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	<title>Sugarpulp.it &#187; Elmore Leonard</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Killshot</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/armand-blackbird-degas" rel="tag">Armand Blackbird Degas</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/brumoso" rel="tag">brumoso</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/canada" rel="tag">Canada</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/killshot" rel="tag">Killshot</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/livido" rel="tag">livido</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mickey-rourke" rel="tag">Mickey Rourke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mississippi" rel="tag">Mississippi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/missouri" rel="tag">Missouri</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/richie-nix" rel="tag">Richie Nix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/toronto" rel="tag">Toronto</a></p>Come ha giustamente osservato qualcuno, Elmore Leonard non è sempre stato all’altezza della sua fama. D’altra parte, la sua smisurata produzione narrativa ha riservato quasi sempre ai lettori romanzi di buon livello, cui vanno ad aggiungersi alcuni capolavori e qualche passo falso. Ebbene, giusto per fugare subito i dubbi, con “Killshot” stiamo esplorando il forziere [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/killshot' title='Killshot'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/KILLSHOT.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2254" title="&quot;Killshot&quot; di Elmore Leonard" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/KILLSHOT-138x214.jpg" alt="&quot;Killshot&quot; di Elmore Leonard" width="138" height="214" /></a>Come ha giustamente osservato qualcuno, Elmore Leonard non è sempre stato all’altezza della sua fama. D’altra parte, la sua smisurata produzione narrativa ha riservato quasi sempre ai lettori romanzi di buon livello, cui vanno ad aggiungersi alcuni capolavori e qualche passo falso. Ebbene, giusto per fugare subito i dubbi, con “Killshot” stiamo esplorando il forziere dei suoi tesori più preziosi.<span id="more-2250"></span><br />
Un’opera livida, capace di animarsi d’improvvise esplosioni di violenza, una scrittura – quella di Leonard – che tratteggia in modo perfetto una lingua di terra fra Stati Uniti e Canada che se ne rimane a sonnecchiare all’ombra dei boschi dei Grandi Laghi.<br />
La galleria di personaggi viene affrescata con un’attenzione, una cura, una sensibilità rara e affascinante. Il killer Armand “Blackbird” Degas è forse fra le figure più misteriosamente inquietanti dell’intero genere noir. Quel suo essere un meticcio giusto a metà tra franco-canadese e pellerossa rimanda alla grande tradizione americana, quella di Mark Twain per esempio, quando il personaggio è così profondamente vero da balzare letteralmente fuori dalla pagina. E cresce, in questo senso, l’attesa di vedere come un attore di straordinario talento come Mickey Rourke saprà rendere &#8211; nel film girato da John Madden e ormai approdato anche nella nostra Italietta &#8211; un uomo tanto complesso e pericoloso: taciturno, spietato, ma con un fondo di canagliesca simpatia in grado di renderlo agli occhi del lettore uno dei personaggi per cui tifare. Al suo fianco Richie Nix, un giovane psicopatico, fuori controllo, che perde troppo spesso il conto delle sue vittime.<br />
E poi ci sono i Colson. La coppia a cui Blackbird e Nix danno la caccia. Wayne: un uomo duro, risoluto, solido, un marito con una buona percentuale di maschilismo nelle vene, fanatico per la caccia al cervo. E sua moglie Carmen, che sa quello che vuole, che non ha paura, fino a quando non conosce una nuova dimensione di orrore, in grado di far sprofondare le certezze di una vita.<br />
Magistrale è poi la capacità di Leonard di costruire trame che nascono quasi per caso ed arrivano un po’ alla volta ad attorcigliarsi su se stesse fino a rompere gli argini e a travolgere i protagonisti.<br />
Efficacissima l’ambientazione: cupa, densa, brumosa, ammantata di claustrofobica angoscia, con un Canada silenzioso e annegato nell’acqua e nel verde dei boschi, il fangoso Mississippi che striscia sinuoso lungo il Missouri, i luoghi comuni della provincia americana, lontana dallo sfavillare delle skykine delle grandi città ma non per questo meno insidiosa, selvaggia, pronta a scattare come la coda di un rettile se ne viene alterato il delicato equilibrio.<br />
Originariamente pubblicato nel 1990 e uscito solo ora per Einaudi, magari anche per catturare la scia schiumosa del film con Rourke tornato ormai da tempo ad una popolarità da star, “Killshot” si rivela come uno dei romanzi più belli di Elmore Leonard, complice la traduzione ricca e policroma di un Luca Conti sempre più sugli scudi, capitano letterario di un genere come il noir che, anche grazie a Einaudi, in Italia si sta togliendo più di una soddisfazione.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Killshot</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Elmore Leonard</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:321</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,00</em></li>
</ul>
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		<title>Tre assi tre</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sugarpulp Crew</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/don-winslow" rel="tag">Don Winslow</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/michele-fiano" rel="tag">Michele Fiano</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sconti" rel="tag">sconti</a></p>Sugarpulpiani d’assalto, noi ci siamo e se ci siete anche voi, come crediamo, allora non potete perdervi questa trimurti del noir recensita da Michele Fiano, Fabrizio Fulio Bragoni e Matteo Strukul. Stiamo parlando, seguendo l’ordine dei recensori, di tre nomi tre da far tremare i polsi: Don Winslow, Joe R. Lansdale e Elmore Leonard. Il [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/tre-assi-tre' title='Tre assi tre'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sugarpulpiani d’assalto,</p>
<p style="text-align: justify;">noi ci siamo e se ci siete anche voi, come crediamo, allora non potete perdervi questa trimurti del noir recensita da <strong>Michele Fiano</strong>, <strong>Fabrizio Fulio Bragoni</strong> e <strong>Matteo Strukul</strong>. Stiamo parlando, seguendo l’ordine dei recensori, di tre nomi tre da far tremare i polsi: <strong>Don Winslow</strong>, <strong>Joe R. Lansdale</strong> e <strong>Elmore Leonard</strong>. Il primo è autore de “Il potere del cane”, un romanzo tanto monumentale da essersi meritato le lodi di Sua Maestà <strong>James Ellroy</strong> a cui Winslow è stato anche paragonato. Il secondo è un nume tutelare di questo luogo dell’anima che è Sugarpulp e “Mucho Mojo” è fra i suoi libri migliori del ciclo di Hap e Leonard. Il terzo ha visto pubblicare per i colori di Einaudi un suo vecchio libro del 1990, “Killshot”, la cui trasposizione cinematografica è oggi nelle sale italiane grazie alla regia di John Madden e a un’interpretazione che molti hanno definito gigantesca di quel vecchio diavolo resuscitato di <strong>Mickey Rourke</strong>.<br />
In ultima due precisazioni: è vero i tre libri sono tutti Einaudi, ma la scelta questa volta è voluta visto che proprio da questo editore e mai come in questo periodo arrivano alcune delle cose più belle a livello di noir, il tutto senza dimenticare che il 25% di sconto è una campagna molto intelligente che viene fatta a tutto vantaggio del lettore che poi i libri li compra. Quindi ricordate che al prezzo di copertina che riportiamo in ogni rece dovete togliere il 25% almeno finché dura la campagna.<br />
La seconda precisazione è legata alla copertina che abbiamo voluto dare a Don Winslow. Lansdale e Leonard sono due giganti, ma il primo aveva già beccato una cover (ricordate l’abbraccio col Barbudo?) e il secondo avrà talmente tanti altri libri recensiti in futuro, vista la sterminata produzione e i molti suoi romanzi che stanno uscendo per Einaudi che le occasioni per andare in copertina non mancheranno di certo.</p>
<p style="text-align: justify;">Augurandovi quindi buona lettura sotto l’ombrellone o i pini o ovunque voi siate, vi abbracciamo e vi aspettiamo al prossimo aggiornamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E ricordate: SUGARPULP LO FATE VOI!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="noframe aligncenter" title="Matteo Righetto e Matteo Strukul" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2008/12/firme.jpg" alt="Matteo Righetto e Matteo Strukul" width="472" height="55" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2264" title="Don Winslow" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/DONWINSLOW.jpg" alt="Don Winslow" width="345" height="400" /><br />
<strong>DON WINSLOW</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Luca Conti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 14:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sugarpulp Crew</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/charles-willeford" rel="tag">Charles Willeford</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-lee-burke" rel="tag">James Lee Burke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-sallis" rel="tag">James Sallis</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/traduzione-letteraria" rel="tag">Traduzione Letteraria</a></p>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale. A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo...<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-luca-conti' title='Intervista a Luca Conti'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1704" title="luca-conti" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/luca-conti-160x106.jpg" alt="luca-conti" width="160" height="106" /><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><span>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale.<span id="more-1703"></span> A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo, perciò avere un parere di Luca e conoscere le impressioni che ha maturato dopo tanti anni di lavoro in questo mondo sono elementi imprescindibili per capire e carpire molte cose, fra queste alcune peculiarità degli stili degli scrittori e succose anticipazioni su quello che arriverà sulle “nostre tavole”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Siamo davvero felici che Luca abbia accettato questa nostra intervista preparata a quattro mani, perciò ora bando alle ciance e dateci dentro, besos…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>L’INTERVISTA</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come hai iniziato questa attività? Quali studi hai fatto, come ti sei proposto agli editori, quali sono stati i tuoi esordi nel campo della traduzione letteraria?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Sono evidentemente nato con una misteriosa passione per la parola scritta. Ho imparato a leggere e scrivere molto presto, a tre anni, ossessionato dalle lezioni televisive del maestro Manzi. E parallelamente all&#8217;italiano ho imparato anche l&#8217;inglese, grazie a un corso di lingue acquistato da mio padre ma da lui inutilizzato e che era del tutto privo di figure, basandosi invece su pagine e pagine di testo in italiano con la traduzione a fronte. Quindi, nel mio caso, si tratta proprio di <em>imprinting</em></span><span>. Penso e scrivo indifferentemente in due lingue fin dall&#8217;infanzia, e mi resta del tutto naturale. Poi ci sono stati normalissimi studi superiori e universitari, ma la passione per il tradurre è rimasta la stessa di 44 anni fa. In realtà, poi, fino al 2000 ho fatto tutt&#8217;altre cose; solo nel 2000, parlando con Luigi Bernardi &#8211; che all&#8217;epoca dirigeva Stile Libero Noir &#8211; è saltato fuori che Einaudi aveva acquistato i diritti di &#8220;Run&#8221; di Douglas Winter, romanzo che avevo letto in originale mesi addietro trovandolo fantastico. Allora, in maniera del tutto sconsiderata, gli ho chiesto se potevo provare a tradurlo io, e lui ha detto di sì. L&#8217;ho tradotto, è piaciuto, è stato pubblicato e da allora non ho più smesso. Bernardi ha tanti meriti, non ultimo quello di essere un grande talent-scout.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel tuo mestiere?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Il mal di schiena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Prima di iniziare un lavoro di traduzione, ritieni che sia importante conoscere personalmente l&#8217;autore e parlare direttamente con lui? A tale proposito, ci puoi raccontare un aneddoto su un incontro in particolare?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: justify;">
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">No, non necessariamente. Ho conosciuto di persona quasi tutti gli autori che traduco ma, salvo rari casi, li conoscevo benissimo già prima, attraverso i loro romanzi. Chi mi è dispiaciuto non aver mai incontrato è Charles Willeford, che però è morto nel 1988 e io, all&#8217;epoca, facevo un altro mestiere.<img class="alignright size-medium wp-image-1705" title="hot-kid" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/hot-kid-140x214.jpg" alt="hot-kid" width="140" height="214" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Dicci chi, tra gli autori da te tradotti, è più “facile” degli altri e chi più “difficile.”</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il più difficile di tutti, in assoluto, è Elmore Leonard, ma anche James Sallis non scherza. Leonard, in realtà, non è difficile tanto da tradurre quanto da &#8220;far funzionare bene&#8221; in italiano. Certe volte siamo al limite dell&#8217;intraducibilità. Chi mi rimane più facile è James Crumley, ma perché ormai mi sono immedesimato a tal punto nel suo modo di scrivere che so sempre in anticipo dove andrà a parare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come ti rapporti di fronte ad un uso massiccio dello slang?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Così bene che spesso mi dispiace quando non c&#8217;è&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto guadagna un traduttore?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Di sicuro assai meno di quanto dovrebbe, visti l&#8217;impegno e la fatica. Io non mi lamento, ma è anche vero che per raggiungere un reddito decoroso si è costretti a lavorare come matti, dimenticandosi di orari e di fine settimana, di vacanze estive e quant&#8217;altro.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto tempo impieghi, mediamente, per tradurre un romanzo di circa 250 pagine?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Circa un mese, ma so di essere un&#8217;eccezione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è stata la tua prima traduzione ufficiale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Un grosso volume sulla storia del jazz, per un editore che non mi ha mai pagato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa ti piace della lingua di James Lee Burke?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La sua capacità ipnotica.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Come si svolge un lavoro di traduzione in coppia o in equipe? Ci si divide il lavoro per numero di pagine? Ognuno si occupa di qualche aspetto in particolare (chi dei dialoghi, chi delle sequenze narrative, chi descrittive)? Oppure è un lavoro di brain storming collettivo?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Ho sperimentato tutte le possibili soluzioni. Tutte hanno vantaggi e svantaggi. Alla fine, però, torno sempre volentieri alle traduzioni «in solitaria».</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1706" title="sotto-un-cielo-cremisi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/sotto-un-cielo-cremisi-133x214.jpg" alt="sotto-un-cielo-cremisi" width="133" height="214" />Tu hai tradotto per Einaudi Stile Libero-Big una raccolta di racconti di Lansdale molto particolare, eterogenea e variegata, parliamo de “In un tempo freddo e oscuro”, e proprio per queste caratteristiche non crediamo sia stato un lavoro facile. Ce ne vuoi parlare? </strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">In realtà lo ricordo come un lavoro assai semplice, ma è pur vero che la lingua e lo stile di Lansdale mi restano molto congeniali. Devo anche dire che mi piace moltissimo tradurre racconti, ed è un peccato che l&#8217;editoria italiana li consideri un genere a rischio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo approccio ad un romanzo da tradurre? Spiegaci il tuo metodo di lavoro.</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il mio approccio è banalissimo. Traduco tutto il libro e lo rivedo solo al termine, senza tappe intermedie. Preferisco rileggerlo tutto intero, non man mano che vado avanti nella traduzione.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo scrittore preferito e perché?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Charles Willeford. Perché? Perché mi ha impedito di diventare uno scrittore. I romanzi che avrei voluto scrivere li aveva già scritti tutti lui.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Al di là delle storie e dei contenuti, qual è, secondo te, la “cifra” linguistica di Elmore Leonard, quella che lega “Tutti i racconti western”, “The Big Bounce” e “Hot Kid”?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Raccontare una storia come se l&#8217;autore non esistesse. Farla uscire tutta dal dialogo e dalle azioni dei personaggi. Da lettore, se c&#8217;è una cosa che mi infastidisce non poco è il continuo intervento di un autore nella storia. Non sopporto quei romanzi il cui autore deve sempre spiegare al lettore cosa sta succedendo, fin nei minimi dettagli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo personaggio preferito di Lansdale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Bob il dinosauro, che quando torna da Disneyland comincia a farsi le canne.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Se tu fossi un personaggio di Leonard, quale saresti?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Jack Foley di “Out of Sight”<em> </em></span><span>e del nuovo “Road Dogs”, soprattutto perché non mi sarebbe dispiaciuto essere George Clooney&#8230;</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Fra i molti autori importanti che hai tradotto ci piace ricordare James Sallis, uno scrittore a cui crediamo tu possa essere molto legato visto che per Giano hai tradotto sette suoi romanzi. Come definiresti Sallis: un innovatore o un reazionario del noir? Insomma secondo te ha apportato delle novità al genere o è invece assolutamente classico?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è un eversore del noir. E&#8217; un autore che conosce benissimo le regole del genere e, proprio per questo, non si fa alcuno scrupolo nel violarle tranquillamente.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Sempre a proposito di Sallis, colpisce di uno come lui la sua capacità di “frequentare” e “sperimentare” forme narrative diverse: dalla critica musicale alla scrittura di biografie, come quella dedicata a Chester Himes, e poi naturalmente i romanzi. Come “entrano” secondo te queste sue diverse cifre nelle sue storie?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è tutte queste cose e altre ancora, tutte assieme. Toglierne anche solo una impedisce di apprezzare le altre. L&#8217;arte di Sallis è data dalla somma di tutti questi fattori, e non c&#8217;è distinzione tra romanzi, racconti, poesie, critica musicale, biografie.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Qual è la differenza secondo te fra il Turner de “Il bosco morto” di Sallis e il Robicheaux di “Sunset Limited” o “Swan Peak” di Burke?<img class="alignright size-medium wp-image-1707" title="il-bosco-morto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-bosco-morto-134x214.jpg" alt="il-bosco-morto" width="134" height="214" /><br />
</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">La morale cattolica e, soprattutto, il senso di colpa, che in Burke è sempre determinante, nel bene e nel male.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Recentemente è mancato uno dei grandi del genere, parliamo di James Crumley, uno che ha influenzato intere generazioni di autori. Ci parli di due romanzi chiave come “La terra della menzogna” e “Il caso sbagliato” da te tradotti per Einaudi. Perché secondo te Crumley è stato così importante per il noir americano?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Perché ha portato Chandler alle estreme conseguenze e non ha avuto paura di riscriverne i romanzi, smitizzando la figura del detective senza macchia e senza paura.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>James Crumley diceva che “lo scrittore mediocre copia mentre quello bravo ruba”. Quanto conta leggere e studiare i classici del genere per acquisire gli strumenti per diventare un autore, insomma quanto conta il mestiere e quanto il talento?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Tutti gli autori di cui abbiamo parlato avevano (e hanno) uno smisurato talento, ma anche un mestiere acquisito con gli anni. Crumley ha pubblicato relativamente poco, ma ha scritto e gettato via almeno dieci volte tanto. Leonard è nato con uno straordinario talento di <em>storyteller</em></span><span>, ma l&#8217;ha affinato con un duro lavoro quotidiano che continua tutt&#8217;oggi, alla bella età di 84 anni.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Victor Gischler, Patrick Quinlan, Duane Swierczynski, Charlie Huston: sono loro la new wave del noir americano?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Direi di sì, aggiungendo per esempio il Charlie Newton di “Calumet City”<em> </em></span><span>e il Will Beall di<em> </em></span><span>“L.A. Rex”, più molti altri che ancora devono dimostrare la tenuta sulla lunga distanza.<strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1708" title="il-caso-sbagliato" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-caso-sbagliato-139x214.jpg" alt="il-caso-sbagliato" width="139" height="214" />Quali sono le tue prossime traduzioni in uscita? Facci qualche anticipazione…</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">“Vedi di non morire” di Josh Bazell e “Killshot” di Elmore Leonard (entrambi per Stile Libero), “City Hall” di Robert Rotenberg (Giano) e “Swan Peak” di James Lee Burke (Fanucci). Poi, c&#8217;è molto altro in pentola, a cominciare dalla nuova edizione di “Corri uomo corri” di Chester Himes (Meridiano Zero).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>La <em>next big thing</em></strong></span><span><strong> in Italia per il noir secondo Luca Conti?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli autori? Josh Bazell, senza alcun dubbio. Se il suo secondo romanzo sarà al livello del primo, credo che Bazell possa marchiare a fuoco i prossimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Fra poco Joe Lansdale sarà in Italia per presentare il nuovo romanzo “Sotto un cielo cremisi” in uscita per Fanucci. Traduzione di Luca Conti, <em>of course</em></strong></span><span><strong>. Com’è questa nuova avventura di Hap e Leonard?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Secondo me &#8211; e qui parlo da lettore &#8211; una delle migliori. &#8220;Capitani oltraggiosi&#8221; mi aveva deluso un po&#8217;. Questa, invece, è scoppiettante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Speriamo che Sugarpulp ti piaccia, che idea te ne sei fatto?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La vedo come un&#8217;iniziativa importante, soprattutto se avrete la tenacia di resistere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span> <img class="noframe aligncenter" title="Matteo Righetto e Matteo Strukul" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2008/12/firme.jpg" alt="Matteo Righetto e Matteo Strukul" width="472" height="55" /></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Mr. Paradise</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Busatta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/anthony-paradiso" rel="tag">Anthony Paradiso</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/art-krupa" rel="tag">Art Krupa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/carl-fontane" rel="tag">Carl Fontane</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/frank-delsa" rel="tag">Frank Delsa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/kelly-barr" rel="tag">Kelly Barr</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-busatta" rel="tag">Marco Busatta</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mr-paradise" rel="tag">Mr. Paradise</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/wu-ming-i" rel="tag">Wu Ming I</a></p>Nella casa di Anthony Paradiso, un ricco avvocato in pensione, vengono esplosi quattro colpi di pistola. Due di questi ammazzano proprio lui, mentre gli altri due seccano la ragazza da “novecento dollari l'ora” che lo stava intrattenendo vestita da Cheerleader della Michigan University. Frank Delsa, trentottenne detective della gloriosa Sezione Omicidi della Polizia di Detroit, indaga sugli omicidi e si imbatte nella bellissima Kelly Barr, giovane e sexy modella che si invaghisce di lui...<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/mr-paradise' title='Mr. Paradise'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_mrparadise.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1390" title="&quot;Mr Paradise&quot; di Elmore Leonard" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_mrparadise-135x214.jpg" alt="&quot;Mr Paradise&quot; di Elmore Leonard" width="135" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella casa di Anthony Paradiso, un ricco avvocato in pensione, vengono esplosi quattro colpi di pistola. Due di questi ammazzano proprio lui, mentre gli altri due seccano la ragazza da “novecento dollari l&#8217;ora” che lo stava intrattenendo vestita da Cheerleader della Michigan University. Frank Delsa, trentottenne detective della gloriosa Sezione Omicidi della Polizia di Detroit, indaga sugli omicidi e si imbatte nella bellissima Kelly Barr, giovane e sexy modella che si invaghisce di lui.<span id="more-1239"></span><br />
Per arrivare alla soluzione del caso Delsa dovrà districarsi tra una rete di inganni e menzogne, loschi affari, apparenze fallaci e bizzarri equivoci, mentre nella vicenda fanno capolino come funghi spuntati dal nulla delinquenti tanto idioti quanto esilaranti come Art Krupa e Carl Fontane. Veri inetti dalla comicità involontaria, destinati loro malgrado a fregarsi da sé, dimostrando con le loro azioni  la stolidità criminale che emerge -sempre- nella narrativa di Leonard. E poi c&#8217;è Jerome, un personaggio ambiguo e misterioso, che è però meno demente di quanto sembri, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">E come dimenticarsi dei tre messicani assassinati (di cui uno smembrato in cinque parti con una sega elettrica) e dati alle fiamme in un seminterrato? Se è vero ciò che diceva Hemingway, e cioè che “La prosa è architettura, non decorazione d&#8217;interni.”, beh, allora qui siamo di fronte al Fallingwater della letteratura. Uno stile asciutto e secco, con dialoghi rapidi come saette.</p>
<p style="text-align: justify;">Una trama tesa e ben oliata, animata da una fauna di personaggi a dir poco sbalorditiva. Questi sono gli strumenti con cui Leonard plasma ogni sua opera (che sia il romanzo western degli anni cinquanta o la <em>crime novel</em> del 2003) sempre prestando fede al principio: <em>“If it sounds like writing, I rewrite it!</em>” Sopra citavo la “Casa sulla cascata” di Wright.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti Elmore Leonard è un po&#8217; così, cioè  “organico”, tanto che a ottant&#8217;anni suonati scrive ancora storie che scavano nella società contemporanea americana e ne diventano parte integrante, come il pezzo del puzzle che trova il suo posto predeterminato tra gli altri tasselli. Come l&#8217;opera di Wright con l&#8217;ambiente che la circonda. Wu Ming I, che ha eseguito la traduzione e la postfazione, ha scritto: “Quella di Leonard è una <em>comédie humaine</em> del mondo criminale americano”. È così.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Opera, edita nel 2003, è stata per tredici settimane tra i dieci libri più venduti d&#8217;America&#8230; serve dire altro?</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Mr. Paradise</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Elmore Leonard</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 227</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi Stile Libero-Big</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 14,50</em></li>
</ul>
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		<title>Il grande salto</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 07:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[big bounce]]></category>
		<category><![CDATA[crime story]]></category>
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		<category><![CDATA[Il grande salto]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-bounce" rel="tag">big bounce</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/crime-story" rel="tag">crime story</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/il-grande-salto" rel="tag">Il grande salto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensione" rel="tag">recensione</a></p>Era il 1969 quando Elmore Leonard abbandonò il genere western per dedicarsi al noir, iniziando proprio con questo romanzo (<em>Big Bounce</em>), e divenendo successivamente uno dei massimi maestri del genere...<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-grande-salto' title='Il grande salto'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5589" href="http://sugarpulp.it/critica/il-grande-salto/attachment/einaudi-3"><img class="alignleft size-full wp-image-5589" title="Il grande salto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/einaudi-3.jpg" alt="" width="250" height="406" /></a>Era il 1969 quando Elmore Leonard abbandonò il genere western per dedicarsi al noir, iniziando proprio con questo romanzo (<em>Big Bounce</em>), e divenendo successivamente uno dei massimi maestri del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore della Louisiana, padre di storie che spesso hanno avuto successo anche sul grande schermo (<em>Jacky Brown, Out of Sight</em>) ambienta questa avvincente e rocambolesca <em>crime story</em> in una location tutt’altro che urbana, precisamente nel Michigan, la regione dei grandi laghi del nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-36"></span>Gli elementi fondamentali de “Il grande salto” sono: un’atmosfera che rimanda a suggestioni kubrickiane, cinquantamila bigliettoni a portata di mano, una serie di personaggi intagliati e cesellati alla perfezione con cinico distacco da parte dell’autore, e infine la loro completa amoralità.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo di gente come Jack Ryan, ex giocatore di baseball, rapinatore attaccabrighe, dei suoi due compagni un po&#8217; troppo furbi e di un cowboy rissoso e molto geloso. Tutti uomini fatalmente sedotti da Nancy, donna sexy e conturbante, attratta dall’irrefrenabile passione per i maschi e le armi da fuoco. La sua discreta perfidia incontra il fatalismo di Jack e provoca il suo orgoglio ferito e sottomesso dall’esperienza della galera e dall’onta di un pessimo impiego stagionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E così Nancy, vera <em>Dark Lady</em> attorno a cui ruota tutto il plot, è stuzzicata dall’idea di un colpo facile e pulito, magari con la complicità di un ladro perdutamente innamorato di lei. Ma non tutto è come sembra, le cose infatti si rivelano più complesse del previsto e la vaghezza del male, con la sua casualità incombente, può ancora far cambiare il destino degli eventi.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Il grande salto</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Elmore Leonard</a></em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 236</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: <a title="Links" href="http://sugarpulp.it/live/links">Einaudi</a></em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 10,50</em></li>
</ul>
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