<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sugarpulp.it &#187; Fabrizio Fulio Bragoni</title>
	<atom:link href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://sugarpulp.it</link>
	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Jan 2012 16:29:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Che la festa cominci</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/che-la-festa-cominci</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/critica/che-la-festa-cominci#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 16:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Che la festa cominci]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fulio Bragoni]]></category>
		<category><![CDATA[Fango]]></category>
		<category><![CDATA[Niccolò Ammaniti]]></category>
		<category><![CDATA[pulp]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Chiatti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=3161</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/che-la-festa-cominci" rel="tag">Che la festa cominci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fango" rel="tag">Fango</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/niccolo-ammaniti" rel="tag">Niccolò Ammaniti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/salvatore-chiatti" rel="tag">Salvatore Chiatti</a></p>Roma. Oggi. L’ingorda amministrazione cittadina ha venduto la notissima Villa Ada al palazzinaro Salvatore ‘Sasà’ Chiatti, il quale, da buon bifolco ripulito, non vuol perdere l’occasione di dimostrare a tutti la sua “magnificenza”. Tutt’altro che restio a considerarsi l’ottavo re &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/che-la-festa-cominci">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/che-la-festa-cominci' title='Che la festa cominci'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3162" title="chelafestacominci" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/12/chelafestacominci.jpeg" alt="chelafestacominci" width="200" height="309" />Roma. Oggi.<br />
L’ingorda amministrazione cittadina ha venduto la notissima Villa Ada al palazzinaro Salvatore ‘Sasà’ Chiatti, il quale, da buon bifolco ripulito, non vuol perdere l’occasione di dimostrare a tutti la sua “magnificenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutt’altro che restio a considerarsi l’ottavo re di Roma (e d’altra parte, dato il carattere plutocratico della nostra “democrazia”, le pretese di Chiatti non sono poi così assurde), l’imprenditore raduna la crema della società romana –politici, attori, professionisti di successo, cantanti, musicisti, sportivi e persino qualche scrittore- per una festa semplicemente “faraonica”, completata da un’assurda, tripla battuta di caccia -ai leoni, alle tigri e alla volpe- pensata per assecondare i capricci dell’ospite e dei suoi insopportabili invitati.<span id="more-3161"></span><br />
Ma, approfittando del trambusto, una misteriosa presenza, proveniente dalle catacombe, si rovescia nel buio del parco romano, momentaneamente trasformato, per dare credibilità alle cacce, nella savana dei safari hemingwayani, nell’India di Salgari e nell’Inghilterra del Duca di Beaufort: una presenza più “fuori luogo” dei leoni e degli elefanti, più minacciosa delle tigri e più evasiva delle volpi. E, anche tra gli “invitati”, qualcuno lavora per guastare la festa di Chiatti: Saverio Moneta -in arte Mantos-, e le sue “bestie di Abaddon”, fanalino di coda delle sette nazionali, non vedono l’ora di tornare alla ribalta e inscrivere, approfittando della risonanza mediatica dell’evento, i loro nomi negli annali del satanismo italiano…<br />
<a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Ammaniti+Niccolo-shelf_BIT-Ammaniti+Niccolo-p_1.html?a=312017"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Ammaniti+Niccolo-shelf_BIT-Ammaniti+Niccolo-p_1.html?a=312017">Niccolò Ammaniti</a> abbandona i toni duri di <a href="http://www.webster.it/libri-dio_comanda_ammaniti_niccolo_mondadori-9788804579854.htm?a=312017">“Come Dio Comanda”</a> per regalarci un romanzo esilarante, in bilico tra contenuto “quasi-etnologico” (si tratta qui di una festa dai tratti visibilmente “rituali”, quasi un’akitu babilonese, che ricostruisce l’ordine instaurando momentaneamente il caos. Non a caso, leggendo “Che la festa cominci”, viene in mente il catartico, “Ultimo capodanno”, primo racconto dell’antologia “Fango”) ed etologia (il ricorso alla folle metafora medico-biologica, che introduce una frattura linguistica e tematica all’interno di narrazioni condotte con termini colloquiali e costruzioni spesso al limite del dialettale è un tratto decisivo nello stile di Ammaniti), traboccante immagini pop (il Gerry Scotti posto qui in apertura basti come esempio…), causticamente satirico, fantasioso, onirico, folle. Un romanzo che si inscrive a pieno titolo tra le commedie pulp dell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il carattere “poco serio” dell’operazione, contestato da alcuni critici e confessato dall’autore stesso  (ma d’altra parte sarebbero bastati, come conferma, i curiosi inserti che, dalle cartine del parco alla riproduzione dei menù, alla ricostruzione storica, spezzano il naturale fluire della narrazione, come se non bastassero dialoghi e descrizioni a suscitare l’ilarità dei lettori), nulla toglie al contenuto “realistico” del romanzo: quelli che vedete, deformati dal filtro grottesco della satira, siamo proprio noi italiani, è impossibile negarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’universo diegetico di <a href="http://www.webster.it/libri-festa_cominci_ammaniti_niccolo_einaudi-9788806191016.htm?a=312017">“Che la festa cominci”</a>, è lo stesso del già citato “Fango”: in un agrodolce ricordo infantile, Saverio Moneta attraversa infatti l’“università del tramezzino”, locale che aveva già offerto rifugio all’improbabile Alberto (cfr. N. Ammaniti, <a href="http://www.webster.it/libri-fango_ammaniti_niccolo_mondadori-9788804468646.htm?a=312017">“Fango”</a>, Mondadori, Milano 2009, p. 255), killer per caso nel racconto che dava il titolo all’antologia… e se in questi 10 anni, i personaggi di Ammaniti sono invecchiati (anche se loro stessi tentano di vedersi –Fabrizio Ciba su tutti-, come “cresciuti”, “maturati”), i loro vizi e le loro virtù sono gli stessi di sempre: molti i primi, poche le seconde…</p>
<hr />
<ul style="text-align: justify;">
<li><em><strong>Titolo</strong>: Che la festa cominci<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Niccolò Ammaniti<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 329</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi &#8211; Stile Libero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,00 euro</em></li>
<li><a href="http://www.webster.it/libri-festa_cominci_ammaniti_niccolo_einaudi-9788806191016.htm?a=312017">Acquista il volume su Webster.it</a><em><br />
</em></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugarpulp.it/critica/che-la-festa-cominci/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terrore ad Harlem</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/terrore-ad-harlem</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/critica/terrore-ad-harlem#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Astolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Coniglio Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fulio Bragoni]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo De Cataldo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrore ad Harlem]]></category>
		<category><![CDATA[Toby Peters]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto LEnzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=2825</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bruno-astolfi" rel="tag">Bruno Astolfi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/coniglio-editore" rel="tag">Coniglio Editore</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giancarlo-de-cataldo" rel="tag">Giancarlo De Cataldo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/terrore-ad-harlem" rel="tag">Terrore ad Harlem</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/toby-peters" rel="tag">Toby Peters</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/umberto-lenzi" rel="tag">Umberto LEnzi</a></p>Roma, dicembre 1942- gennaio 1943. Il regime si avvia verso un rapido (mai abbastanza…) declino, ma, anche nella capitale, la popolazione è ancora stretta in una morsa di fame e miseria. Le razioni non bastano più; caffè “vero” e sigarette, &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/terrore-ad-harlem">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/terrore-ad-harlem' title='Terrore ad Harlem'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2826" title="terroreadharlem" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/10/terroreadharlem.jpeg" alt="terroreadharlem" width="200" height="274" />Roma, dicembre 1942- gennaio 1943. Il regime si avvia verso un rapido (mai abbastanza…) declino, ma, anche nella capitale, la popolazione è ancora stretta in una morsa di fame e miseria.</p>
<p style="text-align: justify;">Le razioni non bastano più; caffè “vero” e sigarette, lenitivi minimi, usuali, del malcontento popolare, sono un pallido ricordo, e, al mercato nero, i prezzi lievitano.<span id="more-2825"></span><br />
Bruno Astolfi, ex poliziotto espulso dai ranghi per motivi politici, si guadagna da vivere come investigatore privato, occupandosi di casi da nulla: ragazze “sedotte e abbandonate”, piccole ricerche, interventi “dissuasivi”… tutti lavori da quattro soldi; poi, il cinema torna a bussare alla sua porta. Già noto negli ambienti di Cinecittà per aver indagato, nel 1940, su un duplice tentativo di omicidio ai danni della diva Luisa Ferida, all’epoca impegnata nelle riprese del film La corona di ferro di Alessandro Blasetti, Astolfi viene richiamato agli studi come responsabile della sicurezza sul set di Harlem, del regista Carmine Gallone.</p>
<p style="text-align: justify;">
Un lavoro di routine? Forse no, perché le riprese del film, un mediocre oggetto di propaganda di regime, una storia pugilistica ambientata ad Harlem, prevedono la presenza sul set di un gran numero di comparse di colore, e il regista ha deciso di servirsi dei prigionieri di guerra americani… Ma non sono, o non dovrebbero essere, i “neri” a preoccupare Astolfi: nel bel mezzo delle riprese, il pugile italoamericano Tony Mauriello, consulente sportivo di Gallone, viene ritrovato impiccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità non esitano ad archiviare il caso come suicidio, ma Astolfi non è tipo da soluzioni incerte e sbrigative, e la carta dei tarocchi ritrovata vicino al corpo senza vita del pugile, sembra ricollegare la sua morte all’omicidio della vecchia cartomante Giuditta Comolli. Il detective si lancia così in un’indagare che lo porterà, tra spettacoli di cabaret e pericolose incursioni in dubbi esercizi commerciali e palestre di pugilato, incontri politicamente “pericolosi” e minacce dell’OVRA, tormentate cene con l’amata Elena, scontri con la polizia, pedinamenti, dubbi e mezze verità, a far luce su un’intera catena di delitti, collegati dalla presenza, sulla scena del crimine, delle misteriose carte dei tarocchi…</p>
<p style="text-align: justify;">Noir cinéphile dagli snodi classici, un po’ avventura di Toby Peters (ha ragione Gian Carlo De Cataldo a citarlo, ad uso e consumo dei neofiti, nella sua prefazione; ma d’altra parte, l’ombra del defunto Stuart Kaminsky –figura di riferimento per almeno un paio di generazioni di noiristi “informati sui fatti”- si addensa lunga sulla seconda avventura di Bruno Astolfi), e cugino alla lontana –merito ed effetto di ambientazione geografica e posizionamento cronologico-, del lucarelliano trittico del commissario De Luca, <a href="http://www.webster.it/libri-terrore_harlem_lenzi_umberto_coniglio-9788860632029.htm?a=312017">Terrore ad Harlem,</a> di Umberto Lenzi, si allontana da opere come Assassinio sul sentiero dorato o Una pallottola per Erroll Flynn, per “serietà” e “durezza” dell’intreccio, e dai romanzi di Lucarelli per la già citata, assoluta dipendenza dalla dimensione cinematografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Rapido, avvincente, scandito, ritmato (d’altronde questa è una “seconda prova” per modo di dire: Umberto Lenzi ha sempre scritto per il cinema), solidamente costruito su rispettabili, inesausti, clichés del genere, popolato da personaggi mitici della cultura italiana del secondo dopoguerra &#8211; da Aldo Fabrizi, posto al centro di un’indimenticabile sequenza di cabaret, ai fratelli De Filippo, passando per il giovane Indro Montanelli, appena “intravisto”, eppure in prima fila tra gli adiuvanti del protagonista &#8211; oltre che, ovviamente, da una miriade di attori realmente esistiti, Terrore ad Harlem, seguito “indipendente” di Delitti a cinecittà, deve gran parte del suo “polveroso” fascino, alla perfetta ricostruzione ambientale, ai piacevoli tocchi vintage (o, con vocabolo dubbiamente più autarchico, “retrò”), che investono, qua e là, anche il livello lessicale, e conferiscono un forte senso di realtà ad un intreccio che miscela spunto reale e trama gialla, note storiche e varianti romanzesche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<ul style="text-align: justify;">
<li><em><strong>Titolo</strong>: <a href="http://www.webster.it/libri-terrore_harlem_lenzi_umberto_coniglio-9788860632029.htm?a=312017">Terrore ad Harlem</a><br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Lenzi+Umberto-shelf_BIT-Lenzi+Umberto-p_1.html?a=312017">Umberto Lenzi</a><br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:207</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Coniglio Editore<br />
</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 12,00 euro</em></li>
<li><a href="http://www.webster.it/libri-terrore_harlem_lenzi_umberto_coniglio-9788860632029.htm?a=312017">Acquista il volume direttamente su Webster.it</a><em><br />
</em></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugarpulp.it/critica/terrore-ad-harlem/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mucho Mojo</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Big Joe]]></category>
		<category><![CDATA[buoni sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fulio Bragoni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Joe R. Lansdale]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[Mucho Mojo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=2259</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-joe" rel="tag">Big Joe</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/buoni-sentimenti" rel="tag">buoni sentimenti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/crimine" rel="tag">crimine</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giustizia" rel="tag">giustizia</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mistero" rel="tag">mistero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mucho-mojo" rel="tag">Mucho Mojo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/violenza" rel="tag">violenza</a></p>Notti d’inferno per gli spacciatori dell’east side, il misero quartiere nero della cittadina di La Borde, Texas: da quando il vecchio Chester Pine, agguerrito ma anziano abitante della zona, ha tirato le cuoia, lasciando in eredità la sua casa al &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo' title='Mucho Mojo'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/MUCHOMOJO.jpeg" rel="lightbox[2259]" title="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale"><img class="alignleft size-medium wp-image-2260" title="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/08/MUCHOMOJO-132x214.jpg" alt="&quot;Mucho mojo&quot; di Joe R. Lansdale" width="132" height="214" /></a>Notti d’inferno per gli spacciatori dell’east side, il misero quartiere nero della cittadina di La Borde, Texas: da quando il vecchio Chester Pine, agguerrito ma anziano abitante della zona, ha tirato le cuoia, lasciando in eredità la sua casa al manesco e irascibile nipote Leonard, sembra che pusher e clienti saranno costretti a trasferirsi. Per fortuna (degli spacciatori s’intende), a distogliere l’attenzione del nuovo vicino e del suo inseparabile amico Hap Collins dai loschi traffici del vicinato ci si mette un mistero coi fiocchi<span id="more-2259"></span>: il ritrovamento, sotto le travi marce del pavimento della casa di zio Chester, di una cassa contenente lo scheletro di un bambino e una serie di riviste pedo-pornografiche. La scoperta costringe l’incredulo Leonard ad indagare per discolpare il caro estinto, al punto che il periodo di tranquillo lavoro manuale “in proprio”, che i due protagonisti avevano deciso di regalarsi per restaurare la cadente villetta si trasforma, sotto i loro occhi, nella solita incredibile e pericolosa avventura…</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo episodio del ciclo di avventure di Hap e Leonard (composto, nell’ordine, dai romanzi &#8220;Una stagione selvaggia&#8221;, &#8220;Mucho Mojo&#8221;, &#8220;Il mambo degli orsi&#8221;, &#8220;Bad Chili&#8221;, &#8220;Rumbe Tumble&#8221;, &#8220;Capitani Oltraggiosi&#8221; e &#8220;Sotto un cielo cremisi&#8221;) &#8220;Mucho Mojo&#8221;, nero “agro-dolce” dai marcati toni western (non a caso si apre con l’arrivo in città di due “stranieri” decisi a vedersela con le bande locali&#8230;), possiede tutti i caratteri che hanno fatto di Joe R. Lansdale uno degli indiscussi protagonisti della nuova narrativa di genere a livello mondiale. Il che in breve significa: ritmo perfetto, personaggi credibili, intreccio ben congegnato, linguaggio colorito, inarrivabile precisione descrittiva, dialoghi pungenti, e il solito meraviglioso filtro dell’ironia che permette all’autore di smontare la realtà nelle sue miserie morali (dal razzismo all’infedeltà, dalla pedofilia all’ovvio dissidio legge/giustizia passando attraverso la fragilità dei rapporti parentali) restando col sorriso sulle labbra, e di rifilare all’impotente lettore una sferzata di “buoni sentimenti” nel senso migliore del termine.<br />
Da un punto di vista strettamente narrativo, l’autore si serve di caratteri, situazioni e meccanismi già noti. Il ritrovamento di oggetti sepolti che apre la strada alla riscoperta di un passato tragico che segna e minaccia anche il presente (&#8220;La sottile linea scura&#8221;), il ruolo giocato dagli anziani nello scioglimento dell’intreccio (una galleria di &#8220;senex&#8221; junghiani dovrebbe percorrere tutta l’opera di Lansdale: l’irrinunciabilità degli anziani come guide e detentori della memoria storica è uno dei punti fermi sovrastrutturali dei lavori dello scrittore texano; esemplari, da questo punto di vista, &#8220;L’ultima caccia&#8221;, &#8220;In fondo alla palude&#8221;, &#8220;Echi perduti&#8221; , &#8220;La sottile linea scura&#8221; e &#8220;La lunga strada della vendetta&#8221;…), la rottura della lucida crosta della società che porta alla luce la malvagità, la corruzione di un individuo apparentemente integrato (anzi, spesso posto in posizioni chiave all’interno della comunità), infine la ricostruzione dei fatti traumatici come genesi dei moventi psicologici (&#8220;Atto d’amore&#8221;, &#8220;Il lato oscuro dell’anima&#8221;) ecc. D’altra parte, la loro inedita combinazione convince e incanta (sembra, fino a lettura ultimata, e finché non si comincia a razionalizzare, di trovarsi di fronte a “cose” del tutto nuove) e il romanzo – non a caso uno dei più amati dai lettori di Lansdale &#8211; è semplicemente perfetto.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Mucho Mojo</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Joe R. Lansdale</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 281</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Einaudi</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 13,00 euro</em></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugarpulp.it/critica/mucho-mojo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Confine di Stato</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/confine-di-stato</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/critica/confine-di-stato#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 14:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fulio Bragoni]]></category>
		<category><![CDATA[Marsilio]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Sarasso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=1944</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marsilio" rel="tag">Marsilio</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/simone-sarasso" rel="tag">Simone Sarasso</a></p>11 aprile 1953. Il cadavere di Ester Conti, giovane rappresentante della Roma “bene” viene ritrovato sul lungomare di Tor Vajanica, a faccia in giù sulla sabbia. Bastano pochi giorni per archiviare il caso come decesso accidentale -un malore, la caduta e poi la morte per affogamento-, ma il curioso Lorenzo Trama, squattrinato “scattino” coinvolto nelle indagini dal maresciallo dell’arma Giorgio Valenti (onesto carabiniere “misteriosamente” estromesso e trasferito), decide di far luce su una serie di punti oscuri: che ci faceva Ester Conti sola, in piena notte, sulla spiaggia di Tor Vajanica? A chi conviene chiudere il caso, e perché? Trama comincia così una serie di pericolose ricerche attraverso la Roma della dolce vita, tra barucci da “esistenzialisti” e hotel particolari, pericolosi locali notturni e appartamenti borghesi… <a href="http://sugarpulp.it/critica/confine-di-stato">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/confine-di-stato' title='Confine di Stato'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1949" title="confine-di-stato1" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/06/confine-di-stato1.jpg" alt="confine-di-stato1" width="133" height="200" />11 aprile 1953. Il cadavere di Ester Conti, giovane rappresentante della Roma “bene” viene ritrovato sul lungomare di Tor Vajanica, a faccia in giù sulla sabbia.</p>
<p>Bastano pochi giorni per archiviare il caso come decesso accidentale &#8211; un malore, la caduta e poi la morte per affogamento -, ma il curioso Lorenzo Trama, squattrinato “scattino” coinvolto nelle indagini dal maresciallo dell’arma Giorgio Valenti (onesto carabiniere “misteriosamente” estromesso e trasferito), decide di far luce su una serie di punti oscuri: che ci faceva Ester Conti sola, in piena notte, sulla spiaggia di Tor Vajanica? A chi conviene chiudere il caso, e perché? Trama comincia così una serie di pericolose ricerche attraverso la Roma della dolce vita, tra barucci da “esistenzialisti” e hotel particolari, pericolosi locali notturni e appartamenti borghesi…<span id="more-1944"></span></p>
<p>27 ottobre 1962, un aereo in volo tra Catania e Linate precipita nei pressi della “cascina Pertengo” di Acquagrama. A bordo c’è – c’era – Fabio Riviera, presidente dell’Eps (Ente petrolifero statale), più volte minacciato di morte per aver contrastato gli interessi delle “sette sorelle” cercando un accordo diretto con i paesi produttori di petrolio. Un incidente? Secondo un contadino che ha assistito alla scena, l’aereo sarebbe esploso prima dell’impatto col suolo, ma una coppia di insospettabili funzionari, accorsi sul posto con provvidenziale anticipo, trovano un modo “civile” per mettere tutto a tacere…</p>
<p>12 dicembre 1969, ore 16:37; l’esplosione di una bomba piazzata all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura in Piazza Fontana, a Milano, causa la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. La versione ufficiale parla di terrorismo d’estrema sinistra, ma gli opuscoli contro-informativi di un facoltoso editore comunista hanno da tempo predetto l’imminente nascita della strategia della tensione…</p>
<p>14 settembre 1972, il facoltoso editore comunista, ormai personaggio ben noto negli ambienti della cultura italiana, perde la vita nell’esplosione di un traliccio dell’alta tensione dalle parti di Segrate, apparentemente per via d’un errore commesso nell’installazione di una bomba…ma è possibile che si tratti di un semplice incidente? C’è questo e molto altro in <em>Confine di Stato</em>; storie che si annodano e si sciolgono, si incontrano e divergono, si chiariscono e si velano, il tutto secondo un unico filo conduttore: le implacabili azioni di un solo, terribile personaggio, un uomo violento e folle, una pericolosa pedina tra le mani del potere.</p>
<p>Romanzo inaugurale di una trilogia che si prospetta monumentale (alle oltre 400 pagine del primo volume si sono recentemente aggiunte le circa 700 di <em>Settanta</em>…), <em>Confine di Stato</em>,  ripercorre “a piacimento” gli angoli più bui della storia d’Italia (d’altra parte è il metodo Sarasso, riempire i “vuoti” storiografici con costruzioni fittizie possibili, anzi altamente verosimili, e per il resto mantenersi aderente ai “fatti”), dall’omicidio di Wilma Montesi alla morte di Giangiacomo Feltrinelli, passando per il caso Mattei, l’autunno caldo, Piazza Fontana e la “caduta” di Pinelli, e servendosi di una tecnica mista &#8211; debitrice, per fermarsi ai nomi più ovvi, dei lavori di James Ellroy (in un chiaro omaggio all’autore di <span><em>American</em> <em>Tabloid</em> e <em>Sei pezzi da mille</em>, Simone Sarasso ha regalato un cammeo all’indimenticabile antieroe ellroyano Pete Bondurant) </span>e Giuseppe Genna (alcuni brani dal forte impatto visivo ricordano l’avvio di <em>Grande Madre Rossa</em>) &#8211; che miscela titoli di giornale, intercettazioni ambientali, surreali dialoghi tarantiniani, influenze fumettistiche e pulp, suggestioni cinematografiche e televisive (l’autore ha recentemente dichiarato, in un’intervista leggibile <a href="http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=4018">qui</a>, di essere stato seriamente influenzato dai nuovi serial americani…).</p>
<p>Il risultato? Un oggetto narrativo complesso, polimorfo, interessante, pieno di ritmo, convincente; un romanzo in grado di riconciliare con la letteratura di genere anche i lettori più ostili.</p>
<p class="MsoNormal">_____________________________________</p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Confine di Stato</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Simone Sarasso</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 414</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Marsilio</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 18,00</em></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugarpulp.it/critica/confine-di-stato/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il lato oscuro dell&#8217;anima</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/il-lato-oscuro-dell-anima</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/critica/il-lato-oscuro-dell-anima#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Big Joe]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Blackwood]]></category>
		<category><![CDATA[Chevrolet Impala]]></category>
		<category><![CDATA[Clyde Edson]]></category>
		<category><![CDATA[Dio del rasoio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fulio Bragoni]]></category>
		<category><![CDATA[fucile a pompa]]></category>
		<category><![CDATA[Galveston]]></category>
		<category><![CDATA[Il lato oscuro dell'anima]]></category>
		<category><![CDATA[Interstate 59]]></category>
		<category><![CDATA[Montgomery Jones]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=1295</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/big-joe" rel="tag">Big Joe</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/brian-blackwood" rel="tag">Brian Blackwood</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/chevrolet-impala" rel="tag">Chevrolet Impala</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/clyde-edson" rel="tag">Clyde Edson</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dio-del-rasoio" rel="tag">Dio del rasoio</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fabrizio-fulio-bragoni" rel="tag">Fabrizio Fulio Bragoni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fucile-a-pompa" rel="tag">fucile a pompa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/galveston" rel="tag">Galveston</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/il-lato-oscuro-dellanima" rel="tag">Il lato oscuro dell'anima</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/interstate-59" rel="tag">Interstate 59</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/montgomery-jones" rel="tag">Montgomery Jones</a></p>Montgomery Jones, tranquillo borghese di Galveston, Texas, non sa più cosa fare: da quando sua moglie Becky, professoressa del liceo, è stata aggredita e violentata da una gang di ex-allievi, i rapporti tra loro sono diventati impossibili. Sembra che la donna non abbia più nessuna fiducia in lui e, come se non bastasse, è scossa da terribili incubi di intensità crescente. Neppure il suicidio in carcere del capobanda, il temibile Clyde Edson, è riuscito a darle sollievo ... <a href="http://sugarpulp.it/critica/il-lato-oscuro-dell-anima">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/il-lato-oscuro-dell-anima' title='Il lato oscuro dell'anima'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_lato.gif" rel="lightbox[1295]" title="&quot;Il lato oscuro dell'anima&quot; di Joe R. Lansdale"><img class="alignleft size-medium wp-image-1389" title="&quot;Il lato oscuro dell'anima&quot; di Joe R. Lansdale" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_lato-136x214.gif" alt="&quot;Il lato oscuro dell'anima&quot; di Joe R. Lansdale" width="136" height="214" /></a><br />
Montgomery Jones, tranquillo borghese di Galveston, Texas, non sa più cosa fare: da quando sua moglie Becky, professoressa del liceo, è stata aggredita e violentata da una gang di ex-allievi, i rapporti tra loro sono diventati impossibili. Sembra che la donna non abbia più nessuna fiducia in lui e, come se non bastasse, è scossa da terribili incubi di intensità crescente.</p>
<p style="text-align: justify;">Neppure il suicidio in carcere del capobanda, il temibile Clyde Edson, è riuscito a darle sollievo. Se vuole salvare la sanità di sua moglie e il suo matrimonio, Montgomery non ha scelta: deve seguire il consiglio dell’amico psichiatra Dean, e allontanare la donna da Galveston e dall’appartamento dove è avvenuto il fatto.<span id="more-1295"></span> Caricata Becky sul sedile posteriore della sua Volkswagen Golf, parte allora alla volta di Minnanette, una sperduta cittadina di circa 500 anime, con l’intenzione di passare qualche giorno in una isolata e tranquilla casa di campagna. Non sospetta che una Chevrolet Impala del ’66 &#8211; un’auto nera come la notte e minacciosa come uno squalo &#8211; con a bordo i membri della gang, stia già divorando l’interstate 59 alle sue spalle. E, purtroppo, nessun luogo è abbastanza isolato per sottrarre i coniugi Jones alla ferocia di Brian Blackwood, nuovo capobanda, deciso a vendicare la morte dell’amico Clyde…</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto nel 1987 da un autore già abilissimo nella fabbricazione di intrecci “ad orologeria” <em>Il lato oscuro dell’anima</em> innesta modi e tecniche dell’horror cinematografico su un canovaccio da <em>action-thriller</em> e <em>noir</em> traboccante di riferimenti ai classici del genere (uno su tutti, quello al compianto maestro James Crumley e al suo <em>L’ultimo vero bacio</em>: a p. 88, Blackwood parla, infatti, prendendo a prestito il nome della più nota protagonista crumleyana, di una certa “Betty Sue Flowers”), operando un’inusuale, ma sicura sintesi di <em>L’esorcista</em> e <em>Cane di paglia</em>, <em>Christine la macchina infernale</em> e <em>Coraggio Fatti ammazzare</em>, <em>Hellraiser</em>, <em>Pat Garrett &amp; Billy The Kid</em> e <em>Gioventù bruciata</em>. Eccezionale la figura del “dio del rasoio” per metà forza demoniaca-naturale, nume tutelare degli adepti di una neopagana religione del coltello, per metà presenza diabolica cristiana (ma nel senso manicheo tipico degli americani del sud) da esorcizzare a colpi di fucile a pompa.</p>
<p style="text-align: justify;">Avvincente, stilisticamente godibile e tematicamente interessante (il romanzo è costruito su quell’opposizione strettamente americana tra “pacifismo legalista” e “legittimità dell’autodifesa”, “comprensione socio-psicologica” e “naturale inclinazione alla vendetta” che è poi una delle alternative tipiche del noir moderno), <em>Il lato oscuro dell’anima</em> è una piccola gemma all’interno di una produzione vastissima, ma di qualità sempre (o quasi) molto alta.</p>
<hr />
<ul>
<li>Titolo: <em>Il lato oscuro dell’anima</em></li>
<li>Autore: <em>Joe R. Lansdale</em></li>
<li>Pagine: <em>269</em></li>
<li>Casa Editrice: <em>Fanucci</em></li>
<li>Prezzo: <em>Euro 8,90</em></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugarpulp.it/critica/il-lato-oscuro-dell-anima/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

