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	<title>Sugarpulp.it &#187; Horace McCoy</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Un sudario non ha tasche</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/horace-mccoy" rel="tag">Horace McCoy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/luca-conti" rel="tag">Luca Conti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/terre-di-mezzo" rel="tag">Terre di Mezzo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/un-sudario-non-ha-tasche" rel="tag">Un sudario non ha tasche</a></p>A quanto pare non sai molto di quel che succede, in questo tuo grande regno della libertà” [pag.153] dice, verso la fine del romanzo, Myra, la segretaria del protagonista Mike Dolan, un idealista giornalista d’assalto. In effetti sono gli interi Stati Uniti d’America ad uscirne a pezzi dallo strepitoso romanzo di Horace McCoy del 1937, [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/un-sudario-non-ha-tasche' title='Un sudario non ha tasche'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2485" title="Horace McCoy" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/09/Horace-McCoy1-143x214.jpg" alt="Horace McCoy" width="143" height="214" /></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare non sai molto di quel che succede, in questo tuo grande regno della libertà” [pag.153] dice, verso la fine del romanzo, Myra, la segretaria del protagonista Mike Dolan, un idealista giornalista d’assalto.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti sono gli interi Stati Uniti d’America ad uscirne a pezzi dallo strepitoso romanzo di Horace McCoy del 1937, “Un sudario non ha tasche”. Parliamoci chiaro: tutto il mondo è paese e da nessuna parte il potente di turno, il prepotente panzone, che sia un sindaco oppure un geometra arrembante, ama che si parli troppo di lui e, a maggior ragione, che si vada a scoperchiare il vaso di Pandora che nasconde sotto il tappeto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non ci stupiamo troppo del nostro Paese o di qualche “democrazia” sudamericana, tendiamo troppo spesso a idealizzare quel “grande regno della libertà” che ci pare essere l’America. Già, l’America.<span id="more-2481"></span> Ma lo sbaglio è nostro e solo nostro, perché ci ostiniamo a declinare al singolare un qualcosa che invece è per definizione plurale, variabile, polimorfo. Cos’è l’America? È il primo emendamento alla Costituzione, quello che prevede che “Il Congresso non potrà porre in essere leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione o per proibirne il libero culto, o per limitare la libertà di parola o di stampa o il diritto dei cittadini di riunirsi in forma pacifica e d’inoltrare petizioni al governo per la riparazione di ingiustizie” oppure è quella descritta da Horace McCoy, quella degli William Randolph Hearst, il magnate della carta stampata che nel 1898 gioca un ruolo fondamentale nello scoppio della guerra tra Usa e Spagna per Cuba, quello che sotterrando ogni parvenza di neutralità afferma perentorio: «Fornitemi le fotografie e io vi fornirò la guerra».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Usa sono entrambe le cose, una enorme ed eterna contraddizione, sono contemporaneamente la patria del liberalismo più compiuto e l’ultima grande nazione schiavista, l’esportatore di libertà e di democrazia che, però, ancora negli anni ’60 ha posti riservati ai neri sui bus. È questa seconda America, potremmo definirla “the dark side of America”, ad essere raccontata in questo piccolo e misconosciuto gioiello di McCoy, in questo racconto che oscilla continuamente tra fiction e autobiografia, ma che come pochi ci racconta la Storia, quella fatta nelle strade e nella monotona e feroce quotidianità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolan è un perdente e le sue battaglie sono senza speranza, perché “sono tutte cose di dominio pubblico […], ogni città ha la stessa dose di problemi da affrontare. Fa parte del sistema, e tutti lo sanno. Se intendi soltanto sfiorare queste faccende vuol dire che hai proprio perso la testa” [pag. 49]. Sguazziamo nella merda e ci va bene così, è più comodo così e così fan tutti, “quel che succede a Colton capita in ogni città degli Stati Uniti. Le tangenti, la corruzione, l’ipocrisia, il patriottismo fasullo, è roba che si trova dovunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Colton è un tipico esempio, un simbolo di questo marciume. Mettiamo che tu riesca a fermare questa faccenda del Klan o dei Crociati, quel che è. Mettiamo che tu riesca a farla finire proprio qui a Colton […], mettiamo che tu riesca a stroncare la loro attività qui a Colton. E il resto del Paese? Fin quando non riesci ad arrivare al cuore del problema, non servirà proprio a niente. Va bene, la fermi qui, quella gente. E tempo un mese rispunta fuori da qualche altra parte” [pag. 160].</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è speranza nell’autore di “They Shoot Horses, Don’t They?” (Non si uccidono così anche i cavalli? Ed. Terre di Mezzo), non c’è l’happy ending o “e alla fine arrivano i nostri”, bensì rimaniamo lì, fermi immobili, attoniti, forse increduli e sconfitti, con la nostra pala in mano, troppo piccola per spalare quel mare di immondizia che ci circonda. Il romanzo, come già accennato, è del 1937, settantadue anni sono trascorsi, ma siamo poi così sicuri che siano realmente passati?</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Un sudario non ha tasche</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:Horace McCoy</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:219</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Terre di Mezzo (Trad. Luca Conti)</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 14,00 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Barbabietole sempre più insanguinate!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sugarpulp Crew</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pelfini]]></category>
		<category><![CDATA[Con tanta benzina in vena]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa accadde di straordinario a Toni BEdin]]></category>
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		<category><![CDATA[Warren Ellis]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/andrea-pelfini" rel="tag">Andrea Pelfini</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/con-tanta-benzina-in-vena" rel="tag">Con tanta benzina in vena</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/cosa-accadde-di-straordinario-a-toni-bedin" rel="tag">Cosa accadde di straordinario a Toni BEdin</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elena-girardin" rel="tag">Elena Girardin</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/heman-zed" rel="tag">Heman Zed</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/horace-mccoy" rel="tag">Horace McCoy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-zolfa" rel="tag">La Zolfa</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/un-sudario-non-ha-tasche" rel="tag">Un sudario non ha tasche</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/warren-ellis" rel="tag">Warren Ellis</a></p>Brothers, torna la ciurma imbriaga di Sugarpulp per rifilarvi la bestia letteraria che tutti amiamo: il pulp, adulterato con lo zucchero di barbabietole sempre più insanguinate. Pezzi da panico, &#8216; sto giro. Partiamo con il ritorno di Elena Girardin che non fa sconti a nessuno con una scrittura che sembra un calcio nel taglio &#8211; [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/barbabietole-sempre-piu-insanguinate' title='Barbabietole sempre più insanguinate!'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Brothers,</p>
<p style="text-align: justify;">torna la ciurma imbriaga di Sugarpulp per rifilarvi la bestia letteraria che tutti amiamo: il pulp, adulterato con lo zucchero di barbabietole sempre più insanguinate. Pezzi da panico, &#8216; sto giro. Partiamo con il ritorno di <strong>Elena Girardin</strong> che non fa sconti a nessuno con una scrittura che sembra un calcio nel taglio &#8211; quello che ti fai leggendo Sugarpulp, vecchio mio &#8211; e un racconto al curaro: &#8220;Cosa accadde di straordinario a Toni Bedin&#8221;. Poi <strong>Heman Zed</strong>, autore padovano doc e il suo &#8220;La Zolfa&#8221; recensito da <strong>Mario Favini</strong>, new entry per la crew di Sugarpulp.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Pelfini</strong> continua a proporre pezzi da novanta come l&#8217;<strong>Horace McCoy</strong> di &#8220;Un sudario non ha tasche&#8221; e <strong>Matteo Strukul </strong>conclude con la zuppa psichedelica di &#8220;Con tanta benzina in vena&#8221; di un geniaccio inglese che risponde al nome di <strong>Warren Ellis</strong>. E proprio a lui va la copertina di Sugarpulp e la ragione è semplice: vorremmo premiare una casa editrice come Elliot che sta davvero tirando fuori una serie di autori che più pulp di così davvero facciamo fatica a immaginarceli. Vi ricordate di Christoper Moore? Ecco, questo è anche meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, stiamo lavorando con un entusiasmo che ci fa paura, fioccano le novità che però vogliamo centellinare giusto per tenervi sulla corda&#8230;che fa sempre bene. Ok guys, state in campana e come diceva Aquila della Notte,</p>
<p style="text-align: justify;">Hasta luego</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2515" title="warrenellis" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/09/warrenellis.jpg" alt="warrenellis" width="400" height="398" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>WARREN ELLIS</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="noframe aligncenter" title="Matteo Righetto e Matteo Strukul" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2008/12/firme.jpg" alt="Matteo Righetto e Matteo Strukul" width="472" height="55" /></p>
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