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	<title>Sugarpulp.it &#187; Fanucci</title>
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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>Piccoli Crimini</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/crime" rel="tag">Crime</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dave-zeltserman" rel="tag">Dave Zeltserman</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/piccoli-crimini" rel="tag">piccoli crimini</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>Diciamo da subito che a Fanucci va riconosciuto grande coraggio e capacità di rischiare. La casa romana pubblica da sempre, e a volte assumendosi dei gran bei rischi in termini di vendite, molti degli autori che qui a Sugarpulp siamo &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/piccoli-crimini">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/piccoli-crimini' title='Piccoli Crimini'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-3536" style="margin: 5px; border: black 1px solid;" title="9788834715635g" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2010/02/9788834715635g.jpg" alt="9788834715635g" width="185" height="303" />Diciamo da subito che a Fanucci va riconosciuto grande coraggio e capacità di rischiare. La casa romana pubblica da sempre, e a volte assumendosi dei gran bei rischi in termini di vendite, molti degli autori che qui a Sugarpulp siamo pronti ad applaudire, non per piaggeria o manie personali, ma semplicemente perché sono scrittori i cui nomi sono entrati ormai da tempo nelle prime file della new wave della crime fiction americana. Che poi sempre più spesso è <strong>una crime fiction che profuma di crossove</strong>r. Potremmo citare Charlie Huston e Daniel Woodrell giusto per fare i primi due nomi che vengono in mente e a quel punto andarcene tutti a casa. Ma oggi parliamo di <strong>Dave Zeltserman</strong> e del suo fantastico<a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017"> “Piccoli crimini”.</a><br />
Autore dal talento micidiale, andatevi a rileggere <a href="http://sugarpulp.it/critica/libri/l-occhio-privato-di-denver">la recensione firmata da Giacomo Brunoro de “L’occhio privato di Denver” (Meridiano Zero)</a> please, Dave Zeltserman somiglia molto alla reincarnazione di Jim Thompson. Per quel suo amore verso storie nere aperte in due da un sorriso gocciolante sangue. <strong>Per un umorismo cupo che puzza di morte, per essere capace di tratteggiare personaggi anticonvenzionali e in perenne trasformazione mentre si dirigono verso il baratro in modo del tutto consapevole.</strong> Che poi è l’essenza del noir: quel senso di ineluttabile e di mortalmente affascinante che attrae il perdente nel ventre del precipizio.</p>
<p><span id="more-3535"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, Zeltserman in questo è un maestro e non dev’essere un caso se Serpent’s Tail, l’editore di Derek Raymond ok?, gli ha commissionato una trilogia di storie su ex galeotti che usciti di prigione cercano di ricostruirsi un’esistenza e finiscono, dopo nemmeno un minuto, a nufragare nel mare nero del proprio passato. Di questa trilogia, che continuerà con “Pariah” e “Killer” – a proposito speriamo che Fanucci pubblichi anche quelli – <a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">“Piccoli crimini”</a> rappresenta appunto il primo episodio.<br />
Facciamo così la conoscenza di Joe Denton, ex poliziotto corrotto finito in galera per aver tentato di uccidere e sfigurato con tredici coltellate al volto Phil Coackley, procuratore distrettuale della contea di Bradley nel Vermont.<br />
L’uscita dal carcere rappresenterà per Denton l’inizio di un nuovo calvario. Perché lo sceriffo Dan Pleasant gli chiederà di far fuori Phil Coackley o in alternativa, Manny Vassey, boss della mala locale, malato terminale di cancro che, nel tentativo di guadagnarsi il Paradiso con un ravvedimento in punto di morte, minaccia di spifferare al procuratore gli sporchi affari portati avanti dalla polizia di Bradley.<br />
<strong>Perciò Joe Denton è fra l’incudine e il martello: in tre giorni deve decidere a chi chiudere la bocca e contemporanemaente deve attuare il progetto, pena il ritorno immediato in galera.</strong><br />
E in questo vicolo cieco Zeltserman ambienta una storia che è <strong>una trappola per topi</strong>. Ritmo al cardiopalma e deviazioni deliranti e sgangherate svelano un po’ alla volta una raffinatezza di scrittura e una conoscenza della materia del noir più classico davvero di prim’ordine e <a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">“Piccoli crimini”</a> si manifesta per quello che è: un grandissimo romanzo crime, confezionato in modo originale che sembra mescolare in una miscela bastarda e avvelenata Elmore Leonard e l’Ellroy più duro e spietato.<br />
L’uso magistrale della prima persona nella narrazione, gli scarti improvvisi a livello emozionale del protagonista che regalano un lato dark e dannato alla storia, <strong>una visione filmica da steady cam in cui i personaggi paiono essere seguiti dall’autore come in un film girato in 8 mm, la fotografia sgranata e pulp della penna di Zeltserman sono altrettante stilettate di classe</strong> che rappresentano il valore aggiunto di <a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">“Piccoli crimini”.</a><br />
Un modo di scrivere, quello dell’autore di Boston, che regala una nuova affascinante voce al panorama del crime americano ora disponibile anche per i lettori italiani. Naturalmente, grazie all’ottima traduzione di Olivia Crosio. A proposito: lo sapevate che i libri non si traducono da soli?… Eh eh!<br />
Consiglio: compratevi questo libro, sono pronto a scommettere che se amate Sugarpulp, <a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">“Piccoli crimini”</a> vi piacerà parecchio.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo: </strong><a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">Piccoli Crimini</a></em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:<a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Fitzek+Sebastian-shelf_BIT-Fitzek+Sebastian-p_1.html?a=312017"> </a></em><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Zeltserman+Dave-shelf_BIT-Zeltserman+Dave-p_1.html?a=312017">Dave Zeltserman</a></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 264</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Fanucci</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 16.00</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-piccoli_crimini_zeltserman_dave_fanucci-9788834715635.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Intervista a Luca Conti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 14:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/charles-willeford" rel="tag">Charles Willeford</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi" rel="tag">Einaudi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elmore-leonard" rel="tag">Elmore Leonard</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-lee-burke" rel="tag">James Lee Burke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-sallis" rel="tag">James Sallis</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-r-lansdale" rel="tag">Joe R. Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/traduzione-letteraria" rel="tag">Traduzione Letteraria</a></p>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale. A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo... <a href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-luca-conti">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-luca-conti' title='Intervista a Luca Conti'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1704" title="luca-conti" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/luca-conti-160x106.jpg" alt="luca-conti" width="160" height="106" /><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><span>Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale.<span id="more-1703"></span> A lui si devono le versioni in lingua italiana di tanti maestri del genere che amiamo, perciò avere un parere di Luca e conoscere le impressioni che ha maturato dopo tanti anni di lavoro in questo mondo sono elementi imprescindibili per capire e carpire molte cose, fra queste alcune peculiarità degli stili degli scrittori e succose anticipazioni su quello che arriverà sulle “nostre tavole”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Siamo davvero felici che Luca abbia accettato questa nostra intervista preparata a quattro mani, perciò ora bando alle ciance e dateci dentro, besos…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>L’INTERVISTA</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come hai iniziato questa attività? Quali studi hai fatto, come ti sei proposto agli editori, quali sono stati i tuoi esordi nel campo della traduzione letteraria?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Sono evidentemente nato con una misteriosa passione per la parola scritta. Ho imparato a leggere e scrivere molto presto, a tre anni, ossessionato dalle lezioni televisive del maestro Manzi. E parallelamente all&#8217;italiano ho imparato anche l&#8217;inglese, grazie a un corso di lingue acquistato da mio padre ma da lui inutilizzato e che era del tutto privo di figure, basandosi invece su pagine e pagine di testo in italiano con la traduzione a fronte. Quindi, nel mio caso, si tratta proprio di <em>imprinting</em></span><span>. Penso e scrivo indifferentemente in due lingue fin dall&#8217;infanzia, e mi resta del tutto naturale. Poi ci sono stati normalissimi studi superiori e universitari, ma la passione per il tradurre è rimasta la stessa di 44 anni fa. In realtà, poi, fino al 2000 ho fatto tutt&#8217;altre cose; solo nel 2000, parlando con Luigi Bernardi &#8211; che all&#8217;epoca dirigeva Stile Libero Noir &#8211; è saltato fuori che Einaudi aveva acquistato i diritti di &#8220;Run&#8221; di Douglas Winter, romanzo che avevo letto in originale mesi addietro trovandolo fantastico. Allora, in maniera del tutto sconsiderata, gli ho chiesto se potevo provare a tradurlo io, e lui ha detto di sì. L&#8217;ho tradotto, è piaciuto, è stato pubblicato e da allora non ho più smesso. Bernardi ha tanti meriti, non ultimo quello di essere un grande talent-scout.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel tuo mestiere?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Il mal di schiena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Prima di iniziare un lavoro di traduzione, ritieni che sia importante conoscere personalmente l&#8217;autore e parlare direttamente con lui? A tale proposito, ci puoi raccontare un aneddoto su un incontro in particolare?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: justify;">
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">No, non necessariamente. Ho conosciuto di persona quasi tutti gli autori che traduco ma, salvo rari casi, li conoscevo benissimo già prima, attraverso i loro romanzi. Chi mi è dispiaciuto non aver mai incontrato è Charles Willeford, che però è morto nel 1988 e io, all&#8217;epoca, facevo un altro mestiere.<img class="alignright size-medium wp-image-1705" title="hot-kid" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/hot-kid-140x214.jpg" alt="hot-kid" width="140" height="214" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Dicci chi, tra gli autori da te tradotti, è più “facile” degli altri e chi più “difficile.”</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il più difficile di tutti, in assoluto, è Elmore Leonard, ma anche James Sallis non scherza. Leonard, in realtà, non è difficile tanto da tradurre quanto da &#8220;far funzionare bene&#8221; in italiano. Certe volte siamo al limite dell&#8217;intraducibilità. Chi mi rimane più facile è James Crumley, ma perché ormai mi sono immedesimato a tal punto nel suo modo di scrivere che so sempre in anticipo dove andrà a parare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Come ti rapporti di fronte ad un uso massiccio dello slang?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Così bene che spesso mi dispiace quando non c&#8217;è&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto guadagna un traduttore?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Di sicuro assai meno di quanto dovrebbe, visti l&#8217;impegno e la fatica. Io non mi lamento, ma è anche vero che per raggiungere un reddito decoroso si è costretti a lavorare come matti, dimenticandosi di orari e di fine settimana, di vacanze estive e quant&#8217;altro.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto tempo impieghi, mediamente, per tradurre un romanzo di circa 250 pagine?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Circa un mese, ma so di essere un&#8217;eccezione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è stata la tua prima traduzione ufficiale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Un grosso volume sulla storia del jazz, per un editore che non mi ha mai pagato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa ti piace della lingua di James Lee Burke?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La sua capacità ipnotica.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Come si svolge un lavoro di traduzione in coppia o in equipe? Ci si divide il lavoro per numero di pagine? Ognuno si occupa di qualche aspetto in particolare (chi dei dialoghi, chi delle sequenze narrative, chi descrittive)? Oppure è un lavoro di brain storming collettivo?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Ho sperimentato tutte le possibili soluzioni. Tutte hanno vantaggi e svantaggi. Alla fine, però, torno sempre volentieri alle traduzioni «in solitaria».</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1706" title="sotto-un-cielo-cremisi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/sotto-un-cielo-cremisi-133x214.jpg" alt="sotto-un-cielo-cremisi" width="133" height="214" />Tu hai tradotto per Einaudi Stile Libero-Big una raccolta di racconti di Lansdale molto particolare, eterogenea e variegata, parliamo de “In un tempo freddo e oscuro”, e proprio per queste caratteristiche non crediamo sia stato un lavoro facile. Ce ne vuoi parlare? </strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">In realtà lo ricordo come un lavoro assai semplice, ma è pur vero che la lingua e lo stile di Lansdale mi restano molto congeniali. Devo anche dire che mi piace moltissimo tradurre racconti, ed è un peccato che l&#8217;editoria italiana li consideri un genere a rischio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo approccio ad un romanzo da tradurre? Spiegaci il tuo metodo di lavoro.</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Il mio approccio è banalissimo. Traduco tutto il libro e lo rivedo solo al termine, senza tappe intermedie. Preferisco rileggerlo tutto intero, non man mano che vado avanti nella traduzione.<strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo scrittore preferito e perché?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Charles Willeford. Perché? Perché mi ha impedito di diventare uno scrittore. I romanzi che avrei voluto scrivere li aveva già scritti tutti lui.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Al di là delle storie e dei contenuti, qual è, secondo te, la “cifra” linguistica di Elmore Leonard, quella che lega “Tutti i racconti western”, “The Big Bounce” e “Hot Kid”?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Raccontare una storia come se l&#8217;autore non esistesse. Farla uscire tutta dal dialogo e dalle azioni dei personaggi. Da lettore, se c&#8217;è una cosa che mi infastidisce non poco è il continuo intervento di un autore nella storia. Non sopporto quei romanzi il cui autore deve sempre spiegare al lettore cosa sta succedendo, fin nei minimi dettagli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Qual è il tuo personaggio preferito di Lansdale?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Bob il dinosauro, che quando torna da Disneyland comincia a farsi le canne.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Se tu fossi un personaggio di Leonard, quale saresti?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Jack Foley di “Out of Sight”<em> </em></span><span>e del nuovo “Road Dogs”, soprattutto perché non mi sarebbe dispiaciuto essere George Clooney&#8230;</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Fra i molti autori importanti che hai tradotto ci piace ricordare James Sallis, uno scrittore a cui crediamo tu possa essere molto legato visto che per Giano hai tradotto sette suoi romanzi. Come definiresti Sallis: un innovatore o un reazionario del noir? Insomma secondo te ha apportato delle novità al genere o è invece assolutamente classico?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è un eversore del noir. E&#8217; un autore che conosce benissimo le regole del genere e, proprio per questo, non si fa alcuno scrupolo nel violarle tranquillamente.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Sempre a proposito di Sallis, colpisce di uno come lui la sua capacità di “frequentare” e “sperimentare” forme narrative diverse: dalla critica musicale alla scrittura di biografie, come quella dedicata a Chester Himes, e poi naturalmente i romanzi. Come “entrano” secondo te queste sue diverse cifre nelle sue storie?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Sallis è tutte queste cose e altre ancora, tutte assieme. Toglierne anche solo una impedisce di apprezzare le altre. L&#8217;arte di Sallis è data dalla somma di tutti questi fattori, e non c&#8217;è distinzione tra romanzi, racconti, poesie, critica musicale, biografie.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Qual è la differenza secondo te fra il Turner de “Il bosco morto” di Sallis e il Robicheaux di “Sunset Limited” o “Swan Peak” di Burke?<img class="alignright size-medium wp-image-1707" title="il-bosco-morto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-bosco-morto-134x214.jpg" alt="il-bosco-morto" width="134" height="214" /><br />
</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">La morale cattolica e, soprattutto, il senso di colpa, che in Burke è sempre determinante, nel bene e nel male.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Recentemente è mancato uno dei grandi del genere, parliamo di James Crumley, uno che ha influenzato intere generazioni di autori. Ci parli di due romanzi chiave come “La terra della menzogna” e “Il caso sbagliato” da te tradotti per Einaudi. Perché secondo te Crumley è stato così importante per il noir americano?</strong></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Perché ha portato Chandler alle estreme conseguenze e non ha avuto paura di riscriverne i romanzi, smitizzando la figura del detective senza macchia e senza paura.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>James Crumley diceva che “lo scrittore mediocre copia mentre quello bravo ruba”. Quanto conta leggere e studiare i classici del genere per acquisire gli strumenti per diventare un autore, insomma quanto conta il mestiere e quanto il talento?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Tutti gli autori di cui abbiamo parlato avevano (e hanno) uno smisurato talento, ma anche un mestiere acquisito con gli anni. Crumley ha pubblicato relativamente poco, ma ha scritto e gettato via almeno dieci volte tanto. Leonard è nato con uno straordinario talento di <em>storyteller</em></span><span>, ma l&#8217;ha affinato con un duro lavoro quotidiano che continua tutt&#8217;oggi, alla bella età di 84 anni.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Victor Gischler, Patrick Quinlan, Duane Swierczynski, Charlie Huston: sono loro la new wave del noir americano?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Direi di sì, aggiungendo per esempio il Charlie Newton di “Calumet City”<em> </em></span><span>e il Will Beall di<em> </em></span><span>“L.A. Rex”, più molti altri che ancora devono dimostrare la tenuta sulla lunga distanza.<strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1708" title="il-caso-sbagliato" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/il-caso-sbagliato-139x214.jpg" alt="il-caso-sbagliato" width="139" height="214" />Quali sono le tue prossime traduzioni in uscita? Facci qualche anticipazione…</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">“Vedi di non morire” di Josh Bazell e “Killshot” di Elmore Leonard (entrambi per Stile Libero), “City Hall” di Robert Rotenberg (Giano) e “Swan Peak” di James Lee Burke (Fanucci). Poi, c&#8217;è molto altro in pentola, a cominciare dalla nuova edizione di “Corri uomo corri” di Chester Himes (Meridiano Zero).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>La <em>next big thing</em></strong></span><span><strong> in Italia per il noir secondo Luca Conti?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli autori? Josh Bazell, senza alcun dubbio. Se il suo secondo romanzo sarà al livello del primo, credo che Bazell possa marchiare a fuoco i prossimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Fra poco Joe Lansdale sarà in Italia per presentare il nuovo romanzo “Sotto un cielo cremisi” in uscita per Fanucci. Traduzione di Luca Conti, <em>of course</em></strong></span><span><strong>. Com’è questa nuova avventura di Hap e Leonard?</strong></span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">Secondo me &#8211; e qui parlo da lettore &#8211; una delle migliori. &#8220;Capitani oltraggiosi&#8221; mi aveva deluso un po&#8217;. Questa, invece, è scoppiettante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong>Speriamo che Sugarpulp ti piaccia, che idea te ne sei fatto?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La vedo come un&#8217;iniziativa importante, soprattutto se avrete la tenacia di resistere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span> <img class="noframe aligncenter" title="Matteo Righetto e Matteo Strukul" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2008/12/firme.jpg" alt="Matteo Righetto e Matteo Strukul" width="472" height="55" /></span></p>
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		<title>Intervista a James Lee Burke</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 23:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bluecollar" rel="tag">bluecollar</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dave-robicheaux" rel="tag">Dave Robicheaux</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/edgar-award" rel="tag">Edgar Award</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-lee-burke" rel="tag">James Lee Burke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/lurlo-del-vento" rel="tag">L'urlo del vento</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-ballata-di-jolie-blon" rel="tag">La ballata di Jolie Blon</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/louisiana" rel="tag">Louisiana</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/new-iberia" rel="tag">New Iberia</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/new-orleans" rel="tag">New Orleans</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pioggia-al-neon" rel="tag">Pioggia al neon</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/rick-de-marinis" rel="tag">Rick De Marinis</a></p>Il sud degli States ha sempre avuto una straordinaria schiera di affascinanti cantori e James Lee Burke, che di quel deep south è custode e cultore integerrimo, è solo uno dei talenti emersi negli ultimi dieci anni nel mercato italiano, se è vero che al suo fianco non possono non venire a mente, fra gli altri, anche Cormack McCarthy, Joe R. Lansdale, Daniel Woodrell, e James Sallis... <a href="http://sugarpulp.it/interviste/autori/intervista-a-james-lee-burke">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/autori/intervista-a-james-lee-burke' title='Intervista a James Lee Burke'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/james-lee-burke1.jpg" rel="lightbox[1006]" title="James Lee Burke"><img class="alignleft size-full wp-image-1008" title="James Lee Burke" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/james-lee-burke1.jpg" alt="James Lee Burke" width="200" height="245" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il sud degli States ha sempre avuto una straordinaria schiera di affascinanti cantori e James Lee Burke, che di quel deep south è custode e cultore integerrimo, è solo uno dei talenti emersi negli ultimi dieci anni nel mercato italiano, se è vero che al suo fianco non possono non venire a mente, fra gli altri, anche Cormack McCarthy, Joe R. Lansdale, Daniel Woodrell, e James Sallis<span id="more-1006"></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Houston, Texas, nel 1936, Burke non è certo un accademico nel senso ortodosso del termine: ha infatti lavorato nell&#8217;industria petrolifera e poi come giornalista ed impiegato all&#8217;ufficio di collocamento in Louisiana, è stato quindi professore di College nel Kentucky e successivamente assistente sociale a Los Angeles, senza che tutto questo gli impedisse di prendere una laurea in Letteratura Inglese presso la University of Missouri nel 1960.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure tutto questo girovagare non lo ha distolto dal suo grande amore per la Louisiana ed il Texas, che poi, guarda caso, sono i due Stati in cui vengono ambientati i cicli di avventure dei suoi due personaggi di maggior successo, quelli che gli hanno permesso di scalare le classifiche di mezzo mondo e di vincere ben due Edgar Awards. Parliamo naturalmente del detective cajun Dave Robicheaux e l&#8217;avvocato texano Billy Bob Holland. Autore superbo, definito da Jonathan Kellerman &#8220;il Faulkner della Crime Fiction&#8221;, ma i riferimenti possibili sarebbero infiniti, da Flannery O&#8217;Connor a Erskine Caldwell tanto per nominarne un paio, James Lee Burke è uno di quegli scrittori in grado di rivoluzionare il concetto di noir, riuscendo a fondere i tratti caratteristici del genere con il lirismo vibrante della letteratura del sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, anche a causa del suo vissuto, Burke è, a dispetto delle etichette e delle categorie di scrittore di noir doc pure certamente utili sotto il profilo divulgativo-informativo, anche e soprattutto autore di romanzi sociali. Nei suoi libri il detective Dave Robicheaux è un ex agente della squadra omicidi di New Orleans, a cui hanno ucciso la moglie, che ha deciso di ritirarsi in un angolo appartato sul bayou Teche a vendere esche e a fare l’aiuto sceriffo prima e l’investigatore privato poi a New Iberia. Disilluso senza essere rassegnato, cinico ma non spietato, Robicheaux è la figura perfetta per Burke, il deus ex machina che gli consente di mettere in vetrina i complicati intrecci della società del sud, incrociando politica con corruzione e sete di denaro, aristocrazia e potere, rabbia e sopruso, evitando, peraltro, nel modo più assoluto di &#8220;pennellare&#8221; personaggi a senso unico ma anzi proponendo caratterizzazioni quanto mai complesse e sfaccettate, in grado di affascinare i lettori proprio perché rifuggono in ogni modo semplificazioni manichee di sorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Onore a Meridiano Zero prima e a Fanucci poi, quindi, case editrici attente che hanno pensato bene di pubblicare i libri di James Lee Burke (dopo l&#8217;abbandono da parte di Baldini Castoldi e Dalai) acquistandone di recente i diritti e, così facendo, permettendo che uno dei massimi scrittori americani contemporanei giungesse finalmente fino a noi.</p>
<h1><span style="font-size: large;">L’INTERVISTA</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come e quando hai deciso di cominciare il ciclo dei romanzi di James Lee Burke?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu un periodo della mia vita durante il quale non riuscivo più a pubblicare un romanzo in hardcover (l’edizione rilegata).Quel periodo durò qualcosa come tredici anni. Un mio caro amico e ottimo scrittore &#8211; Rick Demarinis – mi suggerì di tentare con un hard boiled. Quando terminai di scrivere il libro, tre importanti case editrici newyorchesi fecero un’offerta. Ricordo perfettamente che quasi svenni per l’emozione.</p>
<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_pioggianeon.jpg" rel="lightbox[1006]" title="&quot;Pioggia al neon&quot; di James Lee Burke"><img class="alignright size-medium wp-image-1071" title="&quot;Pioggia al neon&quot; di James Lee Burke" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_pioggianeon-153x214.jpg" alt="&quot;Pioggia al neon&quot; di James Lee Burke" width="153" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Pioggia al Neon”, pubblicato da Meridiano Zero in Italia è il primo romanzo dedicato a Dave Robicheaux. Che cosa rappresenta per te questo libro dopo vent’anni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre stato molto fiero di questo libro. Venne scritto prima che cominciasse la Guerra del Golfo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ti ha suggerito un titolo come questo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta è legata alla straordinaria bellezza di New Orleans durante una giornata di pioggia, in modo particolare perché a causa dele tante insegne sembra che l’intera città scintilli di tanti neon colorati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come descriveresti in breve “Pioggia al neon”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Direi che è una storia che mescola i temi del traffico d’armi in America Centrale con le politiche sottobanco dell’amministrazione Reagan impegnata a intessere relazioni d’affari con i cartelli della droga e delle armi e a garantirsi l’appoggio da parte di frange della destra estrema fra gli squadroni della morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dave Robicheaux è un detective <em>cajun</em></strong><strong>. Chi erano i Cajun?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono i discendenti dei c.d. Acadiani o Acadienne, popolazioni canadesi che vennero espulse dagli Inglesi nel 1755, i quali deportarono queste persone dalla Nuova Scozia fino alle paludi malsane della Louisiana perché lì crepassero come mosche a causa del clima micidiale.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Vorrei che mi parlassi del personaggio di Dave Robicheaux. Qualche volta incarna perfettamente l’eroe buono, altre volte somiglia da vicino a un “cattivo tenente: che tipo di uomo è?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rappresenta il prototipo del cavaliere bluecollar (blue collar, letteralmente colletto blu, parola del gergo americano per definire gli operai a causa delle tute blu che indossano ndr) errante. Ha tutte le virtù che la maggior parte delle persone ammira e vorrebbe avere: coraggio, senso dell’onore, sincerità, grande pazienza e capacità di accettazione. Ultima qualità, ma non meno importante delle altre anzi, Dave Robicheaux cerca di dar voce a tutti coloro che non ne hanno alcuna, che poi di solito sono i più deboli, gli ultimi della società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai vinto due Edgar Award (l’Edgar Award è il più importante premio della letteratura noir al mondo ndr): mi dici due parole a prosposito di quell’esperienza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È stato un grandissimo onore. I due romanzi che sono stati premiati &#8211; &#8220;Cimarron Rose&#8221; e &#8220;Black Cherry Blues&#8221; – sono i migliori che abbia mai scritto, credo.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Soprattutto nel ciclo delle storie dedicato a Dave Robicheaux, la natura della Louisiana non costituisce solo un fondale, un’ambientazione ma è piuttosto una parte essenziale della storia, un personaggio vero e proprio che ne pensi? Sei d’accordo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso che il motivo di una simile scelta sia legata agli scrittori che hanno certamente influenzato il mio stile, autori naturalisti come John Steinbeck, James T. Farrell e John Dos Passos. Secondo me luoghi e ambientazione sono personaggi chiave di un romanzo. Aggiungi che fra coloro che ammiro vanno inseriti i nomi di almeno tre grandi cantori del Sud come Erskine Caldwell, William Faulkner e Tennessee Williams e il quadro complessivo è ancora più chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di ricerche conduci per scrivere i tuoi romanzi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Davvero niente di particolare. Tendenzialmente cerco di curare i dettagli, verifico le date, insomma quel genere di piccole verifiche che si fanno per avere una corretta sequenza cronologica, ma non ho mai condotto quella che potremmo seriamente definire una ricerca su un determinato tema o storia per poi scrivere un libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1019" title="lurlo-del-vento" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/lurlo-del-vento.jpeg" alt="lurlo-del-vento" />Abbastanza recentemente hai scritto un racconto intitolato “Jesus out to Sea”, ancora inedito in Italia, e un romanzo “L’urlo del vento”, pubblicato da Fanucci, che fotografano la tragedia dell’uragano Katrina. La domanda è: come potrà rinascere New Orleans dopo quello che è accaduto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo di essere in grado di rispondere a questa domanda. Come dici giustamente tu la distruzione di New Orleans ha un solo nome: tragedia. Nel bene e nel male, penso proprio che la vecchia Louisiana sia andata perduta per sempre.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Anche il blues ha un ruolo importante nei tuoi romanzi, soprattutto in alcuni dedicati a Dave Robicheaux come ad esempio “La ballata di Jolie Blon” uscito per Meridiano Zero. Puoi dirmi due parole sul ruolo che ha la musica nei tuoi libri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre suonato la chitarra ogni giorno della mia vita negli ultimi quarantasei anni e non ho mai fatto significativi miglioramenti. Qualsiasi cosa io suoni, sento porte di casa che si chiudono. Non so esattamente cosa significhi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di scrittori ami leggere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Solamente quelli molto bravi. Se vuoi imparare a scrivere davvero devi leggere solo buoni autori e non leggerne mai, nemmeno uno, di mediocre. Fra questi ultimi includerei quelli melensi, quelli ignoranti e quelli che si sputtanano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A quale progetto stai lavorando in questi giorni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al nuovo romanzo che ho appena pubblicato: &#8220;Swan Peak.&#8221; Anche questo è dedicato a Dave Robicheaux ma questa volta ho deciso di spostare l’azione nel Montana.</p>
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