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	<title>Sugarpulp.it &#187; Einaudi</title>
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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>Il potere del cane</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/don-winslow" rel="tag">Don Winslow</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/il-potere-del-cane" rel="tag">Il potere del cane</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-ellroy" rel="tag">James Ellroy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/michele-fiano" rel="tag">Michele Fiano</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/narcotraffico" rel="tag">Narcotraffico</a></p>Un grande romanzo sulla droga, terrificante e colmo di tristezza, di un&#8217;intensità che non concede un solo attimo di tregua. Un ritratto perfetto dell&#8217;inferno e della follia morale che lo accompagna&#8221;. Così James Ellroy definisce &#8220;Il Potere del Cane&#8221;, secondo &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/il-potere-del-cane">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-potere-del-cane' title='Il potere del cane'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/ILPOTEREDELCANE.jpeg" rel="lightbox[2249]" title="&quot;Il potere del cane&quot; di Don Winslow"><img class="alignleft size-medium wp-image-2256" title="&quot;Il potere del cane&quot; di Don Winslow" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/ILPOTEREDELCANE-140x214.jpg" alt="&quot;Il potere del cane&quot; di Don Winslow" width="140" height="214" /></a>Un grande romanzo sulla droga, terrificante e colmo di tristezza, di un&#8217;intensità che non concede un solo attimo di tregua.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ritratto perfetto dell&#8217;inferno e della follia morale che lo accompagna&#8221;. Così James Ellroy definisce &#8220;Il Potere del Cane&#8221;, secondo lavoro di Don Winslow pubblicato in Italia.<span id="more-2249"></span>E proprio al maestro Ellroy è stato paragonato l&#8217;autore, ma anche se i temi trattati sono senz&#8217;altro apparentabili, le dinamiche narrative di Winslow risultano meno compulsive, più pacate. Con questo non aspettatevi certo una lettura politically correct, la saga trentennale sul narcotraffico del Centro America è rappresentata senza fare sconti a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&#8217;opera, Winslow getta semi tra le righe che produrranno pagine di indimenticabile bellezza ma anche di rara efferatezza. Assisteremo a decollazioni, torture fisiche e psicologiche, ignobili ricatti, esecuzioni di infanti, uomini fatti a pezzi e conflitti a fuoco che vedono coinvolti leoni, giraffe e coloratissimi uccelli tropicali.</p>
<p style="text-align: justify;">In un caleidoscopio di equilibri precari che si alterano a causa di donne dal grande fascino o per le testimonianze di una spia, emergono prepotentemente numerose figure difficili da dimenticare. La più importante, Art Keller, è un agente della DEA di stanza in Messico, un buon boxeur, ottimo incassatore, il tipo di pugile che i messicani prediligono. E proprio in un improvvisato incontro di boxe, incappa nelle persone che gli animeranno e sovvertiranno l&#8217;esistenza: i fratelli Adan e Raul Barrera, nipoti dell&#8217;insospettabile Miguel Angel Barrera.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre muovono i fili del principale cartello dello spaccio di Mexican Mud e yerba verso gli USA. Quando Adan, intelligente e calcolatore (anche nei sentimenti), scopre che il mercato dell&#8217;eroina è in fase di stallo, indirizza tutta l&#8217;attività delle varie federaçiones di cui diventa capo, sulla vera ricchezza del Messico: l&#8217;estesissimo confine che li separa dal sud degli States. Da quel momento ogni chilo di coca proveniente dalla Colombia che sfugge ai &#8220;disattenti&#8221; agenti federali, è tassato dai Barrera, che vedono accrescere in modo esponenziale la loro supremazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorrerebbero diverse pagine per menzionare gli altri comprimari di questo intreccio che ha richiesto sei anni di studio all&#8217;autore. Anche perché accanto al contesto del narcotraffico trovano approfondimento altri temi altrettanto scottanti, quali i rapporti delle federaçiones messicane con la mafia italo-americana, la farsa del trattato per il libero scambio di &#8220;merci&#8221; denominato NAFTA, la struggente parentesi storica del devastante sisma del 1985, l&#8217;attività della Teologia della Liberazione con i suoi martiri, le devastanti operazioni militari segrete. Chi ha un&#8217;infarinatura di questi argomenti sa quanto siano inquietanti gli intrecci che CIA, DEA e vari signori della droga, imbastiscono a spese dei contribuenti, nel tentativo di sfiancare le continue e minacciose insurrezioni dei &#8220;rossi&#8221;, soprattutto quando queste avvengono ad un tiro di schioppo dagli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Art Keller, da buon incassatore subisce numerosi attacchi, anche dai suoi più stretti collaboratori, e si ritrova sempre di più alle prese con i suoi deprimenti SSS (sei sempre solo), soprattutto quando si imbatte nella misteriosa operazione &#8220;nebbia rossa&#8221;, che coinvolge il vertice dell&#8217;establishment politico degli USA. Lascia la famiglia per il lavoro, acutizza ed esaspera la sua battaglia tristemente personale, lasciandosi alle spalle una miriade di vittime innocenti che, oggetto di spietate vendette, fanno una fine atroce.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in molti lavori di Ellroy, in questo che è stato catalogato come uno dei noir più potenti degli ultimi anni, non ci sono personaggi che possono essere definiti positivi e Don Winslow ci racconta magistralmente, non la solita e scontata battaglia del bene contro il male. A fronteggiarsi e allo stesso tempo frequentarsi, sono due entità esiziali, che lasciano il lettore ed Art Keller con l&#8217;atroce dubbio che la sua fazione non rappresenti nemmeno il male minore. Epico.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Il potere del cane</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Don Winslow</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:714</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 22,00 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Killshot</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/armand-blackbird-degas" rel="tag">Armand Blackbird Degas</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/brumoso" rel="tag">brumoso</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/canada" rel="tag">Canada</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/killshot" rel="tag">Killshot</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/livido" rel="tag">livido</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mickey-rourke" rel="tag">Mickey Rourke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mississippi" rel="tag">Mississippi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/missouri" rel="tag">Missouri</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/richie-nix" rel="tag">Richie Nix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/toronto" rel="tag">Toronto</a></p>Come ha giustamente osservato qualcuno, Elmore Leonard non è sempre stato all’altezza della sua fama. D’altra parte, la sua smisurata produzione narrativa ha riservato quasi sempre ai lettori romanzi di buon livello, cui vanno ad aggiungersi alcuni capolavori e qualche &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/killshot">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/killshot' title='Killshot'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/KILLSHOT.jpeg" rel="lightbox[2250]" title="&quot;Killshot&quot; di Elmore Leonard"><img class="alignleft size-medium wp-image-2254" title="&quot;Killshot&quot; di Elmore Leonard" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/KILLSHOT-138x214.jpg" alt="&quot;Killshot&quot; di Elmore Leonard" width="138" height="214" /></a>Come ha giustamente osservato qualcuno, Elmore Leonard non è sempre stato all’altezza della sua fama. D’altra parte, la sua smisurata produzione narrativa ha riservato quasi sempre ai lettori romanzi di buon livello, cui vanno ad aggiungersi alcuni capolavori e qualche passo falso. Ebbene, giusto per fugare subito i dubbi, con “Killshot” stiamo esplorando il forziere dei suoi tesori più preziosi.<span id="more-2250"></span><br />
Un’opera livida, capace di animarsi d’improvvise esplosioni di violenza, una scrittura – quella di Leonard – che tratteggia in modo perfetto una lingua di terra fra Stati Uniti e Canada che se ne rimane a sonnecchiare all’ombra dei boschi dei Grandi Laghi.<br />
La galleria di personaggi viene affrescata con un’attenzione, una cura, una sensibilità rara e affascinante. Il killer Armand “Blackbird” Degas è forse fra le figure più misteriosamente inquietanti dell’intero genere noir. Quel suo essere un meticcio giusto a metà tra franco-canadese e pellerossa rimanda alla grande tradizione americana, quella di Mark Twain per esempio, quando il personaggio è così profondamente vero da balzare letteralmente fuori dalla pagina. E cresce, in questo senso, l’attesa di vedere come un attore di straordinario talento come Mickey Rourke saprà rendere &#8211; nel film girato da John Madden e ormai approdato anche nella nostra Italietta &#8211; un uomo tanto complesso e pericoloso: taciturno, spietato, ma con un fondo di canagliesca simpatia in grado di renderlo agli occhi del lettore uno dei personaggi per cui tifare. Al suo fianco Richie Nix, un giovane psicopatico, fuori controllo, che perde troppo spesso il conto delle sue vittime.<br />
E poi ci sono i Colson. La coppia a cui Blackbird e Nix danno la caccia. Wayne: un uomo duro, risoluto, solido, un marito con una buona percentuale di maschilismo nelle vene, fanatico per la caccia al cervo. E sua moglie Carmen, che sa quello che vuole, che non ha paura, fino a quando non conosce una nuova dimensione di orrore, in grado di far sprofondare le certezze di una vita.<br />
Magistrale è poi la capacità di Leonard di costruire trame che nascono quasi per caso ed arrivano un po’ alla volta ad attorcigliarsi su se stesse fino a rompere gli argini e a travolgere i protagonisti.<br />
Efficacissima l’ambientazione: cupa, densa, brumosa, ammantata di claustrofobica angoscia, con un Canada silenzioso e annegato nell’acqua e nel verde dei boschi, il fangoso Mississippi che striscia sinuoso lungo il Missouri, i luoghi comuni della provincia americana, lontana dallo sfavillare delle skykine delle grandi città ma non per questo meno insidiosa, selvaggia, pronta a scattare come la coda di un rettile se ne viene alterato il delicato equilibrio.<br />
Originariamente pubblicato nel 1990 e uscito solo ora per Einaudi, magari anche per catturare la scia schiumosa del film con Rourke tornato ormai da tempo ad una popolarità da star, “Killshot” si rivela come uno dei romanzi più belli di Elmore Leonard, complice la traduzione ricca e policroma di un Luca Conti sempre più sugli scudi, capitano letterario di un genere come il noir che, anche grazie a Einaudi, in Italia si sta togliendo più di una soddisfazione.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Killshot</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Elmore Leonard</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:321</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,00</em></li>
</ul>
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		<title>Mucho Mojo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-joe" rel="tag">Big Joe</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/buoni-sentimenti" rel="tag">buoni sentimenti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/crimine" rel="tag">crimine</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giustizia" rel="tag">giustizia</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mistero" rel="tag">mistero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mucho-mojo" rel="tag">Mucho Mojo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/violenza" rel="tag">violenza</a></p>Notti d’inferno per gli spacciatori dell’east side, il misero quartiere nero della cittadina di La Borde, Texas: da quando il vecchio Chester Pine, agguerrito ma anziano abitante della zona, ha tirato le cuoia, lasciando in eredità la sua casa al &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo' title='Mucho Mojo'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/MUCHOMOJO.jpeg" rel="lightbox[2259]" title="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale"><img class="alignleft size-medium wp-image-2260" title="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/MUCHOMOJO-132x214.jpg" alt="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale" width="132" height="214" /></a>Notti d’inferno per gli spacciatori dell’east side, il misero quartiere nero della cittadina di La Borde, Texas: da quando il vecchio Chester Pine, agguerrito ma anziano abitante della zona, ha tirato le cuoia, lasciando in eredità la sua casa al manesco e irascibile nipote Leonard, sembra che pusher e clienti saranno costretti a trasferirsi. Per fortuna (degli spacciatori s’intende), a distogliere l’attenzione del nuovo vicino e del suo inseparabile amico Hap Collins dai loschi traffici del vicinato ci si mette un mistero coi fiocchi<span id="more-2259"></span>: il ritrovamento, sotto le travi marce del pavimento della casa di zio Chester, di una cassa contenente lo scheletro di un bambino e una serie di riviste pedo-pornografiche. La scoperta costringe l’incredulo Leonard ad indagare per discolpare il caro estinto, al punto che il periodo di tranquillo lavoro manuale “in proprio”, che i due protagonisti avevano deciso di regalarsi per restaurare la cadente villetta si trasforma, sotto i loro occhi, nella solita incredibile e pericolosa avventura…</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo episodio del ciclo di avventure di Hap e Leonard (composto, nell’ordine, dai romanzi &#8220;Una stagione selvaggia&#8221;, &#8220;Mucho Mojo&#8221;, &#8220;Il mambo degli orsi&#8221;, &#8220;Bad Chili&#8221;, &#8220;Rumbe Tumble&#8221;, &#8220;Capitani Oltraggiosi&#8221; e &#8220;Sotto un cielo cremisi&#8221;) &#8220;Mucho Mojo&#8221;, nero “agro-dolce” dai marcati toni western (non a caso si apre con l’arrivo in città di due “stranieri” decisi a vedersela con le bande locali&#8230;), possiede tutti i caratteri che hanno fatto di Joe R. Lansdale uno degli indiscussi protagonisti della nuova narrativa di genere a livello mondiale. Il che in breve significa: ritmo perfetto, personaggi credibili, intreccio ben congegnato, linguaggio colorito, inarrivabile precisione descrittiva, dialoghi pungenti, e il solito meraviglioso filtro dell’ironia che permette all’autore di smontare la realtà nelle sue miserie morali (dal razzismo all’infedeltà, dalla pedofilia all’ovvio dissidio legge/giustizia passando attraverso la fragilità dei rapporti parentali) restando col sorriso sulle labbra, e di rifilare all’impotente lettore una sferzata di “buoni sentimenti” nel senso migliore del termine.<br />
Da un punto di vista strettamente narrativo, l’autore si serve di caratteri, situazioni e meccanismi già noti. Il ritrovamento di oggetti sepolti che apre la strada alla riscoperta di un passato tragico che segna e minaccia anche il presente (&#8220;La sottile linea scura&#8221;), il ruolo giocato dagli anziani nello scioglimento dell’intreccio (una galleria di &#8220;senex&#8221; junghiani dovrebbe percorrere tutta l’opera di Lansdale: l’irrinunciabilità degli anziani come guide e detentori della memoria storica è uno dei punti fermi sovrastrutturali dei lavori dello scrittore texano; esemplari, da questo punto di vista, &#8220;L’ultima caccia&#8221;, &#8220;In fondo alla palude&#8221;, &#8220;Echi perduti&#8221; , &#8220;La sottile linea scura&#8221; e &#8220;La lunga strada della vendetta&#8221;…), la rottura della lucida crosta della società che porta alla luce la malvagità, la corruzione di un individuo apparentemente integrato (anzi, spesso posto in posizioni chiave all’interno della comunità), infine la ricostruzione dei fatti traumatici come genesi dei moventi psicologici (&#8220;Atto d’amore&#8221;, &#8220;Il lato oscuro dell’anima&#8221;) ecc. D’altra parte, la loro inedita combinazione convince e incanta (sembra, fino a lettura ultimata, e finché non si comincia a razionalizzare, di trovarsi di fronte a “cose” del tutto nuove) e il romanzo – non a caso uno dei più amati dai lettori di Lansdale &#8211; è semplicemente perfetto.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Mucho Mojo</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Joe R. Lansdale</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 281</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 13,00 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Vedi di non morire</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 17:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/josh-bazell" rel="tag">Josh Bazell</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/locano" rel="tag">Locano</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/peter-brown" rel="tag">Peter Brown</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/vedi-di-non-morire" rel="tag">Vedi di non morire</a></p>agina 104: “E vi fate qualche domanda: «Sarei disposto, io, a pulire le camere a gas pur di restare in vita ancora per un mese? Potrei spingerla io, la gente, nei forni?» E vi sentite di merda”. 
Per restare in vita in un campo di concentramento, magari anche solo per un giorno in più, cosa sareste disposti a fare? Siamo tutti eroi, siamo tutti in grado di offrire il petto alle baionette o, come il Robin Hood interpretato da Kevin Costner, a tenere fermi da soli il polso sul ceppo aspettando che il boia ce lo amputi, oppure, sotto sotto, la spintarella verso la camera a gas la daremmo pure noi, la tessera di partito – perché no? – la prenderemmo col sorriso sulle labbra e chi se ne frega di quel giornalista scomparso, ammazzato o zittito – che sono poi la stessa cosa -, tanto non era altro che un gran rompiballe? Credo che sia molto difficile rispondere a queste domande, anche se la storia, le statistiche demoscopiche e Totò ci dicono che i caporali sono in numero largamente superiore rispetto agli uomini.  <a href="http://sugarpulp.it/critica/vedi-di-non-morire">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/vedi-di-non-morire' title='Vedi di non morire'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Pagina 104: “E vi fate qualche domanda: «Sarei disposto, io, a pulire le camere a gas pur di restare in vita ancora per un mese? Potrei spingerla io, la gente, nei forni?» E vi sentite di merda”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per restare in vita in un campo di concentramento, magari anche solo per un giorno in più, cosa sareste disposti a fare? Siamo tutti eroi, siamo tutti in grado di offrire il petto alle baionette o, come il Robin Hood interpretato da Kevin Costner, a tenere fermi da soli il polso sul ceppo aspettando che il boia ce lo amputi, oppure, sotto sotto, la spintarella verso la camera a gas la daremmo pure noi, la tessera di partito – perché no? – la prenderemmo col sorriso sulle labbra e chi se ne frega di quel giornalista scomparso, ammazzato o zittito – che sono poi la stessa cosa -, tanto non era altro che un gran rompiballe?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2097"></span>Credo che sia molto difficile rispondere a queste domande, anche se la storia, le statistiche demoscopiche e Totò ci dicono che i caporali sono in numero largamente superiore rispetto agli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Josh Bazell con il suo romanzo d’esordio, “Vedi di non morire” (ed. Einaudi, traduzione di Luca Conti), cerca, attraverso le avventure/disavventure del protagonista, il medico Peter Brown, ex Pietro Brwna già killer della mafia per la famiglia Locano, di rispondere alla domanda intorno a cui ruota l’intero romanzo: cosa saresti disposto a fare pur di sopravvivere?</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto dolore sei disposto a infliggere e a sopportare? Per farlo il medico scrittore utilizza uno stile e un racconto costantemente borderline, un po’ pulp e un po’ commedia, un po’ storia di mafia vecchio stampo e un po’ non si capisce bene cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">La narrazione scorre su un doppio binario. Da una parte c’è l’attualità: il dottor Brown, come tutte le mattine, si reca verso il proprio fottuto lavoro nel peggior ospedale della contea pronto alla routine quotidiana che poi, così routine e così quotidiana, proprio non sarà, visto che si ritrova come paziente un vecchio mafioso che proprio, credetegli, non deve morire. Dall’altra c’è un continuo flashback a raccontare la formazione etico professionale del vecchio killer Brwna, dai suoi esordi come assassino degli assassini dei nonni, all’affiliazione con la famiglia mafiosa dei Locano e, infine, ai motivi che lo porteranno a diventare un collaboratore di giustizia e a diventare il dottor Brown.</p>
<p style="text-align: justify;">In mezzo ci stanno tante di quelle invenzioni letterarie, di quelle trovate pulp che un po’ vi faranno sbellicare dalle risate e un po’ vi faranno distogliere gli occhi dal libro con una smorfia di autentico disgusto. Non solo qui non siamo nel campo della realtà, ma neanche della possibilità, come lo stesso Bazell ci avverte alla fine del libro. Ma a noi che importa? Questa è fiction, è arte, è letteratura e quello che dobbiamo fare è cercare di trovare una risposta individuale alla domanda collettiva con cui ho aperto questa recensione e senza la quale l’intera opera narrativa di Bazell perderebbe gran parte del proprio senso.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ad esempio: se voi foste all’interno di una cella frigorifera, nudi e in attesa che un gruppo di mafiosi incazzati venga ad ammazzarvi, cosa sareste disposti a fare pur di uscirne vivi o, quantomeno, per cercare di armarvi e rendere la vita dei mafiosacci un po’ più difficile?  Leggetevi “Vedi di non morire” e quello che escogita Bazell/Peter Brown, a ragione un Ogm ottenuto dall’incrocio di Dr. House e Vincent Vega (alias John Travolta) di “Pulp fiction”. Se riuscite ad architettare una trovata migliore e più pulp per fottere la Grande Mietitrice, beh, fatecelo sapere.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Vedi di non morire</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Josh Bazell (trad. Luca Conti)</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 322</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,50</em></li>
</ul>
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		<title>La strada</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/la-strada</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 17:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Cormac McCarthy]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[La Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Fiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/cormac-mccarthy" rel="tag">Cormac McCarthy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-strada" rel="tag">La Strada</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/michele-fiano" rel="tag">Michele Fiano</a></p>ffezionati estimatori della letteratura dalla polpa zuccherina, è giunto il momento, dopo aver abbondantemente promulgato il verbo di uno dei nostri numi tutelari - Joe R. Lansdale - di sottoporvi nuovamente i temi trattati dall’altro nostro grande ispiratore: Cormac McCarthy. La polpa è comunque assicurata, e della più pregiata qualità! Ma il grado saccarometrico è prossimo allo zero, preparatevi quindi ad una lettura ricca di amara e sana inquietudine. Ne “La Strada” infatti non c’è spazio per battute al fulmicotone alla Hap e Leonard, e i protagonisti di questa storia - un padre e un figlio - hanno poco su cui scherzare, trovandosi a dover affrontare un lungo e spossante viaggio verso il sud e l’oceano, alla ricerca di un tepore e di un sole che sono ormai uno sbiadito e lontano ricordo. La terra è stata infatti devastata da un misterioso cataclisma (nel testo si accenna appena a delle tempeste di fuoco), che ha reso il territorio una landa grigia e usta, immersa in uno strato di cenere che violenti fenomeni atmosferici perennemente disperdono nell'aria, impedendo il filtrare della luce e del calore; i pochi alberi rimasti crollano carbonizzati sotto le folate di “lugubri venti terreni”, il suolo cauterizzato e sterile non offre niente di commestibile, il tutto shakerato da occasionali terremoti. <a href="http://sugarpulp.it/critica/la-strada">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/la-strada' title='La strada'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1810" style="border: 1px solid black;" title="cormac-mccarthy-la-strada" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/cormac-mccarthy-la-strada.jpg" alt="cormac-mccarthy-la-strada" width="175" height="279" />Affezionati estimatori della letteratura dalla polpa zuccherina, è giunto il momento, dopo aver abbondantemente promulgato il verbo di uno dei nostri numi tutelari &#8211; Joe R. Lansdale &#8211; di sottoporvi nuovamente i temi trattati dall’altro nostro grande ispiratore: <strong>Cormac McCarthy</strong>. La polpa è comunque assicurata, e della più pregiata qualità!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il grado saccarometrico è prossimo allo zero, preparatevi quindi ad <strong>una lettura ricca di amara e sana inquietudine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ne “La Strada” infatti non c’è spazio per battute al fulmicotone alla Hap e Leonard, e i protagonisti di questa storia &#8211; un padre e un figlio &#8211; hanno poco su cui scherzare, trovandosi a dover affrontare un lungo e spossante viaggio verso il sud e l’oceano, alla ricerca di un tepore e di un sole che sono ormai uno sbiadito e lontano ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">La terra è stata infatti devastata da un misterioso cataclisma (nel testo si accenna appena a delle tempeste di fuoco), che ha reso il territorio una landa grigia e usta, immersa in uno strato di cenere che violenti fenomeni atmosferici perennemente disperdono nell&#8217;aria, impedendo il filtrare della luce e del calore; i pochi alberi rimasti crollano carbonizzati sotto le folate di “lugubri venti terreni”, il suolo cauterizzato e sterile non offre niente di commestibile, il tutto shakerato da occasionali terremoti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo e il bambino, muniti di malridotte mascherine e di un altrettanto precario carrello da supermercato, nel quale trasportano i loro pochi averi, si accampano durante la loro odissea ai margini di strade deformi, cercando cibo in scatola dove ve n’è rimasto e sfuggendo agli accanimenti di una natura che seppur caduca, tartassa i due come e più che in altri testi di McCarthy.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ostacolare la loro dura peregrinazione, anche una parte dell’umanità superstite, costituita dai “cattivi”, che si rende protagonista di episodi raccapriccianti di cannibalismo a cui il bambino è costretto ad assistere. <strong>Nelle nottate il buio è assoluto</strong> e le poche ore di sonno che l’uomo – nonostante la spossatezza – si concede, sono popolate dagli spettri di un mondo che non esiste più e che il figlio non ha mai conosciuto, essendo nato dopo la catastrofe.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mondo che la sua donna anni addietro ha preferito lasciare, suicidandosi, forse per la paura di dover uccidere essa stessa il figlio nel sottrarlo all’atroce e peggiore fine che avrebbe comunque fatto nelle grinfie dei superstiti ridotti a cibarsi di sé stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci troviamo di fronte ad una dimensione testuale che raramente ha raggiunto livelli così cupi nella scrittura dell’autore, forse solo in “Meridiano di Sangue”.</strong> E anche se il filone catastrofico/post nucleare è stato ampiamente sfruttato nella letteratura e nel cinema, gli scenari reali e tropologici che dipinge l&#8217;autore a colpi di pennellate delle varie tonalità del grigio, restano impressi nella mente, delineando <strong>una sorta di moderna Pompei a stelle e strisce, con i cadaveri imprigionati non nella lava, ma nell’asfalto disciolto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La Strada”, che costituisce la prima opera fantascientifica di McCarthy, è anche il percorso in senso quasi metafisico che compiono i due, dando vita ad <strong>un&#8217;appassionante e complicata rappresentazione di quello che è il rapporto tra padre e figlio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo farà di tutto per difendere e far sopravvivere il bambino, e quest&#8217;ultimo cercherà di far rigare dritto il padre nei momenti in cui esplode la violenza in lui, ricordandogli che loro sono i “buoni”, quelli che “portano il fuoco”. Ma riusciranno a raggiungere gli altri “buoni”, e a scoprire se il mare a differenza di tutto il grigiore circostante è ancora azzurro? Leggetevi questo biblico capolavoro e lo scoprirete.</p>
<p class="MsoNormal">_____________________________________</p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: La Strada</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Cormack McCarthy</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 218</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,00</em></li>
</ul>
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		<title>Intervista a Luca Conti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 14:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/charles-willeford" rel="tag">Charles Willeford</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-lee-burke" rel="tag">James Lee Burke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-sallis" rel="tag">James Sallis</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/traduzione-letteraria" rel="tag">Traduzione Letteraria</a></p>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale. A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo... <a href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-luca-conti">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-luca-conti' title='Intervista a Luca Conti'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1704" title="luca-conti" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/luca-conti-160x106.jpg" alt="luca-conti" width="160" height="106" /><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><span>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale.<span id="more-1703"></span> A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo, perciò avere un parere di Luca e conoscere le impressioni che ha maturato dopo tanti anni di lavoro in questo mondo sono elementi imprescindibili per capire e carpire molte cose, fra queste alcune peculiarità degli stili degli scrittori e succose anticipazioni su quello che arriverà sulle “nostre tavole”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Siamo davvero felici che Luca abbia accettato questa nostra intervista preparata a quattro mani, perciò ora bando alle ciance e dateci dentro, besos…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>L’INTERVISTA</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come hai iniziato questa attività? Quali studi hai fatto, come ti sei proposto agli editori, quali sono stati i tuoi esordi nel campo della traduzione letteraria?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Sono evidentemente nato con una misteriosa passione per la parola scritta. Ho imparato a leggere e scrivere molto presto, a tre anni, ossessionato dalle lezioni televisive del maestro Manzi. E parallelamente all&#8217;italiano ho imparato anche l&#8217;inglese, grazie a un corso di lingue acquistato da mio padre ma da lui inutilizzato e che era del tutto privo di figure, basandosi invece su pagine e pagine di testo in italiano con la traduzione a fronte. Quindi, nel mio caso, si tratta proprio di <em>imprinting</em></span><span>. Penso e scrivo indifferentemente in due lingue fin dall&#8217;infanzia, e mi resta del tutto naturale. Poi ci sono stati normalissimi studi superiori e universitari, ma la passione per il tradurre è rimasta la stessa di 44 anni fa. In realtà, poi, fino al 2000 ho fatto tutt&#8217;altre cose; solo nel 2000, parlando con Luigi Bernardi &#8211; che all&#8217;epoca dirigeva Stile Libero Noir &#8211; è saltato fuori che Einaudi aveva acquistato i diritti di &#8220;Run&#8221; di Douglas Winter, romanzo che avevo letto in originale mesi addietro trovandolo fantastico. Allora, in maniera del tutto sconsiderata, gli ho chiesto se potevo provare a tradurlo io, e lui ha detto di sì. L&#8217;ho tradotto, è piaciuto, è stato pubblicato e da allora non ho più smesso. Bernardi ha tanti meriti, non ultimo quello di essere un grande talent-scout.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel tuo mestiere?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Il mal di schiena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Prima di iniziare un lavoro di traduzione, ritieni che sia importante conoscere personalmente l&#8217;autore e parlare direttamente con lui? A tale proposito, ci puoi raccontare un aneddoto su un incontro in particolare?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: justify;">
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">No, non necessariamente. Ho conosciuto di persona quasi tutti gli autori che traduco ma, salvo rari casi, li conoscevo benissimo già prima, attraverso i loro romanzi. Chi mi è dispiaciuto non aver mai incontrato è Charles Willeford, che però è morto nel 1988 e io, all&#8217;epoca, facevo un altro mestiere.<img class="alignright size-medium wp-image-1705" title="hot-kid" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/hot-kid-140x214.jpg" alt="hot-kid" width="140" height="214" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Dicci chi, tra gli autori da te tradotti, è più “facile” degli altri e chi più “difficile.”</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il più difficile di tutti, in assoluto, è Elmore Leonard, ma anche James Sallis non scherza. Leonard, in realtà, non è difficile tanto da tradurre quanto da &#8220;far funzionare bene&#8221; in italiano. Certe volte siamo al limite dell&#8217;intraducibilità. Chi mi rimane più facile è James Crumley, ma perché ormai mi sono immedesimato a tal punto nel suo modo di scrivere che so sempre in anticipo dove andrà a parare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come ti rapporti di fronte ad un uso massiccio dello slang?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Così bene che spesso mi dispiace quando non c&#8217;è&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto guadagna un traduttore?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Di sicuro assai meno di quanto dovrebbe, visti l&#8217;impegno e la fatica. Io non mi lamento, ma è anche vero che per raggiungere un reddito decoroso si è costretti a lavorare come matti, dimenticandosi di orari e di fine settimana, di vacanze estive e quant&#8217;altro.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto tempo impieghi, mediamente, per tradurre un romanzo di circa 250 pagine?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Circa un mese, ma so di essere un&#8217;eccezione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è stata la tua prima traduzione ufficiale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Un grosso volume sulla storia del jazz, per un editore che non mi ha mai pagato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa ti piace della lingua di James Lee Burke?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La sua capacità ipnotica.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Come si svolge un lavoro di traduzione in coppia o in equipe? Ci si divide il lavoro per numero di pagine? Ognuno si occupa di qualche aspetto in particolare (chi dei dialoghi, chi delle sequenze narrative, chi descrittive)? Oppure è un lavoro di brain storming collettivo?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Ho sperimentato tutte le possibili soluzioni. Tutte hanno vantaggi e svantaggi. Alla fine, però, torno sempre volentieri alle traduzioni «in solitaria».</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1706" title="sotto-un-cielo-cremisi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/sotto-un-cielo-cremisi-133x214.jpg" alt="sotto-un-cielo-cremisi" width="133" height="214" />Tu hai tradotto per Einaudi Stile Libero-Big una raccolta di racconti di Lansdale molto particolare, eterogenea e variegata, parliamo de “In un tempo freddo e oscuro”, e proprio per queste caratteristiche non crediamo sia stato un lavoro facile. Ce ne vuoi parlare? </strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">In realtà lo ricordo come un lavoro assai semplice, ma è pur vero che la lingua e lo stile di Lansdale mi restano molto congeniali. Devo anche dire che mi piace moltissimo tradurre racconti, ed è un peccato che l&#8217;editoria italiana li consideri un genere a rischio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo approccio ad un romanzo da tradurre? Spiegaci il tuo metodo di lavoro.</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il mio approccio è banalissimo. Traduco tutto il libro e lo rivedo solo al termine, senza tappe intermedie. Preferisco rileggerlo tutto intero, non man mano che vado avanti nella traduzione.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo scrittore preferito e perché?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Charles Willeford. Perché? Perché mi ha impedito di diventare uno scrittore. I romanzi che avrei voluto scrivere li aveva già scritti tutti lui.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Al di là delle storie e dei contenuti, qual è, secondo te, la “cifra” linguistica di Elmore Leonard, quella che lega “Tutti i racconti western”, “The Big Bounce” e “Hot Kid”?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Raccontare una storia come se l&#8217;autore non esistesse. Farla uscire tutta dal dialogo e dalle azioni dei personaggi. Da lettore, se c&#8217;è una cosa che mi infastidisce non poco è il continuo intervento di un autore nella storia. Non sopporto quei romanzi il cui autore deve sempre spiegare al lettore cosa sta succedendo, fin nei minimi dettagli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo personaggio preferito di Lansdale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Bob il dinosauro, che quando torna da Disneyland comincia a farsi le canne.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Se tu fossi un personaggio di Leonard, quale saresti?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Jack Foley di “Out of Sight”<em> </em></span><span>e del nuovo “Road Dogs”, soprattutto perché non mi sarebbe dispiaciuto essere George Clooney&#8230;</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Fra i molti autori importanti che hai tradotto ci piace ricordare James Sallis, uno scrittore a cui crediamo tu possa essere molto legato visto che per Giano hai tradotto sette suoi romanzi. Come definiresti Sallis: un innovatore o un reazionario del noir? Insomma secondo te ha apportato delle novità al genere o è invece assolutamente classico?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è un eversore del noir. E&#8217; un autore che conosce benissimo le regole del genere e, proprio per questo, non si fa alcuno scrupolo nel violarle tranquillamente.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Sempre a proposito di Sallis, colpisce di uno come lui la sua capacità di “frequentare” e “sperimentare” forme narrative diverse: dalla critica musicale alla scrittura di biografie, come quella dedicata a Chester Himes, e poi naturalmente i romanzi. Come “entrano” secondo te queste sue diverse cifre nelle sue storie?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è tutte queste cose e altre ancora, tutte assieme. Toglierne anche solo una impedisce di apprezzare le altre. L&#8217;arte di Sallis è data dalla somma di tutti questi fattori, e non c&#8217;è distinzione tra romanzi, racconti, poesie, critica musicale, biografie.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Qual è la differenza secondo te fra il Turner de “Il bosco morto” di Sallis e il Robicheaux di “Sunset Limited” o “Swan Peak” di Burke?<img class="alignright size-medium wp-image-1707" title="il-bosco-morto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-bosco-morto-134x214.jpg" alt="il-bosco-morto" width="134" height="214" /><br />
</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">La morale cattolica e, soprattutto, il senso di colpa, che in Burke è sempre determinante, nel bene e nel male.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Recentemente è mancato uno dei grandi del genere, parliamo di James Crumley, uno che ha influenzato intere generazioni di autori. Ci parli di due romanzi chiave come “La terra della menzogna” e “Il caso sbagliato” da te tradotti per Einaudi. Perché secondo te Crumley è stato così importante per il noir americano?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Perché ha portato Chandler alle estreme conseguenze e non ha avuto paura di riscriverne i romanzi, smitizzando la figura del detective senza macchia e senza paura.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>James Crumley diceva che “lo scrittore mediocre copia mentre quello bravo ruba”. Quanto conta leggere e studiare i classici del genere per acquisire gli strumenti per diventare un autore, insomma quanto conta il mestiere e quanto il talento?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Tutti gli autori di cui abbiamo parlato avevano (e hanno) uno smisurato talento, ma anche un mestiere acquisito con gli anni. Crumley ha pubblicato relativamente poco, ma ha scritto e gettato via almeno dieci volte tanto. Leonard è nato con uno straordinario talento di <em>storyteller</em></span><span>, ma l&#8217;ha affinato con un duro lavoro quotidiano che continua tutt&#8217;oggi, alla bella età di 84 anni.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Victor Gischler, Patrick Quinlan, Duane Swierczynski, Charlie Huston: sono loro la new wave del noir americano?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Direi di sì, aggiungendo per esempio il Charlie Newton di “Calumet City”<em> </em></span><span>e il Will Beall di<em> </em></span><span>“L.A. Rex”, più molti altri che ancora devono dimostrare la tenuta sulla lunga distanza.<strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1708" title="il-caso-sbagliato" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-caso-sbagliato-139x214.jpg" alt="il-caso-sbagliato" width="139" height="214" />Quali sono le tue prossime traduzioni in uscita? Facci qualche anticipazione…</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">“Vedi di non morire” di Josh Bazell e “Killshot” di Elmore Leonard (entrambi per Stile Libero), “City Hall” di Robert Rotenberg (Giano) e “Swan Peak” di James Lee Burke (Fanucci). Poi, c&#8217;è molto altro in pentola, a cominciare dalla nuova edizione di “Corri uomo corri” di Chester Himes (Meridiano Zero).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>La <em>next big thing</em></strong></span><span><strong> in Italia per il noir secondo Luca Conti?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli autori? Josh Bazell, senza alcun dubbio. Se il suo secondo romanzo sarà al livello del primo, credo che Bazell possa marchiare a fuoco i prossimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Fra poco Joe Lansdale sarà in Italia per presentare il nuovo romanzo “Sotto un cielo cremisi” in uscita per Fanucci. Traduzione di Luca Conti, <em>of course</em></strong></span><span><strong>. Com’è questa nuova avventura di Hap e Leonard?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Secondo me &#8211; e qui parlo da lettore &#8211; una delle migliori. &#8220;Capitani oltraggiosi&#8221; mi aveva deluso un po&#8217;. Questa, invece, è scoppiettante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Speriamo che Sugarpulp ti piaccia, che idea te ne sei fatto?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La vedo come un&#8217;iniziativa importante, soprattutto se avrete la tenacia di resistere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span> <img class="noframe aligncenter" title="Matteo Righetto e Matteo Strukul" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2008/12/firme.jpg" alt="Matteo Righetto e Matteo Strukul" width="472" height="55" /></span></p>
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		<title>La notte del Drive-In</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 08:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Meneghetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-joe" rel="tag">Big Joe</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/drive-in" rel="tag">Drive In</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/grottesco" rel="tag">grottesco</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/horror" rel="tag">Horror</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/orbit" rel="tag">Orbit</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/stile-libero" rel="tag">Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/texas" rel="tag">Texas</a></p>Mettiamola così, Lansdale è il dottor Frankenstein della narrativa. Mischiate indistintamente truculenza horror, complessità fantascientifica, un forte afflato per il macabro ed il grottesco ed una indistinta ambientazione semi-western (preferibilmente in Texas, grazie) ed avrete il micidiale cocktail del Nostro... <a href="http://sugarpulp.it/critica/la-notte-del-drive-in">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/la-notte-del-drive-in' title='La notte del Drive-In'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/critica/la-notte-del-drive-in/attachment/lansdale_la_notte_del_drive_in/" rel="attachment wp-att-5493"><img class="alignleft size-full wp-image-5493" title="La Notte del Drive In" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/lansdale_la_notte_del_drive_in.jpg" alt="" width="200" height="329" /></a>Mettiamola così, Lansdale è il dottor Frankenstein della narrativa. Mischiate indistintamente truculenza horror, complessità fantascientifica, un forte afflato per il macabro ed il grottesco ed una indistinta ambientazione semi-western (preferibilmente in Texas, grazie) ed avrete il micidiale cocktail del Nostro.<span id="more-570"></span> &#8220;La Notte del Drive-In&#8221; (composto da &#8220;Drive-In&#8221; ed il suo sequel, &#8220;Drive-In 2&#8243;) è forse l&#8217;opera che più ci può far comprendere una scrittura fatta di immediatezza pulp, tagli, cambi di registro e dialoghi serrati. Tutto accade in fretta, nell&#8217;universo di Lansdale. E così, può anche capitarvi di essere nel più grande drive-in del Texas (anzi, del mondo), l&#8217;Orbit, a godervi una bella sequela di film dell&#8217;orrore. Ma un momento, la cometa che ha appena squarciato la notte ha mostrato i denti. Ha sorriso. Da quel momento, nulla sarà più sensato. E così, assisterete ad un lento declino degli esseri umani intrappolati nel megacinema, spinti dalla fame a massacrarsi tra loro, in una continua e surreale marcia verso la Morte Violenta inframmezzata soltanto da ulteriori interventi della cometa stessa. E con l&#8217;avvento del Re del Popcorn la situazione non farà altro che peggiorare&#8230; Fino ad abbandonare gli attoniti protagonisti in un pianeta che non è più definibile &#8220;Terra&#8221;. Quantomeno non in senso stretto.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: La notte del Drive-in (comprende &#8220;Drive-in&#8221; e &#8220;Drive-In 2&#8243;)</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Joe R. Lansdale</a></em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 342</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Einaudi Tascabili</a></em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 12,50</em></li>
</ul>
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		<title>Oltre il confine</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 17:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Meneghetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/billy-parham" rel="tag">Billy Parham</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/cormack-mccarthy" rel="tag">Cormack McCarthy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/john-grady-cole" rel="tag">John Grady Cole</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-meneghetti" rel="tag">Marco Meneghetti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/messico" rel="tag">Messico</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/oltre-il-confine" rel="tag">Oltre il Confine</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/stati-uniti" rel="tag">Stati Uniti</a></p>Iniziamo dalle considerazioni finali, per una volta: "Oltre il confine"è annoverabile tra i capolavori di Cormac McCarthy, all'interno di una produzione già di suo fenomenale. Il romanzo si colloca idealmente come seconda parte della "Trilogia della frontiera", costituita, oltre ad esso, dal precedente "Cavalli Selvaggi" e dal successivo "Città della pianura", quest'ultimo vero e proprio anello di raccordo tra i suoi predecessori, presentandone entrambi i protagonisti, John Grady Cole e, arriviamo al dunque, Billy Parham... <a href="http://sugarpulp.it/critica/oltre-il-confine">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/oltre-il-confine' title='Oltre il confine'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5506" href="http://sugarpulp.it/critica/oltre-il-confine/attachment/9788806173807g"><img class="alignleft size-full wp-image-5506" title="Oltre il confine" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/9788806173807g.jpg" alt="" width="200" height="325" /></a> Iniziamo dalle considerazioni finali, per una volta: &#8220;Oltre il confine&#8221;è annoverabile tra le &#8220;Top Stories&#8221; di Cormac McCarthy, all&#8217;interno di una produzione già di suo fenomenale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo si colloca idealmente come seconda parte della &#8220;Trilogia della frontiera&#8221;, costituita, oltre ad esso, dal precedente &#8220;Cavalli Selvaggi&#8221; e dal successivo &#8220;Città della pianura&#8221;, quest&#8217;ultimo vero e proprio anello di raccordo tra i suoi predecessori, presentandone entrambi i protagonisti, John Grady Cole e, arriviamo al dunque, Billy Parham.<span id="more-502"></span> Giocato su un&#8217;ambientazione crepuscolare e suggestiva, immerso nella tenue linea di confine tra il Messico e gli Stati Uniti dalle parti del New Mexico, (dove la fusione tra due culture così distanti è più che mai evidente), &#8220;Oltre il confine&#8221; narra le peripezie del sedicenne Billy, in procinto di apprendere dal padre la professione di vaccaro, vaquero,  e sempre più affascinato dal mondo che gli si apre, sconfinato, al di là delle colline.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque che quando viene inviato per volontà paterna a catturare una famelica lupa, rea di aver massacrato il bestiame della zona, il ragazzo prenda una decisione inaspettata: portarla nel luogo da dov&#8217;era partita, al di là della frontiera appunto. L&#8217;accadimento dà il via allo stupefacente ingranaggio narrativo che ci porta ad immergerci sempre più in un Messico ancora devastato dai postumi della Rivoluzione, mentre gli Stati uniti sono sempre più vicini all&#8217;ingresso nella Seconda Guerra Mondiale, a contatto con il riservato fratello Boyd, più volte smarrito per poi venire ritrovato definitivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">I personaggi sono molteplici, ed il racconto prende le pieghe più inaspettate, in un&#8217;avventura degna, per il sinistro ma irresistibile richiamo interiore dell&#8217;oltre, al miglior Jack London. E ormai, perdonate la ripetizione, possiamo dirlo: con questo lavoro (ma non solo) Cormac McCarthy si conferma, assieme a pochi altri, come una delle migliori penne della letteratura americana contemporanea.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Titolo</strong>: Oltre il confine</span></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Autore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Cormac McCarthy</a></span></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Numero di pagine</strong>: 374</span></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Editore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Einaudi Tascabili</a></span></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Prezzo</strong>: Euro 11,50</span></span></em></li>
</ul>
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		<title>Il grande salto</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 07:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-bounce" rel="tag">big bounce</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/crime-story" rel="tag">crime story</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/il-grande-salto" rel="tag">Il grande salto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensione" rel="tag">recensione</a></p>Era il 1969 quando Elmore Leonard abbandonò il genere western per dedicarsi al noir, iniziando proprio con questo romanzo (<em>Big Bounce</em>), e divenendo successivamente uno dei massimi maestri del genere... <a href="http://sugarpulp.it/critica/il-grande-salto">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-grande-salto' title='Il grande salto'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5589" href="http://sugarpulp.it/critica/il-grande-salto/attachment/einaudi-3"><img class="alignleft size-full wp-image-5589" title="Il grande salto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/einaudi-3.jpg" alt="" width="250" height="406" /></a>Era il 1969 quando Elmore Leonard abbandonò il genere western per dedicarsi al noir, iniziando proprio con questo romanzo (<em>Big Bounce</em>), e divenendo successivamente uno dei massimi maestri del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore della Louisiana, padre di storie che spesso hanno avuto successo anche sul grande schermo (<em>Jacky Brown, Out of Sight</em>) ambienta questa avvincente e rocambolesca <em>crime story</em> in una location tutt’altro che urbana, precisamente nel Michigan, la regione dei grandi laghi del nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-36"></span>Gli elementi fondamentali de “Il grande salto” sono: un’atmosfera che rimanda a suggestioni kubrickiane, cinquantamila bigliettoni a portata di mano, una serie di personaggi intagliati e cesellati alla perfezione con cinico distacco da parte dell’autore, e infine la loro completa amoralità.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo di gente come Jack Ryan, ex giocatore di baseball, rapinatore attaccabrighe, dei suoi due compagni un po&#8217; troppo furbi e di un cowboy rissoso e molto geloso. Tutti uomini fatalmente sedotti da Nancy, donna sexy e conturbante, attratta dall’irrefrenabile passione per i maschi e le armi da fuoco. La sua discreta perfidia incontra il fatalismo di Jack e provoca il suo orgoglio ferito e sottomesso dall’esperienza della galera e dall’onta di un pessimo impiego stagionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E così Nancy, vera <em>Dark Lady</em> attorno a cui ruota tutto il plot, è stuzzicata dall’idea di un colpo facile e pulito, magari con la complicità di un ladro perdutamente innamorato di lei. Ma non tutto è come sembra, le cose infatti si rivelano più complesse del previsto e la vaghezza del male, con la sua casualità incombente, può ancora far cambiare il destino degli eventi.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Il grande salto</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Elmore Leonard</a></em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 236</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Einaudi</a></em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 10,50</em></li>
</ul>
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