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	<title>Sugarpulp.it &#187; Marvel</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Hulk Rosso spacca (e di brutto anche!)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 11:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/generale-ross" rel="tag">generale ross</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/hulk" rel="tag">hulk</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarcomics" rel="tag">SugarComics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>Se siete degli intenditori di fumetti d'autore interrompete qui la lettura. Se adorate leggere i graphic novel (a me verrebbe da dire le graphic novel ma quelli bravi usano il maschile) chiudete questa pagina. Fanculo le graphic novel, qui si parla di giornaletti.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/hulk-rosso-spacca-e-di-brutto-anche' title='Hulk Rosso spacca (e di brutto anche!)'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-7182" title="rhulk_2" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2011/06/rhulk_2.png" alt="Hulk rosso" width="212" height="343" />Se siete degli intenditori di fumetti d&#8217;autore interrompete qui la lettura. Se adorate leggere i graphic novel (a me verrebbe da dire <em>le</em> graphic novel ma quelli bravi usano il maschile) chiudete questa pagina. Sapete che vi dico?<strong> Fanculo le graphic novel. Qui si parla di <em>giornaletti</em>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è chiusa da poco la saga dell&#8217;<strong>Hulk Rosso</strong>, uno dei cicli narrativi marvel più <strong>divertenti</strong> che mi sia passato tra le mani in questi ultimi anni. <strong>Rhulk</strong>, com&#8217;è subito stata ribattezzata questa variante cattiva e spietata di Hulk, è comparso per la prima volta nel gennaio del 2008 e per un paio d&#8217;anni ha letteralmente sconquassato il Marvel Universe a suon di <em>brentoni</em> sui denti a tutti conditi da humor nero a chili.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti <em>critici</em> hanno storto il naso di fronte ad una saga che proponeva più o meno &#8220;soltanto&#8221; bestioni ipertrofici causa muscolature inverosimili, storie veloci a base di cartoni sul muso a tutti (indimenticabile la <em>tega</em> che ha rimediato l&#8217;Osservatore, uno dei personaggi più pallosi della storia Marvel) e <em>villains</em> strampalati e dai tratti oscenamente retrò in puro stile anni &#8217;70. <strong>Sarà, per me è stata una goduria allo stato puro!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-7183 alignleft" title="rhulk_1" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2011/06/rhulk_1.jpg" alt="Hulk smaaaash!" width="279" height="216" />Questo ciclo di storie sempre e comunque sopra le righe infatti è stata una vera e propria boccata d&#8217;ossigeno nel mondo Marvel, riportando in primo piano la dimensione ludica e spensierata in un mondo oppresso dal bisogno a tutti i costi di firme d&#8217;autore, di spessore psicologico, di storie impegnate, di tavole dai segni rivoluzionari che ti devono sorprendere a tutti i costi. E questo soprattutto in una serie come Hulk che da anni è colpita da quella che io chiamo <strong>la maledizione di Peter David, </strong>ovvero: come si fa a mettere mano ad un personaggio che per anni è stato scritto in maniera assolutamente geniale da uno dei più grandi autori viventi della storia dei comics? E&#8217; un po&#8217; come andare ad allenare l&#8217;Inter dopo che l&#8217;ha allenata Mourinho per capirci, con la differenza che Peter David è un genio e Mourinho un gradasso da osteria (perdonate questa divagazione calcistica a un vecchio tifoso sempre più disilluso&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La saga di Rhulk comunque è stata puro divertimento al 100%:</strong> i disegni erano quelli che ti aspettavi per un ciclo del genere, vale a dire muscoli sproporzionati oltre ogni misura, dinamismo che attraversa le pagine e spacca ogni singola tavola riuscendo però a mantenersi sempre su schemi &#8220;tradizionali&#8221;. E poi la storia, una storia fatta seguendo logiche e meccanismi molto semplici ma sempre funzionali, che sono riusciti in pieno ad avvincere e divertire proprio per la loro mancanza di pretese. <strong>It&#8217;s enterteinment baby</strong>, non c&#8217;è che dire, fatto nel migliore dei modi e reso ancora più coinvolgente da una sana dose di cattiveria che ha contraddistinto da subito il <em>terribile</em> Red Hulk.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-7188 alignright" title="rhulk_5" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2011/06/rhulk_5.png" alt="Hulk rosso" width="292" height="223" />Splendidi poi i ripescaggi di alcuni cattivi decisamente minori e bizzari dell&#8217;Universo Marvel, naturalmente riuniti nella società segreta di turno che vuole conquistare il mondo come in ogni <em>giornaletto</em> degno di questo nome. <strong>Una serie di storie che profumava maledettamente di sixties, abbiamo detto, e che ripescato i lati pacchiani dei tanti personaggi nati in quell&#8217;epoca spensierata in cui su un giornaletto potevi leggere davvero di tutto</strong>.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qeulla dell&#8217;Hulk rosso come dicevo è stata una saga lunga, che si è trasformata <em></em>in <em>Fall of the Hulks</em> prima e in <em>World War Hulks </em>poi, che si è incrociata con i tanti fili aperti nelle precedenti gestioni di Hulk e che ha creato nuovi spin off e nuovi personaggi. Una saga che non è ancora finita dato che tanti scenari sono rimasti aperti, come sempre in casa Marvel.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c&#8217;è chi legge i graphic novel, i fumetti d&#8217;autore e i romanzi a fumetti. Tutta roba molto bella, per carità. Sicuramente sono io che non sono abbastanza colto. <strong>Io mi accontento di un classico <em>Hulk spacca!</em></strong> Si perché va bene l&#8217;Hulk Rosso che mena tutti a destra e a sinistra, ma alle fine le prende pure lui. E fisse anche. Provate un po&#8217; ad indovinare da chi? Ecco qualche indizio: è un gigante con la pelle verde e i pantaloncini viola.<strong> Perché per chi non l&#8217;avesse ancora capito <em>Hulk è il più forte che c&#8217;è</em>. Tutto il resto ve lo lascio volentieri.</strong></p>
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		<title>Benvenuti nel Bayou</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 22:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
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		<category><![CDATA[noir]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a></p>Il principale problema di Frank Castle, alias The Punisher, è quel prurito alla nuca che gli prende quando qualcosa non va. <table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/benvenuti-nel-bayou' title='Benvenuti nel Bayou'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5976" href="http://sugarpulp.it/critica/benvenuti-nel-bayou/attachment/schermata-2010-11-17-a-17-03-37"><img class="alignleft size-full wp-image-5976" style="border: 1px solid black;" title="Benvenuti nel Bayou" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2010-11-17-a-17.03.37.png" alt="" width="120" height="200" /></a>Il principale problema di Frank Castle, alias The Punisher, è quel prurito alla nuca che gli prende quando qualcosa non va.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È tutta una questione di inconscio, di percezione subliminale, di quella parte fondamentale di contatto con il mondo circostante non mediata dalla nostra coscienza. </strong>È tutta una questione di esercizio e di abitudine ad avere un mare, anzi un oceano, di cazzi amari da risolvere, di maniaci e assassini, o maniaci-assassini, alle costole che vogliono farti fuori o che tu vuoi fare fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5974"></span>Insomma, se vi foste trovati nella medesima situazione in cui Victor Gischler piazza Frank Castle in questo 16esimo e ultimo numero della collezione 100% Marvel del Punisher Max, beh, avreste tirato semplicemente dritti. <strong>E vi sareste salvati il culo, perché né voi né io siamo Il Punitore, un tizio di un paio di metri con un bicipite da minimo minimo 55 cm e particolarmente avvezzo ad accoppare nelle più svariate maniere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Frank Castle di Gischler e delle stupende tavole di Goran Parlov lascia l’affollato ambiente metropolitano per andare a ficcarsi in quel ginepraio di <strong>coccodrilli, fogliame e serpenti che è il bayou della Louisiana,</strong> terra già narrata con sorprendente e immaginifico realismo da James Lee Burke. <strong>Nelle tavole di Parlov sarà quindi una natura prepotente e invadente unita ad una solitudine fisica ed esistenziale a fare da coprotagonisti della storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Frank sta attraversando la Louisiana diretto verso una New Orleans post uragano Katrina e per farlo preferisce passare per strade secondarie in cui il rischio di ficcanaso è notevolmente minore. <strong>Perché, infatti, è meglio che non si sappia cosa c’è nel baule della sua auto, meglio non sapere. </strong>Ma è solo lavoro e il lavoro va fatto e bene, poche storie. Però c’è sempre un però, che in questo caso si chiama benzina.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5977" href="http://sugarpulp.it/critica/benvenuti-nel-bayou/attachment/avi-comic-marieta-8-jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5977" style="border: 1px solid black;" title="Parlov" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/GORAN-PARLOV.jpg" alt="" width="253" height="406" /></a>Anche la macchina del Punitore, udite udite, ha bisogno di benza e nel bayou non è che ogni tre chilometri si trovi un distributore. Quello che ha davanti è l’unico per non si sa quante miglia, meglio fermarsi per il pieno, fare una pisciatina e riprendere il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma una stazione di servizio sperduta dentro una foresta tropicale in pieno territorio americano non è una stazione come tutte le altre. Non ci sono, qui, barrette di cioccolato, patatine e salami prima dell’uscita, bensì scarafaggi in salmì, occhi sottolio e non so quali altre schifezze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma, come diceva mio nonno, chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni, mantra che Frank Castle sembra aver fatto proprio.</strong> E però ci si mettono di mezzo pure sta macchina di ragazzi, gli unici altri viaggiatori in quella strada in culo al mondo, e il già citato prurito alla nuca che raramente sbaglia nell’indicargli che, insomma, qualcosa non torna. È una questione di percezione non cosciente dovuta all’abitudine, al sovvertimento di quegli schemi mentali che rendono il mondo un posto omogeneo e prevedibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizia così <strong>un’avventura ai limiti dell’horror</strong> e con una quantità notevole di riferimenti a quel settore di cinematografia che affronta questo genere letteralmente esploso negli ultimi anni grazie al connubio scarsi costi di produzione-elevato successo di pubblico. Al Blockbuster un terzo dei film presenti sono horror e roba come Hostel, Saw, Le colline hanno gli occhi e Non aprite quella porta sono degli evergreen intramontabili in fatto di noleggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ho una scarsa conoscenza e una ancor minore attrazione per questo genere e quindi mi sarò perso chissà quanti riferimenti cinematografici in questo Benvenuti nel bayou della coppia Gischler-Parlov.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nonostante questo mio limite so pure io che l’incontro di un ignaro viaggiatore con una più o meno ristretta comunità di fuoriditestafottutiassassinicannibali è uno dei topoi più inflazionati di questo genere. <strong>E Gischler fa proprio questo: prende il topos – una allegra famigliola di red neck del cazzo – e ci piazza in mezzo The Punisher. </strong>L’effetto è, manco a dirlo, deflagrante, reso ulteriormente una miscela tra l’onirico e il psichedelico dalla preponderante scelta cromatica delle tavole di Parlov che oscilla costantemente tra il giallo e il verde pisello, anche se io sono un po’ daltonico e la sfumatura tra i due colori, beh, mica so distinguerla così bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-5978" href="http://sugarpulp.it/critica/benvenuti-nel-bayou/attachment/images-3"><img class="alignleft size-full wp-image-5978" style="border: 1px solid black;" title="Gischler" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/images-3.jpeg" alt="" width="160" height="136" /></a>Alla fine sappiamo tutti come va a finire, perché il Punitore non affronta i problemi, ma semplicemente li elimina. </strong>Questa è una regola aurea per chiunque affronti questo personaggio, come testimoniato dallo stesso Gischler in una recente intervista radiofonica rilasciata a Tutti i colori del giallo di Luca Crovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui, Gischler, ci aveva anche provato a portare una ventata di aria fresca e nuova in questa serie, a inserire all’interno di questo personaggio delle debolezze o delle punte di ironia come ci si aspetterebbe da uno dei più originali scrittori di black comedy contemporanei. <strong>Ma un cazzo, la risposta dei produttori è stata quella sopra. Dito medio alzato. E allora botte e fucilate, fughe, risse e nessuna pietà, né per gli eroi né per i villains. Questa è la regola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume <strong>Benvenuti nel bayou</strong>, inoltre, diventa ancora più interessante se si considerano pure <strong>le cinque ministorie che chiudono le pubblicazione della serie Punisher dell’etichetta Max.</strong> Tom Piccirilli, Gregg Hurwitz, Duane Swierczynski, Peter Milligan e Charlie Huston prestano la loro penna per cinque frammenti ancora una volta con Frank Castle protagonista, cinque storie disegnate da altrettanti disegnatori in cui, se di nuovo ce ne fosse bisogno, rende lampante la superiorità del Punisher di Goran Parlov su tutti, forse con l’eccezione di Laurence Campbell. Da segnalare la sceneggiatura di Tom Piccirilli e quella struggente e commovente di Peter Milligan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con il Benvenuti nel bayou di Gischler-Parlov finisce, quindi, la pubblicazione della serie Max del Punitore. </strong>Ma mica finisce il Punitore, anzi: “Con il 75° episodio, la Marvel ha preferito chiudere questa storica testata lanciata nel 2004 che, dopo l’abbandono di Ennis, era diventata una sorta di contenitore antologico di storie realizzate da diversi team creativi. Ha successivamente affidato le sorti del Punischer per adulti” si legge, ancora, nell’introduzione del Punischer Max n. 16 “All’astro nascente Jason Aaron (Wolverine: Weapon X, Scalped), affiancandolo a uno degli artisti preferiti da Ennis, Steve Dillon, che aveva a lungo disegnato la serie del Punischer “Marvel Knights”.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme i due hanno dato vita a PunisherMax (rigorosamente tutto attaccato), nuova serie regolare dedicata a Frank Castle. Nel 2011 troverete il primo volume in questa stessa collana, con una saga di debutto dal titolo decisamente rivelatore: <strong>Kingpin</strong>&#8230;</p>
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		<title>Punisher e Barracuda</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 22:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarcomics" title="View all posts in SugarComics" rel="category tag">SugarComics</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a></p>Questa settimana proponiamo un doppio appuntamento con il fumetto, per parlare di due personaggi in uno: Punisher e Barracuda.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/punisher-e-barracuda' title='Punisher e Barracuda'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5959" href="http://sugarpulp.it/critica/punisher-e-barracuda/attachment/schermata-2010-11-17-a-16-02-33"><img class="alignright size-full wp-image-5959" style="border: 1px solid black;" title="Punitore (Parlov)" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2010-11-17-a-16.02.33.png" alt="" width="190" height="231" /></a>Questa settimana proponiamo un doppio appuntamento con il fumetto, per parlare di due personaggi in uno: <strong>Punisher e Barracuda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo nello stesso mazzo un tris d’artisti con i controzebedei: una leggenda della sceneggiatura per comics come <strong>Garth Ennis</strong>, un nuovo cavallo di razza delle storie Marvel – <strong>Victor Gischler</strong> – e un disegnatore che riesce a trasformare in un miracolo pop-pulp le idee di due geni del fumetto crime d’azione come i succitati soggetti: parliamo di <strong>Goran Parlov</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5957"></span>Per quel che riguarda i characters Marvel vorremmo quindi fermare la nostra attenzione su <strong>un mostro sacro come Frank The Punisher Castle e su quella spalla/avversario isterico-ironico di Barracuda, un gigante negro cui è meglio non rompere i coglioni,</strong> insomma due contro le regole, che spappolano corpi, che invece di affrontare i problemi semplicemente li eliminano.</p>
<p style="text-align: justify;">In una recente intervista Victor Gischler ha dichiarato: “<em>Mi diverto moltissimo a scrivere le storie del Punisher perché in esse posso mantenere una semplicità meravigliosa: il Punisher vede un ragazzo cattivo, il Punisher spara al ragazzo cattivo, il Punisher uccide il ragazzo cattivo. Punto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile dire il contrario, fatto sta che si deve proprio a Garth Ennis &#8211; che è certamente uno dei più grossi talenti della sceneggiatura da fumetto degli ultimi quindici anni &#8211; la ricostruzione del personaggio in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5960" href="http://sugarpulp.it/critica/punisher-e-barracuda/attachment/punisher-max-8"><img class="alignright size-full wp-image-5960" style="border: 1px solid black;" title="Punisher - Barracuda" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Punisher-MAX-8.jpeg" alt="" width="200" height="305" /></a>In particolare, le storie che Ennis ha infilato nella nuova serie <strong>MAX,</strong> disegnate per buona parte da Steve Dillon ma che hanno visto poi arrivare Goran Parlov alle matite per alcune di quelle più interessanti – penso a “Barracuda”, “La lunga e fredda notte”, “Valley Forge Valley Forge” e poi con Gischler per “Benvenuti nel Bayou” – hanno riportato il personaggio di Frank Castle in auge, non solo in termini di vendite, ma proprio per rinnovamento del personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ennis ha mescolato in modo irresistibile <strong>ultraviolenza, intreccio, humour nero a fiumi, sangue e scene splatter, ritmo, denuncia sociale, tirando fuori veri e propri romanzi a fumetti</strong> – se non sbaglio è proprio questo il significato di graphic novel – <strong>con un tiro alla James Ellroy in acido </strong>ma riuscendo a segnare un sentiero proprio e talmente importante che ogni romanziere contemporaneo degno di rispetto dovrebbe studiarsene i dettagli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma, oggi se vuoi scrivere crime, pulp, thriller, action non puoi ignorare il Punisher di Garth Ennis, </strong>perché è una miniera di trucchi, caratterizzazioni di personaggi, gonzo journalism, cultura pop, poliziesco, escamotage narrativi. Se a questo aggiungi le inquadrature di Parlov, l’occhio cinematografico, la velocità dell’azione esaltata da tratti che esplodono nelle vignette – le possiamo ancora chiamare così? – le espressioni dei volti intinte nella salsa pulp, <strong>allora questa serie MAX è puro abbecedario della cultura pop-pulp-crime.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perchè <strong>Parlov sovverte le regole</strong>, esaspera quel suo stile sincopato quasi nevrotico che già i disegni e le linee di Magico Vento lasciavano intuire e spara fuori un talento da mettere in bacheca e ammirare. Fine della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Provate a prendere la doppia storia firmata con Ennis: “Barracuda” su Punisher Max n. 8 e “Punisher presenta Barracuda – Il ritorno”. Pura libidine: dialoghi spezzati, battute a raffica, violenza estrema, squali, donne magnifiche, testosterone a palla, una marea di armi, confronti all’ultimo sangue, si va avanti così fino a quando non resta in piedi solo uno dei due.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-5961" href="http://sugarpulp.it/critica/punisher-e-barracuda/attachment/images-1"><img class="alignleft size-full wp-image-5961" style="border: 1px solid black;" title="Garth Ennis" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/images-1.jpeg" alt="" width="160" height="213" /></a>Le pagine girano alla velocità del suono e la storia è un concentrato di sorprese. </strong>In particolare in “Punisher presenta Barracuda – Il ritorno” troverete, cito: “Big Chris Angelone – un boss della mala – che ha ingaggiato Barracuda come guardia del corpo per suo figlio Oswald per una missione in cui Oswald avrebbe dovuto uccidere il Presidente Luna, signore del narcotraffico del potentato di Santa Morricone. Barracuda ha tradito Big Chris e ha consegnato Oswald a El Presidente. Big Chris è venuto a Santa Morricone per riprendersi suo figlio per vendicarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha organizzato un colpo di Stato contro Luna che è fallito ma ci riprova perché non può lasciare Santa Morricone senza assicurarsi la ripresa delle spedizioni di cocaina alla sua organizzazione a Miami: la causa originaria dei suoi dissidi con Luna”. A popolare quest’ingarbugliata faccenda troverete nell’ordine: <strong>Barracuda, un bambino emofiliaco, un prete pedofilo, una pornodiva ex stella della doppia penetrazione anale, un trans guerriero, un presidente capellone e apparentemente rinko, due agenti della CIA hippy. Ci siamo capiti? Insomma Pulp allo stato puro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alla cronistoria Punisher va detto che dopo Ennis arrivano Gregg Hurvitz e Duane Swierczynski alle sceneggiature e il divertimento non è più lo stesso anche se la storia di Duane “Sei ore per uccidere” – veleno in vena e sei ore per uccidere tutti e bere il siero salvifico – è un bel classico rivisto con il gusto di “Swierczy”, però, dicevo, Ennis è Ennis.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5885" href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-victor-gischler-2/attachment/cm-capture-32-2"><img class="alignright size-full wp-image-5885" style="border: 1px solid black;" title="Gischler (dettaglio 02)" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/CM-Capture-322.png" alt="" width="218" height="115" /></a>L’unico che gli tiene testa è Victor che tira fuori una miniserie ambientata in Louisiana con una famiglia cannibale, parente stretta di quella di “La casa dei 1000 corpi” e “La casa del diavolo” i due film di Rob Zombie che se non avete mai visto dovete noleggiarvi subito. Horror-Gore ai massimi livelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando quindi a <strong>“Benvenuti nel Bayou”</strong>, Frank Castle è il piatto forte del pasto di cui sopra ma ne uscirà a suon di cazzotti e proiettili, ma Gischler utilizza il tema per attuare una serie di “Variazioni Goldberg” semplicemente geniali. <strong>Prende una storia classica e la infarcisce di citazioni, trovate, spunti dannatamente divertenti e regala al pubblico una versione del Punisher che regge il confronto con Ennis se è vero che proprio da quest’ultimo ha ricevuto complimenti personali per il lavoro fatto. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5963" href="http://sugarpulp.it/critica/punisher-e-barracuda/attachment/schermata-2010-11-17-a-16-23-24"><img class="alignleft size-full wp-image-5963" style="border: 1px solid black;" title="Punitore presenta Barracuda Cover" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2010-11-17-a-16.23.24.png" alt="" width="163" height="247" /></a>Poi come detto c’è Parlov a regalare emozioni, per quanto ci riguarda il disegnatore croato qui da noi avrà sempre le porte aperte, magari assieme a un altro fenomeno certo meno famoso ma altrettanto bravo come il serbo Darko Perovic ma di lui parleremo un’altra volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto procuratevi i numeri della serie Punisher MAX su 100% Marvel n. 8-11-12-15-16 più “Punisher presenta Barracuda &#8211; Il ritorno”. Se amate il noir-pulp-splatter-horror-crime mi ringrazierete.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure facciamo così: se amate Elmore Leonard, Don Winslow, Joe R. Lansdale, Victor Gischler, Josh Bazell, Duane Swierczynski, James Ellroy mi ringrazierete lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto chiaro? Un abbraccio dal vostro affezionatissimo Matteo Strukul e buona lettura con il trittico Ennis-Parlov-Gischler.</p>
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		<title>Con tanta benzina in vena</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/britannico" rel="tag">britannico</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/con-tanta-benzina-in-vena" rel="tag">Con tanta benzina in vena</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dc-comics" rel="tag">Dc Comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/godzilla" rel="tag">Godzilla</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/helix" rel="tag">Helix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mike-mcgill" rel="tag">Mike McGill</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/quentin-tarantino" rel="tag">Quentin Tarantino</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/trix" rel="tag">Trix</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/warren-ellis" rel="tag">Warren Ellis</a></p>Mike McGill è un detective privato con le pezze al culo, assoldato da un’organizzazione di politici eroinomani per ritrovare la prima, vera Costituzione degli Stati Uniti d’America il cui unico originale venne smarrito da Richard Nixon in un bordello. In teoria, quindi, quella vigente è un falso. McGill si vede versare sull’unghia mezzo milione di [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/con-tanta-benzina-in-vena' title='Con tanta benzina in vena'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2498" title="ellis" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/09/ellis.jpg" alt="ellis" width="200" height="302" />Mike McGill è un detective privato con le pezze al culo, assoldato da un’organizzazione di politici eroinomani per ritrovare la prima, vera Costituzione degli Stati Uniti d’America il cui unico originale venne smarrito da Richard Nixon in un bordello. In teoria, quindi, quella vigente è un falso. McGill si vede versare sull’unghia mezzo milione di dollari sul conto corrente per recuperarla. Comincia così per lui una corsa impazzita, una caccia al tesoro in acido e on the road lungo gli Stati Uniti d’America. Fortunatamente, con lui c’è Trix Holmes, lolita ninfomane affamata di sesso e emozioni, la quale sembra però aver perso la testa proprio per Mike e che si imbarca nell’impresa per vivere finalmente una vera avventura. E questo è lo strepitoso romanzo del britannico Warren Ellis: una grande, divertente, stupefacente avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Sceneggiatore di comics come Thor, Ghost Rider, Wolverine, X Men, Wildcats, ma ancor più autore di fumetti culto per la DC come Helix e Transmetropolitan, Ellis dimostra come gli scrittori di fumetti e romanzi siano negli States qualcosa di più di una tendenza, ma costituiscano invece e ormai un’autentica tribù di moderni stregoni della parola. Tutto questo spiega in modo efficace il perché questo sia uno dei libri più pulp usciti negli ultimi due anni.<span id="more-2497"></span> Fra adoratori di Godzilla e omosessuali assatanati che si iniettano soluzioni saline nei testicoli per aumentarne le dimensioni, fra dialoghi in aereo con serial killer mainstream e portieri d’hotel vestiti da ninja, “Con tanta benzina in vena” &#8211; questo il titolo del romanzo &#8211; è un delirio sulla strada, un diario ipertrofico e completamente folle che ritrae in modo implacabile e spietato un’America alla deriva. Un ritratto mescalino come potrebbe esserlo quello di uno scrittore che Quentin Tarantino definisce “Un portentoso uomo delle caverne in un mondo di fidanzatini di Barbie” e il cui talento sta nel proporre un ibrido devastante giusto a metà fra action thriller e sceneggiatura fumettistica, con dialoghi costantemente al limite del demenziale e sequenze destinate a far saltare gli schemi, poco ma sicuro.<br />
Immaginate un possibile incrocio fra Chuck Palahniuk, il Charles Bukowski di “Pulp” e il Williams Burroughs di “Scimmia” e grosso modo vi sarete fatti un’idea del voltaggio di questo romanzo che, davvero, non lascia respiro e pare un pamphlet sgangherato e esaurito da un avamposto letterario sulla frontiera.<br />
Ma al termine della lettura quello che avremo scoperto non sarà poi meno assurdo, sfrontato, agghiacciante di quello che accade in molte case del nostro pianeta ogni giorno, solo che dopo essere stati trasformati in notizie sparate sulle prime pagine dei giornali quei fatti, quelle storie, divengono un po’ alla volta leggende sbiadite e deboli, appassiscono e tornano a covare sotto la cenere del nostro subconscio.<br />
Ellis, invece, sembra riprenderle tutte, una dopo l’altra, e riesce a riesumare le scorie di una società malata e agonizzante per farne un milk–shake supervitaminizzato da vomitarci in faccia.<br />
“Con tanta benzina in vena” è allora una bomba all’idrogeno, l’ennesimo centro per Elliot che da qualche tempo a questa parte dà l’impressione di aver virato, almeno in parte, su autori che come missione paiono avere quella di fare una guerra alle regole della scrittura.<br />
Buon per noi e nessuna scusa: comprate questo libro.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Con tanta benzina in vena<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:Warren Ellis<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:226</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Elliot (Trad. Luca Fusari)</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 16,50 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Uccidere o essere uccisi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 17:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/cable" rel="tag">Cable</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/duane-swierczynski" rel="tag">Duane Swierczynski</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/gas-nervino" rel="tag">gas nervino</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marvel" rel="tag">Marvel</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/philadelphia" rel="tag">Philadelphia</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/segretaria" rel="tag">segretaria</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/splatter" rel="tag">Splatter</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/uccidere-o-essere-uccisi" rel="tag">Uccidere o essere uccisi</a></p>Un action pulp velocissimo, crudele, gonfio di sangue pronto ad esplodere, con una trama che fa capire fin dall’inizio che Duane Swierczynski non scherza affatto e morde il freno per far girare le pagine al lettore.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/uccidere-o-essere-uccisi' title='Uccidere o essere uccisi'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1743" title="uccidere-o-essere-uccisi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/05/uccidere-o-essere-uccisi.jpg" alt="uccidere-o-essere-uccisi" width="200" height="319" /><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;">Un action pulp velocissimo, crudele, gonfio di sangue pronto ad esplodere, con una trama che fa capire fin dall’inizio che Duane Swierczynski non scherza affatto e morde il freno per far girare le pagine al lettore. E ci riesce. Perché in “Uccidere o essere uccisi” &#8211; ancora una volta pubblicato da una Newton Compton che sta sfoderando alcune delle pubblicazioni più belle per gli amanti del genere pulp/noir degli ultimi cinque anni – c’è un capo d’azienda che convoca i dipendenti della ditta il sabato mattina, presso la sede di una società al trentaseiesimo piano di un grattacielo nella zona commerciale di Philadelphia, per annunciare loro che ha ricevuto istruzioni dall’alto di ammazzarli tutti: uno dopo l’altro. <span id="more-1742"></span>Una partenza spiazzante e micidiale, costruita con cambi di scena rapidissimi, con le presentazioni dei personaggi che sembrano uscire dai titoli di testa di un action movie anfetaminico girato da un qualsiasi regista che rientri nel novero di quella squadra di psicopatici formata da tipetti come Tony Scott, Guy Ritchie o Demian Lichtenstein. Insomma, azione allo stato puro, specie se la segretaria del capo sbiella, gli ascensori sono imbottiti di gas nervino, il grattacielo è pieno di telecamere che permettono a qualcuno di gustarsi una specie di reality in cui vince l’ultimo corpo che resta in piedi, e se i sette prigionieri involontari cominciano a farsi fuori come carne da macello. Swierczynski centrifuga tutto alla velocità del suono, facendo il pieno di benzina nel serbatoio delle pagine, indugiando – divertendo e divertendosi – in un parossismo visivo affascinante e in un giro di colpi di scena che moltiplica le aspettative degli amanti di questo benedetto genere che sempre più mostra di essere tutt’altro che di serie B. Perché, oggi, il noir e il pulp e l’action thriller sono sempore più occasioni centrate per mettere a nudo la follia di una realtà che supera spesso la fantasia. Farne romanzi come riesce a Swierczinsky è una bella forma di esorcismo e un modo per sviluppare un’immaginazione che nessun film potrà mai rimpiazzare. Ecco, a Sugarpulp, con i racconti, le interviste, le letture cerchiamo proprio questo, contribuire tutti insieme a creare una zuppa di linguaggi che metta a bollire fumetto, nero, pulp, horror, splatter per vomitarlo in faccia a una letteratura ferma come quella italiana. Swierczynski è un ingrediente essenziale per questo minestrone di colori e stili, idee e storie, è un vero stregone che arriva proprio da esperienze chiave come quelle alla Marvel come sceneggiatore (avete presente Cable o The Punisher?) e mentre l’Europa dorme gli States stanno sputando fuori una batteria di scrittori che si sono messi a ridisegnare i confini della narrazione. Noi, a Sugarpulp, siamo sul sentiero di guerra con questa spedizione pellerossa, a caccia di scalpi. Tutti noi, sia ben chiaro, lettori, recensori, autori di racconti, siamo tutti in marcia dietro ai nostri capitribù: Duane Swierczynski è uno di loro. Comprate questo libro. Costa 9 Euro e 90, ha una copertina da urlo. Non azzardatevi a dimenticarvene.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mi ringrazierete.</p>
<p class="MsoNormal">___________________________________</p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Uccidere o essere uccisi</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Duane Swierczynski</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 240</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Newton Compton Editori</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 9,90</em></li>
</ul>
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