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	<title>Sugarpulp.it &#187; Meridiano Zero</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Intervista a Victor Gischler</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 09:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Anche i poeti uccidono]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/anche-i-poeti-uccidono" rel="tag">Anche i poeti uccidono</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/nordest" rel="tag">nordest</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor" rel="tag">Victor</a></p>È tornato in libreria in questi giorni con il romanzo “Anche i poeti uccidono”, il quarantunenne americano Victor Gischler, da molti già considerato il re della new wave del pulp americano, e noi di Sugarpulp, sempre in cerca di scritture pirotecniche come la sua, non potevamo certo farcelo sfuggire… così abbiamo deciso di intervistarlo per voi.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-victor-gischler-2' title='Intervista a Victor Gischler'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://www.meridianozero.it/images/autori/gischler.jpg" alt="" width="170" height="170" />È tornato in libreria in questi giorni con il romanzo “Anche i poeti uccidono”, il quarantunenne americano <strong>Victor Gischler, da molti già considerato il re della new wave del pulp americano</strong>, e noi di Sugarpulp, sempre in cerca di scritture pirotecniche come la sua, non potevamo certo farcelo sfuggire, così abbiamo deciso di intervistarlo per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il risultato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3760"></span><strong>Signor Gischler, come ha iniziato a scrivere letteratura pulp? È stato per scelta o per caso?<br />
</strong> Il pulp è ciò che amo, così, ovviamente, i miei sforzi letterari sono andati in quella direzione. Penso che il vero motivo sia che sono un po’ deviato…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensa che il pulp e il poliziesco debbano restare semplice intrattenimento, oppure la letteratura di genere è in grado di dire di più?<br />
</strong> Penso che qualunque cosa, se ben fatto, possa avere qualcosa da dire. Penso che quasi tutti i miei lavori siano ricchi di temi anche profondi, ma cerco di evitare le deviazioni fatte apposta per attirare l’attenzione su di essi. Sta al lettore decidere cosa pensare riguardo a una storia o a un personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://sugarpulp.it/fabrizio_fulio_bragoni/intervista-a-victor-gischler-2/schermata-2011-02-25-a-10-50-31/" rel="attachment wp-att-6703"><img class="alignleft size-full wp-image-6703" title="Anche i poeti uccidono cover" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2011-02-25-a-10.50.31.png" alt="" width="178" height="252" /></a>“<strong>Anche i poeti uccidono”, in uscita in questi giorni per Meridiano Zero, comincia come un racconto poliziesco dalle spiccate tinte umoristiche, poi si tramuta in un qualcosa che somiglia di più al genere action-comedy, e ciononostante, si lancia in serie riflessioni sullo scrivere, la scrittura, il blocco dello scrittore (personalmente, ho trovato in alcuni brani relativi agli sforzi del professor Morgan, delle assonanze con “Il dono” di Nabokov), l’influenza dell’ambiente sullo sviluppo delle persone ecc. È un qualcosa che pianifica? Voglio dire, come funziona, si siede a d un tavolo e pensa “ora scrivo una commedia d’azione poliziesca con risvolti da romanzo di formazione e come protagonisti ci metto un professore sfigato, un vecchio gangster che scrive discrete poesie e un giovane fuggiasco nero semi-analfabeta che tenta di spacciarsi per un laureato”, oppure scrive una trama “di massima”, un canovaccio, e lascia che i personaggi agiscano a modo loro?</strong><br />
In genere ho un’idea di cosa i personaggi possano volere, e di come possano agire nel corso di un romanzo, ma non mi capita quasi mai di pensare in anticipo a quale possa essere il genere di un libro, o di come possa essere commercializzato. Voglio solo che le storie si sviluppino in maniera organica. Credo di aver avuto la vaga idea di volere che il romanzo fosse un incrocio tra Elmore Leonard e David Lodge, o qualcosa del genere, ma il più delle volte improvviso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come crea i suoi personaggi?<br />
</strong> Non ne ho idea. E non funziona mai due volte nello stesso modo. Al momento, sto lottando proprio con questo. Ho tutti i presupposti per un buon romanzo, ma non ho idea di chi possano essere i personaggi, o di chi debba fare da protagonista.</p>
<p><strong><a href="http://sugarpulp.it/fabrizio_fulio_bragoni/intervista-a-victor-gischler-2/schermata-2011-02-25-a-10-50-20/" rel="attachment wp-att-6704"><img class="alignright size-full wp-image-6704" title="Gischler dettaglio intervista" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Schermata-2011-02-25-a-10.50.20.png" alt="" width="159" height="258" /></a>So che lei ha insegnato scrittura creativa per un po’: può darci tre consigli per gli aspiranti scrittori pulp?<br />
</strong> Al momento, faccio lo scrittore a tempo pieno, ma riprenderei l’insegnamento, se le condizioni fossero abbastanza interessanti.<br />
Ecco i tre consigli:</p>
<ul>
<li>Leggete, leggete, leggete. Scoprite un autore che vi piace, e buttatevi sul suo lavoro. Metteteci attenzione, e cercate di capire come fa a fare quello che fa.</li>
<li>Sedetevi e scrivete. Non mettetevi a fumare sigari e bere vino PARLANDO dello scrivere.</li>
<li>FATELO. Quando avrete concluso qualcosa, allora sì, che potrete dedicarvi al vino e ai sigari.Tenete gli occhi aperti: attenzione alle opportunità inattese. Non tutto accade secondo un ordine prestabilito.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi pare che uno degli aspetti più interessanti della “nuova” letteratura di genere americana (anche se questa attenzione è nata un bel tempo fa… diciamo con Hemigway?) sia nel realismo dei dialoghi. Qual è la sua ricetta per scrivere buoni dialoghi?<br />
</strong> Il dialogo deve ritagliarsi un suo spazio. Deve raccontarci qualcosa riguardo al personaggio che parla, e spingere in avanti la storia. Preferisco che siano i personaggi a raccontare la loro storia, piuttosto che un autore eccessivamente prolisso. Ah, e ho imparato molto riguardo alla scrittura dei dialoghi leggendo “I tre moschettieri”, di Alexandre Dumas. Era americano? No, eh&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I suoi lavori sono caratterizzati da una grande qualità visiva e tecnica cinematografica: lei è un appassionato cinefilo, o magari un divoratore di fiction televisive? Quanto è importante il cinema d’intrattenimento per un autore contemporaneo che si avvicini alla letteratura pulp?</strong><br />
I film? Li amo. Ho incontrato Chandler e Hammett nei film molto prima di leggere i loro romanzi. E credo di non essere il solo&#8230; anzi, questa domanda potrebbe chiarire anche il significato della precedente, quella sul dialogo. Mi pare che una grande influenza cinematografica possa portare all’uso massiccio dei dialoghi, no?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora, per chiudere la “sezione tecnica”: quali sono gli autori più influenti nella sua formazione di scrittore? C’è qualcuno dal quale le pare di aver veramente imparato i trucchi del mestiere?</strong><br />
Dai romanzi di fantascienza di Mike Resnick ho imparato a tenere le cose in movimento. Sulla scia di John D. MacDonald ho mosso i primi passi nell’ambito del poliziesco, mentre da autori come Lansdale e Crumley ho capito le vere potenzialità del genere. Da Carl Hiassen, poi, ho imparato che alle volte si può anche perdere il controllo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://www.floridanoir.com/gischler.jpg" alt="" width="200" height="150" />Ho appena avuto notizia che a maggio farà un paio di apparizioni in Italia con il mitico Joe R. Lansdale, un autore che mi pare l’abbia influenzata ancor di più di quanto non si possa intuire a una lettura superficiale. Che ne pensa?</strong><br />
È grandioso. Mi pare che il fatto che un autore della statura di Lansdale abbia accettato di fare con me queste apparizioni, la dica lunga sulla sua grandezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei, quali autori classici meritano più attenzione di quanta non glie ne sia data ora, e chi, invece, è sopravvalutato?</strong><br />
Vediamo&#8230; beh, a mio modesto parere, Rick Demaranis meriterebbe molta più attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vuole dirci, invece, il nome di qualche giovane autore americano, o di qualche romanzo al quale varrebbe la pena di dare un’occhiata (magari anche in vista di una pubblicazione in Italia)?</strong><br />
Direi Anthony Neil Smith. I suoi “Yellow Medicine” e “Higdoggin’” hanno veramente una marcia in più. Non credo che sia mai stato tradotto in italiano, ma è un romanziere di grande talento. Anche Sean Doolittle. È un buon amico e un grande scrittore. Per finire, “Money Shot”, di Christa Fauste: è un noir semplicemente fantastico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ultima domanda, per chiudere con una nota amara: in Italia registriamo una certa crisi delle istituzioni culturali, ma, stando al suo romanzo (non solo umoristico, ma anche ironico, e dunque, in qualche modo legato alla situazione reale), pare che la situazione americana non sia molto migliore. Le cose, vanno davvero così male?</strong><br />
Le università americane sono luoghi fantastici per farsi un’istruzione: garantiscono spazi d’esercizio per la creatività e per il libero pensiero. Purtroppo, spesso offrono anche terreno fertile all’ambizione e alla presunzione&#8230; penso che alla fine si debba imparare a prendere le cose così come sono, nel bene e nel male.</p>
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		<title>E morì a occhi aperti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 13:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Meneghetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/derek-raymond" rel="tag">Derek Raymond</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-meneghetti" rel="tag">Marco Meneghetti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensioni" rel="tag">recensioni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>&#8220;Fu trovato dietro i cespugli di fronte alla Casa del Divin Verbo in Albatross Road, nel West 5. Era la sera del 30 di marzo, all&#8217;ora di punta. Faceva un freddo terribile, e un impiegato che stava tornando a casa, appartatosi per un improvviso bisogno, era inciampato sul corpo&#8220;. Così si apre &#8220;E Morì A [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/e-mori-a-occhi-aperti' title='E morì a occhi aperti'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://img2.webster.it/BIT/179/9788882371791g.jpg" alt="" width="160" height="263" />&#8220;<em>Fu trovato dietro i cespugli di fronte alla Casa del Divin Verbo in Albatross Road, nel West 5. Era la sera del 30 di marzo, all&#8217;ora di punta. Faceva un freddo terribile, e un impiegato che stava tornando a casa, appartatosi per un improvviso bisogno, era inciampato sul corpo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Così si apre &#8220;E Morì A Occhi Aperti&#8221;, romanzo di Derek Raymond originariamente uscito nel 1984. Lui, Raymond, non ha bisogno di presentazioni. Uno stile asciutto, rapido, diretto e privo di astratte seghe mentali, che tuttavia riesce ad andare in profondità nella vicenda che ritrae, quasi si trattasse di un viaggio mentale nella vita della vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">Charles Staniland, un uomo solo, con un passato oscuro, una famiglia spezzata alle spalle e la vita piegata dall&#8217;alcolismo, è il cadavere orrendamente sfigurato e macilento attorno al quale si concentrano le indagini del nostro eroe, il Sergente.<strong> Altro, di questo ironico e diretto anti-paladino, non lo sappiamo. Soprattutto, Raymond non ne rivela mai il nome.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3696"></span>Tutto ciò che conta è dunque l&#8217;azione in sè, distante da inutili digressioni &#8211; quasi da soap-opera &#8211; così spesso presenti anche nella letteratura di genere. Staniland, si diceva. Un uomo che, come molti altri, ha commesso l&#8217;errore fatale di circondarsi delle classiche &#8220;cattive compagnie&#8221;.<strong> E allora ecco avviarsi una desolata caccia all&#8217;uomo nei bassifondi di Londra, tra prostitute di basso rango e pub dove sono più le scazzottate che i litri di birra consumati ogni sera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In mezzo a tutto questo, troviamo le numerose cassette registrate da Staniland verso la fine della sua sventurata vita, quasi una &#8220;colonna sonora&#8221; fatta di paranoie e disagi che accompagna il Sergente nelle sue indagini. <strong>Sesso, droga, sangue, bande di strada e decine di pinte di Kroenenbourg, &#8220;o quell&#8217;altra marca tedesca con il nome che non finisce più&#8221; gli ingradienti</strong>. Aggiungetevi perfidi figuri come il Cavaliere Ghignante e putridi covi di anime morte come l&#8217;House Of Agincourt e avrete il resto. Fino all&#8217;inatteso e piroettante finale, degno delle più grandi &#8220;pagine nere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno a tutto questo, poi, gravita il profilo della Factory, commissariato londinese dalla cattiva reputazione. Attorno ad esso, Raymond scriverà un&#8217;intera serie di romanzi, di cui &#8220;E morì ad occhi aperti&#8221; non è che il pirotecnico, inarrestabile prologo.</p>
<p>Provare per credere.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo:</strong></em> <em><a href="http://www.webster.it/libri-mori_occhi_aperti_raymond_derek-9788882371791.htm?a=312017">E morì a occhi aperti</a></em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Raymond+Derek-shelf_BIT-Raymond+Derek-p_1.html?a=312017">Derek Raymond</a></em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 287</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 8.00</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-mori_occhi_aperti_raymond_derek-9788882371791.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
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		<title>Anche i poeti uccidono</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 13:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
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		<category><![CDATA[Joe Lansdale]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/critica" rel="tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/joe-lansdale" rel="tag">Joe Lansdale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/veneto" rel="tag">veneto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor" rel="tag">Victor</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor-gischler" rel="tag">Victor Gischler</a></p>Prenderti per le budella e scagliarti in una sparatoria all’ultimo sangue ma allo stesso tempo scrivere di poesia con la leggera eleganza e la sensibilità di un autore colto e raffinato. Quanta incantevole fantasia, quanta classe in questo nuovo, sanguinante, dolcissimo Gischler. Sì, perché in “Anche i poeti uccidono” c’è talento narrativo allo stato puro. [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/anche-i-poeti-uccidono' title='Anche i poeti uccidono'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://img2.webster.it/BIT/184/9788882371845g.jpg" alt="" width="192" height="260" /></p>
<p style="text-align: justify;">Prenderti per le budella e scagliarti in una sparatoria all’ultimo sangue ma allo stesso tempo scrivere di poesia con la leggera eleganza e la sensibilità di un autore colto e raffinato. <strong>Quanta incantevole fantasia, quanta classe in questo nuovo, sanguinante, dolcissimo Gischler.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché in <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">“Anche i poeti uccidono”</a> c’è talento narrativo allo stato puro. Lansdale non si è risparmiato su Gischler e da par suo ha voluto regalare al giovane scrittore della Louisiana un lancio da brividi:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Victor Gischler è uno dei miei autori preferiti. I suoi libri e le sue storie sono devastanti: fredde come il ghiaccio secco, piene di intrighi e di divertimento allo stato puro. Ragazzi, questo scrittore continua a stupire!</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3731"></span>Non contento ha ribadito il concetto dicendo di aver letto <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">“Anche i poeti uccidono”</a> in un giorno perché non riusciva a smettere di andare avanti con le pagine: e allora con un padrino così di cosa stiamo a parlare?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo Lansdale ad avere parole bellissime per Gischler, provate a chiedere a Laura Lippman, a Alan D. Altieri o a Stefano Di Marino e poi, diciamola tutta, <strong>se riesci a farcire una zuppa inglese pulp noir infilando una gang di criminali a un campus, uno studente di colore ex spacciatore che si ritrova a scrivere pezzi rap travestiti di poesia per salvarsi il culo, un professore con i cadaveri nel letto e, ancora, scontri a fuoco con un ritmo che non ti molla mai per duecentoottantasei pagine devi essere perlomeno fuori di testa, oppure un genialoide.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungiamo che le scene d’azione abbondano, che i dialoghi sono ficcanti e pieni di ironia, che le situazioni spinte al limite fioccano, e che Gischler gestisce un intreccio micidiale, facendo sfoggio di colpi di scena e tocchi di classe: uno su tutti è il dialogo fra il professor Jay Morgan e Fred Jones sull’”Aneddoto della giara”. <strong>A dimostrazione che puoi essere un grandissimo scrittore senza prenderti troppo sul serio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, Victor Gischler centra il bersaglio. Non era facile dopo una sberla come il precedente <a href="http://sugarpulp.it/critica/libri/la-gabbia-delle-scimmie-di-victor-gischler">“La gabbia delle scimmie”</a> ma il bello degli autori americani è che non si accontentano mai, hanno coraggio e entusiasmo per stupirsi di nuovo, come bimbi, ogni volta in cui provano a scrivere qualcosa.<br />
Post-noir di italiana memoria, prendere appunti please!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un bel merito ce l’ha anche Luca Conti: tradurre un romanzo del genere non dev’essere stato facile ma la versione italiana fa faville</strong>. Un altro merito è di Meridiano zero che continua a sfornare autori di razza…avete presente come ha rilanciato Chester Himes?</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, aggiungiamo che Gischler è sceneggiatore Marvel per “<strong>Punisher</strong>”, “<strong>Wolverine</strong>” (sul n.242 della serie italiana c’è una sua storia intitolata “Revolver”), e Deadpool: il suo “Merc with a Mouth” dovrebbe approdare presto su 100% Marvel dopo l’ottimo esordio del personaggio in Italia a marzo con l’albo apripista “I re del suicidio”, sceneggiato da Mike Benson e Adam Glass e disegnato da Carlo Barberi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bastasse questo “Gun Monkeys” (“La gabbia delle scimmie” Ed. Meridiano Zero), “Go Go girls opf the Apocalypse” – ma quando arriva in Italia? – e “Vampire a Go Go” sono diventati altrettanti film in lavorazione a Hollywood e, allo stesso tempo, Gischler si gode la dimensione di culto che l’Italia gli sta regalando.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che presto il suo stile splendente e corrosivo, dissacrante e spietato assuma le dimensioni del successo di pubblico, vista la sua qualità.<strong> E, comuneque, Gischler sta arrivando. Sarà in Italia dal 17 al 25 maggio 2010: prima al Festival Blues di Piacenza con Joe Lansdale e poi sempre con Champion Joe a Padova a Panstore, Libreria Lovat e Osteria Barabba per una giornata da incorniciare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a Sugarpulp naturalmente!</p>
<hr />
<ul>
<li>Titolo: <a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">Anche i poeti uccidono</a></li>
<li>Autore: <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Gischler+Victor-shelf_BIT-Gischler+Victor-p_1.html?a=312017">Victor Gischler</a></li>
<li>Numero di pagine: 288</li>
<li>Editore: Meridiano Zero</li>
<li>Prezzo: Euro 15.50</li>
<li><a href="http://www.webster.it/libri-anche_poeti_uccidono_gischler_victor-9788882371845.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></li>
</ul>
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		<title>Pomona Queen</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 16:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Busatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
		<category><![CDATA[Kem Nunn]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/california" rel="tag">california</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/kem-nunn" rel="tag">Kem Nunn</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-busatta" rel="tag">Marco Busatta</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pomona" rel="tag">pomona</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensioni" rel="tag">recensioni</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarpulp" rel="tag">sugarpulp</a></p>“Era come se alla notte stessa fossero cresciute delle zanne e una lingua sbavante.” Nella valle di Pomona, California, è sera. Earl, il miglior venditore “porta-a-porta” di aspirapolvere della sua azienda, approda nella casa di un potenziale cliente per effettuare una dimostrazione finalizzata alla vendita. La casa è quella di Dan Brown (no, non lo [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/pomona-queen' title='Pomona Queen'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" src="http://img2.webster.it/BIT/085/9788882370855g.jpg" alt="" width="200" height="292" /><em>“Era come se alla notte stessa fossero cresciute delle zanne e una lingua sbavante.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nella valle di Pomona, California, è sera.</p>
<p style="text-align: justify;">Earl, <strong>il miglior venditore “porta-a-porta” di aspirapolvere della sua  azienda</strong>, approda nella casa di un potenziale cliente per effettuare una dimostrazione finalizzata alla vendita. La casa è quella di Dan Brown  (no, non lo scrittore), un delinquente di lungo corso, violento e preda delle sostanze stupefacenti. Il fatto è che Dan Brown tiene in soggiorno il cadavere del fratello, Buddy Brown, dentro un congelatore della Coca-Cola ed è deciso a vendicare la morte del fratello scovandone l&#8217;assassino. Ma quando Dan si rende conto che Earl, il tizio che ha bussato alla sua porta per vendergli un aspirapolvere, è una  vecchia conoscenza che “ci sapeva fare come cantante”, lo rapirà affinché canti sulla tomba del fratello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco che il nostro venditore di aspirapolveri  Earl, quindi, verrà travolto da una rutilante valanga di guai. Tra bikers schizzati e locali malfamati, la notte prenderà una brutta piega. Sulle strade della California, nella valle di Pomona.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3693"></span><strong>Kem Nunn costruisce il suo noir ancorandolo a catena doppia con la terra in cui lo ambienta</strong> <strong>(e questo ci piace!), la valle di Pomona, California.</strong> Una valle un tempo oggetto di illusioni e meta di uomini pieni di speranza, grazie agli aranceti che vi crescevano rigogliosi. Poi il virus “Rapido Declino” spazzò via frutteti e speranze, rendendo lentamente quella valle una terra di degrado, aridità e luci al neon.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo si dipana tra la vicenda che il protagonista Earl vive, e le digressioni narrative che prendono il via dai luoghi di Pomona, portandolo a ripercorrere la storia della sua famiglia e quella della sua giovinezza. La famiglia di Earl era una delle più facoltose della valle, poi l&#8217;inspiegata morte del suo antenato e nel giro di vent&#8217;anni il declino dei frutteti&#8230; tutto a puttane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La giovinezza di Earl: ciò che poteva essere ed invece “Rapido Declino”. </strong>Una storia fatta di segni che ritornano e sogni che non smettono di spappolarsi. <strong>Nunn fa provare al lettore quanto possa essere angosciante la notte, quando si è soli, in una terra ostile popolata da un&#8217;umanità allo sfascio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nunn descrive una California rurale, di degrado e nostalgia, tra mediocrità, follia e obiettivi da inseguire. Una narrazione permeata da un denso strato di grottesco ed un sapiente grado di ironia. Con uno stile scorrevole e fresco come il profumo dei fiori d&#8217;arancio, Nunn ti fa sentire il rancido vivo del coinvolgente noir. Per darvi la cifra di quello che è lo stile di Nunn ecco la descrizione di un personaggio: “.<em>..grasso e barbuto, con una maglietta dei Raiders e un berretto della CAT, sommerso fino al collo dai debiti, le emorroidi in arrivo, la moglie che aveva messo su qualche chilo, i figli che stavano diventando abbastanza grandi da mandarlo affanculo, l&#8217;alcol necessario per sopportare tutto questo che gli scavava un buco nelle budella&#8230;</em>” quasi epifanico, non trovate?</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo:</strong></em> <em><a href="http://www.webster.it/libri-pomona_queen_nunn_kem_meridiano-9788882370855.htm?a=312017">Pomona Queen</a></em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Nunn+Kem-shelf_BIT-Nunn+Kem-p_1.html?a=312017">Kem Nunn</a></em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 251</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: Euro 13.50</em></li>
<li><em><a href="http://www.webster.it/libri-pomona_queen_nunn_kem_meridiano-9788882370855.htm?a=312017">Acquista il libro su Webster.it</a></em></li>
</ul>
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		<title>Tanatoparty</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Favini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Lucilla Pezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Meridiano Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Tanatoparty]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/laura-liberale" rel="tag">Laura Liberale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/lucilla-pezzi" rel="tag">Lucilla Pezzi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/tanatoparty" rel="tag">Tanatoparty</a></p>Lucilla Pezzi, poetessa dello scandalo e della carne esposta, del nudo e dell’oscenità. Clotilde Rousselot, geniale ed inquietante imbalsamatrice di cadaveri. Leo, necrofilo perverso e Mina, alle prese con un corpo in disfacimento. I personaggi descritti dalla Liberale, macabri ed angoscianti nella loro lucida follia, si ritrovano tutti alla Tanatexpo, colossale esposizione degli ultimi ritrovati [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/tanatoparty' title='Tanatoparty'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2924" title="Tanatoparty" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/Tanatoparty.jpg" alt="Tanatoparty" width="209" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lucilla Pezzi, poetessa dello scandalo e della carne esposta, del nudo e dell’oscenità.<br />
Clotilde Rousselot, geniale ed inquietante imbalsamatrice di cadaveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Leo, necrofilo perverso e Mina, alle prese con un corpo in disfacimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I personaggi descritti dalla Liberale, macabri ed angoscianti nella loro lucida follia, si ritrovano tutti alla Tanatexpo, colossale esposizione degli ultimi ritrovati del settore funerario. Le loro storie, raccontate per mezzo di lunghi flashback, sono quelle di un&#8217;umanità grottesca e deviata, sempre alla ricerca dell’eccesso e dell’esagerazione, che trova il proprio apice nella figura di Lucilla.<span id="more-2918"></span><br />
Non è un libro da sfogliare con leggerezza, <a href="http://www.webster.it/libri-tanatoparty_liberale_laura_meridiano_zero-9788882372026.htm?a=312017">Tanatopraty</a>, sia per le tematiche trattate sia per il registro linguistico elevato. Servono impegno, stomaco di ferro e almeno un briciolo di sensibilità dark.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare da filo conduttore di tutta la vicenda, infatti, è la morte, onnipresente ed esibita in una sorta di danza macabra ed orgiastica. Alla Tanatexpo ci sono hostess provocanti in latex nero, bare all’ultima moda e kit giocattolo per piccoli tanatoprattori. Ci sono carri funebri con gli interni in pelliccia, portachiavi a forma di feretro e c’è l’ultima esibizione di Lucilla Pezzi, accompagnata da un volume di poesie inedite. Un volume postumo dato che di Lucilla, alla fiera, non c’è che il cadavere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla performance della poetessa il lettore s’interroga fin dalle prime pagine, e tutto il romanzo è incentrato sull’attesa del grande evento, capace di far esplodere la tensione e l’orrore accumulati. C’è molta critica sociale, in  Tanatoparty, perché il marketing senza scrupoli raggiunge anche l’industria della morte. A tentare di opporsi alla lobby funeraria troviamo il gruppo combattente P.G.F., pronto a colpire la Tanatexpo con un attentato terroristico, ma la loro proposta di funerale ecosostenibile non è meno kitsch e grottesca di quel che ritroviamo nel resto del libro. Si tratta dell’unica punta ironica del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto prevalgono toni lugubri ed oscuri: il linguaggio è ricercato e la narrazione è pervasa da un lirismo cupo, a riprova dell’esperienza poetica dell’autrice. A fare da cornice alla macabra vicenda (anche fisicamente, con una bella organizzazione grafica delle pagine), ci sono le citazioni dal Libro tibetano dei morti, quasi a scandire le esequie di un mondo corrotto e marcescente, più disumano della morte stessa.</p>
<hr />
<ul style="text-align: justify;">
<li><em><strong>Titolo</strong>: Tanatoparty<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Laura Liberale<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 126</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><a href="http://www.webster.it/libri-tanatoparty_liberale_laura_meridiano_zero-9788882372026.htm?a=312017"><em><strong>Prezzo</strong>: 10,00 euro</em></a></li>
</ul>
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		<title>La gabbia delle scimmie</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[La gabbia delle scimmie]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Strukul]]></category>
		<category><![CDATA[Meridiano Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Victor]]></category>
		<category><![CDATA[Victor Gischler]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-gabbia-delle-scimmie" rel="tag">La gabbia delle scimmie</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor" rel="tag">Victor</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/victor-gischler" rel="tag">Victor Gischler</a></p>Francamente, e credo di non essere il solo a pensarla così, ritengo che Victor Gischler sia l’autore più interessante dei nuovi scrittori di quella che noi barbabietole insanguinate di Sugarpulp chiamiamo la new wave del noir americano e considerato che “Champion” Joe Lansdale dice grandi cose di Victor, per esempio che prende il concetto di delirio di scrittura per portarlo al massimo fino a farlo danzare sull’orlo dell’abisso – sono parole sue non mie – allora mi sento più tranquillo e in qualche modo autorizzato a spendere parole importanti. Insomma con Joe che certifica i quattro quarti di nobiltà artistica di Gischler, ci sono gli estremi per dire che questo, per chi ama un certo tipo di lettura, quello che va sulle pagine di Sugarpulp, è il nuovo grande autore da prendere a scatola chiusa. Ma perché vi parlo di Gischler?<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/la-gabbia-delle-scimmie' title='La gabbia delle scimmie'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2441" title="La-Gabbia-delle-Scimmie" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/09/La-Gabbia-delle-Scimmie.jpg" alt="La-Gabbia-delle-Scimmie" width="210" height="288" /></p>
<p style="text-align: justify;">Francamente, e credo di non essere il solo a pensarla così, ritengo che Victor Gischler sia l’autore più interessante dei nuovi scrittori di quella che noi barbabietole insanguinate di Sugarpulp chiamiamo la new wave del noir americano e considerato che “Champion” Joe Lansdale dice grandi cose di Victor, per esempio che prende il concetto di delirio di scrittura per portarlo al massimo fino a farlo danzare sull’orlo dell’abisso – sono parole sue non mie – allora mi sento più tranquillo e in qualche modo autorizzato a spendere parole importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma con Joe che certifica i quattro quarti di nobiltà artistica di Gischler, ci sono gli estremi per dire che questo, per chi ama un certo tipo di lettura, quello che va sulle pagine di Sugarpulp, è il nuovo grande autore da prendere a scatola chiusa. Ma perché vi parlo di Gischler?<span id="more-2439"></span> Numero uno perché tenterò di recensire finalmente sulle pagine della nostra Tortuga letteraria il capolavoro di cui non abbiamo ancora parlato, “La gabbia delle scimmie”, edito da Meridiano Zero ancora l’anno scorso. Poi perché di Victor Gischler uscirà a novembre sempre per Meridiano Zero “Pistol Poets”, non conosciamo ancora il titolo dell’edizione italiana ma sappiamo già per certo che la traduzione del romanzo sarà di quel vecchio demonio di Luca “The Wizard” Conti, sappiamo anche che Pistol Poets è un vero capolavoro che spiazzerà ulteriormente coloro che avevano amato “La gabbia delle scimmie” portando il livello di follia e divertimento a un grado ancora superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, se il tuo penultimo libro racconta di una Terra post-apocalittica il cui futuro è indissolubilmente legato ad una catena di Strip Club &#8211; “Go Go Girls of the Apocalypse” &#8211; ancora inedito in Italia, e il tuo ultimo romanzo in uscita &#8211; il primo settembre negli States &#8211; è un piccolo capolavoro a base di lupi mannari, streghe, golem e frati-killer ambientato a Praga http://www.vampireagogo.com/ allora come minimo la targa di scrittore più pulp degli ultimi dieci anni, Joe Lansdale era già sugli scudi of course, te lo meriti tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa doverosa premessa e incrociando le dita in attesa di “Pistol Poets” veniamo ora a “La gabbia delle scimmie”, in originale “Gun Monkeys”.</p>
<p style="text-align: justify;">Charlie Swift è un gangster, uno di quelli tosti, viaggia con un cadavere senza testa nella Chrysler presa a nolo e ha un compagno di squadra psicopatico che di nome fa Blade Sanchez e si diverte a far saltare in aria le vittime con pasticcini imbottiti di tritolo. Fin qui ordinaria amministrazione, un buon attacco noir pulp nella migliore tradizione tarantiniana, ma io ci metterei anche Rodriguez magari shakerato con Spillane, ma se a questo aggiungete un ritmo micidiale che non scende mai e dico non scende mai per duecentocinquantasei pagine, una storia irta di false piste in cui niente è come appare, uno humour che vi farà sgolare di risate per tutta la durata del romanzo, una serie di personaggi tratteggiati con guascona intelligenza quasi a mettere in scena una crociata dei pezzenti del noir, allora vi renderete presto conto che Gischler è un talento puro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gangster che si scannano a Monopoli, agenti dell’FBI più o meno sporchi, fidanzate impagliatrici di animali, madri iperprotettive, fratelli da mandare all’Università che sognano pistole intergalattiche, sparatorie da Ok Corrall ambientate in lavanderie a gettone, concerti rock tenuti in locali di quart’ordine nella provincia di Orlando, la capitale di Disneyland.</p>
<p style="text-align: justify;">Come e meglio di Bazell se è vero che dopo questo Gischler ha già scritto altri sei romanzi tutti in attesa di traduzione italiana, ha collezionato una nomination agli Edgar e una agli Anthony Award, ha una versione cinematografica di “La gabbia delle scimmie” in rampa di lancio e sceneggiature Marvel di Punisher, Wolverine e Deadpool che mandano gli albi sold out.</p>
<p style="text-align: justify;">Victor Gischler: il nuovo, grande autore della new wave noir americana.<br />
In attesa di “Pistol Poets”, leggetevi “La gabbia delle scimmie”: non vi deluderà. Perché? Perché è un grande spettacolo, non solo uno splendido romanzo.</p>
<hr />
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: La gabbia delle scimmie</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>:Victor Gischler</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>:256</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 15,00 euro</em></li>
</ul>
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		<title>Christmas pulp</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Babbo Natale]]></category>
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		<category><![CDATA[sgangherato]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/babbo-natale" rel="tag">Babbo Natale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/christmas-pulp" rel="tag">christmas pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/ennio-kitterlegnosky" rel="tag">Ennio Kitterlegnosky</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/feeling" rel="tag">feeling</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/nibelunghi" rel="tag">Nibelunghi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pulp" rel="tag">pulp</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sgangherato" rel="tag">sgangherato</a></p>Ennio Kitterlegnosky è il drugo della letteratura italiana. I suoi racconti sono biomasse dai contorni sanguinanti e irridenti. In “Christmas Pulp”, il giovane autore romano, elvetico d’adozione &#8211; che debutta in questi giorni per la scuderia di Meridiano Zero &#8211; mescola una dozzina di brevi polaroid narrative in acido fondendo ambientazioni tex mex con la [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/christmas-pulp' title='Christmas pulp'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2227" title="christmaspulp" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/07/christmaspulp.jpeg" alt="christmaspulp" width="200" height="297" />Ennio Kitterlegnosky è il drugo della letteratura italiana. I suoi racconti sono biomasse dai contorni sanguinanti e irridenti. In “Christmas Pulp”, il giovane autore romano, elvetico d’adozione &#8211; che debutta in questi giorni per la scuderia di Meridiano Zero &#8211; mescola una dozzina di brevi polaroid narrative in acido fondendo ambientazioni tex mex con la provincia italiana più selvatica, quella delle colline umbre e delle processioni religiose da profondo sud.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2219"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, materiale altamente infiammabile che ben si colloca fra le letture di queste lande, posto che è anche al racconto che qui a Sugarpulp guardiamo, genere in parte svilito dall’editoria italiana ma che andrebbe ricoltivato con attenzione e cura.<br />
Un autore, Kitterlegnosky, che è davvero perfetto per i nostri lettori, per il feeling che gronda sorrisi e frattaglie dalle pagine, per quella cifra impastata di cinismo e accenti sadici nei confronti di personaggi che sembrano comparse di un film dei fratelli Cohen.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendete allora il Babbo Natale alcoolizzato ed erotomane di “Libera uscita per Babbo Natale” o la banda di nani peruviani di “Nibelunghi” o magari la corsa dei carretti in “La discesa di Corso San Zenone” e troverete alcune delle invenzioni narrative più sgangherate e efficaci degli ultimi mesi.<br />
Una verve, una comicità naturale, un gusto per lo sberleffo che rendono questa raccolta di racconti un cocktail davvero riuscito.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi una scrittura rapida, senza fronzoli, divertita e in grado di regalare mescalina al lettore, perché “Christmas pulp” ha come unica vera protagonista la perdita dell’innocenza. Una raccolta di personaggi divertenti e grotteschi, surreali e dissacranti. Sospeso nella più pura assenza di sensi di colpa, Kitterlegnosky sventaglia mitragliate di comicità guascona e irresistibile. Il suo stile abrasivo brucia come un bicchiere di tequila liscia buttata giù d’un fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da provare.</p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Christmas pulp<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Ennio Kitterlegnosky<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 156</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 12,00</em></li>
</ul>
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		<item>
		<title>La Fiera dei Serpenti</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/la-fiera-dei-serpenti</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 13:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[Harry Crews]]></category>
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		<category><![CDATA[Matteo Righetto]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/harry-crews" rel="tag">Harry Crews</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-fiera-dei-serpenti" rel="tag">la fiera dei serpenti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-righetto" rel="tag">Matteo Righetto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a></p>Definito dal New Yorker " uno scrittore di straordinaria potenza", Harry Crews ci offre un viaggio folgorante, originale e mozzafiato nel profondo Sud degli Stati Uniti, nelle atmosfere epiche rurali e selvatiche tanto amate da Sugarpulp. In questo romanzo ambientato negli anni Settanta (e scritto nello stesso periodo) l'autore della contea di Bacon (Georgia) racconta la sua stessa infanzia (allevato da un patrigno alcolizzato e violento). Siamo in Georgia, precisamente a Mystic, in un paese di terra e polvere posto nel buco del culo del mondo, laddove regnano incontrastate le bieche leggi del razzismo, le prepotenze dei più forti e i soprusi di chi la legge la dovrebbe rappresentare. Qui vive Joe Lon Mackey, terrificante protagonista di questo durissimo romanzo.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/la-fiera-dei-serpenti' title='La Fiera dei Serpenti'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-full wp-image-2015" title="la-fiera-di-serpenti-crews" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/06/la-fiera-di-serpenti-crews.jpg" alt="la-fiera-di-serpenti-crews" width="200" height="284" />Definito dal </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>New Yorker</em></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> &#8221; uno scrittore di straordinaria potenza&#8221;, Harry Crews ci offre un viaggio folgorante, originale e mozzafiato nel profondo Sud degli Stati Uniti, nelle atmosfere epiche rurali e selvatiche tanto amate da Sugarpulp. In questo romanzo ambientato negli anni Settanta (e scritto nello stesso periodo) l&#8217;autore della contea di Bacon (Georgia) racconta la sua stessa infanzia (allevato da un patrigno alcolizzato e violento). Siamo in Georgia, precisamente a Mystic, in un paese di terra e polvere posto nel buco del culo del mondo, laddove regnano incontrastate le bieche leggi del razzismo, le prepotenze dei più forti e i soprusi di chi la legge la dovrebbe rappresentare. Qui vive Joe Lon Mackey, terrificante protagonista di questo durissimo romanzo. Joe Lon passa il suo tempo gestendo un locale &#8220;ereditato&#8221; dal padre, in cui smercia birra e whiskey di contrabbando con l’aiuto di due neri tuttofare schiavizzati. Il suo vecchio padre è un violentissimo e crudele addestratore di pitbull da combattimento, la cui spietatezza con gli animali è riverita dalla popolazione locale.<span id="more-2013"></span> La sorella di Joe Lon è invece una disturbata mentale che si spalma merda fra i capelli e passa le giornate incollata davanti alla televisione. Poi c&#8217;è lo sceriffo di Mystic, un tizio che ha perso una gamba in Vietnam e rinchiude in prigione le ragazzine di colore che rifiutano le sue avances per violentarle indisturbatamente. Tutti sanno, ma nessuno parla. Per la maggior parte del tempo Joe Lon Mackey se la prende con se stesso per i maltrattamenti fisici e psicologici che impartisce alla moglie, che si prende cura dei due piccoli figli; e si crogiola in un miscuglio di passate glorie e presenti rimpianti al pensiero che gli incidenti di football degli anni del liceo gli sono costati il futuro.<br />
Una volta all’anno a Mystic si svolge la &#8220;fiera dei serpenti a sonagli&#8221;, che attira lunatici ubriachi e fuori di testa da tutti gli stati confinanti, e non solo, i quali arrivano nella piccola cittadina per cacciare, uccidere e mangiare serpenti, in realtà di ogni specie. L’avvenimento è coronato da un concorso di bellezze in bikini e da una nottata di festeggiamenti in vista della caccia. Joe Lon decide che il raduno è l’opportunità ideale per attirare un po’ d’attenzione. Ma l’elaborato progetto che escogita per evadere dal grigiore di Mystic gli sfugge di mano, e così, uscito di senno, scatena una strage iniziando a sparare su poliziotti corrotti e predicatori da quattro soldi, scatenando un&#8217;incredibile serie di eventi che tengono il lettore con il fiato sopeso e che Crews presenta, come è solito fare, come una macabra, ma esilarante e irresistibile versione della commedia umana. Eppure, nonostante questo finale cruento e &#8220;impazzito&#8221;; e nonostante dalla prima all&#8217;ultima pagina del romanzo Joe Lon non rappresenti nulla di esemplare o anche soltanto di buono, alla fine della fiera per lui non si prova né antipatia, né rancore, né tantomeno odio. Perché tra la feccia che lo circonda, lui appare comunque meno ignobile degli altri, e pertanto meno disgustoso rispetto al conformismo verso il basso e alla omologazione sub-culturale di cui è permeato l&#8217;ambiente in cui si svolge la vicenda. </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>La fiera dei serpenti</em></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> è un romanzo che segue lo schema clasico della tragedia. Una tragedia magnificamente descritta e dipinta con i colori più cupi di cui è capace Harry Crews, uno dei massimi autori americani contemporanei forse troppo poco considerato dalla critica.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">__________________________________________________________________________</span></span></p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: La Fiera dei Serpenti</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Harry Crews</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 224</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 13,50</em></li>
</ul>
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		<title>Corri uomo corri</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 11:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Romano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/chester-himes" rel="tag">Chester Himes</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/corri-uomo-corri" rel="tag">Corri uomo corri</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/harlem" rel="tag">Harlem</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/jimmy-johnson" rel="tag">Jimmy Johnson</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matt-walker" rel="tag">Matt Walker</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/nero-bianco" rel="tag">Nero. bianco</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/neve" rel="tag">neve</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/new-york" rel="tag">New York</a></p>Corri, uomo, corri, noir del '66 di Chester Himes, il “Chandler nero”, l'”Hammett di Harlem”, è sicuramente un classico coi fiocchi.
In una rigida New York City di fine anno, durante una notte gelida e folle, un poliziotto di quella che un tempo si definiva “Buon Costume”, Matt Walker, uccide accidentalmente, come ne "Lo staniero" di Camus, un inserviente nero in una tavola calda.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/corri-uomo-corri' title='Corri uomo corri'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1885" title="himes" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/06/himes-149x214.jpg" alt="himes" width="149" height="214" />Corri, uomo, corri, (trad. Luca Conti, Meridiano Zero Editore), noir del &#8217;66 di Chester Himes, il “Chandler nero”, l&#8217;”Hammett di Harlem”, è sicuramente un classico coi fiocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">In una rigida New York City di fine anno, durante una notte gelida e folle, un poliziotto di quella che un tempo si definiva “Buon Costume”, Matt Walker, uccide accidentalmente, come ne &#8220;Lo staniero&#8221; di Camus, un inserviente nero in una tavola calda. È solo l&#8217;inizio, arrembante e cinematografico, per l&#8217;asciuttezza e la velocità delle scene, di questo ottimo romanzo.<span id="more-1884"></span><br />
Se ne ricorderà forse William Friedkin per i suoi polizieschi secchi e nevrotici come &#8220;Il braccio violento della legge&#8221; e &#8220;Vivere e morire a Los Angeles&#8221;. E si vive e si muore con molta facilità nella Grande Mela descritta da Himes, nero e reietto come molti suoi personaggi, il quale confeziona un plot che verte tutto sullo scambio di identità, apparente, fra vittima e carnefice: il testimone oculare, sopravvissuto alla mattanza di Walker, Jimmy Johnson, sarà costretto per tutto il libro a guardarsi da questo losco figuro che a lui sembra essere sempre “alto tre metri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure lo stereotipo del villain è lontano anni luce dalla disincantata ed esistenziale poesia di Himes. La potremmo definire così, senza tema: personaggi che rimangono impressi nella memoria con un semplice schizzo descrittivo, per l&#8217;atmosfera, dolente e ferina, che si portano addosso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno è realmente innocente nella Babele metropolitana dello scrittore: né uomini né donne, né bianchi né neri. Ognuno ha il suo fardello di colpa, anche se lo schema giustizialista compie il suo dovere, alla fine. Ma è ben altro ciò che interessa ad Himes: in tempi ancora bui, descrive con spietatezza, senza mezzi termini, la giungla cittadina, coacervo di razze e di cattive intenzioni, dove gli esseri umani sono come bestie (splendida la descrizione del night club come una stalla), dove l&#8217;unica legge è quella del taglione, in cui pochi cenni possono bastare per dare il &#8220;la&#8221; a una tremenda vendetta o una conturbante e animalesca goduria dei sensi. E lo fa tenendo conto delle tempistiche, calibrate a dovere, dei dialoghi; con un&#8217;accorta regia delle scene, che distinguono ogni capitolo come fosse una ripresa a sé stante; e con una sottolineata cura per le certosine perlustrazioni degli atteggiamenti, delle sfumature, dei tranche de vie che riesce, in poche righe, a tratteggiare, senza scadere mai nel bozzetto né nella sensazionalità enfatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Complice una scrittura diretta, che prende a prestito dal parlato molta della sua spontaneità, senza però forzare la mano, Himes conduce il lettore a stretto contatto con i suoi personaggi. Li segue passo passo, li fa sbronzare, ci balla assieme, assiste ai loro coiti (sempre in disparte), carezza le loro ferite, si prende le loro pallottole, ascolta la musica che si sussurra fra le pieghe contratte di palazzi oscuri, fumosi bar di periferia e ristoranti stipati di gente e di leccornie pesantissime e gustose.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo aspettando che l&#8217;anno termini, squassato e stralunato dai contorni avulsi e convulsi di una città sommersa di neve, ma il cui cuore è gonfio di passione, di sangue, e di odio. L&#8217;odio di chi disprezza chi è diverso da sé, e, anche se non lo vuole ammettere, ha come unico obiettivo la sua distruzione, il suo annientamento, e la propria, presunta, salvezza.</p>
<p style="text-align: justify;">_______________________________________</p>
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Corri uomo corri<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Chester Himes<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 224</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Meridiano Zero<br />
</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 14,00</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Intervista a James Lee Burke</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 23:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bluecollar" rel="tag">bluecollar</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dave-robicheaux" rel="tag">Dave Robicheaux</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/edgar-award" rel="tag">Edgar Award</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci" rel="tag">Fanucci</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/james-lee-burke" rel="tag">James Lee Burke</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/lurlo-del-vento" rel="tag">L'urlo del vento</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/la-ballata-di-jolie-blon" rel="tag">La ballata di Jolie Blon</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/louisiana" rel="tag">Louisiana</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/meridiano-zero" rel="tag">Meridiano Zero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/new-iberia" rel="tag">New Iberia</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/new-orleans" rel="tag">New Orleans</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/pioggia-al-neon" rel="tag">Pioggia al neon</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/rick-de-marinis" rel="tag">Rick De Marinis</a></p>Il sud degli States ha sempre avuto una straordinaria schiera di affascinanti cantori e James Lee Burke, che di quel deep south è custode e cultore integerrimo, è solo uno dei talenti emersi negli ultimi dieci anni nel mercato italiano, se è vero che al suo fianco non possono non venire a mente, fra gli altri, anche Cormack McCarthy, Joe R. Lansdale, Daniel Woodrell, e James Sallis...<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/sugarbooks/intervista-a-james-lee-burke' title='Intervista a James Lee Burke'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/james-lee-burke1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1008" title="James Lee Burke" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/james-lee-burke1.jpg" alt="James Lee Burke" width="200" height="245" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il sud degli States ha sempre avuto una straordinaria schiera di affascinanti cantori e James Lee Burke, che di quel deep south è custode e cultore integerrimo, è solo uno dei talenti emersi negli ultimi dieci anni nel mercato italiano, se è vero che al suo fianco non possono non venire a mente, fra gli altri, anche Cormack McCarthy, Joe R. Lansdale, Daniel Woodrell, e James Sallis<span id="more-1006"></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Houston, Texas, nel 1936, Burke non è certo un accademico nel senso ortodosso del termine: ha infatti lavorato nell&#8217;industria petrolifera e poi come giornalista ed impiegato all&#8217;ufficio di collocamento in Louisiana, è stato quindi professore di College nel Kentucky e successivamente assistente sociale a Los Angeles, senza che tutto questo gli impedisse di prendere una laurea in Letteratura Inglese presso la University of Missouri nel 1960.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure tutto questo girovagare non lo ha distolto dal suo grande amore per la Louisiana ed il Texas, che poi, guarda caso, sono i due Stati in cui vengono ambientati i cicli di avventure dei suoi due personaggi di maggior successo, quelli che gli hanno permesso di scalare le classifiche di mezzo mondo e di vincere ben due Edgar Awards. Parliamo naturalmente del detective cajun Dave Robicheaux e l&#8217;avvocato texano Billy Bob Holland. Autore superbo, definito da Jonathan Kellerman &#8220;il Faulkner della Crime Fiction&#8221;, ma i riferimenti possibili sarebbero infiniti, da Flannery O&#8217;Connor a Erskine Caldwell tanto per nominarne un paio, James Lee Burke è uno di quegli scrittori in grado di rivoluzionare il concetto di noir, riuscendo a fondere i tratti caratteristici del genere con il lirismo vibrante della letteratura del sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, anche a causa del suo vissuto, Burke è, a dispetto delle etichette e delle categorie di scrittore di noir doc pure certamente utili sotto il profilo divulgativo-informativo, anche e soprattutto autore di romanzi sociali. Nei suoi libri il detective Dave Robicheaux è un ex agente della squadra omicidi di New Orleans, a cui hanno ucciso la moglie, che ha deciso di ritirarsi in un angolo appartato sul bayou Teche a vendere esche e a fare l’aiuto sceriffo prima e l’investigatore privato poi a New Iberia. Disilluso senza essere rassegnato, cinico ma non spietato, Robicheaux è la figura perfetta per Burke, il deus ex machina che gli consente di mettere in vetrina i complicati intrecci della società del sud, incrociando politica con corruzione e sete di denaro, aristocrazia e potere, rabbia e sopruso, evitando, peraltro, nel modo più assoluto di &#8220;pennellare&#8221; personaggi a senso unico ma anzi proponendo caratterizzazioni quanto mai complesse e sfaccettate, in grado di affascinare i lettori proprio perché rifuggono in ogni modo semplificazioni manichee di sorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Onore a Meridiano Zero prima e a Fanucci poi, quindi, case editrici attente che hanno pensato bene di pubblicare i libri di James Lee Burke (dopo l&#8217;abbandono da parte di Baldini Castoldi e Dalai) acquistandone di recente i diritti e, così facendo, permettendo che uno dei massimi scrittori americani contemporanei giungesse finalmente fino a noi.</p>
<h1><span style="font-size: large;">L’INTERVISTA</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come e quando hai deciso di cominciare il ciclo dei romanzi di James Lee Burke?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci fu un periodo della mia vita durante il quale non riuscivo più a pubblicare un romanzo in hardcover (l’edizione rilegata).Quel periodo durò qualcosa come tredici anni. Un mio caro amico e ottimo scrittore &#8211; Rick Demarinis – mi suggerì di tentare con un hard boiled. Quando terminai di scrivere il libro, tre importanti case editrici newyorchesi fecero un’offerta. Ricordo perfettamente che quasi svenni per l’emozione.</p>
<p><a href="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_pioggianeon.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1071" title="&quot;Pioggia al neon&quot; di James Lee Burke" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/04/cover_pioggianeon-153x214.jpg" alt="&quot;Pioggia al neon&quot; di James Lee Burke" width="153" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Pioggia al Neon”, pubblicato da Meridiano Zero in Italia è il primo romanzo dedicato a Dave Robicheaux. Che cosa rappresenta per te questo libro dopo vent’anni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre stato molto fiero di questo libro. Venne scritto prima che cominciasse la Guerra del Golfo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ti ha suggerito un titolo come questo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta è legata alla straordinaria bellezza di New Orleans durante una giornata di pioggia, in modo particolare perché a causa dele tante insegne sembra che l’intera città scintilli di tanti neon colorati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come descriveresti in breve “Pioggia al neon”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Direi che è una storia che mescola i temi del traffico d’armi in America Centrale con le politiche sottobanco dell’amministrazione Reagan impegnata a intessere relazioni d’affari con i cartelli della droga e delle armi e a garantirsi l’appoggio da parte di frange della destra estrema fra gli squadroni della morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dave Robicheaux è un detective <em>cajun</em></strong><strong>. Chi erano i Cajun?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono i discendenti dei c.d. Acadiani o Acadienne, popolazioni canadesi che vennero espulse dagli Inglesi nel 1755, i quali deportarono queste persone dalla Nuova Scozia fino alle paludi malsane della Louisiana perché lì crepassero come mosche a causa del clima micidiale.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Vorrei che mi parlassi del personaggio di Dave Robicheaux. Qualche volta incarna perfettamente l’eroe buono, altre volte somiglia da vicino a un “cattivo tenente: che tipo di uomo è?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rappresenta il prototipo del cavaliere bluecollar (blue collar, letteralmente colletto blu, parola del gergo americano per definire gli operai a causa delle tute blu che indossano ndr) errante. Ha tutte le virtù che la maggior parte delle persone ammira e vorrebbe avere: coraggio, senso dell’onore, sincerità, grande pazienza e capacità di accettazione. Ultima qualità, ma non meno importante delle altre anzi, Dave Robicheaux cerca di dar voce a tutti coloro che non ne hanno alcuna, che poi di solito sono i più deboli, gli ultimi della società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai vinto due Edgar Award (l’Edgar Award è il più importante premio della letteratura noir al mondo ndr): mi dici due parole a prosposito di quell’esperienza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È stato un grandissimo onore. I due romanzi che sono stati premiati &#8211; &#8220;Cimarron Rose&#8221; e &#8220;Black Cherry Blues&#8221; – sono i migliori che abbia mai scritto, credo.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Soprattutto nel ciclo delle storie dedicato a Dave Robicheaux, la natura della Louisiana non costituisce solo un fondale, un’ambientazione ma è piuttosto una parte essenziale della storia, un personaggio vero e proprio che ne pensi? Sei d’accordo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso che il motivo di una simile scelta sia legata agli scrittori che hanno certamente influenzato il mio stile, autori naturalisti come John Steinbeck, James T. Farrell e John Dos Passos. Secondo me luoghi e ambientazione sono personaggi chiave di un romanzo. Aggiungi che fra coloro che ammiro vanno inseriti i nomi di almeno tre grandi cantori del Sud come Erskine Caldwell, William Faulkner e Tennessee Williams e il quadro complessivo è ancora più chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di ricerche conduci per scrivere i tuoi romanzi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Davvero niente di particolare. Tendenzialmente cerco di curare i dettagli, verifico le date, insomma quel genere di piccole verifiche che si fanno per avere una corretta sequenza cronologica, ma non ho mai condotto quella che potremmo seriamente definire una ricerca su un determinato tema o storia per poi scrivere un libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1019" title="lurlo-del-vento" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/03/lurlo-del-vento.jpeg" alt="lurlo-del-vento" />Abbastanza recentemente hai scritto un racconto intitolato “Jesus out to Sea”, ancora inedito in Italia, e un romanzo “L’urlo del vento”, pubblicato da Fanucci, che fotografano la tragedia dell’uragano Katrina. La domanda è: come potrà rinascere New Orleans dopo quello che è accaduto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo di essere in grado di rispondere a questa domanda. Come dici giustamente tu la distruzione di New Orleans ha un solo nome: tragedia. Nel bene e nel male, penso proprio che la vecchia Louisiana sia andata perduta per sempre.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"><strong>Anche il blues ha un ruolo importante nei tuoi romanzi, soprattutto in alcuni dedicati a Dave Robicheaux come ad esempio “La ballata di Jolie Blon” uscito per Meridiano Zero. Puoi dirmi due parole sul ruolo che ha la musica nei tuoi libri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre suonato la chitarra ogni giorno della mia vita negli ultimi quarantasei anni e non ho mai fatto significativi miglioramenti. Qualsiasi cosa io suoni, sento porte di casa che si chiudono. Non so esattamente cosa significhi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di scrittori ami leggere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Solamente quelli molto bravi. Se vuoi imparare a scrivere davvero devi leggere solo buoni autori e non leggerne mai, nemmeno uno, di mediocre. Fra questi ultimi includerei quelli melensi, quelli ignoranti e quelli che si sputtanano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A quale progetto stai lavorando in questi giorni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al nuovo romanzo che ho appena pubblicato: &#8220;Swan Peak.&#8221; Anche questo è dedicato a Dave Robicheaux ma questa volta ho deciso di spostare l’azione nel Montana.</p>
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