Il sangue chiama il sangue e se il sangue è randagio, si sa: lo sugarpulpiano doc è attratto come un vampiro a digiuno da secoli che si vede aprire la bara da una verginella rosea e paffuta. Sì, perché per leggere “Il Sangue è Randagio” ho dovuto aspettare quasi dieci anni, ecco perché ho attraversato buona parte dello stivale per accorrere al richiamo. Mi preme precisare una cosa: ammiro Ellroy ma non tutta la sua produzione. È quanto scritto nei primi due capitoli della Underworld USA Trilogy che risulta oggettivamente epocale, imprescindibile.
Quanto ha ereditato il NIE dalla prosa di Ellroy anche se ritmi e contesti non sono apparentabili?
Avremmo goduto dei primi due capitoli della Trilogia Sporca dell’Italia di Simone Sarasso senza American Tabloid ?e Sei Pezzi da mille? Non a caso Simone ha mutuato dai primi due masterpieces ellroyani un indimenticabile personaggio: Pete Bondurant, una delle figure più nere ed importanti della crime fiction di tutti i tempi, l’uomo sul campo, il risolutore, l’infiltrato tra gli introdotti, l’onnipresente.
Don Winslow ci avrebbe intrattenuti con il suo Â- apprezzatissimo da Ellroy Â- Il Potere del Cane?
E De Cataldo avrebbe scritto Romanzo Criminale?
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