Cosa resta di un mito, quando il mito è consumato? Cosa resta di un sogno di libertà, quando si infrange contro la ragion di stato e contro un’economia che si basa proprio sulla negazione di quella libertà?
È immenso, Spartaco, lo schiavo trace a capo della rivolta servile che nel 73 a.C. scoppia nella scuola gladiatoria di Capua, diretta dal lanista Lentulo Batiato. Nessuno sfugge al suo fascino, alla robustezza del suo corpo che si imprime negli occhi dell’osservatore. Poderoso ed elegante, il corpo è segnato da una mappa di cicatrici, Spartaco non parla mai e sembra avere la completa padronanza delle proprie emozioni. La fatica non lo assilla, il grande contegno lo rende carismatico.
La ribellione che porta avanti ha un successo inaspettato, le vittorie si sommano, l’utopia sta per concretizzarsi nonostante l’incalzare delle legioni romane. E la Res Publica viene quasi minacciata. Continue reading


Vincitrice del premio Fedeli, finalista allo Scerbanenco, scrittrice, sceneggiatrice, conduttrice di frizzanti (e interessanti) interviste per la web-emittente Booksweb nonché docente di scrittura,
Dallas Mayr ha scelto lo pseudonimo di
Nell’ antequam di questo romanzo è contenuto un concetto mai abbastanza ribadito: le nefandezze raccontate nella fiction, letteraria o cinematografica che sia, raramente eguagliano gli efferati fatti di cronaca che si susseguono in ogni epoca. Del tussuto marcio dei vari contesti storici e sociali si nutre l’orrido umano che da esso dipende.