Nuovo romanzo per il ciclo dedicato da James Lee Burke al detective Dave Robicheaux aka Streak. “Il prezzo della vergogna” è la seconda opera del maestro del Sud degli Sates pubblicato per i colori di Fanucci dopo il passaggio di consegne alla casa romana da parte della patavina Meridiano Zero. Va detto anzitutto che questo romanzo segna una serie di prime volte. La prima volta di Robicheaux e Purcell in Montana ad esempio, dunque lontani da New Iberia, Louisiana, e anche la prima volta che Luca Conti si misura con il Burke del ciclo dedicato a Robicheaux. Due novità che non guastano affatto, anzi. Continue reading
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Un sudario non ha tasche

A quanto pare non sai molto di quel che succede, in questo tuo grande regno della libertà” [pag.153] dice, verso la fine del romanzo, Myra, la segretaria del protagonista Mike Dolan, un idealista giornalista d’assalto.
In effetti sono gli interi Stati Uniti d’America ad uscirne a pezzi dallo strepitoso romanzo di Horace McCoy del 1937, “Un sudario non ha tasche”. Parliamoci chiaro: tutto il mondo è paese e da nessuna parte il potente di turno, il prepotente panzone, che sia un sindaco oppure un geometra arrembante, ama che si parli troppo di lui e, a maggior ragione, che si vada a scoperchiare il vaso di Pandora che nasconde sotto il tappeto.
Se non ci stupiamo troppo del nostro Paese o di qualche “democrazia” sudamericana, tendiamo troppo spesso a idealizzare quel “grande regno della libertà” che ci pare essere l’America. Già, l’America. Continue reading
Il caso sbagliato

Troppo spesso qualche sedicente fine intellettuale nel momento in cui apprende la nostra passione per il noir, il pulp e l’hard boiled storce il naso e inizia a guardarci come dei minus habens.
Cosa ci può essere di interessante in ammazzamenti vari, furtarelli e sparatorie? Cosa si può dire dell’Uomo, della natura umana, della società o di chissà cos’altro con questo genere di letteratura che altro non è, secondo loro, che mero intrattenimento da terza fascia?
Sicuramente queste persone, questi sciuri professoroni, non conosco James Crumley.
Vedi di non morire

Pagina 104: “E vi fate qualche domanda: «Sarei disposto, io, a pulire le camere a gas pur di restare in vita ancora per un mese? Potrei spingerla io, la gente, nei forni?» E vi sentite di merda”.
Per restare in vita in un campo di concentramento, magari anche solo per un giorno in più, cosa sareste disposti a fare? Siamo tutti eroi, siamo tutti in grado di offrire il petto alle baionette o, come il Robin Hood interpretato da Kevin Costner, a tenere fermi da soli il polso sul ceppo aspettando che il boia ce lo amputi, oppure, sotto sotto, la spintarella verso la camera a gas la daremmo pure noi, la tessera di partito – perché no? – la prenderemmo col sorriso sulle labbra e chi se ne frega di quel giornalista scomparso, ammazzato o zittito – che sono poi la stessa cosa -, tanto non era altro che un gran rompiballe?
Intervista a Luca Conti

Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale. Continue reading

