestor Burma, di  Léo Malet. Ha realizzato laboratori di scrittura sia di base che avanzati, gli esiti di alcuni di questi laboratori sono stati pubblicati in Altre scomparse di Patò (Edizioni della Battaglia, 2003), Amore e altre passioni (Zona, 2005), Qualche sera d&#8217;inverno a Maranello (Zona, 2005). È stato per sei edizioni presidente di giuria del concorso letterario Lama e Trama organizzato dal comune di Maniago. Il suo ultimo romanzo, Senza Luce, è stato pubblicato da Perdisa pop nel 2008. </strong></p>
<p><span id="more-2748"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Caro Luigi, una carriera davvero folgorante, la tua. Talent-scout, critico, scrittore di primissimo piano. Considerato che uno dei tuoi motti preferiti è: “Ho fatto tanto e di tutto. Conto di continuare.”, che cosa ci riservi per il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un futuro di nuove storie e di linguaggi diversi per raccontarle. Il fumetto, innanzitutto. A settembre esce il primo volume di Carriera criminale di Clelia C., una storia di camorra affidata ai disegni di Grazia Lobaccaro e pubblicata dalla editrice BD. Il secondo e conclusivo volume sarà per maggio 2010. Sempre per l’editrice BD, a ottobre uscirà Delenda Fantomas, secondo tassello della trilogia Non temerai altro male, dedicata alla riscrittura del mito di Fantomas, che si concluderà nel 2010 con In excelsis Fantomas, il tutto con i disegni di Onofrio Catacchio. Intanto è partito un nuovo progetto, Sud Side Fiction: lo disegna Giancarlo Caracuzzo e rischia di essere una storia lunghissima. Per la narrativa sto lavorando a un nuovo romanzo, Alta velocità, che ancora non so se potrà uscire nel 2010, e ad altre cose ancora più lontane a venire. E poi ci sono nuovi progetti teatrali e qualcosa che si potrebbe definire multimediale. Insomma, il futuro è pienotto…</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei stato tra i primi in Italia a intuire le potenzialità del genere noir e a sdoganarlo letterariamente, quando la maggior parte dell’establishment culturale nazionale lo considerava ancora come letteratura di serie B.  Direi che il tempo ti ha dato ragione, no</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, il tempo mi ha dato ragione, e non è la prima volta che succede. Solo che me ne ha data troppa e adesso il proliferare di narrativa noir o pseudo noir ha creato un fenomeno di moda. E il noir, che è narrativa antagonista per eccellenza, non può essere moda, altrimenti diventa qualcosa di falso, o almeno convenzionale, lontanissimo dallo spirito originale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo di Senza Luce, il tuo nuovo e originalissimo romanzo. Come è nata questa storia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È nata come nascono le storie: ragionando su cosa succederebbe se… In questo caso sono stato aiutato dalla cronaca: un intero paese messo al buio per permettere alla polizia di catturare un assassino. Naturalmente a me non interessava la cattura di questo assassino e mi sono messo a ragionare sugli abitanti di quel paese, costretti all’assenza di luce per una ragione che neppure conoscevano. Pian piano ho delineato dei personaggi e ho raccontato la loro storia in quell’ora e quaranta di blackout.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Spesso molti addetti ai lavori fanno una gran confusione epistemologica relativamente al genere giallo, al noir, alla crime-fiction et cetera. Ci vuoi per favore dare la tua definizione di “noir”? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il noir, nella mia accezione molto circoscritta, è una storia raccontata dal punto di vista della vittima, del perdente di turno. Il giallo è il canto trionfale dell’indagine e dell’investigatore, il noir il blues della vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata questa collaborazione con Perdisa per la creazione di Perdisa pop, e cosa cerchi per queste collane da te curate</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è sempre piaciuto rinnovare le mie collaborazioni editoriali. Oltre alle case editrici che ho creato e gestito, ho lavorato con Hobby &amp; Work, DeriveApprodi, Einaudi, Dario Flaccovio e ora il gruppo Perdisa. In ognuna di queste collaborazioni ho cercato di lasciare un segno, i cataloghi sono lì, a disposizione per verificare se ce l’ho fatta. Perdisa mi ha permesso di creare un format nuovo, quello delle novelle di Babele Suite, un format che però, come lamenta il distributore, piace più agli scrittori che ai lettori. A ogni modo, anche con Perdisa, così come con gli altri editori con cui ho lavorato, sono riuscito a dare la prima opportunità a scrittori dei quali continueremo a sentir parlare, Barbara Baraldi e Alberto Custerlina, giusto per fare un paio di nomi. E Paola Ronco che esordirà a ottobre con un romanzo bellissimo, Corpi estranei.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Come riconosci un manoscritto interessante?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il testo deve avere una sua voce. Se ce l’ha e la storia che mi racconta questa voce è intrigante, allora è fatta. Solo che non è per niente facile soddisfare questa doppia esigenza. C’è poi da dire che con l’età sono diventato molto più selettivo, anche se diversamente dal passato, tendo a essere più conciliante con le ragioni del mercato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2766" title="Luigi Bernardi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/10/Luigi-Bernardi3.jpg" alt="Luigi Bernardi" width="384" height="257" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo di Luigi Bernardi scrittore: quanto i tuoi romanzi risentono della terra in cui vivi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bella domanda, ma risposta laconica: poco, pochissimo, quasi nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante la tua formazione giovanile, quali sono state letture e gli autori che hanno influenzato maggiormente il tuo gusto letterario</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Eccola qua, la domanda impossibile. Me la cavo con due nomi, due esempi: Magnus e Manchette. Il primo perché sapeva raccontare, il secondo perché sosteneva, e a ragione, che nel raccontare non tutte le parole sono uguali.</p>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Il caso sbagliato</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi Stile Libero]]></category>
		<category><![CDATA[James Crumley]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Conti]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-crumley" rel="tag">James Crumley</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a></p>Troppo spesso qualche sedicente fine intellettuale nel momento in cui apprende la nostra passione per il noir, il pulp e l’hard boiled storce il naso e inizia a guardarci come dei minus habens. Cosa ci può essere di interessante in ammazzamenti vari, furtarelli e sparatorie? Cosa si può dire dell’Uomo, della natura umana, della società o di chissà cos’altro con questo genere di letteratura che altro non è, secondo loro, che mero intrattenimento da terza fascia? Sicuramente queste persone, questi sciuri professoroni, non conosco James Crumley. In ogni libro da me recensito cerco di mettere in evidenza il non scritto, il messaggio, più o meno velato, che lo scrittore ha cercato di trasmettere con la sua opera. Ho scritto e riscrivo: SCRITTORE. Chi pratica il noir non è semplicemente un narratore, un povero alcolizzato che per sbarcare il lunario butta già duecento pagine di cazzate varie ed eventuali. Per chi non se ne fosse ancora accorto siamo andati molto al di là di Agatha Christie e dell’inevitabile maggiordomo assassino. Il noir, lungo la sua secolare storia, si è trasformato da semplice racconto del mistero capace di stimolare la curiosità e la fantasia di chi legge attraverso intrighi e indovinelli, una sorta di gioco di furbizia tra scrittore e lettore, in pretesto per raccontare la società che ci circonda – si veda, tanto per fare un paio di esempi, “Un sudario non ha tasche” di Horace McCoy del 1937 e “Corri, uomo, corri!” di Chester Himes del 1966 – oppure per cercare di sviscerare gli incubi, le inquietudini, le navigazioni di profondità dell’animo umano. <a href="http://sugarpulp.it/critica/il-caso-sbagliato">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-caso-sbagliato' title='Il caso sbagliato'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2407" title="wrong-case" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/wrong-case.jpg" alt="wrong-case" width="225" height="350" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Troppo spesso qualche sedicente fine intellettuale nel momento in cui apprende la nostra passione per il noir, il pulp e l’hard boiled storce il naso e inizia a guardarci come dei minus habens.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Cosa ci può essere di interessante in ammazzamenti vari, furtarelli e sparatorie? Cosa si può dire dell’Uomo, della natura umana, della società o di chissà cos’altro con questo genere di letteratura che altro non è, secondo loro, che mero intrattenimento da terza fascia?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sicuramente queste persone, questi sciuri professoroni, non conosco James Crumley.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span id="more-2403"></span>In ogni recensione cerco di mettere in evidenza il non scritto, il messaggio, più o meno velato, che lo scrittore ha cercato di trasmettere con la sua opera. Ho scritto e riscrivo: SCRITTORE. Chi pratica il noir non è semplicemente un narratore, un povero alcolizzato che per sbarcare il lunario butta già duecento pagine di cazzate varie ed eventuali. Per chi non se ne fosse ancora accorto siamo andati molto al di là di Agatha Christie e dell’inevitabile maggiordomo assassino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il noir, lungo la sua secolare storia, si è trasformato da semplice racconto del mistero capace di stimolare la curiosità e la fantasia di chi legge attraverso intrighi e indovinelli, una sorta di gioco di furbizia tra scrittore e lettore, in pretesto per raccontare la società che ci circonda – si veda, tanto per fare un paio di esempi, “Un sudario non ha tasche” di Horace McCoy del 1937 e “Corri, uomo, corri!” di Chester Himes del 1966 – oppure per cercare di sviscerare gli incubi, le inquietudini, le navigazioni di profondità dell’animo umano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">È in quest’ultimo insieme che, ad esempio, si colloca uno dei migliori romanzi della prima metà del 2009, quel “Vedi di non morire” di Josh Bazell di cui potete leggere la recensione pubblicata su Sugarpulp. Bazell, però, non è figlio di sé stesso, bensì ha alle spalle illustri predecessori tra i quali spicca James Crumley. Crumley, con il suo secondo romanzo – “Il caso sbagliato” – ma primo della sua fortunata carriera di romanziere noir, cambia le carte in tavola, il mistero nudo e crudo rimane nell’ordito della trama, ma ciò che acquista sempre maggiore rilevanza è il personaggio stesso, il protagonista, che non si limita più ad essere un superdetective da far invidia al Ris di Parma o ai minchioni di CSI, ma parla di sé stesso, delle sue paure, della sua solitudine, del suo sconforto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Tutto ciò, inoltre, continua poi a muoversi su uno sfondo sociale in costante mutamento: qui, ad esempio, il protagonista Milton Chester Milodragovitch terzo, deve affrontare gli anni Settanta che negli Stati Uniti d’America vedono le strade invase dall’eroina, una piaga che inizierà a mietere vittime senza troppo badare alla loro estrazione sociale. “Il caso sbagliato”, non a caso, è stato scritto in piena bufera. Era il 1975. La trama è a suo modo semplice e senza grosse impennate: una bonazza dai capelli rossi entra nello studio del nostro detective chiedendogli di ritrovare il suo fratellino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Milo non ne capisce un cazzo di queste cose, ha passato la sua carriera a correre dietro ad adultere e casalinghe in calore, ma questa rossa è proprio bona e lui non ci mette molto a capire che ne potrebbe venire fuori una bella scopata. E accetta l’incarico. Le oltre 300 pagine scorrono lineari tra sbronze e dialoghi urticanti, lo spazio riservato al mistero e all’hard boiled vero è proprio è ridotto al minimo, quello che sembra aver interessato maggiormente</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Crumley è stata la narrazione di un’epoca, del mondo devastato dalla microcriminalità e dall’eroina di una media cittadina americana, l’immaginaria Meriwether. E poi lo scorrere senza senso della vita di Milodragovitch, un loser perennemente ubriaco e detective fallito. “Il caso sbagliato” non è probabilmente il miglior romanzo di Crumley, così come difficilmente lo possono essere delle opere prime, dimostrando tra le righe i segni tanto di una ingenua immaturità – per quel che riguarda la scrittura di un genere come l’hard boiled -, quanto, però, quelli di potenzialità insuperabili in grado di far scolpire il suo nome nell’Olimpo degli immortali di questo genere e, a dispetto dei fini intellettuali di cui dicevamo sopra, della letteratura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Non a caso tre anni dopo, nel 1978, verrà pubblicato “L’ultimo vero bacio”, da tutti riconosciuto come il suo autentico capolavoro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Il caso sbagliato</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:James Crumley</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:363</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi Stile Libero-Noir (Trad. Luca Conti)</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 17,50 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Mr. Paradise</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Busatta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/anthony-paradiso" rel="tag">Anthony Paradiso</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/art-krupa" rel="tag">Art Krupa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/carl-fontane" rel="tag">Carl Fontane</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/frank-delsa" rel="tag">Frank Delsa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/kelly-barr" rel="tag">Kelly Barr</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-busatta" rel="tag">Marco Busatta</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mr-paradise" rel="tag">Mr. Paradise</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/wu-ming-i" rel="tag">Wu Ming I</a></p>Nella casa di Anthony Paradiso, un ricco avvocato in pensione, vengono esplosi quattro colpi di pistola. Due di questi ammazzano proprio lui, mentre gli altri due seccano la ragazza da “novecento dollari l'ora” che lo stava intrattenendo vestita da Cheerleader della Michigan University. Frank Delsa, trentottenne detective della gloriosa Sezione Omicidi della Polizia di Detroit, indaga sugli omicidi e si imbatte nella bellissima Kelly Barr, giovane e sexy modella che si invaghisce di lui... <a href="http://sugarpulp.it/critica/mr-paradise">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/mr-paradise' title='Mr. Paradise'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_mrparadise.jpg" rel="lightbox[1239]" title="&quot;Mr Paradise&quot; di Elmore Leonard"><img class="alignleft size-medium wp-image-1390" title="&quot;Mr Paradise&quot; di Elmore Leonard" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_mrparadise-135x214.jpg" alt="&quot;Mr Paradise&quot; di Elmore Leonard" width="135" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella casa di Anthony Paradiso, un ricco avvocato in pensione, vengono esplosi quattro colpi di pistola. Due di questi ammazzano proprio lui, mentre gli altri due seccano la ragazza da “novecento dollari l&#8217;ora” che lo stava intrattenendo vestita da Cheerleader della Michigan University. Frank Delsa, trentottenne detective della gloriosa Sezione Omicidi della Polizia di Detroit, indaga sugli omicidi e si imbatte nella bellissima Kelly Barr, giovane e sexy modella che si invaghisce di lui.<span id="more-1239"></span><br />
Per arrivare alla soluzione del caso Delsa dovrà districarsi tra una rete di inganni e menzogne, loschi affari, apparenze fallaci e bizzarri equivoci, mentre nella vicenda fanno capolino come funghi spuntati dal nulla delinquenti tanto idioti quanto esilaranti come Art Krupa e Carl Fontane. Veri inetti dalla comicità involontaria, destinati loro malgrado a fregarsi da sé, dimostrando con le loro azioni  la stolidità criminale che emerge -sempre- nella narrativa di Leonard. E poi c&#8217;è Jerome, un personaggio ambiguo e misterioso, che è però meno demente di quanto sembri, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">E come dimenticarsi dei tre messicani assassinati (di cui uno smembrato in cinque parti con una sega elettrica) e dati alle fiamme in un seminterrato? Se è vero ciò che diceva Hemingway, e cioè che “La prosa è architettura, non decorazione d&#8217;interni.”, beh, allora qui siamo di fronte al Fallingwater della letteratura. Uno stile asciutto e secco, con dialoghi rapidi come saette.</p>
<p style="text-align: justify;">Una trama tesa e ben oliata, animata da una fauna di personaggi a dir poco sbalorditiva. Questi sono gli strumenti con cui Leonard plasma ogni sua opera (che sia il romanzo western degli anni cinquanta o la <em>crime novel</em> del 2003) sempre prestando fede al principio: <em>“If it sounds like writing, I rewrite it!</em>” Sopra citavo la “Casa sulla cascata” di Wright.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti Elmore Leonard è un po&#8217; così, cioè  “organico”, tanto che a ottant&#8217;anni suonati scrive ancora storie che scavano nella società contemporanea americana e ne diventano parte integrante, come il pezzo del puzzle che trova il suo posto predeterminato tra gli altri tasselli. Come l&#8217;opera di Wright con l&#8217;ambiente che la circonda. Wu Ming I, che ha eseguito la traduzione e la postfazione, ha scritto: “Quella di Leonard è una <em>comédie humaine</em> del mondo criminale americano”. È così.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Opera, edita nel 2003, è stata per tredici settimane tra i dieci libri più venduti d&#8217;America&#8230; serve dire altro?</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Mr. Paradise</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Elmore Leonard</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 227</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi Stile Libero-Big</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 14,50</em></li>
</ul>
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